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Creatività, studio, hobby, le virtù di Eleuterio

 VILLA S. STEFANO, Comuni

In memoria di Eleuterio De Vincenzo, dedicato alla figlia Alba e ai nipoti 

di Augusto Anticoli
EleuterioDeVincenzo 360 minE’ venuto a mancare un personaggio che ha contribuito alla storia moderna di Villa Santo Stefano, Eleuterio De Vincenzo. Il precursore del personal computer nella nostra comunità! Infatti, ha di fatto aperto le porte all’universo tecnologico in paese, acquistando il primo computer da casa, arguendone le molteplici funzionalità e potenzialità di scienza, conoscenza e progresso sociale. Ha profetizzato lo sviluppo dell’intelligenza artificiale assoggettata al bisogno quotidiano del sapere universale, in peculiarità culturale, meccanica, tecnica, hobbystica e quantaltro.

Eleuterio è nato ad Arce il 2 marzo 1945, primogenito di Luigi e Carolina De Santis. Ha studiato dapprima nel Ginnasio poi ad Isola del Liri e dopo il diploma di elettronico-elettrotecnico, ha preseguito gli studi in materie umanistiche, con lettere e filosofia. Era già studente-lavoratore, poteva esercitare la professione da insegnante, ma evitò poichè penalizzato da un problema di incipiente balbuzie. Eleuterio è entrato nel mondo del lavoro, svolgendo svariate attività. Tra le altre, è stato nel settore del commercio, trasportando bevande e birra. In quel tempo, ha avuto il primo impatto con il nostro paese. Agli inizi del 1970, è stato assunto in fabbrica: la sua occupazione definitiva, operaio specializzato all’industria siderurgica, Lavemetal di Patrica. Lavoratore di orientamento politico socialista, aderiva al sindacato Uil. Un passaggio importante nella sua vita allorquando nel 1973 si è trasferito a Villa S. Stefano, dopo il matrimonio è nata la figlia Alba.

In paese ha fornito assistenza per riparazioni di impianti elettrici, grazie alla sua competenza professionale; inoltre, per televisori, apparati elettronici, elettrodomestici. Il tutto con la sua innata verve goliardica, infatti era oltremodo spiritoso, ironico e soprattutto di carattere allegro e gioviale. Proverbiali alcuni aneddoti di cui si è reso protagonista, come quando gli dicevano che la tv tremava in riferimento alle immagini e lui rispondeva che se tremava, meglio coprirla per evitare prendesse freddo. Altra gag micidiale, una persona agiata gli disse che la sua tv era di qualità e lui rispose con sarcasmo che era “made in Forcellum”, ovvero acquistata a Forcella, nel napoletano, dove pare si producessero prodotti ad imitazione delle grande marche.

Siamo stato testimoni di una lectio magistralis circa una riparazione di un impianto sonoro, con una delucidazione dettagliata dell’intervento eseguito con solerzia; alla nostra domanda rispose “acuta osservazione, sto impiantando un diodo ITT ad azione controllata”. I suoi lavori extra attività erano eseguiti anche a “livello hobbystico”, come amava ripetere. Ovvero con passione e da passatempo, quantunque fossero impegnativi; infatti allorquando tentava di approcciare i “tentativi” di risoluzione del problema tecnico, parlava che ciò gli causava un “martirio cerebrale”. Tentativi, virgolettato, poichè quando non veniva a capo di un guasto, tentava strade ardite e inesplorate dove palesava una intelligenza sopraffine. Con i videoregistratori era un mago, realizzava video e filmati al limite della perfezione, tanto da consigliargli di fondare un’azienda di cui esserne il presidente, la “E.D.V. Production”, acronimo di Eleuterio De Vincenzo Produzioni audiovisive. Una passione importante per Eleuterio era la fotografia. E’ stato un eccellente fotografo, tra i primi in assoluto a modificare e migliorare foto antiche e di pregio con la tecnica della scannerizzazione tramite pc. Ha composto album fotografici per cerimonie. Inoltre fa fornito foto e documenti storici che hanno arricchito l’archivio fotografico del sito www.villasantostefano.com. Tra i collaboratori del sito internet con la pubblicazione di materiale foto-documentale, nonchè articoli sui poeti Giuseppe e Antonio Lauretti. Eleuterio era in possesso di immensa cultura, conosceva la Divina Commedia a menadito, ricordava passi e versi del Sommo Poeta, Dante Alighieri, che considerava la pietra miliare della letteratura italiana. Al poeta dei poeti si è ispirato nelle sue composizioni poetiche, con una prosaica degna di lode! Alcune liriche, infatti, di stampo filosofico e sociale, ben rappresentano la realtà nelle varie sfaccettature, con passioni e tematiche, espresse in rima, alternata e baciata, ma sempre e comunque emanazioni di riflessioni profonde, indice di sapienza.

In società, la simpatia che emanava Eleuterio era decisamente spassosa con un eloquio forbito fatto di battute sagaci e acute circonlocuzioni. A chi gli chiedeva “Eleutè, che dici?” Cosi rispondeva in dialetto: “Chi stà ‘ncima è feliciö, chi stà sottö regge i pisö!” Ovvero c’è chi comanda e chi subisce! Con riferimenti alla politica ma anche ad altri contesti.

Per Villa Santo Stefano Eleuterio ha rappresentato un punto di riferimento, non solo per la sua competenza tecnologica, ma anche per doti umane meritevoli di apprezzamento, che ha elargito con generosità e rispetto. Un esempio per tutti, affinchè il progresso civile e sociale della nostra comunità possa trovare ispirazione per un’orizzonte culturale prospero e con l’imperante mondo tecnologico in simbiosi con i valori di umanità e in sinergia con la speranza di un futuro degno di brava gente, come Eleuterio De Vincenzo. Per concludere, un verso della Divina Commedia che tanto gli piaceva: “Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”

In memoria di Eleuterio De Vincenzo, dedicato alla figlia Alba e ai nipoti.

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Studio dell'inquinamento che danna la Valle del Sacco

INQUINAMENTO, AMBIENTE, SALUTE

Dossier. Salviamo la fertilità dell’uomo e della terra

di Nadeia De Gasperis
Spermatozoi info grafica 700x455 Anter 390 minEsattamente due anni fa, ospiti del Centro polispecialistico, Clinimed di Ceccano, una rappresentanza della Redazione di UNOeTRE.it ha potuto seguire una sessione di screening del programma Fast intervistando medici e studenti protagonisti dello studio epidemiologico condotto dall’equipe del dott. Montano.

Il programma Fast coinvolgeva 450 ragazzi di tre aree del Paese ad elevato impatto ambientale: 150 residenti nella Terra dei fuochi (Comuni a nord di Napoli), 150 nel Sito di interesse nazionale di Brescia-Caffaro e altrettanti nel Sin Valle del Sacco (Roma-Frosinone).
Ad essere analizzati erano ragazzi tra i 18 e i 22 anni, viventi in aree con inquinamento a forte impatto ambientale che tra imbarazzo e consapevolezza erano sicuri della bontà della loro partecipazione, preoccupati per il loro futuro e quello dei loro cari.
Sottoposti ad esami del sangue, delle urine, del capello e, soprattutto, del liquido seminale, sul quale sono stati condotti dallo staff di ricercatori una serie di esami che miravano a valutare il numero, la morfologia e la motilità degli spermatozoi, oltre a misurare i livelli di biomarcatori di dose efficace (elementi in traccia, metalli pesanti) e i livelli di biomarcatori di effetto (Stato Redox, Psa, epigenetica).

Nell’ottobre 2020 veniva pubblicato il dossier dal titolo “DOSSIER. SALVIAMO LA FERTILITA’ DELL’UOMO E DELLA TERRA” che non solo metteva in luce quanto fosse possibile dedurre che l’ambiente influisca negativamente sul seme umano che risente precocemente degli effetti deleteri degli inquinanti ambientali con meccanismi diretti ed indiretti, inducendo alterazioni genetiche ed epigenetiche dei gameti maschili ma che, se non riparate nelle fasi successive alla fecondazione, possono favorire aborti e malformazioni congenite ma anche suscettibilità a molteplici malattie nel bambino e nell’adulto per più generazioni.
Inoltre, il dato era reso particolarmente preoccupante, dal momento che i criteri rigidi di selezione avevano permesso di scegliere i migliori, fra l’altro giovanissimi.

Già nel febbraio 2021 venivano pubblicati i primi risultati sulla rivista internazionale European Urology Focus.
Oggi, uno studio su alcune delle sostanze che hanno inquinato i luoghi, sostanze come l’auramina, che si trova nelle concerie e nelle vernici, 2-metilbutano, utilizzato a livello industriale per la produzione di polistirene e prodotto dalla raffinazione della benzina, presente anche in coloranti e inchiostri di stampante; il pirrolo e la 3-amminopirrolidina presenti in molti pesticidi e insetticidi si ritrovavano in concentrazioni maggiori nel liquido seminale dei ragazzi della Valle del Sacco rispetto a quelli della Terra dei Fuochi.
«Questo studio – riferiscono il dott. Montano e la dott. Longo - insieme ad altri che a breve verranno pubblicati nell’ambito del progetto in corso, pur nei limiti della numerosità campionaria che è stata inferiore rispetto alle altre due, Brescia e Area Nord di Napoli, considerando che la più bassa qualità del liquido seminale riscontrata in quest’area possa rappresentare uno specchio molto fedele della Salute Ambientale del territorio ed anche un indicatore di salute con potenzialità predittive per patologie non solo riproduttive, indicano quanto sia veramente urgente una vasta opera di bonifica della Valle del Sacco».

Di seguito i link alle interviste condotte da unoetre.it ai ragazzi coinvolti nel progetto FAST, e ai dott. Montano e Pappalardo della equipe di ricerca del progetto.
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/ambiente/ambiente/item/6945-i-danni-dell-inquinamento-intantomidifendo.html

Riportiamo inoltre, integralmente in inglese, lo studio pubblicato recentemente sulla rivista Environmental Pollution che ci è stato recapitato dal dott. Montano
“Blood, urine and semen Volatile Organic Compound (VOC) pattern analysis
for assessing health environmental impact in highly polluted areas in Italy”

pdf Longo et al EnvPoll 2021 (489 KB)

 

 

 

 

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Re.Tu.Va.Sa. e la nuova edizione dello studio SENTIERI

inquinamento acqua 350 260SIN Bacino del fiume Sacco, la fotografia dello stato di salute nella nuova edizione dello studio SENTIERI

Introduzione

E’ stata pubblicata dalla Rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia (al LINK http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2019-43-2_3-Suppl1), la V Edizione dello studio SENTIERI, la fotografia della salute epidemiologica delle popolazioni residenti nei luoghi altamente contaminati, i Siti di Interesse Nazionale (SIN). Presentato in anteprima lo scorso anno, poi misteriosamente scomparso, riapparso per una presentazione il 21 luglio di quest’anno, “opportunamente” spostato al 4 luglio per le elezioni europee. Ora compare stranamente prima della nuova presentazione ufficiale aggiornata rispetto a quella dello scorso anno, con tutta probabilità in seguito allo scalpore mediatico suscitato dalle dichiarazioni di Peacelink a Taranto.

Questo nuovo studio rispetto ai precedenti è dotato di diversi approfondimenti interessanti tra cui la questione delle malattie respiratorie, quella degli interferenti endocrini, dell’epidemiologia infantile, della comunicazione nei SIN, di cui avremo modo in seguito di valutarne gli esiti.

Questo perché la Sesta Conferenza Ministeriale Ambiente e Salute dei 53 Paesi della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), svoltasi a Ostrava, Repubblica Ceca (13-15 giugno 2017), ha incluso per la prima volta il tema dei siti contaminati fra le priorità di sanità pubblica. In ambito europeo, è stata stimata la presenza di circa 342.000 siti contaminati, dei quali solo il 15% sottoposto a interventi di risanamento ambientale.

In queste aree gli aspetti sanitari, ambientali, sociali e occupazionali sono fortemente interconnessi, destando forti preoccupazioni tra le comunità locali, tra gli operatori nel settore ambiente e salute, tra i decisori, a livello periferico e centrale. Sebbene il contenimento delle emissioni industriali sia migliorato negli ultimi decenni, il settore industriale è comunque responsabile di quantità significative di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, nonché della produzione di rifiuti.

L’intento di questi studi è affrontare i problemi dal punto di vista della prevenzione e delle misure da adottare rispetto ai dati riscontrati.

Il Bacino del fiume Sacco

Come è noto dal 2014 il Bacino del fiume Sacco è tornato tra i SIN nell’ottobre del 2016 con il Decreto Ministeriale sulla nuova perimetrazione. In questa nuova configurazione territoriale il SIN ha una estensione di circa 7.300ha, sono interessati 19 Comuni per una popolazione di poco più di 200.000 residenti, ben 79 aziende, 53,6 mln di euro riportati nell’Accordo di Programma Quadro per le attività di bonifica recentemente firmato.

I dati emersi dallo studio purtroppo sono incompleti, ciò è dovuto dal fatto che l’incidenza oncologica è ASSENTE in quanto il registro tumori nella Regione Lazio è stato istituito nel 2015 (Legge Regionale 12 giugno 2015, n.7) e non sono ancora presenti stime di incidenza rispetto al periodo considerato. Sono in corso le attività necessarie all’avvio e messa a regime del Registro, che successivamente produrrà i dati di incidenza delle patologie oncologiche per i residenti nella Regione.

Un’altra annotazione da fare è che nelle precedenti edizioni dello studio SENTIERI la popolazione presa in esame era riferita ad una perimetrazione ridotta rispetto all’attuale, di conseguenza i dati aggregati di oggi subiscono un effetto diluizione per alcuni eccessi riscontrati nelle edizioni passate.

I riscontri per il nostro SIN possono essere riassunti in alcuni passaggi di cui sicuramente si avrà modo successivamente di discutere con il gruppo di studio che ha realizzato il rapporto, da noi interpellato a suo tempo, e che si è reso disponibile per una presentazione anche sul nostro territorio.

Innanzitutto la mortalità per le patologie e i ricoveri considerati a priori come associati alle fonti di esposizione ambientale specifica non evidenzia eccessi di rischio, ma tra gli uomini la mortalità generale è in eccesso e in entrambi i generi si segnala un eccesso per patologie dell’apparato cardiovascolare. Sarà opportuno confrontarsi sul significato dell’associazione a priori, chiarendo la relazione tra molte patologie, tra cui il cardiovascolare, e specifici fattori di inquinamento ambientale.

Nella sezione pediatrico-adolescenziale-infantile si osserva un eccesso di mortalità per tumori del sistema linfoematopoietico, basato su tre casi, che permane nella classe 0-19 anni (5 casi), e tra i giovani adulti (8 casi), sebbene questi numeri ridotti rendano difficile costruire una stima statistica.

Lo stesso dicasi per i tumori al sistema nervoso centrale in eccesso anche per i giovani adulti oltre che per le fasce di età inferiori. Si aggiungono poi le leucemie, sebbene per queste ultime il numero ridotto di casi aumenta l’incertezza delle stime di rischio.

Le malattie respiratorie acute sono in eccesso rispetto all’atteso in età pediatrica, mentre i ricoverati per asma sono in eccesso in età pediatrica e in difetto tra i giovani adulti.

Lo studio nella “Discussione, Conclusioni e Raccomandazioni” si concentra in particolar modo sulle differenze tra i precedenti e l’attuale studio relativamente alle aree prese in esame, concentrandosi sulla presenza ematica del Beta- HCH, sui possibili effetti sugli organi umani, sulla necessità di proseguire con gli studi epidemiologici concludendo con “È necessario che la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attualmente in corso continui nel tempo, e comprenda anche i bambini e i giovani, con particolare attenzione ad effetti e patologie potenzialmente associate all’esposizione ambientale a β-HCH.”.

Come detto ci sarà modo di fare gli approfondimenti necessari sul significato dei dati prodotti, richiedendo la collaborazione degli esperti di settore, ci auguriamo inoltre che i dati vengano aggiornati celermente con quelli derivanti del registro tumori.

Riteniamo necessario che si aprano nuovi spazi di collaborazione tra tutti gli operatori del settore, quali ad esempio medici di base e pediatri, e cittadinanza attiva, dando vita a forme di collaborazione e consultazione permanente, condizione necessaria per fornire a tutti i cittadini una informazione chiara e completa.

Valle del Sacco, 06.06.19

 

 

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Posticipare inizio anno scolastico è inutile sia sul piano economico che didattico

Studenti medi in corteoda Rete degli Studenti Medi - Apprendiamo a mezzo stampa che il Presidente della Provincia di Latina, Salvatore De Monaco, ha scritto al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e alla Dirigente dell'Ufficio dell'Ambito Territoriale di Latina dell'USR per il Lazio, Dott.ssa Maria Rita Calvosa, per chiedere lo slittamento dell'inizio dell'anno scolastico al 1° di ottobre.

Vogliamo ritenere la proposta del Presidente De Monaco come l'effetto della noia di fine agosto. Noi non crediamo che siano quindici giorni in più di vacanze a garantire "il recupero delle forze psico-fisiche degli studenti e del personale" bensì lo sono l'ambiente scolastico e la didattica. Tanto meno crediamo che questo provvedimento possa garantire la ripresa economica di un territorio, al contrario, crediamo che la Provincia di Latina, così come tutta la Regione Lazio e l'Italia, abbia bisogno di un grande piano per il turismo che metta al centro la costruzione di un progetto di industria culturale attorno al gigantesco patrimonio artistico, culturale e ambientale di cui tutto il nostro territorio è dotato.

"Quanti sostengono la proposta di posticipare l'inizio delle lezioni al 1 ottobre ignorano il fatto che, secondo Federalberghi e Federturismo-Confindustria, solo il 31% degli italiani è andato in vacanza quest'estate: circa 18,6 milioni di persone contro le 29,4 milioni del 2008, quasi 11 milioni di persone in meno." - dichiara Giuseppe Cirelli, Segretario Generale della rete degli Studenti Medi del Lazio. "Davvero il Presidente De Monaco, come pure il sindaco di Forte dei Marmi e quanti sostengono la balzana idea di ricominciare la scuola il 1 ottobre, pensa che sia tutta colpa del maltempo e della pioggia? Oppure forse la crisi economia che continua a mordere, la disoccupazione alle stelle e la mancanza di politiche di redistribuzione del reddito hanno abbassato la qualità della vita delle persone e quindi anche delle loro vacanze?"

"Senza voler entrare nei settori alberghieri e della ristorazione, che non ci competono, -prosegue Cirelli- intendiamo ribadire la necessità di ripensare, in un quadro di riforma complessiva del sistema scolastico, le vacanze estive: troppo lunghe, mal distribuite nel corso dell'anno scolastico, didatticamente distruttive e così articolate per ragioni anacronistiche. Abbiamo scritto anche noi al Presidente Zingaretti per sostenere le nostre ragioni e l'inizio dell'anno scolastico come deliberato dalla Regione e dai Consigli d'istituto."

Troviamo, infine, assurdo pensare che sia l'allungamento delle vacanze a permettere effettivamente alle famiglie di passare più giorni al mare. Secondo Federconsumatori, per l'anno scolastico che sta per iniziare, con un aumento dell'1,4% rispetto all'anno scorso, le famiglie spendono 506€ per il corredo scolastico e 529€ per i libri di testo. Questa ci pare la vera emergenza su cui sarebbe bene che gli enti locali intervenissero, anche a nostro sostegno che la battaglia per l'accesso alla conoscenza e il diritto allo studio la portiamo avanti da anni!

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