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L'opposizione spinge Caligiore a votare contro Acea

CECCANO. Comuni del Frusinate

"Pretendiamo una ferma azione contro i distacchi e per il riallaccio delle utenze"

IlCoraggiodiCambiare Logo minAlla luce del voto contrario espresso nell'ultima assemblea dei sindaci dal Sindaco Caligiore riguardo al piano di aumento tariffario, possiamo ben dire che questo sia maturato grazie alla querelle politica innescata dai nostri consiglieri in sede di assise comunale. Aver messo in risalto le contraddizioni del Sindaco sulla questione dell'astensione sugli Oneri concessori hanno sicuramente indotto lo stesso Caligiore a rivedere la propria posizione sull'appoggio dato ad Acea astenendosi, questo per non essere ulteriormente messo in imbarazzo agli occhi dei cittadini, memori delle sue promesse elettorali per la cacciata del gestore.

Questo voto contrario non mette Caligiore al riparo dalle nostre critiche anzi, ci spinge a farne ancora e sempre più pressanti, affinché il Sindaco dimostri con i fatti di essersi davvero ravveduto e quindi di essere tornato dalla parte dei cittadini, dopo l'astensione sugli oneri concessori e che, quindi, non abbia fatto solo pura accademia votando no. Ora ci aspettiamo che si unisca alla richiesta per la mozione provinciale antidistacco e per il riallaccio delle utenze disalimentate, presentata da altri quattro Sindaci e purtroppo non discussa per gli artifizi di chi non vuole nuocere ad Acea. Chiediamo, inoltre, il perché non lo abbia fatto già in seno all'assemblea stessa.

Ora pretendiamo una ferma azione sul territorio comunale contro i distacchi e per il riallaccio delle utenze disalimentate, emanando apposita ordinanza sindacale alla luce della delibera ARERA, delle sentenze dei vari gradi di giudizio che si sono espressi in merito e delle raccomandazioni del ministero della salute in merito alla prevenzione del contagio da covid19. Gli chiediamo, come già abbiamo fatto in consiglio Comunale, di programmare una reale e seria ricognizione degli impianti sul territorio (vedremo finalmente se ci sono stati investimenti o meno da parte di Acea), come anche sullo stato della depurazione, ricordandogli che la Corte Costituzionale sanciva, con sentenza del 2008, il rimborso della quota depurativa in assenza della funzionalità al 100% del depuratore stesso e che lui è il garante sul territorio dei diritti e della salute dei cittadini.

Se davvero Caligiore ha riabbracciato la lotta contro Acea lo dimostri nei fatti e nella politica quotidiana, contrastando il gestore su tutta la linea che questi propone, perché vessatoria dei cittadini e dei loro diritti, e non a fasi alterne cercandone i favori e continuando, così facendo, solo a fare il gioco della multinazionale.

Coordinamento politico “Il Coraggio di Cambiare”

 

 

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Cosa spinge un ragazzo a entrare a scuola armato e aprire il fuoco?

pistola bambino 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - (allegato video della dirigente scolastica*) - Cosa spinge un ragazzo a entrare nella sua scuola armato e aprire il fuoco? Che sia un college americano o una scuola pubblica italiana, la strada, non è più “l’habitat naturale” dei rivoltosi, la rabbia appartiene a qualsiasi categoria sociale.

Ad Aprilia, oggi, un ragazzino è entrato a scuola con una tuta mimetica imbottita di molotov costruite artigianalmente con delle bottiglie di vino riempite con liquido infiammabile che ha lanciato contro le pareti dell’edificio. Non molti giorni fa, a Fiuggi, un ragazzo entra in una scuola e prende per la gola la Preside. Attimi di panico in aula. Erano da poco passate le 8 e 30 quando in un attimo si è scatenato il putiferio. Un ragazzo di Alatri di circa 30 anni è entrato nel centro di formazione professionale di Fiuggi, vicino la centralissima piazza Spada, ed ha afferrato per la gola la preside strattonandola per il corridoio e strillando ad alta voce a tutti i presenti di "non muoversi.“

Il movente è diverso, il primo ragazzo, quello dell’episodio recente, sembra essere stato vittima di bullismo per lungo periodo e così, sfinito, ha deciso di reagire nella maniera più eclatante e drammatica. Il secondo, pare fosse in cura da molto tempo. Il punto è che si tratta comunque di ragazzi, casi isolati, che vivono le loro angosce nella solitudine fino alle estreme conseguenze che questa assume.

Non so cosa spinga un ragazzo a usare violenza contro un professore o i suoi compagni, le cause sono ipotizzabili, a volte così evidenti, ma mi riferisco ai meccanismi più intimi, quelli sono imperscrutabili alla nostra attenzione. Quello che è certo è che negli USA come nel nostro Paese ormai, i diritti individuali e la nonviolenza non sono una scuola, un percorso, un valore.

Purtroppo non esiste, come per il denaro, un regolatore che possa registrare il danno, e compensare il rapporto fra diritti umani e violenza. La violenza, anche dentro la vita democratica quotidiana, è destinata a salire e a diventare sempre più guerra. E la nonviolenza resta una disapprovata debolezza. Peccato, ci resta tutto ciò che avviene nella parte peggiore della vita. L’altra, quella dei diritti, del rispetto e delle persone salve e integre è bistrattata.

L’esempio di alcuni leader politici, il loro gergo aggressivo, offensivo, le loro parole sono una continua offesa per chi si batte l’ambiente, per una informazione libera, per i diritti dei più deboli, una continua negazione di qualsiasi forma di attivismo sociale, di impegno concreto per i diritti civili, sociali, perfino la lotta alla mafia è banalizzato dalle manifestazioni folkloristiche come quella di salire su una ruspa in un momento evocativo e simbolico che avrebbe avuto bisogno di tutto tranne che di quella pagliacciata. Senza entrare in merito delle scelte scellerate che “armerebbero” i cittadini di uno ulteriore strumento di rabbia a furore, fuor di metafora.

Il problema non è però isolato, quel linguaggio è contagioso, come quel pensiero che annulla la società “buona” banalizzandola con epiteti come “buonista” che dovrebbe essere invece l’altra faccia dell’indifferenza. Purtroppo gli italiani sanno essere cattivissimi, soprattutto quando sono stimolati ad esserlo, cioè in presenza di situazioni oggettive che preoccupano e producono più spesso cattiveria che politiche capaci di risolvere i problemi. Tra questi italiani, molti sono genitori. Ai ragazzi non resta che chiudersi nella propria solitudine, e chi si meraviglia dei testi eccessivi che ascoltano nel “silenzio” delle loro stanze, non guarda la “trave” di rabbia e aggressività e che ci minaccia ormai da troppo tempo.

 

 * da youtube, Esplosioni all'istituto Rosselli di Aprilia. Le parole della dirigente scolastica Viviana Bombonati, da Latina Oggi

 

 

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