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Anagni: lo Stadio della discordia

stadiodiAnagni 350 260di Antonella Necci - Nel leggere i comunicati stampa pubblicati a poche ore l'uno dall'altro sul quotidiano online anagnia.com, non si può non bacchettare sia Egidio Proietti, segretario in carica del circolo PD di Anagni, sia il sindaco Daniele Natalia, indagato a piede libero per il caso Urban Waste e che ora, novello Robin Hood, si scaglia contro la malagestione(a suo dire) della precedente amministrazione, di cui Egidio Proietti era consigliere di maggioranza, per l'incapacità di riuscire ad avviare la gara e i lavori per il nuovo stadio della città dei Papi.

Rimprovera, il sindaco Natalia, il segretario Proietti, di aver concesso, durante tale periodo amministrativo, appalti e concessioni a ditte che direttamente o indirettamente (?) avevano rapporti di parentela con membri del consiglio comunale.
Dimentica, il sindaco Natalia, che invece lui, per ciò che è finito nell'inchiesta Urban Waste, ha deciso di aiutare un compagnetto di scuola al quale era affezionato e che adesso si trova nei guai.

Ma tralasciando i possibili rapporti di parentela o meno (i direttamente o indirettamente parenti), e tralasciando anche la sciatteria del comunicato stampa del circolo cittadino PD che offre il fianco ai furbi rimproveri del sindaco Natalia, resta aperta la questione sulla gestione della gara pubblica che ha visto la concessione ad una impresa che si trova ancora in contenzioso con il comune di Anagni.

Se anche fosse vero che non esiste incompatibilità in tale assegnazione (tutto da verificare), resta, comunque, l'ombra del ragionevole dubbio nell'azione di affidare la concessione per il nuovo stadio cittadino ad una impresa che per altri lavori aveva esibito una fattura ben superiore ai 500,000 euro, che il comune della città dei papi ha pensato bene di non pagare e di affidare al tribunale di Velletri.

Ben strano.
Sarebbe come se, dopo le varie vicissitudini di Urban Waste, i Carabinieri Forestali decidessero di affidare una indagine delicata a Daniele Natalia e Antonio Corsi, perché non esiste incompatibilità.
Oppure, per parlare di soldi, sarebbe come se voi rifiutaste il pagamento di una parcella troppo cara del vostro avvocato, per poi nominarlo vostro difensore in un processo delicato, lungo e difficile.
La percepite la sottile ed impalpabile incongruenza?

È evidente che qualcosa non quadra, ma Egidio Proietti, che ha di certo espresso tali dubbi, magari arricchendo le sue parole con un briciolo di animositá, doveva essere più cauto e parlare con maggiore cognizione di causa, conoscendo il modus operandi del sindaco Natalia.
Il quale sindaco, nell'accusare bonariamente il segretario PD, si riferisce ad un appalto concesso ad una società per il rifacimento dell'illuminazione pubblica il cui titolare è parente diretto di un'altra società, ormai cessata al tempo dell'aggiudicazione, che aveva un contenzioso storico (addirittura risalente al sindaco Cicconi), risolto in via transattiva con una delibera di Consiglio comunale (non di giunta) alla quale aveva egli stesso dato voto favorevole. La vicenda del campo di calcio e l'eventuale conflitto di interessi della società aggiudicatrice, che ha essa direttamente un contenzioso con il comune, avrebbe dovuto indurre la stazione appaltante ad una valutazione discrezionale dell'eventuale esclusione dalla gara (cosa che non ha fatto avendo aggiudicato la stessa gara). La stazione appaltante non è obbligata ad includere un'impresa che ha un pregresso contenzioso con l'amministrazione (vedi delibera n. 815 del 2018 dell'Anac).

E perché l'amministrazione del comune di Anagni non ha escluso tale impresa?

Inoltre, l'appalto del campo di calcio ha profili problematici sotto diversi punti di vista.
Perché è stato revocata la precedente gara (quello dal contenuto economico molto più ridotto)?
La stazione appaltante ha valutato se il contenzioso in atto, per l'oggetto del contendere e le eccezioni formulate alle richieste avanzate, sia tale da rendere dubbia l'integrità e l'affidabilità dell'operatore economico, valutandone eventualmente la sua esclusione?

Ecco sindaco Daniele Natalia risponda a queste semplici domande e lasci perdere i cavilli dei direttamente o indirettamente parenti, e delle pregresse azioni della passata amministrazione, alle quali, peraltro, lei aveva espresso voto favorevole! Risponda invece a domande concrete. Direttamente.

http://www.anagnia.com/2020/01/26/laffondo-del-partito-democratico-di-anagni-sullo-stadio-comunale-la-giunta-natalia-e-la-sua-maggioranza-sembrano-essere-andati-letteralmente-nel-pallone/

http://www.anagnia.com/2020/01/27/stadio-comunale-il-sindaco-di-anagni-daniele-natalia-replica-al-segretario-cittadino-dem-egidio-proietti/

 

 

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Nessuno vigila sullo stadio comunale di Ferentino

Ferentino stadio comunale minMaurizio Berretta* - Sulla Cittadella dello Sport tante incongruenze e difformità non solo di carattere urbanistico o di gestione del pubblico sulle tribune, ma anche di carattere finanziario.

Sono rimasto allibito dover apprendere del mancato pagamento da oltre 5 anni del canone "d’affitto", il Comune dovrebbe percepire 2.600 euro l'anno (216,00 al mese) cifra già irrisoria ma di fatto questo non avviene. Questo atteggiamento nei confronti della gestione di beni pubblici è irriguardosa, ancor più se si considera, che lo stadio comunale allo stato dei fatti non è usufruibile da parte dei Cittadini per attività di carattere sportivo.

Ancor più grave è stato il rinnovo della concessione avvenuto in piena campagna elettorale per le comunali del 2018: atto già viziato dalla mancanza di agibilità della struttura, ancor più grave rinnovare ad un soggetto privato già moroso dal 2015 per una somma che ad oggi ammonta a 13 mila euro, con Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza, che se ne sono ben guardati di relazionare e riportare in delibera la morosità dei canoni.

Stamane ho provveduto a scrivere al Sindaco ed agli Uffici per chiedere conto delle gravi mancanze contabili ed urbanistiche e sopratutto per proporre di riprendere la gestione dello stadio comunale direttamente in capo al Comune.
La Città , il Suo patrimonio e la Sua storia vanno rispettati, i beni pubblici non dovranno piu’ essere a beneficio dei soli pochi noti.
Ferentino 29/11/2019

*Maurizio Berretta, Capogruppo della Lega

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Aldo Pirone

StadiodellaRomaTordiValle 350 260 mindi Aldo Pirone - L’ultima vicenda giudiziaria dello stadio della Roma, ancora in corso del resto, si presta ad alcune osservazioni sparse ma, in verità, a nessuna novità sostanziale.

La prima osservazione risaputissima è che la politica, da destra a sinistra passando per il centro, continua a essere ampiamente infiltrata, per essere buoni, dagli interessi speculativi e finanziari. Nel ramo costruttori, che a Roma è sempre stato particolarmente florido, chi fosse Parnasi lo si sapeva da sempre. Parnasi ha finanziato, anzi “unto” come suole dirsi, un po’ tutti perché, come ammiccava un altro rinomato costruttore romano, Sergio Scarpellini, anche lui assurto agli onori delle cronache giudiziarie, “so’ tutti bravi ragazzi”. Com’è noto oltre al finanziamento ai partiti di governo da parte di imprenditori, banchieri e potentati economici vari, caratteristica del sistema politico della Prima Repubblica, nella seconda si sono aggiunti anche i finanziamenti ad personam di governo e di opposizione. Secondo Vincenzo Bisbiglia de “il Fatto Quotidiano”, per le elezioni regionali del Lazio Parnasi ha elargito denaro ad Andrea Ferro (Pd), 5.000 euro; Emiliano Minnucci (Pd), 5.000 euro; Riccardo Agostini (Leu), 15.000 euro; Giulio Mancini (Pd), 5.000 euro; Renata Polverini (Fi), 10.000 euro. E ancora: Francesco Giro (Fi), 5.000 euro; Luciano Ciocchetti (Nci), 10.000 euro; Roberto Buonasorte (Lista Pirozzi), 5.000 euro. E poi ci sono i 25.000 euro alla Pixie Social Media di Adriano Palozzi”. Tutto regolare, a quanto pare, dal punto di vista legale. A parte l’arrestato Palozzi. Non altrettanto dal punto di vista politico, soprattutto per chi dice di essere di sinistra. A questo proposito la dichiarazione dell’assessore PD regionale Michele Civita – “Ho chiesto aiuto per mio figlio, è stata una leggerezza compiuta in buona fede” –risulta essere una resa ai tempi correnti, assai malinconica, vista la sua antica provenienza politica dal PCI berlingueriano,

Seconda osservazione. Già acclarata da anni, riguarda la gaglioffaggine di Salvini. Negli ultimi giorni il “bauscia” milanese è stato sulla cresta dell’onda – è proprio il caso di dire - a spese degli immigrati della nave Aquarius e di altre che si stanno avvicinando all’Italia, mentre l’altro giorno ha fatto lo spiritoso “autodenunciandosi” per le partite di calcio viste insieme a Parnasi, mentre non ha detto nulla sulle indagini che riguardano i bei soldi che il tifoso-costruttore passava a una Onlus vicino alla Lega. "Ci sputtaneranno un po' – diceva l’amico Luca secondo “la Repubblica” - ma sotto un certo aspetto è positivo perché si saprà che siamo vicini alla Lega". Da notare la finezza dell’accostamento fra il termine “sputtanamento” e Lega salviniana.

Terza osservazione. Già evidente urbi et orbi. Che lo stadio della Roma fosse una tradizionalissima speculazione dove l’interesse pubblico era inesistente e puramente declamatorio, era già chiaro ai tempi del sindaco Marino che gli dette la sua benedizione. L’accordo fatto in seguito dall’amministrazione “grillina” della Raggi, e trattato da Lanzalone, stava in quel solco: la solita scelta fatta da un costruttore su un’area di sua proprietà - proprietà, per altro, con qualche contenzioso giudiziario pendente -, che in cambio di cubature offre opere pubbliche che servono solo al suo progetto speculativo, cui segue a ruota la disponibilità del Comune a variare il PRG per venire incontro ai desiderata del benefattore pubblico di turno. Si chiama, come si sa, urbanistica contrattata, dove a rimetterci è sempre il pubblico in favore del privato.

Quarta osservazione. Anche questa ormai nota. La permeabilità del M5s ai faccendieri e agli approfittatori. I “grillini” non sono in grado di selezionare una classe dirigente e non solo per il dato oggettivo di mancanza di tempo: un Movimento cresciuto troppo in fretta, in modo inversamente proporzionale alla perdita di credibilità degli altri partiti, soprattutto quelli nel campo del centrosinistra. Alla débâcle formativa contribuisce un’ideologia rousseauiana, secondo cui è il cittadino in astratto che deve farsi direttamente governo senza mediazioni corruttrici della sua naturale e innata bontà. Questa ideologia del “buon selvaggio - che ha alacremente operato per il peggio - fa trovare spersi i suoi sostenitori quando, eletti “cittadini portavoce”, sono chiamati a governare. Allora cercano affannosamente le “competenze” fra i conoscenti, gli amici, i familiari o attraverso i curricula professionali, come se fossero bastevoli e sostitutivi di curricula ben più corposi: politici e morali. A Roma l’insipienza della Raggi su Marra e company ha portato al Lanzalone di Casaleggio junior, Grillo senior, Bonafede e Fraccaro. E siccome il “Lanza” aveva fatto così bene gli interessi di Parnasi sullo stadio, era giusto “premiarlo” – come ha detto Di Maio - mettendolo a capo dell’Acea. E qui arriva subito la difesa “grillina”: sì ma noi quando i mariuoli, o supposti tali, si manifestano li cacciamo. E’ vero, ma a parte che a Roma si sono manifestati da subito (vedi Marra), il punto è che intanto hanno fatto danni non sempre facilmente riparabili, soprattutto alle casse comunali e, quindi, di tutti i cittadini. Oltre che al M5s medesimo. Il fatto è che per tenere lontano i faccendieri e altri vari profittatori non basta il certificato penale ci vorrebbe anche quello morale, ma questo non si trova nei curricula; lo si dovrebbe trovare nella formazione politica e ideale militante, sorretta da una visione della società e del mondo; non nella pesca a strascico nella società civile, dove nella “rete” vengono a impigliarsi volontariamente pure tanti scorfani.

Quinta osservazione. Anche questa risaputissima. La Raggi non è un’aquila. Ma questa vicenda dimostra che anche i suoi “commissari” non lo sono. La sindaca ormai si va “boschizzando” nel senso di Maria Elena. L’altra sera ha detto che la attaccano perché è donna. Il che è tutto dire. Adesso scarica la responsabilità politica della scelta di Lanzalone sul “nazionale”, confessando implicitamente che c’è chi decide per lei, da quando la sua giunta ha cominciato a essere una porta girevole da Grand Hotel a “cinque stelle”.

Sesta osservazione. Già accertata. L’amministrazione Raggi non ha una politica urbanistica. Per ora procede in completa contraddizione con quanto enunciato nel programma elettorale. Basta rileggerne i primi tre impegni nelle “Linee di azione” urbanistica: 1) “Moratoria di previsioni di nuove espansioni per verificarne le necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole”. 2) “Garantire l’interesse collettivo su quello privato, mediante la definizione di una reale normativa perequativa che limiti il plusvalore della rendita fondiaria ….”. 3) “Le trasformazioni urbanistiche devono essere quelle dettate dalla pianificazione pubblica…”.

Proprio come nella faccenda dello Stadio di Parnasi-Pallotta-Lanzalone.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

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Vogliamo il 'Popolla' pieno dice Thomas Iannotta

Iannotta Thomas 350 260 minTommaso Cappella* intervista Thomas Iannotta, presidente del Ceccano calcio - Dopo aver programmato per bene tutta l'attività del settore giovanile e aver confermato molti giocatori della passata stagione, in casa Ceccano si è già con la mente alla prossima stagione. Una stagione di riscatto e da protagonista in un torneo difficile e impegnativo come la Prima categoria. La società è presieduta da Thomas Iannotta, imprenditore di Sonnino il quale è subentrato nel corso del torneo appena concluso ed ha provveduto in prima persona a sostenere la squadra. Proprio per questo, in vista del prossimo campionato, si vogliono fare le cose per bene con propositi più che dignitosi. E' sembrato doveroso pertanto dare 'voce' al massimo dirigente rossoblu per lanciare un messaggio ben preciso alla città.

 

«Si sta cercando di portare avanti un progetto che ci si augura possa dare buoni frutti con una certa continuità nel tempo - esordisce il presidente Iannotta - Intanto si sta cercando di costituire una società solida che possa lavorare per il bene della squadra. Un ruolo fondamentale saranno le strutture. Stiamo cercando di avere in gestione quella della Badia per poter fare degli interventi strutturali indispensabili per programmare al meglio tutto il lavoro da portare avanti. Non vogliamo fare 'voli pindarici' ma restare con i piedi ben saldi per terra e ottenere il massimo giorno per giorno attraverso il lavoro e l'impegno di tutti. Per questo riteniamo essenziale anche il ruolo della città di Ceccano a tutti i livelli».

Un ruolo fondamentale lo avranno quindi, oltre alle forze imprenditoriali, anche la passionale tifoseria rossoblu? 
«Saremmo ben felici qualora volesse entrare tanta gente per dare una mano concreta. Le porte sono aperte per tutti. Chi ha voglia di sostenere la squadra lo può fare come meglio crede sia direttamente che indirettamente. Non poniamo limiti. Per quanto riguarda i tifosi, come accade per ogni squadra, riteniamo possa rappresentare un elemento essenziale per portare avanti il campionato. Ci aspettiamo molto da quella rossoblu perché è risaputo il suo modo passionale di incitare la squadra dal primo al novantesimo minuto. Ceccano è una piazza importante che ha conosciuto anche palcoscenici esaltanti a livello nazionale. Vorremmo rivedere tanti tifosi al 'Popolla'».
Passando all'aspetto dirigenziale e tecnico a che punto siamo?
«Come ho detto prima sarebbe importante se tutti potessero dare una mano. Nei prossimi giorni faremo il punto della situazione anche per quel che concerne la conduzione tecnica della squadra. Vogliamo iniziare la stagione con tutti i tasselli al loro posto».
Sono stati confermati molti giocatori della passata stagione. Per quel che concerne il rafforzamento dell'organico possiamo anticipare qualche arrivo di spessore?
«L'attaccamento alla maglia e l'impegno negli allenamenti per noi sono imprescindibili. Ci fa piacere pertanto che tanti giocatori abbiano scelto di restare perché convinti del nostro progetto. Sicuramente verrà rinforzato l'organico con qualche elemento di spessore ma in modo molto mirato, proprio per disputare un torneo importante, puntando ad ottenere il massimo».

Si punta molto anche sul settore giovanile?

«I giovani rappresentano le fondamenta per portare avanti progetti e soddisfazioni. Nei giorni scorsi è stato siglato l'accordo con l'Olimpia ed è stata creata un'unica realtà che consentirà di svolgere tutta l'attività giovanile: dai Piccoli Amici alla Juniores. Proprio per questo, anche in funzione della prima squadra, mi auguro possa emergere qualche elemento che faccia fare anche un bel salto di qualità sia a livello personale che per il Ceccano».

Infine prosegue il lavoro del direttore sportivo Livio Pizzuti teso a comporre l'organico da mettere a disposizione del neo tecnico che verrà ufficializzato a giorni. Dopo le riconferme del portiere Luca Del Zio, dei difensori Alessandro Filippi e Andrea Pizzuti, dei centrocampisti Giacomo Ardovini, Giovanni Bruni e Andrea Lombardi, e degli attaccanti Daniele Colafrancesco e Simone Lucchetti, ieri è stata la volta dei centrocampisti Fabio Giovannone e Manuel Maura.

*giornalista volontario in pensione

 

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"Sulla visita guidata allo stadio il sindaco ha toccato il fondo"

stadiocasaleno incostruzionedi Stefano Pizzutelli, candidato a Sindaco di Frosinone - Sulla visita guidata allo stadio il sindaco ha toccato il fondo. Con la prossima trovata può solo iniziare a scavare.

Riepiloghiamo i fatti: il comune contatta le scuole per invitarle a una gita scolastica aperta solo agli studenti maggiorenni (chi se ne frega dei minorenni, non votano) nello stadio. Dentro lo stadio. Dentro un cantiere aperto. Ma la cosa assurda è che il comune organizza una gita e la società concessionaria, titolare di un cantiere in piena attività, non sapeva niente.

Il sindaco voleva portare gli studenti dentro un cantiere senza avvisare nessuno, come aveva già fatto per il suo spot, dove palleggiava con un bambino, senza protezioni, dentro al cantiere. Sappiamo per certo che la società concessionaria è intervenuta, piuttosto infastidita, e ovviamente ha impedito la visita dentro al cantiere. Dopo di che alcuni dirigenti scolastici hanno capito che la gita era uno spottone elettorale e l’hanno revocato.
A questo punto, come succede sempre quando ha torto marcio e qualcuno non gli dà ragione, al sindaco je parte l’embolo e attacca professori definendoli medievali e, addirittura, li ha accusati di avere la saccoccia piena. Ottaviani dimentica che lo stipendio lordo di un professore di scuola superiore sfiora i 30mila Euro, mentre lui nel 2013 ne ha dichiarati oltre 300mila e cioè dieci volte tanto.

Un prof premiato tra i 50 più meritevoli d'Italia nel mirino della rabbia di Ottaviani

Ma è più medievale un professore che non appoggia uno spot elettorale o chi inizia a pensare così tanto da signorotto locale, circondato da servitori, va

E' solo un disegnodello stadio nuovo di Frosinone

lvassori e valvassini, da voler quasi quasi reintrodurre lo jus primae noctis?
E il suo bersaglio è chiaramente un professore che è stato premiato tra i 50 più meritevoli d’Italia.
Abbiamo notizia di professori di alcuni istituti superiori così fedeli alla linea del signorotto, da entrare nelle classi, chiedere agli alunni “Chi di voi vota a Fro

 

sinone?” e poi portare solo gli elettori alla visita guidata. Ma del resto, cosa ci si può aspettare se nelle liste del signorotto sono candidati dirigenti scolastici e componenti dei consigli di istituto?

Quello che fa ribrezzo, oltre all’isteria di un sindaco che se ne sbatte della legalità (come del resto un monumento all’illegalità è lo stadio, laddove la procedura fino all’affidamento è il trionfo del frazionamento artificioso, pratica per evitare la gara e in svariate occasioni, per pararsi, alcuni dirigenti - Avvocatura e Servizi finanziari su tutti - hanno dato parere negativo su molte delibere, consci dei rischi), è il comportamento dei servi sciocchi.

Cari servi, siete carne da cannone: Nicola vi manda a morire per lui, ma non cederà a voi neanche un briciolo del suo potere.

 
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Frosinone, serie A e stadio comunale

frosinone corso della repubblica 350 260di Ivano Alteri - Il Frosinone, i suoi giocatori, la sua società stanno dando grandi soddisfazioni ai tanti tifosi e appassionati di sport, non solo della città e della provincia di Frosinone. La vittoria contro il Carpi, prima in classifica, rafforza la speranza che questa nostra squadra possa assurgere ai massimi livelli dell'agonismo calcistico nazionale, già in occasione del prossimo campionato di serie A.

Il loro impegno e i risultati conseguiti stanno riuscendo ad attrarre l'attenzione anche di chi, come noi, non si occupa molto di calcio, e di esso ne sa molto poco; così come di coloro che non hanno grandi riferimenti con la nostra terra (potrà sembrare pazzesco, ma abbiamo conosciuto un colleferrino tifoso del Frosinone! Da non credere). Se questa speranza si concretizzasse, noi ciociari ci ritroveremmo proditoriamente, e molto più di ora, scaraventati nell'agone nazionale, non solo calcistico; squadernati sotto gli occhi di tutti i nostri connazionali, con tutti i nostri pregi e difetti. Siamo pronti? Sarebbe un incubo o un sogno?

Un primo ostacolo verso il sogno, com'è noto, è costituito dalla inadeguatezza delle strutture disponibili, in particolare lo stadio. Se arrivassimo alla serie A come siamo giunti alla B, con le tribune del Matusa rabberciate in fretta e furia, l'incubo sarebbe certo. Ragionare, quindi, su come realizzarne uno all'altezza del compito dovrebbe essere impegno di tutti, considerando anche il suo carattere di "infrastruttura", utile non solo ai fini sportivi. Purtroppo, l'approccio odierno non è all'altezza della situazione, caratterizzato com'è da facilonerie e sotterfugi inaccettabili e assolutamente deleteri, da parte degli amministratori; togliere fondi già stanziati per il Museo Archeologico Comunale e le strutture dell'Unitalsi, ed altre opere, non ci pare infatti un'idea degna di una buona amministrazione e completamente inadeguata allo scopo. Al contrario, ci sarebbe bisogno di maggior coraggio e determinazione, per porre il problema nella sua interezza, nella massima trasparenza amministrativa e col maggior coinvolgimento possibile dei cittadini frusinati e dell'intero territorio.

Secondo la nostra personale opinione, visto il nostro forte legame con l'ampio concetto di bene comune, la soluzione potrebbe essere una coraggiosa Tassa di Scopo finalizzata al completamento del Casaleno, che lo renda uno stadio degno del rango agonistico, dopo una specifica, diffusa e rapida discussione tra i cittadini e nelle istituzioni. Ma questa è una proposta da comunistacci tartassatori, e quindi da scartare senza indugio.

Allora, ne abbiamo raccolta un'altra, di stampo liberale, da una conversazione con l'amico Marco Mastronardi, il quale suggeriva l'ipotesi di una Pubblic Company, una società ad azionariato popolare, anch'essa capace di rendere il nuovo stadio un'impresa e una proprietà collettive.

Entrambe avrebbero il vantaggio di non mettere cittadini contro cittadini, di coinvolgere il territorio, di reperire risorse dignitose senza penalizzare altre opere, di restituire la giusta importanza alla costruzione dello stadio. Esse, potrebbero inoltre servire a dare un segnale, a noi stessi e agli altri, di essere in grado di coalizzarci ed operare collettivamente, condizione indispensabile per uscire dal pantano in cui stiamo affogando, non solo nel campo economico.

Una squadra di calcio, per quanto tenace e vincente, non può bastare, da sola, a risolvere i problemi di un intero territorio; ma può favorire la nascita della giusta consapevolezza collettiva, del coagulo territoriale necessario all'impresa; come un granello di polvere, sorprendentemente, favorisce la nascita di un candido fiocco di neve. Insomma, la costruzione di uno stadio di serie A può servire a realizzare un territorio di serie A. Ma per farlo bisogna avere idee e comportamenti freschi e cristallini.

Frosinone 26 aprile 2015

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Arte, archeologia e stadio Casaleno in Frosinone

Dipinto di Rocco Lancia 350 260di Ivano Alteri - La giunta Ottaviani sta profondendo un grande impegno nel campo dell'arte con interessanti iniziative organizzate presso la Villa Comunale e nel centro storico della città di Frosinone. L'ottima collaborazione con Alfio Borghese e col Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia ne è stata la premessa fondamentale; e i risultati si possono vedere con chiarezza, se è vero che perfino il maestro Gaetano Franzese, dopo anni di dolorosa e volontaria inattività, è tornato a gratificarci della sua arte con rinnovato entusiasmo e vigore. Forse è la prima volta che Frosinone assiste ad un impegno simile, assiduo ed evidente, per far emergere come la città sia in grado di produrre il meglio negli ambiti più alti del fare umano.

Tuttavia, tali iniziative rischiano di assumere significati niente affatto edificanti, se confrontate con altre iniziative, di assoluto segno contrario, che fanno apparire le prime come avulse dal vero contesto cittadino; creando così un quadro d'insieme palesemente contraddittorio. Ci riferiamo, in particolare, ai comportamenti che la stessa Giunta ha posto in essere a proposito dei lavori per l'ampliamento del Museo Archeologico Comunale di Frosinone.

Nei giorni scorsi, la stampa locale si è occupata dell'iniziativa intrapresa dal coordinamento delle associazioni cittadine, riunitosi più volte subito dopo il ritrovamento del Cittadino Volsco, contro la decisione di stornare i fondi già destinati all'ampliamento del Museo alla realizzazione dello Stadio Casaleno; richiesta che il Comune di Frosinone ha già rivolto formalmente alla Cassa Depositi e Prestiti. Tra l'altro, la Giunta Ottaviani è perfettamente consapevole che rinunciando oggi a quei fondi già assegnati all'opera di ampliamento del Museo, in futuro sarà impossibile richiederli per la stessa opera; condannando così il Museo ad una condizione di inadeguatezza strutturale perenne, nonostante l'importanza dei reperti, le eccellenti professionalità e l'assoluta dedizione al lavoro ivi presenti. A questo bisogna aggiungere che la stessa Giunta, già da tempo, sta usando lo stesso metodo anche nei confronti di altre importanti opere pubbliche, sacrificate sempre allo scopo di indirizzarne i fondi, già stanziati per esse, in direzione dell'altrettanto importante opera qual è lo stadio Casaleno. Pur sorvolando sulle macroscopiche e furbesche omissioni presenti nella delibera assunta in tale direzione, dove vengono sottaciute le somme reali a cui si rinuncerebbe e le reali ragioni della scelta, resta evidente la netta contraddizione, nei comportamenti degli amministratori, tra l'apparente sensibilità per l'attività artistica e la concreta insensibilità per quella archeologica.

Personalmente, riteniamo che questa palese contraddizione, oltre ad essere la preoccupante e sospetta manifestazione di una sensibilità intermittente, causi gravissimi danni, sostanziali e d'immagine, alla città di Frosinone. Per evidenti ragioni.

In primo luogo, così facendo si sta svilendo un'importante opera pubblica, qual è la costruzione dello stadio cittadino, riducendola ad una macchina mangiasoldi, degna soltanto di fondi raccogliticci, sgraffignati qua e là, penalizzando altri cittadini e altre legittime esigenze. Essa invece avrebbe bisogno di una specifica attenzione; se non altro, per non vanificare gli sforzi che la squadra, i tifosi e il suo presidente Stirpe, spesso in solitaria e fra mille ostacoli, stanno profondendo per ridare un minimo di lustro alla città, ottenendo risultati sportivi spesso entusiasmanti e invidiabili (certamente utili a contrastare gli immancabili denigratori di questa terra di Ciociaria). Non è un caso che lo stesso Stirpe abbia sentito il bisogno d'intervenire pubblicamente per difendere l'opera e manifestare il proprio dissenso rispetto ad un tale modus operandi.

In secondo luogo, si sta dando di Frosinone un'immagine di grave superficialità riguardo gli straordinari ritrovamenti archeologici in essa effettuati; soprattutto confrontando i comportamenti di questa giunta con quelli di altre giunte comunali del territorio, come quelle di Aquino e Castrocielo riguardo il ritrovamento di Aquinum, che invece stanno dimostrando grande capacità di gestione e impegno in tale direzione. Vorremmo far notare al Sindaco di Frosinone, che mentre lui è costretto ad andare in televisione a scusarsi e contrirsi per l'insipienza, presente e passata, degli amministratori frusinati in tema d'archeologia cittadina, quello di Castrocielo può andarvi vantandosi del proprio buon lavoro d'amministratore con legittimo orgoglio.

In terzo luogo, quelle decisioni rabberciate stanno mettendo cittadini contro cittadini, legittime esigenze contro altre legittime esigenze, frantumando la città in mille cocci. Ciò è l'esatto contrario di una buona politica, che invece dovrebbe sempre, incessantemente, tenacemente, andare nella direzione dell'aggregare, aggregare, aggregare. Lo sfilacciamento delle comunità è la causa prima dell'arretramento economico, sociale, culturale, che i nostri territori stanno drammaticamente vivendo, con evidentissime e dolorosissime cicatrici sulla carne viva di centinaia di migliaia di ciociari.

In quarto luogo, infatti, la sottovalutazione delle scoperte archeologiche cittadine, oltre a rischiare di dare un segno meramente elettoralistico all'apparente dedizione per l'arte di Ottaviani (e dopo tanto impegno sarebbe davvero un gran peccato), sta anche privando la città di un fattore di sviluppo economico di notevole importanza; fatto particolarmente grave, data anche la persistente tendenza alla deindustrializzazione che si registra in quest'area. Gli oltre centomila disoccupati della provincia di Frosinone sembrano essere del tutto fuori dagli interessi di questa giunta, quando invece ad essi dovrebbe essere dedicata ogni attenzione.

Le associazioni, come dicevamo, stanno cercando di opporsi ad una tale nefasta tendenza, chiedendo energicamente alla Cassa Depositi e Prestiti di negare l'autorizzazione allo storno dei fondi richiesto dal comune. Ma non si fermeranno qui; nei prossimi giorni presenteranno ai cittadini anche tre delibere di iniziativa popolare: la prima, appunto, per mantenere i fondi destinati all'ampliamento del Museo Archeologico e avviarne finalmente i lavori; la seconda per rendere definitivamente inedificabili le aree archeologiche cittadine (terme romane in primis); la terza per avviare la valorizzazione dei reperti rinvenuti. Vorremmo invitare, pertanto, il sindaco Ottaviani e la sua giunta a trasferire coerentemente lo stesso lodevole impegno per l'arte anche sui ritrovamenti archeologici. Ad ascoltare il presidente Stirpe e le sue preoccupazioni, le associazioni e le loro fondate richieste; e, con essi, i tecnici del settore, che non sono degli aridi burocrati e avidi percettori di esosi stipendi, ma bistrattati, sensibilissimi e qualificatissimi esperti nel campo archeologico. E di tutti, a seguirne i buoni consigli. Ne ha bisogno la città; per rialzarsi e progredire; per sentirsi una; per tutelare il passato, dare speranza nel presente ed evitare che in futuro si debba ricordare, amaramente, la sensibilità intermittente del sindaco Ottaviani e della sua Giunta, e tutti i gravi danni che essa ha continuato a provocare a Frosinone.

Frosinone 12 aprile 2015

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