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Ucraina, guerra sbagliata, inaccettabile, pericolosa per tutti, va fermata subito

 UCRAINA

Non è vero che la guerra non ha alternative

di Alfiero Grandi
guerra ucraina stop 390 minLe alternative sono le soluzioni diplomatiche, le trattative per raggiungere accordi, le reciproche rassicurazioni per stemperare e risolvere i conflitti (anche quando sembra impossibile), l’impegno a cercare accordi per costruire una pace duratura nel tempo. Un cattivo accordo è sempre meglio della guerra migliore che, come è ben noto, è una realtà che non esiste perché porta morti, feriti, distruzioni, bambini segnati dagli orrori che trascina con sé.

La responsabilità di Putin nell’aggressione all’Ucraina è fuori discussione.
L’attacco all’Ucraina è un grave errore politico ed umano, che indebolirà anche la forza dell’azione militare, e non è certo una giustificazione che il governo ucraino abbia continuato a ribadire posizioni come entrare nella Nato che quello russo considerava inaccettabili. L’aggressione non si giustifica nemmeno con le posizioni della Nato e dei suoi membri che hanno incoraggiato l’Ucraina a non cercare le modalità per individuare le garanzie per la sicurezza della Russia. Non ci sono giustificazioni per la scelta di Putin di dare il via all’invasione dell’Ucraina e questo purtroppo aprirà un solco profondo politico, umano, culturale, che sarà molto difficile colmare. Eppure occorre provarci, non ci sono alternative, a partire dal cessate il fuoco e dall’avvio di trattative tra le parti coinvolte.

A questo punto è inevitabile che vengano adottate misure di isolamento e pressione verso Putin e il suo governo, come si sta facendo, ma debbono essere finalizzate a risalire dall’abisso della guerra, non ad approfondire il solco. Per cortesia, evitiamo di definire alcune di queste misure di isolamento come “nucleari”, come è per l’esclusione della Russia dallo Swift finanziario mondiale, il sistema mondiale dei pagamenti. Nucleare è un termine che dovrebbe sempre essere preceduto dalla sua negazione, ad esempio da un mai. Nucleare è un termine che va evocato solo per ribadire senza ambiguità che mai si dovrà ricorrere all’olocausto che porterebbe a distruggere gran parte del genere umano. L’evocazione delle tragedie di Nagasaki e Hiroshima deve sempre accompagnarci. Attenzione alle parole che usiamo.

L’unica posizione possibile sull’uso delle armi nucleari è: MAI! Putin ha fatto un altro grave errore dichiarando l’allerta degliPalazzo distrutto guerra Kiev Ucraina foto Ansa 390 min armamenti nucleari della Russia, non avrebbe mai dovuto evocare questa possibilità, nemmeno come ventilata minaccia. Questo va chiarito perché nella ricerca delle misure per contrastare l’aggressione all’Ucraina mai si dovrà nemmeno pensare di ricorrere a queste armi.
Questa situazione drammatica ci impone di comprendere che per troppo tempo il tema degli armamenti nucleari è stato sottovalutato, mentre è indispensabile rilanciare una iniziativa di riduzione bilanciata degli armamenti. Trump ha la responsabilità di avere abbandonato la via degli accordi per controllare e ridurre le armi nucleari. Ora questo obiettivo deve tornare al centro delle nostre iniziative. Rischia di essere incomprensibile che sia in corso una lunga e complicata trattativa con l’Iran per evitare che arrivi all’arma atomica e non venga ripreso il percorso di un disarmo bilanciato e controllabile degli armamenti più potenti al mondo.

Per di più le risorse risparmiate nel fermare la corsa agli armamenti potrebbero avere un utilizzo ben diverso, positivo per tutta la società umana. Non è un discorso di circostanza visto che in Italia, come in altri paesi europei membri della Nato, nei prossimi mesi verranno installate – seguendo un programma stabilito da tempo – nuove versioni di armi atomiche, ancora più micidiali. La Nato ha perseguito dallo scioglimento del patto di Varsavia, con diversi Presidenti Usa, il suo allargamento verso est in Europa, contraddicendo promesse ed impegni a non farlo. Alcuni documenti sono stati pubblicati e delle testimonianze lo hanno confermato.

Si è perso di vista che il (lontano) successo politico di Gorbaciov e Reagan fu quello di avviare un processo di controllo e riduzione delle armi atomiche, che avvenivano in un quadro di una nuova fiducia reciproca, ed eravamo ancora in presenza di due blocchi militari contrapposti. Con la fine dell’Urss anche il patto di Varsavia si sciolse e gran parte dei paesi europei che facevano parte di questo patto si resero indipendenti, come fecero anche repubbliche europee interne all’Urss. Sembrava possibile superare la contrapposizione tra i blocchi e creare condizioni di reciproca garanzia. Basta ricordare gli affidamenti forniti quando ci fu il via libera alla riunificazione tedesca, anch’essa resa possibile da un clima di maggiore fiducia.

La Russia, uscita ridimensionata dall’implosione dell’Urss, aveva bisogno di distensione e collaborazione per affrontare unaguerra ucraina 400x200 min difficile e complessa evoluzione democratica, ma ha prevalso in occidente un atteggiamento che – giustamente – è stato paragonato a quello dell’umiliazione della Germania dopo il primo conflitto mondiale che creò le premesse per il nazionalismo e il risentimento tedesco che favorirono le condizioni per la seconda, tragica, guerra mondiale. L’Occidente, vincitore di fatto sul piano politico ed istituzionale, non ha saputo gestire con lungimiranza la sua vittoria e ha ignorato le preoccupazioni russe per la sicurezza.

La Nato a trazione americana ha scelto di puntare all’isolamento della Russia allargando le sue file a paesi ex sovietici e ad altri della ex Jugoslavia. L’allargamento della Nato ai paesi dell’est Europa che prima erano parte dell’Urss o membri del patto di Varsavia ha creato una cintura che ha creato allarme e insicurezza per la Russia, rafforzando la tentazione di risposte di natura militare come ora con l’aggressione dell’Ucraina.

La prospettiva di fare entrare l’Ucraina nella Nato poteva essere evitata ed essere discussa ad un tavolo per cercare garanzie di sicurezza per tutti sul modello neutrale della Finlandia, perfino la situazione nel Donbass poteva essere affrontata con modelli di autonomia che esistono già in Europa. La proposta di una neutralità dell’Ucraina garantita da un accordo internazionale, per garantirne la sovranità, poteva essere considerata da Nato e Ucraina e probabilmente avrebbe contribuito ad evitare questa guerra, le cui conseguenze già visibili dovrebbero consigliare a tutti di arrivare rapidamente ad un tavolo di trattative per risolvere il conflitto, con un immediato cessate il fuoco, come avvenne 8 anni fa con gli accordi di Minsk che posero fine agli scontri nel Donbass.

Il conflitto non può essere rappresentato come potenze democratiche contro il nemico perché ad esempio, ricordiamolo, la guerra in Iraq fu decisa con un’invasione non legittima, che aveva tra gli obiettivi la fine del regime di Hussein e che ha portato ad un conflitto durato decenni, con tantissimi morti, anche italiani (essendo tra i militari presenti), per di più inventando le prove di armi chimiche inesistenti, come riconobbe Powell più tardi. Né possiamo dimenticare che la Nato ha iniziato ad agire fuori da quadranti europei diventando il braccio operativo di scelte politiche diverse da quelle costitutive, a volte senza un mandato legittimo.

È prevalso un atteggiamento di forza dei paesi della Nato, sottovalutando che alla distensione, alla cooperazione e alla reciprocaNotizie di guerra Ucraina Russia aggiornamenti 390ok min comprensione non ci sono alternative. È in questo spazio politico che Putin ha fatto le sue “fortune” politiche cavalcando nazionalismo e frustrazioni, arrivando a questa terribile e orribile scelta di invadere l’Ucraina per imporre con la forza i suoi obiettivi. Resistere è il modo per impedire che la via delle armi sia vincente, ma bisognerà tornare a trattare, a confrontarsi e ci si troverà di nuovo di fronte al problema di prima, con in più un carico di morti e distruzioni che renderanno tutto ancora più difficile. Eppure non c’è alternativa a discutere, trattare, trovare soluzioni di reciproca garanzia, mentre in troppe occasioni usare i muscoli è sembrato prevalere.

Sarà un lavoro difficile, lungo, ma che non ha alternative.
Anche le sanzioni vanno scelte attentamente e appena sarà possibile dovranno lasciare il campo alla creazione di una nuova realtà politica comune di fiducia che va reinventata. Nell’immediato la proposta di rinviare i tempi del patto di stabilità di fronte ai contraccolpi che creeranno le sanzioni e alle difficoltà energetiche è assolutamente necessario diventi realtà per evitare che geli una ripresa economica insufficiente e che ha bisogno della distensione nel mondo. Le sanzioni possono essere inevitabili ma i loro effetti non vanno sottovalutati. Sono scelte che colpiscono, almeno in parte, anche chi le fa e quindi vanno usate quando è inevitabile e solo per il tempo necessario. Tra le sanzioni la più forte è certamente l’esclusione delle banche russe dal sistema Swift dei pagamenti che consente le transazioni, le attività bancarie.

Altro aspetto rilevante è la confusione sulle questioni energetiche. Certo il gas naturale e il petrolio sono da tempo con prezzi in rialzo, creando problemi rilevanti alle economie più dipendenti come l’Italia. È chiaro che la guerra in Ucraina crea ulteriori tensioni. Se venisse coinvolto il gasdotto che attraversa l’Ucraina ci sarebbero gravi preoccupazioni per i rifornimenti. Riprendere e rafforzare l’estrazione di gas fossile nel nostro paese può essere al massimo utile transitoriamente, ma non è certo una risposta risolutiva, né strutturale per sostituire il 40% dell’approvvigionamento di gas dalla Russia.

Così sarebbe una sconfitta scegliere di rilanciare il carbone per produrre energia elettrica al di là di una congiuntura straordinaria come questa. L’asse fondamentale della politica energetica deve restare quello di procedere verso il mantenimento dell’aumento della temperatura entro 1,5 gradi, quindi occorre più che mai procedere a tappe forzate verso le rinnovabili, incrementando la loro crescita con piani precisi, con incentivi e con iter di approvazione veramente veloci. Anzitutto fotovoltaico ed eolico ma senza trascurare gli altri settori, usando tutti gli spazi possibili.
L’autonomia energetica dell’Italia non può che fondarsi sulla scelta strategica, che la guerra in corso non deve farci dimenticare.

Dover fronteggiare la guerra in Ucraina e le sue conseguenze, comprese le sanzioni, non può essere la giustificazione per cambiare scelte politiche come quelle ambientali ed energetiche.

 

28 Febbraio 2022 da jobsnews.it

 

 

 

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Subito una legge che esplicitamente contrasti le delocalizzazioni

COMMENTI

 Il Parlamento, approvi una legge che sia efficace e incisiva

di Angelino Loffredi
GKN 390 minE’ ancora presente fra i principali organi d’informazione l’attenzione alla grande manifestazione fiorentina di sabato 18 settembre promossa da sindacati, Istituzioni ed associazioni varie per contrastare il licenziamento (attraverso email) di 422 dipendenti della GKN di campi Bisenzio.

Non intendo dilungarmi su quella che giustamente è stata chiamata la “catena umana“ per la sorprendente, eccezionale presenza di persone e su una convinta unità fra tutti i sindacati, sia di base che nazionali con le Istituzioni e con gli intellettuali. Preferisco evidenziare e ragionare invece sulla partecipazione alla manifestazione anche di rappresentanti dell’Embraco di Torino, della Wirlpool di Napoli, Gianetti di Carpenedolo e Riello di Cepagatti e di altre delegazioni di realtà produttive in crisi e sulle richieste che questa nuova unità fra lavoratori pone al Parlamento. Partecipazioni e presenze impegnate per dare una forte risposta all’arrogante richiesta padronale di licenziare e delocalizzare in altri stati pur in presenza di una florida condizione economica e dopo aver usufruito di positivi ed importati aiuti delle finanze pubbliche.

E’ vero che il Giudice del lavoro di Firenze lunedi 20 settembre ha annullato il provvedimento di licenziamento dei 422 dipendenti della GKN di Campi Bisenzio, ritenendo tale provvedimento in contrasto con l’art 28 di quello che rimane dello Statuto dei lavoratori, ovvero per violazione delle procedure e mancato rispetto degli accordi precedentemente sottoscritti fra impresa e sindacato. Si tratta infatti di un provvedimento importante, storico, che diverrà riferimento per altre sentenze. Ma può bastare? Non credo. E’ necessario avere a disposizione invece una legge utile per contrastare ed evitare questa ventata di delocalizzazioni. E’ necessario ottenerla subito!

Pur non essendo una persona esperta di diritto amministrativo e costituzionale provo a sottoporre a chi è interessato a tale questione il sempre dimenticato articolo 41 della Costituzione repubblicana che dopo aver riconosciuto che “l’iniziativa economica privata è libera“ precisa anche che essa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica, pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

In poche righe le Madri e i Padri costituenti hanno previsto qualcosa d’importante che anche ed in particolar modo oggi può essere utilizzato. E permette così di intervenire e risolvere una inquietante questione, quella di evitare che la Magistratura assolva una funzione di supplenza alla assenza di proposte e decisioni dei partiti e del Parlamento.

Anche se già oggi mi sembra chiaro che i provvedimenti di tali industriali si pongano fuori dall’ordinamento ed in contrasto con l’ordine costituzionale mi sembra urgente e necessario avere una legge che esplicitamente dichiari di contrastare le delocalizzazioni. Essa può muoversi facilmente nell’interno dell’articolo sopra evidenziato, indicando esplicitamente che bisogna contrastare lo smantellamento del nostro tessuto produttivo, realizzato quasi sempre con denaro pubblico, assicuri inoltre una continuità occupazionale e, finalmente, preveda ed indichi provvedimenti sanzionatori nei confronti di imprese fuorilegge.

E’ necessario che il Parlamento, diversamente dalla bozza del governo in circolazione, approvi una legge che sia efficace, incisiva e non limitata solamente ad una sostanziale dichiarazione d’intenti e di buone intenzioni.

Ceccano 23 settembre 2021

 

 

 

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ASL RM5: Subito piano programmatico per rilancio della sanità pubblica

 SANITA'. VOCI DAL TERRITORIO

 I cittadini si aspettano dalla Conferenza dei Sindaci della Asl Roma 5 atti concreti e formali, e non apparenti.

di Stefano Fabroni*
ASL RM51 minCari amici concittadini, dopo la manifestazione organizzata recentemente da alcuni sindaci del territorio della ASL Rm5, alla quale non abbiamo partecipato come Comitato Salute ed Ambiente ASL Roma 5 per i motivi che abbiamo spiegato già in precedenza e cioè perché ci sembrava che avesse toni e contenuti divisivi e soprattutto non risolutivi per i problemi comuni a tutta la ASL suddetta siamo venuti a conoscenza che per il 21 luglio p.v. è stata convocata la conferenza dei sindaci della nostra ASL da noi insistentemente richiesta con l'intenzione, finalmente, di discutere dei gravi problemi sanitari dei nostri territori e distretti!

Innanzitutto ci sembra doveroso sottolineare che questa presa di posizione tardiva, da parte dei sindaci, sia stata dovuta soprattutto alle continue pressioni che noi abbiamo esercitato, anche nei loro confronti, nel corso di lunghi anni e che finora avevano dato esito soltanto ad un loro pesante silenzio imbarazzante! Ovviamente, cercheremo di poter partecipare, come uditori, a questa conferenza, in quanto dovrebbe essere perlomeno aperta online alle associazioni ed ai comitati dei cittadini. Staremo a vedere se ce lo permetteranno! E comunque anche se così non fosse confidiamo che il presidente della conferenza dei sindaci vorrà mettere a disposizione dei cittadini la registrazione della riunione con il relativo verbale.

Auspichiamo, con forza, che non si tratti del solito teatrino pre-elettorale, e che questa Conferenza dei Sindaci sia un primo passo verso una vera presa d'atto della tragicità incostituzionale che, quotidianamente, 500.000 cittadini sono costretti a subire nel fondamentale ambito della sanità pubblica, ma soprattutto, invitiamo energicamente i nostri primi cittadini a chiedere insieme a noi in Regione Lazio, che sia redatto ed approvato, immediatamente, un piano programmatico, condiviso in precedenza anche da sindacati e terzo settore civico, che rilanci subito la sanità pubblica della intera Asl, senza il quale non sarà possibile risolvere le criticità del solo polo ospedaliero Colleferro/Palestrina all’ordine del giorno della Conferenza dei Sindaci.

I FONDI CI SONO. NON HANNO ALTRE SCUSE DI SORTA! SI TRATTA SOLAMENTE DI SCELTE E VOLONTÀ POLITICHE, COME SEMPRE SUCCEDE!
Consci del fatto che tutto ciò non sarà sufficiente se i responsabili di tanto sfacelo non saranno chiamati a risponderne, attendiamo di vedere quali sindaci avranno il coraggio di presentare a questa riunione della Conferenza dei Sindaci una mozione di sfiducia verso i vertici della Asl e della Regione, compiendo così atti concreti e formali, e non apparenti.
I cittadini non sono più disposti a dare credito alle solite chiacchiere in politichese.

Addì, 19 luglio 2021

*Stefano Fabroni
Presidente Comitato Salute ed Ambiente Asl Roma 5

 

 

 

 

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I giovani rossoblu subito protagonisti

CECCANO CALCIO

La “Totti Academy Cup”, si svolgerà sabato 19 e domenica 20 giugno

di Valentino Bettionelli
rossoblu 360 minIl Ceccano Calcio parteciperà con le sue giovani promesse al 1º torneo organizzato dalla Totti Soccer Academy, denominato “Totti Academy Cup”, che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 giugno.

Subito un primo risultato importante per il club rossoblù, frutto dell'affiliazione con la prestigiosa realtà di calcio giovanile. Il responsabile tecnico del settore giovanile del Ceccano Calcio, Livio Pizzuti, esprime le sue sensazioni positive sull’appuntamento. “Siamo orgogliosi di partecipare a questo primo torneo promosso dalla Totti Soccer Academy. A poco meno di un mese dall’ufficializzazione della partnership avremo l’opportunità di far vivere ai nostri giovani iscritti un’esperienza unica. Il torneo si svolgerà presso il centro sportivo della Totti Soccer School, a Roma. Noi, grazie al lavoro e all’organizzazione tecnica dei nostui Guido Compagnone e Lorenzo Masi, parteciperemo con i classe 2010 e 2011”. Continua Pizzuti sull’opportunità per i ragazzi del Ceccano Calcio: “partecipare a manifestazione di questo tipo garantisce ai nostri ragazzi la possibilità di confrontarsi con realtà più grandi, uscendo anche dal nostro territorio provinciale. Il ringraziamento va all’organizzazione impeccabile della Totti Soccer Academy, che ci darà modo di far crescere ancora di più il nostro settore giovanile, grazie all’esperienza che ci metteranno a disposizione”.

Appuntamento, dunque, per sabato e domenica, con i piccoli rossoblù in trasferta nella capitale.

*Valentino Bettinelli, Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 

 

 

 

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#DIRITTIALSENATO Legge Zan SUBITO!

MELITEA. Associazioni

Gruppo Melitea -Roma: Mercoledì 28 Aprile mobilitazione a Palazzo Madama
(Pubblicato su www.gruppomelutea.wordpress.com)

Tania Castelli. Gruppo Melitea
BastaGiocareOdio minMercoledì 28 aprile p.v., Roma sarà teatro di un presidio nei pressi di Palazzo Madama, sede del Senato, dove si raduneranno i rappresentanti di un nutrito movimento trasversale e inclusivo di associazioni per la lotta alle discriminazioni e alla violenza omolesbobitransfobica, abilista e misogina.


La mobilitazione, promossa nell'ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione Da' Voce al Rispetto, intende sollecitare l'approvazione in tempi rapidi e senza ulteriori modifiche al testo del Disegno di Legge promosso dal Deputato PD Alessandro Zan "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità".
Noto come Legge Zan o DdL Zan il dispositivo giuridico proposto all'esame del Parlamento in questo periodo è al centro di un acceso dibattito politico e sociale.

"QUI E ORA!" è l'imperativo che giunge univocamente dalla società civile, dall'associazionismo, dal mondo intellettuale culturale e artistico, da quello sportivo, da molti esponenti politici delle più diverse posizioni, dai coordinamenti studenteschi, dai sindacati, dai gruppi di attivismo civico e sociale, dall'A.N.P.I. e dai rappresentanti di istituzioni e amministrazioni pubbliche. Insomma da tutte le componenti della nostra Società che si contrappongono con forza alla narrazione falsa e strumentale di un'Italia contraria alla Legge Zan.

Semmai è esattamente il contrario di quanto la propaganda destrorsa tenta di fare credere e la campagna ormai dilagante, partita dagli artisti italiani con l'iniziativa social "#DiamociUnaMano" durante questo periodo di prescrizioni restrittive anti covid, lo sta dimostrando inequivocabilmente.

Un unico fronte, sempre più numeroso e poliedrico, che si sta riappropriando anche degli spazi fisici - oltre che culturali e politici - del Paese mediante iniziative di piazza ed eventi, mostra la inequivocabile volontà popolare, molto lontana dalle manovre di palazzo e in forte reazione "all’ipocrisia di chi esprime solidarietà di fronte alle aggressioni e poi si oppone a questa legge!" come si legge nel comunicato riportato di seguito.

Il Gruppo Melitea aderisce e sostiene questa iniziativa, dando appuntamento per Mercoledì 28 Aprile ore 17,00 a Roma, Piazza Vidoni (Corso Vittorio Emanuele II, altezza Corso Rinascimento).

L'elenco delle associazioni che hanno aderito all'iniziativa è in continuo aggiornamento
AGEDO Nazionale, AGEDO Roma, Gaynet Roma, Dì Gay Project, UAAR Roma, Circolo Mario Mieli, Gruppo Melitea, Libellula, I Sentinelli di Roma, I Sentinelli di Milano, Rete Genitori Rainbow, Collettivo Cattive Ragazze, Collettivo Ugualmente (Frosinone), Ufficio Nuovi Diritti CGIL, Ufficio Nuovi Diritti CGIL Roma e Lazio, PLUS, PLUS Roma, Agapanto anziani lgb, Rete psicologi arcobaleno, Famiglie arcobaleno,

LeggeZan minComunicato
#DIRITTIALSENATO, Legge Zan SUBITO!

Dopo un percorso di quasi 2 anni la Legge Zan attende ora di essere discussa in Senato.

Da 27 anni attendiamo un provvedimento del genere.

Alla Camera dei Deputati è stata finalmente approvata una buona legge per contrastare e prevenire omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo e per estendere finalmente la normativa già esistente sui crimini d’odio di natura etnica, nazionale e religiosa.

Le petizioni a supporto della legge hanno superato le 400.000 firme.

Il sostegno senza precedenti del mondo dello spettacolo e della cultura è ormai trasversale in tutto il Paese, segno inequivocabile che questa legge è importante per tutte e tutti.

Non possiamo più tollerare gli ostruzionismi e gli abusi istituzionali ai quali stiamo assistendo in Commissione Giustizia.

Non possiamo più tollerare fantomatiche proposte di modifica al ribasso, che affosserebbero del tutto la legge.

Non possiamo più tollerare di rimanere ancora tra gli ultimi quattro Paesi in Europa senza un simile strumento giuridico.

E’ ora quindi di alzare la voce nei pressi di Palazzo Madama, al Senato, dove verranno prese le decisioni.

Scendiamo in presidio per dire che questa legge va approvata così com’è, QUI E ORA!

Scendiamo in presidio per dire BASTA all’ipocrisia di chi esprime solidarietà di fronte alle aggressioni e poi si oppone a questa legge!

Legge Zan SUBITO, #DIRITTIALSENATO!

Mercoledì 28 Aprile ore 17:00 Piazza Vidoni, Roma (Corso Vittorio Emanuele II, altezza Corso Rinascimento)

La manifestazione è aperta all’adesione di organizzazioni e movimenti.

Scrivere a

#stopomofobia, #stopomotransfobia, #stopmisoginia, #stopabilismo, #dirittialsenato, #stopomolesbobitransfobia, #ddlzan

 

Link evento Facebook https://fb.me/e/SZy2xedU

Link al sito della campagna https://www.davocealrispetto.it/

Link alla pagina facebook Da Voce Al Rispetto https://www.facebook.com/DaVoceAlRispetto/

 

Riferimenti Melitea
Blog SpazioLibero Melitea
https://gruppomelitea.wordpress.com/
Pagina Facebook https://www.facebook.com/MeliteaGruppo/

Pagina LinkedIn #gruppomelitea

 

 

Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine e di UNOeTRE.it. E' cofondatrice di "Melitea", associazione che si batte per la revisone della legislazione italiana e di quella europea per la  solidarietà e l'accoglienza dei migranti
 
 

 

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Vaccinateli tutti. E subito

SANITA'. Inchieste Loffredi

“un patrimonio dell’umanità”

di Angelino Loffredi
vaccinazione adulto 359 260 minOggi e domani si riunirà il Consiglio europeo. Sarà presente in video anche il presidente americano Biden. Sarà l’ospite d’onore. Il tema centrale riguarda la lotta alla pandemia, l’utilizzo dei vaccini, la revisione del Regolamento del 1 febbraio riguardante il loro trasferimento in paesi extra EU ed "altro". L’ "altro" sicuramente sarà importante. Penso infatti alle alleanze internazionali che dopo le vicende Trump dovranno essere aggiornate e riconfermate. Non va dimenticato che stiamo dentro la guerra dei vaccini e l’esito di questa guerra potrebbero determinare i nuovi assetti del potere nel mondo.

Forse si discuterà anche delle 29 milioni di dosi nascoste presso lo stabilimento Catalent di Anagni. Comunque sarà un momento utile per saperne di più, considerata la scarsità finora di notizie ricevute.
Approfitto per fare una considerazione sulla scoperta del tesoro nascosto nella fabbrica di Anagni. Tanti di noi hanno letto e saranno rimasti meravigliati per l’incredibile quantità del numero di dosi scoperte. Da nessuna parte però ho visto porre un’attenzione verso chi quel tesoro l’ha prodotto e realizzato: i lavoratori.

Quanto sapere, quanta professionalità è presente fra gli ottocento dipendenti che lo hanno custodito? Una misura inconmensurabile. Tanti anni fa qualcuno avrebbe scritto di Centralità Operaia. Se pensiamo ai ventinove milioni di persone alle quali il vaccino verrà somministrato allontanandole dalla malattia e preservandone l’esistenza sono tentato di scrivere che quel nucleo rappresenta “un patrimonio dell’umanità”.

Un patrimonio pertanto da difendere e preservare. Pensiamo, solamente per un attimo, se nell’interno della fabbrica dovesse insorgere un focolaio infettivo. Visto che i vertici aziendali, sempre pronti alle economie per incrementare i profitti, ancora non lo hanno fatto, mi rivolgo alle organizzazioni sindacali ed alle Istituzioni affinché si avanzi una necessaria e urgente richiesta: Vaccinarli tutti. E subito.

Ceccano 25 Marzo 2021.

 

 

 

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Dici TAV e subito si apre un dibattito

Oggi si tenta di correre ai ripari. Ma possiamo dire ad onor del vero che siamo sulla strada giusta?

ETR 350 260Franco Di Giorgio - L’articolo di Maurizio Cerroni “Anni ’90, il TAV corre sul territorio di Ceccano” è molto interessante e richiama alla mente le grandi tensioni che si determinarono in quegli anni attorno ad un opera che, indipendentemente dalle posizioni assunte da molti, si configurava fin dall’inizio come necessità strategica per il Paese.

Cerroni racconta molto bene gli eventi accaduti nel territorio di Ceccano e i suoi interventi in qualità di sindaco a tutela della collettività. Purtroppo in quegli anni non fu sempre come a Ceccano.
Nel senso che furono in tanti ad agitare i problemi solo per tornaconto personale!

Le tensioni attorno a quest’opera furono tante come tante furono le “false notizie” che venivano somministrate a cadenza continua sulla popolazione: l’ambiente sarebbe stato stravolto, i campi magnetici prodotti dall’alta tensione avrebbero prodotto malattie, gli indennizzi sarebbero stati irrisori rispetto ai grandi “affari”delle imprese, e via di questo passo.

E mentre tutto questo avveniva, si organizzavano comitati di lotta per la “tutela del territorio” in ogni angolo della provincia.
A Fiuggi, nel corso di un convegno sindacale sul tema, un alto dirigente delle Ferrovie nel suo lungo intervento teso a dimostrare la bontà dell’opera e la necessità di preservare i lavori da possibili contaminazioni camorristiche, chiosò: “siamo attenti a ogni ragionevole richiesta che proviene dal territorio, come siamo altresì sensibili ad ogni proposta migliorativa dei lavori in corso, ma una cosa è sorprendente, finora non ci è pervenuta alcuna richiesta tendente a insediare eventuali fabbriche connesse alla gestione e funzionalità futura dell’alta velocità!”.

In realtà furono in molti, sfruttando la confusione che regnava sulla valutazione della bontà dell’opera e sulle possibili “catastrofi ambientali”, ad alzare la posta.
Molti sindaci chiesero ed ottennero fondi per le cosiddette “opere compensative”, molti privati ebbero sopravvalutate le stime sui beni che avrebbero dovuto cedere perché insistenti sulla linea ferroviaria in costruzione. Lo stesso ministro dell’ambiente dell’epoca, Alfonso Pecoraro Scanio, chiese ed ottenne che lungo il percorso fossero installati dei cassonetti di legno entro i quali mettere a dimora piante con annessi sistemi irrigui (un progetto altamente costoso e inutile i cui risultati oggi tutti possono verificare da vicino!).

Tra le tante cose che accaddero in quel periodo ci fu anche qualche sindaco del cassinate che andò a protestare in prefettura a favore di imprese che, causa certificazioni negative dell’antimafia, furono estromesse dagli appalti!
Una gran confusione dunque che autorizzava chiunque a giocarsi “le carte“ in proprio senza alcun coordinamento e soprattutto senza una visione comune non solo sulla validità dell’opera, ma anche sulla sua incidenza nella vita economica della provincia.
Oggi il treno veloce sfreccia normalmente ogni giorno. Nessuno ha da lamentare malattie, né catastrofi, né tantomeno stravolgimenti ambientali o territoriali. Certo per molti resta l’amarezza. Soprattutto per quelli che si resero strumenti inconsapevoli di disegni altrui che ci hanno guadagnato e molto, mentre i poveri fessi hanno avuto appena gli indennizzi a prezzo agricolo!

Per l’intera collettività resta l’amarezza di non aver potuto cogliere la grande opportunità costituita da questa grande opera infrastrutturale.
Oggi si tenta di correre ai ripari. Ma possiamo dire ad onor del vero che siamo sulla strada giusta?
Il quesito si impone perché come tutti sanno chi eroga servizi, come in questo caso il trasporto veloce, si attrezza ed è presente se ci sono clienti o utenti che siano.
Allo stato degli atti l’utilizzo delle fermate di Cassino e Frosinone interessano una media di 5 utenti al giorno. Pochini per giustificare l’erogazione di un servizio così importante e complesso.
Ma questo era inevitabile. Sul problema si è voluto solo fare grande propaganda, di cui Pignacelli è stato lo strumento più folcloristico, senza però affrontare il problema alla radice.

La provincia di Frosinone è in stato comatoso da decenni. Non vengono affrontate le grandi questioni infrastrutturali della distribuzione dell’acqua per usi civili ed industriali, dei sistemi fognari, dei sistemi di depurazione, di una moderna rete di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di servizi efficienti alle imprese ed alle industrie. Affrontare e risolvere questi problemi significa porre le premesse per il rilancio economico e quindi anche di esigenze vitali di trasporto veloce.
Morale: quando si decide di costruire una casa si comincia dalle fondamenta, non dal tetto!

Franco Di Giorgio
11.08.2020

 

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Ceccano. Il Commissario intervenga subito su ACEA ATO 5

Disservizi idrici sul territorio di Ceccano che causano criticità insostenibili per i cittadini

e.piroli acqua 2020 350 minIl perdurare dei disservizi idrici sul territorio di Ceccano sta causando una criticità insostenibile per i cittadini. Per sollecitare un intervento doveroso del gestore, storicamente inadempiente, abbiamo chiesto al Commissario Straordinario di garantire la tutela di un diritto umano inalienabile come l’acqua.

Già nella manifestazione da noi organizzata sull’acqua come bene comune, avevamo parlato, accogliendo le istanze dei comitati, del malfunzionamento della gestione del servizio idrico integrato da parte di Acea Ato 5, evidenziando tutte le mancanze da parte del gestore nei confronti dell’utenza.

Adesso la situazione ha davvero superato il limite, e Acea non può più ignorare le difficoltà dei cittadini, costretti a vivere senza acqua in casa, o con acqua per pochissime ore al giorno. Anche chi si è dotato di un serbatoio non riesce ad avere un sufficiente approvvigionamento idrico, a causa della bassa pressione dell’acqua della condotta principale. Tali disservizi sono totalmente ascrivibili alle inadempienze del gestore nella manutenzione e sostituzione delle tubazioni, come previsto dal contratto. È inaccettabile che ancora la rete sia un colabrodo, causando perdite continue, a danno degli utenti che sono costretti, nella maggior parte dei casi, a pagare l’aria, dato che i contatori girano a vuoto.

Nemmeno l’emergenza sanitaria sembra aver smosso le coscienze di Acea, troppo impegnata, evidentemente, a garantire i propri utili, a danno dei cittadini. Noi non possiamo tollerare che questo atteggiamento prosegua oltre. Ieri abbiamo inoltrato una richiesta al Commissario Ranieri per tamponare questa situazione.

Il gestore deve comunque attivarsi con celerità, affinché venga almeno garantito l’approvvigionamento minimo a tutti i cittadini, poiché questa situazione sta causando non pochi disagi e, a volte, anche situazioni insostenibili, che causano danni alla salute stessa delle persone.

È nostra chiara intenzione quella di segnalare e registrare costantemente tutte le inadempienze e le mancanze contrattuali di Acea Ato 5, per sottoporle a chi di dovere, rafforzando la volontà di risoluzione del contratto.

Emanuela Piroli e la sua coalizione

 

 

 

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M5S. Subito Consiglio Regionale su riapertura scuole

Inviata richiesta per seduta dedicata a interventi di edilizia scolastica e misure per garantire riapertura scuole in sicurezza dopo emergenza covid

regione lazio 350 260Roma, 12 giugno – “Subito la convocazione di un consiglio regionale straordinario sugli interventi di edilizia scolastica e le misure da adottare per l’anno scolastico 2019-2020 e garantire così la riapertura delle scuole del Lazio in totale sicurezza a fronte dell’emergenza coronavirus e delle criticità pregresse, come quelle evidenziate nel report Censis 2018 in base al quale il Lazio risulta essere la prima regione in Italia per scuole non conformi alla normativa con oltre il 70% degli istituti scolastici privi dei certificati di agibilità e di prevenzione incendi”.

Questa, in sintesi, la richiesta di una lettera al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini, firmata dai consiglieri regionali M5S del Lazio insieme con gli esponenti delle altre forze politiche.

“Non possiamo permetterci che i nostri figli per il prossimo anno scolastico tornino tra i banchi di scuola in condizioni ancora più precarie di quelle prima del lockdown fronteggiando, oltre ai disagi dell’emergenza coronavirus, anche quelli strutturali legati alla sicurezza degli edifici scolastici – dichiara Roberta Lombardi, capogruppo M5S in Regione Lazio e prima firmataria delle missiva – Da mamma di due bimbi piccoli,M5S logo min ho vissuto direttamente fino a qualche giorno fa i disagi di varia natura legati alla didattica a distanza insieme con l’ansia del futuro perché non si sa ancora se e in quali condizioni vedrò tornare i miei figli a scuola. Di sicuro questa pandemia globale ci costringe a non poter più girare la faccia dall’altra parte davanti a quelle difficoltà preesistenti che vanno a sommarsi a quelle straordinarie e del tutto inaspettate che ci hanno travolto come genitori e come cittadini nelle Istituzioni”.

"Mi auguro che la seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla riapertura delle scuole sia l'occasione per far sì che si arrivi preparati all'inizio del prossimo anno scolastico, con la consapevolezza delle criticità peculiari dei vari territori del Lazio", conclude Lombardi.

Ufficio Comunicazione M5S Regione Lazio
XI Legislatura

 

 

 

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Approvare subito le delibere del Forum giovani su Solidiamo e spazi pubblici comunali

“L’amministrazione e il consiglio approvino subito le delibere del Forum giovani su solidiamo e spazi pubblici comunali“

PalazzoComunaleFrosinone 350 260di Jacopo Nannini - L’ultima assemblea del Forum dei giovani di Frosinone ha approvato una mozione presentata da Francesco Lemma, sottoscritta da molti ragazzi e dallo stesso Vicepresidente Lorenzo Federico, contenente due fondamentali proposte da presentare all’amministrazione comunale circa il progetto “Solidiamo” e l’utilizzo dei locali comunali  della città con wi-fi per gli studenti liceali e universitari  per esami e qualunque necessità legata alla didattica a distanza. 

Con lo sblocco immediato dei fondi di Solidiamo, al netto delle storiche richieste di modifica e potenziamento del progetto, si darebbe una fondamentale boccata d’ossigeno alle famiglie in difficoltà a causa delle evidenti conseguenze economiche che il covid-19 ha portato. Aggiungendosi agli aiuti dal Governo e dalla Regione, l’accesso a questi fondi permetterebbe di avere maggiore liquidità per il pagamento del canone degli affitti per gli studenti fuorisede, l’acquisto di dispositivi informatici utili per la didattica, il pagamento di una parte delle rette universitari e molte altre spese che i giovani in difficoltà e le loro famiglie dovranno sostenere.

Queste misure di certo non hanno l’ambizione di risolvere il problema delle carenze nella tutela del diritto allo studio, ma rappresenterebbero, se accolte, un segnale importante da parte dell’amministrazione nel venire incontro alle reali esigenze dei giovani in città, in un momento in cui lo sforzo di tutte le amministrazioni deve essere accomunato dall’obiettivo di tutelare tutte quelle parti della società in difficoltà nel nome del principio di solidarietà sociale e rimozione degli ostacoli di natura economica, come la nostra stupenda ed eterna Costituzione sancisce. 

Data l’urgente necessità di tali provvedimenti, l’amministrazione e il consiglio comunale stesso devono celermente valutare queste proposte, approvate a larghissima maggioranza in un organo , come quello del Forum dei Giovani, preposto al dibattito sulle politiche giovanili.

Urge dare ascolto alla mozione presentata da Francesco Lemma e sottoscritta da tanti altri giovani, appoggiata dalla vicepresidenza e richiesta anche da numerose realtà politiche e associative sul territorio, per segnare davvero un passaggio fondamentale verso la convinzione che non siamo “tutti sulla stessa barca”, ma che ci sono parti della società che vivono momenti economicamente drammatici e necessitano più di altre un messaggio concreto di presenza da parte di una politica che ha il dovere di tutelare e ridurre le diseguaglianze in una comunità sociale che evidenzia sempre di più delle fragilità strutturali.

 

 

 

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