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Sora. Perché ripristinare subito l’Albo Pretorio Storico

 SORA - Mov. Civico Pro Ospedale e Territorio

Segnalazione di tre casi preoccupanti

di Floriana Porretta*
Sora Municipio 390 minAd ulteriore dimostrazione di quanto fossero fondate le nostre rimostranze riguardo la spinosissima questione dell’Albo Pretorio Storico online della Città di Sora, improvvidamente cancellato dall’attuale amministrazione, vogliamo segnalare tre preoccupanti casi che, come Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio, stiamo incontrando in questi giorni.

Da alcuni cittadini ci è stato segnalato un comportamento amministrativo che, se confermato dai fatti, costituirebbe un caso di gestione arbitraria dei poteri pubblici a fini clientelari. In particolare, sembrerebbe che l’amministrazione stia utilizzando, come si dice, due pesi e due misure riguardo due cittadini che svolgono attività presso il Centro Sportivo Panico, discriminando l’uno e favorendo l’altro. Dato l’attuale oscuramento degli atti, al Movimento e ai cittadini tutti non è dato valutare la correttezza o meno dell’azione amministrativa. È troppo chiedere che l’intero fascicolo sia reso disponibile attraverso l’Albo Pretorio, fatti salvi i diritti di ognuno alla privacy e all’oblio?

L’altro caso riguarda il progetto di piscina da realizzare sempre presso il Centro Sportivo Panico con richiesta di finanziamento nell’ambito del Pnrr. Il sindaco fa circolare la voce secondo cui il progetto sarebbe “risultato idoneo ma ammesso a successivo finanziamento”. Ebbene, allo stato dei fatti, l’affermazione risulta essere del tutto priva di senso. Infatti, nessuna disposizione della L. 234 del 2021 prefigura la possibilità di essere ammessi ad un “successivo finanziamento”; semmai sarà necessario ripresentare il progetto nell’ambito dei finanziamenti previsti per il 2023. Ma per il 2022 l’occasione è andata definitivamente perduta. È lecito chiedere quale sia la somma perduta? È lecito conoscere le motivazioni ufficiali del diniego? È troppo chiedere che anche questo fascicolo sia reso disponibile attraverso l’Albo Pretorio, fatti salvi i diritti alla privacy e all’oblio? Se vi fossero delle responsabilità amministrative, i cittadini dovrebbero esserne informati.

Il terzo caso, se possibile, è ancora più preoccupante. Infatti, dal decreto del 19/10/2022 del Ministero dell’Interno, All. 1, risulta essere stato negato un finanziamento pari a 500mila euro per un altro progetto presentato dalla città di Sora. Nel presente caso, il fallimento dell’azione amministrativa appare di particolare gravità. Infatti, il comma 537 dell’art. 1, L. 234/2021, afferma che “qualora l’entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata a favore dei comuni che presentano un valore più elevato dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM)”. Ebbene, come risulta dal citato All. 1 del ricordato decreto (di cui riportiamo lo screenshot in calce), mentre è stato riconosciuto, per esempio, il finanziamento ad una città del veneto con un IVSM di 97,41, non è stato riconosciuto a Sora che ha un IVSM di 100,51.

È lecito chiedersi di quali opere si tratti? È lecito chiedere la pubblicazione integrale dei relativi atti amministrativi? È lecito chiedere le ragioni del diniego? È lecito chiedersi se ci sia qualcuno alla guida della macchina amministrativa?

Come si può agevolmente constatare, rendere opache le azioni amministrative con espedienti più o meno leciti fa nascere dubbi insopportabili in chiunque abbia a cuore gli interessi collettivi, il corretto agire delle pubbliche amministrazioni, il corretto uso dei poteri pubblici, il rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati. Il sindaco Luca Di Stefano, perciò, ripristini immediatamente l’Albo Pretorio Storico che i sindaci suoi predecessori avevano reso disponibile a tutta la comunità.

Sora 17 dicembre 2022
*Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio
 
PS. All.1 al Decreto \

 

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Sora. Ripristinare subito l'Albo Pretorio Storico online

ASSOCIAZIONI

Mancano fondate argomentazioni alla sua sospensione

di Floriana Porretta
Alboonline 390 minA seguito di nostre ripetute sollecitazioni, finalmente l’Amministrazione del Comune di Sora si è decisa a spendere qualche parola ufficiale sulla eliminazione, dal suo sito istituzionale online, del cosiddetto “Albo Pretorio Storico”. Ma non sono certo parole che fanno chiarezza. Piuttosto, servono a giustificare ciò che giustificabile non è. Ma, visto che di chiarezza sembra che ci sia molto bisogno, sia nell’Ente che nell’opinione pubblica, proviamo a fornire qualche elemento di conoscenza e di riflessione in più. Di cosa stiamo parlando?

In origine, com’è noto, esisteva l’Albo Pretorio “cartaceo”, ossia un’apposita bacheca sita presso il Municipio, su cui l’Amministrazione era obbligata a pubblicare materialmente tutti gli atti pubblici previsti dalla legge, per quindici giorni consecutivi (art. 124 del Dlgs n. 267/2000). Alla scadenza del termine gli atti venivano fisicamente rimossi dalla bacheca. Tali affissioni erano dirimenti al fine dell’esecutività degli atti medesimi (art. 134, comma 3).

Successivamente, a partire dal 1° gennaio 2010, con l’entrata in vigore della legge 69/2009 e in particolare del suo articolo 32, quell’obbligo di pubblicità legale s’intende assolto “con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni” degli atti in questione, togliendo contemporaneamente effetto di pubblicità legale all’affissione cartacea.

Da allora, tutte le amministrazioni hanno mantenuto la consuetudine di non rimuovere gli atti dal proprio sito istituzionale, anche trascorsi i quindici giorni canonici, rendendoli quindi disponibili per sempre attraverso l’Albo Pretorio online, che così diveniva “storico”.

Era un’ottima consuetudine. Con questa modalità, infatti, non solo si garantiva la massima trasparenza dell’azione amministrativa e una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, ma si facilitava anche il lavoro di imprese, commercialisti, architetti, ingegneri e operatori vari, che per le ragioni più diverse entravano in contatto con la pubblica amministrazione.

Così accadeva anche a Sora. Ma qualche giorno fa, l’attuale Amministrazione ha deciso inopinatamente di eliminare l’“Albo Pretorio Storico”. Perché?

In risposta alla nostra precedente pec con richiesta di chiarimenti e di rispristino del servizio, l’amministrazione ha fornito, con una propria pec, delle motivazioni, del tutto insoddisfacenti, che richiedono qualche riflessione, a partire dal mittente della risposta medesima.

Essa, infatti, è sottoscritta dal dirigente del III settore, il Comandante dei Vigili Urbani. Perché non il Sindaco, a cui era indirizzata la nostra pec? Perché non il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, a cui era indirizzata per conoscenza? Perché, qualora risultasse mancante la nomina di quest’ultimo, non il Segretario Generale, quale vertice dell’organizzazione amministrativa? Non è dato saperlo.

Ad ogni modo, nel merito l’Amministrazione risponde che “la scelta dell’Ente è stata determinata unicamente dal dettato normativo in materia”, richiamando allo scopo le “linee guida” emanate dal Garante per la protezione dei dati personali e dall’Agenzia per l’Italia Digitale riguardo il “diritto all’oblio”, rispettivamente del 2007 e del 2016.

Ma tali linee guida, nonché la varia giurisprudenza prodotta negli anni su fattispecie simili, che secondo l’Amministrazione dovrebbero inibire “la pubblicazione sine die degli atti amministrativi”, come si dice nella sua pec, non riguardano MAI gli atti in sé, bensì i dati personali, o comunque “sensibili”, eventualmente presenti in essi. Resta in capo alle amministrazioni e agli enti pubblici, quindi, il dovere di rendere trasparenti le proprie azioni. Non è un caso che tutti i sindaci succedutisi a Sora (come nel resto d’Italia), dal 2010 fino a pochi giorni fa abbiano mantenuto l’Albo Pretorio Storico: non lo hanno fatto contro la legge, ma in ossequio al dovere della Trasparenza, oltre che della semplificazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

Nella medesima pec di risposta, l’Amministrazione asserisce che comunque quegli atti sono disponibili sul sito alla sezione Amministrazione Trasparente. Ma è vero solo in minima parte e con modalità assai più macchinose: lì, infatti, in ossequio al Dlgs n. 33/2013, sono presenti soltanto gli atti fino a cinque anni (art. 8, comma 3), ma sono esclusi tutti gli atti precedenti. Per questi ultimi, resta la via cartacea dell’Accesso Civico, con tutte le conseguenze del caso sulle tempistiche burocratiche e sull’attività dei pubblici uffici. Insomma, il nuovo che arretra e il vecchio che avanza.

Ribadiamo, quindi, la nostra richiesta all’Amministrazione di ripristino del servizio online dell’Albo Pretorio Storico.

In caso contrario, considerato che la sopravvenuta inaccessibilità online agli atti amministrativi “storici” limita e lede gravemente il legittimo diritto dei cittadini alla trasparenza, al controllo dell’attività dei propri amministratori e alla partecipazione ad essa, mentre rende farraginoso il lavoro dell’intero organismo cittadino, noi del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio ci riserviamo di valutare la sussistenza delle condizioni di procedibilità presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC), con attinenza alle sue funzioni di controllo sull’applicazione delle norme sulla Trasparenza, o in ogni altra sede se necessario, affinché il servizio dell’Albo Pretorio Storico sia al più presto ripristinato.

Sora 27 ottobre 2022
*Floriana Porretta
Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio

 

 

 

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ANPI: Fermiamo la guerra, negoziato subito!

ANPI FROSINONE

L’ONU convochi una Conferenza Internazionale di Pace!

anpi BANDIERA 350 260 minL’ Anpi Intercomunale aderisce alla mobilitazione diffusa di Europe For Peace: dal 21 al 23 ottobre presso le piazze di tutta Italia, e promuove un presidio in piazza Santa Restituta a Sora, per sabato 22 Ottobre dalle ore 18,30.
La coalizione Europe for Peace, formata dalle principali reti per la pace in Italia, con l’adesione di centinaia di organizzazioni, profondamente preoccupata per l’escalation militare che ha portato il conflitto armato alla soglia critica della guerra atomica, torna di nuovo nelle piazze italiane per chiedere percorsi concreti di Pace in Ucraina e in tutti gli altri conflitti armati del mondo.

Un nuovo passo comune che avviene dopo l’importante mobilitazione dello scorso 23 luglio (con 60 città coinvolte) e l’invio di una lettera al Segretario Generale ONU Guterres in occasione della Giornata della Pace per un sostegno ad azioni multilaterali, le uniche capaci di “portare una vera democrazia globale, a partire dalla volontà di pace della maggioranza delle comunità e dei popoli”. E dopo la quarta Carovana “Stop The War Now” recentemente rientrata da Kiev dove ha portato il sostegno della società civile italiana ad associazioni ed obiettori di coscienza ucraini, oltre che nuovi aiuti umanitari.

Pertanto l’appuntamento è per il 22 Ottobre in Piazza Santa Restituta (ad otto mesi dall’invasione russa e alla vigilia della Settimana ONU per il Disarmo), e per questo l’Anpi lancia un appello rivolto ad associazioni, sindacati, partiti, movimenti, istituzioni civili e religiose, alle Cittadine e ai Cittadini del nostro territorio, ad unirsi al presidio, per rilanciare con forza la richiesta di cessate il fuoco immediato, affinché si giunga ad una Conferenza internazionale di Pace.
TACCIANO LE ARMI, NEGOZIATO SUBITO!

Sora 20 Ottobre 2022
ANPI Sezione Intercomunale di Sora, Media Valle del Liri e Valle di Comino.

 

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Ceccano: far ripartire subito mensa e trasporto scolastico

IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Altri tagli sul sociale e ancora un indiscriminato aumento delle tasse?

IlCoraggiodiCambiare Logo minIl 12 settembre è iniziato il nuovo anno per centinaia di bambini e adolescenti, ma i servizi della mensa e del trasporto scolastico ancora non sono ripartiti nonostante il cospicuo aumento del costo degli abbonamenti che lo scorso anno ha riguardato il servizio di trasporto e con molta probabilità, quest'anno, riguarderà anche la mensa, aumento che non potrà essere assorbito dalle casse comunali trovandoci nel piano di rientro pluriennale.

Per quanto riguarda il servizio del trasporto pubblico scolastico, il contratto con la precedente ditta è scaduto a giugno e oggi ancora non c’è nessuna novità a riguardo.
Con l'aumento del costo degli abbonamenti per il TPS, l’attuale amministrazione aveva previsto, per lo scorso anno, un incasso di 90000 euro ed invece ne sono stati incassati solamente 25000 poiché molte famiglie hanno rinunciato all’abbonamento a causa del costo elevato, determinando, oltretutto, molteplici disagi per quanto riguarda la viabilità, soprattutto nelle ore di entrata ed uscita delle scuole.

Invitiamo l'amministrazione a far ripartire i servizi scolastici nel minor tempo possibile e soprattutto proponiamo di dimezzare il costo degli abbonamenti per il trasporto pubblico scolastico certi che questa misura porterà benefici sia per gli utenti che per le casse comunali in quanto si renderebbe il servizio più accessibile dal punto di vista economico per molte famiglie e quindi aumenterà l'utilizzo degli scuolabus da parte degli studenti.

Se tutto ciò non dovesse accadere a farne le spese saranno i cittadini, che assisteranno, sempre di più, a tagli sul sociale, ai servizi importantissimi e ad un indiscriminato aumento delle tasse.

 

 

 

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Ucraina, guerra sbagliata, inaccettabile, pericolosa per tutti, va fermata subito

 UCRAINA

Non è vero che la guerra non ha alternative

di Alfiero Grandi
guerra ucraina stop 390 minLe alternative sono le soluzioni diplomatiche, le trattative per raggiungere accordi, le reciproche rassicurazioni per stemperare e risolvere i conflitti (anche quando sembra impossibile), l’impegno a cercare accordi per costruire una pace duratura nel tempo. Un cattivo accordo è sempre meglio della guerra migliore che, come è ben noto, è una realtà che non esiste perché porta morti, feriti, distruzioni, bambini segnati dagli orrori che trascina con sé.

La responsabilità di Putin nell’aggressione all’Ucraina è fuori discussione.
L’attacco all’Ucraina è un grave errore politico ed umano, che indebolirà anche la forza dell’azione militare, e non è certo una giustificazione che il governo ucraino abbia continuato a ribadire posizioni come entrare nella Nato che quello russo considerava inaccettabili. L’aggressione non si giustifica nemmeno con le posizioni della Nato e dei suoi membri che hanno incoraggiato l’Ucraina a non cercare le modalità per individuare le garanzie per la sicurezza della Russia. Non ci sono giustificazioni per la scelta di Putin di dare il via all’invasione dell’Ucraina e questo purtroppo aprirà un solco profondo politico, umano, culturale, che sarà molto difficile colmare. Eppure occorre provarci, non ci sono alternative, a partire dal cessate il fuoco e dall’avvio di trattative tra le parti coinvolte.

A questo punto è inevitabile che vengano adottate misure di isolamento e pressione verso Putin e il suo governo, come si sta facendo, ma debbono essere finalizzate a risalire dall’abisso della guerra, non ad approfondire il solco. Per cortesia, evitiamo di definire alcune di queste misure di isolamento come “nucleari”, come è per l’esclusione della Russia dallo Swift finanziario mondiale, il sistema mondiale dei pagamenti. Nucleare è un termine che dovrebbe sempre essere preceduto dalla sua negazione, ad esempio da un mai. Nucleare è un termine che va evocato solo per ribadire senza ambiguità che mai si dovrà ricorrere all’olocausto che porterebbe a distruggere gran parte del genere umano. L’evocazione delle tragedie di Nagasaki e Hiroshima deve sempre accompagnarci. Attenzione alle parole che usiamo.

L’unica posizione possibile sull’uso delle armi nucleari è: MAI! Putin ha fatto un altro grave errore dichiarando l’allerta degliPalazzo distrutto guerra Kiev Ucraina foto Ansa 390 min armamenti nucleari della Russia, non avrebbe mai dovuto evocare questa possibilità, nemmeno come ventilata minaccia. Questo va chiarito perché nella ricerca delle misure per contrastare l’aggressione all’Ucraina mai si dovrà nemmeno pensare di ricorrere a queste armi.
Questa situazione drammatica ci impone di comprendere che per troppo tempo il tema degli armamenti nucleari è stato sottovalutato, mentre è indispensabile rilanciare una iniziativa di riduzione bilanciata degli armamenti. Trump ha la responsabilità di avere abbandonato la via degli accordi per controllare e ridurre le armi nucleari. Ora questo obiettivo deve tornare al centro delle nostre iniziative. Rischia di essere incomprensibile che sia in corso una lunga e complicata trattativa con l’Iran per evitare che arrivi all’arma atomica e non venga ripreso il percorso di un disarmo bilanciato e controllabile degli armamenti più potenti al mondo.

Per di più le risorse risparmiate nel fermare la corsa agli armamenti potrebbero avere un utilizzo ben diverso, positivo per tutta la società umana. Non è un discorso di circostanza visto che in Italia, come in altri paesi europei membri della Nato, nei prossimi mesi verranno installate – seguendo un programma stabilito da tempo – nuove versioni di armi atomiche, ancora più micidiali. La Nato ha perseguito dallo scioglimento del patto di Varsavia, con diversi Presidenti Usa, il suo allargamento verso est in Europa, contraddicendo promesse ed impegni a non farlo. Alcuni documenti sono stati pubblicati e delle testimonianze lo hanno confermato.

Si è perso di vista che il (lontano) successo politico di Gorbaciov e Reagan fu quello di avviare un processo di controllo e riduzione delle armi atomiche, che avvenivano in un quadro di una nuova fiducia reciproca, ed eravamo ancora in presenza di due blocchi militari contrapposti. Con la fine dell’Urss anche il patto di Varsavia si sciolse e gran parte dei paesi europei che facevano parte di questo patto si resero indipendenti, come fecero anche repubbliche europee interne all’Urss. Sembrava possibile superare la contrapposizione tra i blocchi e creare condizioni di reciproca garanzia. Basta ricordare gli affidamenti forniti quando ci fu il via libera alla riunificazione tedesca, anch’essa resa possibile da un clima di maggiore fiducia.

La Russia, uscita ridimensionata dall’implosione dell’Urss, aveva bisogno di distensione e collaborazione per affrontare unaguerra ucraina 400x200 min difficile e complessa evoluzione democratica, ma ha prevalso in occidente un atteggiamento che – giustamente – è stato paragonato a quello dell’umiliazione della Germania dopo il primo conflitto mondiale che creò le premesse per il nazionalismo e il risentimento tedesco che favorirono le condizioni per la seconda, tragica, guerra mondiale. L’Occidente, vincitore di fatto sul piano politico ed istituzionale, non ha saputo gestire con lungimiranza la sua vittoria e ha ignorato le preoccupazioni russe per la sicurezza.

La Nato a trazione americana ha scelto di puntare all’isolamento della Russia allargando le sue file a paesi ex sovietici e ad altri della ex Jugoslavia. L’allargamento della Nato ai paesi dell’est Europa che prima erano parte dell’Urss o membri del patto di Varsavia ha creato una cintura che ha creato allarme e insicurezza per la Russia, rafforzando la tentazione di risposte di natura militare come ora con l’aggressione dell’Ucraina.

La prospettiva di fare entrare l’Ucraina nella Nato poteva essere evitata ed essere discussa ad un tavolo per cercare garanzie di sicurezza per tutti sul modello neutrale della Finlandia, perfino la situazione nel Donbass poteva essere affrontata con modelli di autonomia che esistono già in Europa. La proposta di una neutralità dell’Ucraina garantita da un accordo internazionale, per garantirne la sovranità, poteva essere considerata da Nato e Ucraina e probabilmente avrebbe contribuito ad evitare questa guerra, le cui conseguenze già visibili dovrebbero consigliare a tutti di arrivare rapidamente ad un tavolo di trattative per risolvere il conflitto, con un immediato cessate il fuoco, come avvenne 8 anni fa con gli accordi di Minsk che posero fine agli scontri nel Donbass.

Il conflitto non può essere rappresentato come potenze democratiche contro il nemico perché ad esempio, ricordiamolo, la guerra in Iraq fu decisa con un’invasione non legittima, che aveva tra gli obiettivi la fine del regime di Hussein e che ha portato ad un conflitto durato decenni, con tantissimi morti, anche italiani (essendo tra i militari presenti), per di più inventando le prove di armi chimiche inesistenti, come riconobbe Powell più tardi. Né possiamo dimenticare che la Nato ha iniziato ad agire fuori da quadranti europei diventando il braccio operativo di scelte politiche diverse da quelle costitutive, a volte senza un mandato legittimo.

È prevalso un atteggiamento di forza dei paesi della Nato, sottovalutando che alla distensione, alla cooperazione e alla reciprocaNotizie di guerra Ucraina Russia aggiornamenti 390ok min comprensione non ci sono alternative. È in questo spazio politico che Putin ha fatto le sue “fortune” politiche cavalcando nazionalismo e frustrazioni, arrivando a questa terribile e orribile scelta di invadere l’Ucraina per imporre con la forza i suoi obiettivi. Resistere è il modo per impedire che la via delle armi sia vincente, ma bisognerà tornare a trattare, a confrontarsi e ci si troverà di nuovo di fronte al problema di prima, con in più un carico di morti e distruzioni che renderanno tutto ancora più difficile. Eppure non c’è alternativa a discutere, trattare, trovare soluzioni di reciproca garanzia, mentre in troppe occasioni usare i muscoli è sembrato prevalere.

Sarà un lavoro difficile, lungo, ma che non ha alternative.
Anche le sanzioni vanno scelte attentamente e appena sarà possibile dovranno lasciare il campo alla creazione di una nuova realtà politica comune di fiducia che va reinventata. Nell’immediato la proposta di rinviare i tempi del patto di stabilità di fronte ai contraccolpi che creeranno le sanzioni e alle difficoltà energetiche è assolutamente necessario diventi realtà per evitare che geli una ripresa economica insufficiente e che ha bisogno della distensione nel mondo. Le sanzioni possono essere inevitabili ma i loro effetti non vanno sottovalutati. Sono scelte che colpiscono, almeno in parte, anche chi le fa e quindi vanno usate quando è inevitabile e solo per il tempo necessario. Tra le sanzioni la più forte è certamente l’esclusione delle banche russe dal sistema Swift dei pagamenti che consente le transazioni, le attività bancarie.

Altro aspetto rilevante è la confusione sulle questioni energetiche. Certo il gas naturale e il petrolio sono da tempo con prezzi in rialzo, creando problemi rilevanti alle economie più dipendenti come l’Italia. È chiaro che la guerra in Ucraina crea ulteriori tensioni. Se venisse coinvolto il gasdotto che attraversa l’Ucraina ci sarebbero gravi preoccupazioni per i rifornimenti. Riprendere e rafforzare l’estrazione di gas fossile nel nostro paese può essere al massimo utile transitoriamente, ma non è certo una risposta risolutiva, né strutturale per sostituire il 40% dell’approvvigionamento di gas dalla Russia.

Così sarebbe una sconfitta scegliere di rilanciare il carbone per produrre energia elettrica al di là di una congiuntura straordinaria come questa. L’asse fondamentale della politica energetica deve restare quello di procedere verso il mantenimento dell’aumento della temperatura entro 1,5 gradi, quindi occorre più che mai procedere a tappe forzate verso le rinnovabili, incrementando la loro crescita con piani precisi, con incentivi e con iter di approvazione veramente veloci. Anzitutto fotovoltaico ed eolico ma senza trascurare gli altri settori, usando tutti gli spazi possibili.
L’autonomia energetica dell’Italia non può che fondarsi sulla scelta strategica, che la guerra in corso non deve farci dimenticare.

Dover fronteggiare la guerra in Ucraina e le sue conseguenze, comprese le sanzioni, non può essere la giustificazione per cambiare scelte politiche come quelle ambientali ed energetiche.

 

28 Febbraio 2022 da jobsnews.it

 

 

 

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Subito una legge che esplicitamente contrasti le delocalizzazioni

COMMENTI

 Il Parlamento, approvi una legge che sia efficace e incisiva

di Angelino Loffredi
GKN 390 minE’ ancora presente fra i principali organi d’informazione l’attenzione alla grande manifestazione fiorentina di sabato 18 settembre promossa da sindacati, Istituzioni ed associazioni varie per contrastare il licenziamento (attraverso email) di 422 dipendenti della GKN di campi Bisenzio.

Non intendo dilungarmi su quella che giustamente è stata chiamata la “catena umana“ per la sorprendente, eccezionale presenza di persone e su una convinta unità fra tutti i sindacati, sia di base che nazionali con le Istituzioni e con gli intellettuali. Preferisco evidenziare e ragionare invece sulla partecipazione alla manifestazione anche di rappresentanti dell’Embraco di Torino, della Wirlpool di Napoli, Gianetti di Carpenedolo e Riello di Cepagatti e di altre delegazioni di realtà produttive in crisi e sulle richieste che questa nuova unità fra lavoratori pone al Parlamento. Partecipazioni e presenze impegnate per dare una forte risposta all’arrogante richiesta padronale di licenziare e delocalizzare in altri stati pur in presenza di una florida condizione economica e dopo aver usufruito di positivi ed importati aiuti delle finanze pubbliche.

E’ vero che il Giudice del lavoro di Firenze lunedi 20 settembre ha annullato il provvedimento di licenziamento dei 422 dipendenti della GKN di Campi Bisenzio, ritenendo tale provvedimento in contrasto con l’art 28 di quello che rimane dello Statuto dei lavoratori, ovvero per violazione delle procedure e mancato rispetto degli accordi precedentemente sottoscritti fra impresa e sindacato. Si tratta infatti di un provvedimento importante, storico, che diverrà riferimento per altre sentenze. Ma può bastare? Non credo. E’ necessario avere a disposizione invece una legge utile per contrastare ed evitare questa ventata di delocalizzazioni. E’ necessario ottenerla subito!

Pur non essendo una persona esperta di diritto amministrativo e costituzionale provo a sottoporre a chi è interessato a tale questione il sempre dimenticato articolo 41 della Costituzione repubblicana che dopo aver riconosciuto che “l’iniziativa economica privata è libera“ precisa anche che essa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica, pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

In poche righe le Madri e i Padri costituenti hanno previsto qualcosa d’importante che anche ed in particolar modo oggi può essere utilizzato. E permette così di intervenire e risolvere una inquietante questione, quella di evitare che la Magistratura assolva una funzione di supplenza alla assenza di proposte e decisioni dei partiti e del Parlamento.

Anche se già oggi mi sembra chiaro che i provvedimenti di tali industriali si pongano fuori dall’ordinamento ed in contrasto con l’ordine costituzionale mi sembra urgente e necessario avere una legge che esplicitamente dichiari di contrastare le delocalizzazioni. Essa può muoversi facilmente nell’interno dell’articolo sopra evidenziato, indicando esplicitamente che bisogna contrastare lo smantellamento del nostro tessuto produttivo, realizzato quasi sempre con denaro pubblico, assicuri inoltre una continuità occupazionale e, finalmente, preveda ed indichi provvedimenti sanzionatori nei confronti di imprese fuorilegge.

E’ necessario che il Parlamento, diversamente dalla bozza del governo in circolazione, approvi una legge che sia efficace, incisiva e non limitata solamente ad una sostanziale dichiarazione d’intenti e di buone intenzioni.

Ceccano 23 settembre 2021

 

 

 

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ASL RM5: Subito piano programmatico per rilancio della sanità pubblica

 SANITA'. VOCI DAL TERRITORIO

 I cittadini si aspettano dalla Conferenza dei Sindaci della Asl Roma 5 atti concreti e formali, e non apparenti.

di Stefano Fabroni*
ASL RM51 minCari amici concittadini, dopo la manifestazione organizzata recentemente da alcuni sindaci del territorio della ASL Rm5, alla quale non abbiamo partecipato come Comitato Salute ed Ambiente ASL Roma 5 per i motivi che abbiamo spiegato già in precedenza e cioè perché ci sembrava che avesse toni e contenuti divisivi e soprattutto non risolutivi per i problemi comuni a tutta la ASL suddetta siamo venuti a conoscenza che per il 21 luglio p.v. è stata convocata la conferenza dei sindaci della nostra ASL da noi insistentemente richiesta con l'intenzione, finalmente, di discutere dei gravi problemi sanitari dei nostri territori e distretti!

Innanzitutto ci sembra doveroso sottolineare che questa presa di posizione tardiva, da parte dei sindaci, sia stata dovuta soprattutto alle continue pressioni che noi abbiamo esercitato, anche nei loro confronti, nel corso di lunghi anni e che finora avevano dato esito soltanto ad un loro pesante silenzio imbarazzante! Ovviamente, cercheremo di poter partecipare, come uditori, a questa conferenza, in quanto dovrebbe essere perlomeno aperta online alle associazioni ed ai comitati dei cittadini. Staremo a vedere se ce lo permetteranno! E comunque anche se così non fosse confidiamo che il presidente della conferenza dei sindaci vorrà mettere a disposizione dei cittadini la registrazione della riunione con il relativo verbale.

Auspichiamo, con forza, che non si tratti del solito teatrino pre-elettorale, e che questa Conferenza dei Sindaci sia un primo passo verso una vera presa d'atto della tragicità incostituzionale che, quotidianamente, 500.000 cittadini sono costretti a subire nel fondamentale ambito della sanità pubblica, ma soprattutto, invitiamo energicamente i nostri primi cittadini a chiedere insieme a noi in Regione Lazio, che sia redatto ed approvato, immediatamente, un piano programmatico, condiviso in precedenza anche da sindacati e terzo settore civico, che rilanci subito la sanità pubblica della intera Asl, senza il quale non sarà possibile risolvere le criticità del solo polo ospedaliero Colleferro/Palestrina all’ordine del giorno della Conferenza dei Sindaci.

I FONDI CI SONO. NON HANNO ALTRE SCUSE DI SORTA! SI TRATTA SOLAMENTE DI SCELTE E VOLONTÀ POLITICHE, COME SEMPRE SUCCEDE!
Consci del fatto che tutto ciò non sarà sufficiente se i responsabili di tanto sfacelo non saranno chiamati a risponderne, attendiamo di vedere quali sindaci avranno il coraggio di presentare a questa riunione della Conferenza dei Sindaci una mozione di sfiducia verso i vertici della Asl e della Regione, compiendo così atti concreti e formali, e non apparenti.
I cittadini non sono più disposti a dare credito alle solite chiacchiere in politichese.

Addì, 19 luglio 2021

*Stefano Fabroni
Presidente Comitato Salute ed Ambiente Asl Roma 5

 

 

 

 

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I giovani rossoblu subito protagonisti

CECCANO CALCIO

La “Totti Academy Cup”, si svolgerà sabato 19 e domenica 20 giugno

di Valentino Bettionelli
rossoblu 360 minIl Ceccano Calcio parteciperà con le sue giovani promesse al 1º torneo organizzato dalla Totti Soccer Academy, denominato “Totti Academy Cup”, che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 giugno.

Subito un primo risultato importante per il club rossoblù, frutto dell'affiliazione con la prestigiosa realtà di calcio giovanile. Il responsabile tecnico del settore giovanile del Ceccano Calcio, Livio Pizzuti, esprime le sue sensazioni positive sull’appuntamento. “Siamo orgogliosi di partecipare a questo primo torneo promosso dalla Totti Soccer Academy. A poco meno di un mese dall’ufficializzazione della partnership avremo l’opportunità di far vivere ai nostri giovani iscritti un’esperienza unica. Il torneo si svolgerà presso il centro sportivo della Totti Soccer School, a Roma. Noi, grazie al lavoro e all’organizzazione tecnica dei nostui Guido Compagnone e Lorenzo Masi, parteciperemo con i classe 2010 e 2011”. Continua Pizzuti sull’opportunità per i ragazzi del Ceccano Calcio: “partecipare a manifestazione di questo tipo garantisce ai nostri ragazzi la possibilità di confrontarsi con realtà più grandi, uscendo anche dal nostro territorio provinciale. Il ringraziamento va all’organizzazione impeccabile della Totti Soccer Academy, che ci darà modo di far crescere ancora di più il nostro settore giovanile, grazie all’esperienza che ci metteranno a disposizione”.

Appuntamento, dunque, per sabato e domenica, con i piccoli rossoblù in trasferta nella capitale.

*Valentino Bettinelli, Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 

 

 

 

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#DIRITTIALSENATO Legge Zan SUBITO!

MELITEA. Associazioni

Gruppo Melitea -Roma: Mercoledì 28 Aprile mobilitazione a Palazzo Madama
(Pubblicato su www.gruppomelutea.wordpress.com)

Tania Castelli. Gruppo Melitea
BastaGiocareOdio minMercoledì 28 aprile p.v., Roma sarà teatro di un presidio nei pressi di Palazzo Madama, sede del Senato, dove si raduneranno i rappresentanti di un nutrito movimento trasversale e inclusivo di associazioni per la lotta alle discriminazioni e alla violenza omolesbobitransfobica, abilista e misogina.


La mobilitazione, promossa nell'ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione Da' Voce al Rispetto, intende sollecitare l'approvazione in tempi rapidi e senza ulteriori modifiche al testo del Disegno di Legge promosso dal Deputato PD Alessandro Zan "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità".
Noto come Legge Zan o DdL Zan il dispositivo giuridico proposto all'esame del Parlamento in questo periodo è al centro di un acceso dibattito politico e sociale.

"QUI E ORA!" è l'imperativo che giunge univocamente dalla società civile, dall'associazionismo, dal mondo intellettuale culturale e artistico, da quello sportivo, da molti esponenti politici delle più diverse posizioni, dai coordinamenti studenteschi, dai sindacati, dai gruppi di attivismo civico e sociale, dall'A.N.P.I. e dai rappresentanti di istituzioni e amministrazioni pubbliche. Insomma da tutte le componenti della nostra Società che si contrappongono con forza alla narrazione falsa e strumentale di un'Italia contraria alla Legge Zan.

Semmai è esattamente il contrario di quanto la propaganda destrorsa tenta di fare credere e la campagna ormai dilagante, partita dagli artisti italiani con l'iniziativa social "#DiamociUnaMano" durante questo periodo di prescrizioni restrittive anti covid, lo sta dimostrando inequivocabilmente.

Un unico fronte, sempre più numeroso e poliedrico, che si sta riappropriando anche degli spazi fisici - oltre che culturali e politici - del Paese mediante iniziative di piazza ed eventi, mostra la inequivocabile volontà popolare, molto lontana dalle manovre di palazzo e in forte reazione "all’ipocrisia di chi esprime solidarietà di fronte alle aggressioni e poi si oppone a questa legge!" come si legge nel comunicato riportato di seguito.

Il Gruppo Melitea aderisce e sostiene questa iniziativa, dando appuntamento per Mercoledì 28 Aprile ore 17,00 a Roma, Piazza Vidoni (Corso Vittorio Emanuele II, altezza Corso Rinascimento).

L'elenco delle associazioni che hanno aderito all'iniziativa è in continuo aggiornamento
AGEDO Nazionale, AGEDO Roma, Gaynet Roma, Dì Gay Project, UAAR Roma, Circolo Mario Mieli, Gruppo Melitea, Libellula, I Sentinelli di Roma, I Sentinelli di Milano, Rete Genitori Rainbow, Collettivo Cattive Ragazze, Collettivo Ugualmente (Frosinone), Ufficio Nuovi Diritti CGIL, Ufficio Nuovi Diritti CGIL Roma e Lazio, PLUS, PLUS Roma, Agapanto anziani lgb, Rete psicologi arcobaleno, Famiglie arcobaleno,

LeggeZan minComunicato
#DIRITTIALSENATO, Legge Zan SUBITO!

Dopo un percorso di quasi 2 anni la Legge Zan attende ora di essere discussa in Senato.

Da 27 anni attendiamo un provvedimento del genere.

Alla Camera dei Deputati è stata finalmente approvata una buona legge per contrastare e prevenire omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo e per estendere finalmente la normativa già esistente sui crimini d’odio di natura etnica, nazionale e religiosa.

Le petizioni a supporto della legge hanno superato le 400.000 firme.

Il sostegno senza precedenti del mondo dello spettacolo e della cultura è ormai trasversale in tutto il Paese, segno inequivocabile che questa legge è importante per tutte e tutti.

Non possiamo più tollerare gli ostruzionismi e gli abusi istituzionali ai quali stiamo assistendo in Commissione Giustizia.

Non possiamo più tollerare fantomatiche proposte di modifica al ribasso, che affosserebbero del tutto la legge.

Non possiamo più tollerare di rimanere ancora tra gli ultimi quattro Paesi in Europa senza un simile strumento giuridico.

E’ ora quindi di alzare la voce nei pressi di Palazzo Madama, al Senato, dove verranno prese le decisioni.

Scendiamo in presidio per dire che questa legge va approvata così com’è, QUI E ORA!

Scendiamo in presidio per dire BASTA all’ipocrisia di chi esprime solidarietà di fronte alle aggressioni e poi si oppone a questa legge!

Legge Zan SUBITO, #DIRITTIALSENATO!

Mercoledì 28 Aprile ore 17:00 Piazza Vidoni, Roma (Corso Vittorio Emanuele II, altezza Corso Rinascimento)

La manifestazione è aperta all’adesione di organizzazioni e movimenti.

Scrivere a

#stopomofobia, #stopomotransfobia, #stopmisoginia, #stopabilismo, #dirittialsenato, #stopomolesbobitransfobia, #ddlzan

 

Link evento Facebook https://fb.me/e/SZy2xedU

Link al sito della campagna https://www.davocealrispetto.it/

Link alla pagina facebook Da Voce Al Rispetto https://www.facebook.com/DaVoceAlRispetto/

 

Riferimenti Melitea
Blog SpazioLibero Melitea
https://gruppomelitea.wordpress.com/
Pagina Facebook https://www.facebook.com/MeliteaGruppo/

Pagina LinkedIn #gruppomelitea

 

 

Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine e di UNOeTRE.it. E' cofondatrice di "Melitea", associazione che si batte per la revisone della legislazione italiana e di quella europea per la  solidarietà e l'accoglienza dei migranti
 
 

 

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Vaccinateli tutti. E subito

SANITA'. Inchieste Loffredi

“un patrimonio dell’umanità”

di Angelino Loffredi
vaccinazione adulto 359 260 minOggi e domani si riunirà il Consiglio europeo. Sarà presente in video anche il presidente americano Biden. Sarà l’ospite d’onore. Il tema centrale riguarda la lotta alla pandemia, l’utilizzo dei vaccini, la revisione del Regolamento del 1 febbraio riguardante il loro trasferimento in paesi extra EU ed "altro". L’ "altro" sicuramente sarà importante. Penso infatti alle alleanze internazionali che dopo le vicende Trump dovranno essere aggiornate e riconfermate. Non va dimenticato che stiamo dentro la guerra dei vaccini e l’esito di questa guerra potrebbero determinare i nuovi assetti del potere nel mondo.

Forse si discuterà anche delle 29 milioni di dosi nascoste presso lo stabilimento Catalent di Anagni. Comunque sarà un momento utile per saperne di più, considerata la scarsità finora di notizie ricevute.
Approfitto per fare una considerazione sulla scoperta del tesoro nascosto nella fabbrica di Anagni. Tanti di noi hanno letto e saranno rimasti meravigliati per l’incredibile quantità del numero di dosi scoperte. Da nessuna parte però ho visto porre un’attenzione verso chi quel tesoro l’ha prodotto e realizzato: i lavoratori.

Quanto sapere, quanta professionalità è presente fra gli ottocento dipendenti che lo hanno custodito? Una misura inconmensurabile. Tanti anni fa qualcuno avrebbe scritto di Centralità Operaia. Se pensiamo ai ventinove milioni di persone alle quali il vaccino verrà somministrato allontanandole dalla malattia e preservandone l’esistenza sono tentato di scrivere che quel nucleo rappresenta “un patrimonio dell’umanità”.

Un patrimonio pertanto da difendere e preservare. Pensiamo, solamente per un attimo, se nell’interno della fabbrica dovesse insorgere un focolaio infettivo. Visto che i vertici aziendali, sempre pronti alle economie per incrementare i profitti, ancora non lo hanno fatto, mi rivolgo alle organizzazioni sindacali ed alle Istituzioni affinché si avanzi una necessaria e urgente richiesta: Vaccinarli tutti. E subito.

Ceccano 25 Marzo 2021.

 

 

 

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