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Per la salute di tutti alle Istituzioni chiediamo trasparenza vera

 

messaggerodel4aprile20 500 min

 

Il Messaggero di ieri. 4 aprile 2020, pubblicò il riquadro che apre questa pagina. L'immagine contiene a sinistra un elenco di comuni nei quali fino ad ora non è stato accertato alcun contagio e a destra segnala i comuni dove i contagi, invece, si sono sviluppati: Alatri, Cassino, Ceprano, Fiuggi, Frosinone, Sora, Veroli per un totale di 208.

In data 1 aprile gli organi di stampa locali riportavano 434 contagiati in provincia, di cui 24 morti. Sicuramente questi dati contengono anche i contagi numerosi dei cluster di Città Bianca-Veroli e di Fiuggi e delle RSA. Purtroppo non ci sono mai articolazione delle cifre.

Ora lasciamo stare la certezza dei numeri che l'informazione in genere, i lettori ed i cittadini, soprattutto, non riescono ad avere.

Ma, una richiesta sentiamo che va avanzata

Si può mettere a disposizione un osservatorio che fornisca quotidianamente i dati di questa provincia comune per comune?

Con quale granzia? Lo pubblichi la Prefettura di Frosinone sulla sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/Prefettura-Frosinone-360228644151758) tutti i giorni alla stessa ora.

Per il numero dei contagiati indicati genericamente nei comuni sopra indicati, si può sapere come sono distribuiti sui singoli territori comunali? In quali aree dei comuni? Al centro, nelle frazioni e in quali numeri? Nessuno, nessuno vuole i nomi, nè li chiederà mai, ma se un cittadino vive in uno stabile, in un condomio, in un agglomerato di case dove c'è un contagiato, lo deve sapere, ha il diritto di sapere che nell'area in cui vive c'è del probabile contagio e, quindi, deve essere molto prudente con moltissima diligenza. Come deve sapere quale struttura sanitaria è intervenua per seguire quel caso o quei casi e, soprattutto, deve essere rassicurato che chi è contagiato rispetta le disposizioni a cui sono soggetti per legge malati e non malati secondo le misure ristrettive delle nostre libertà e le conseguenti disposizioni.

Non abbiamo certezza, anche per esperienza diretta, che i controlli vengono eseguiti con continuità.

Tutti le Istituzioni, fra cui i Comuni, dispongono di un sito web e molte anche di unan pagina Facebook dove pubblicare tuttele informazioni e i dati della situazione. E' troppo chiedere questa trasparenza alle Istituzioni tutte, Sindaci compresi?

Grazie da parte di tutti, UNOeTRE.it

 

 aggiornato alle 18,00 di domenica 5 aprile 2020

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

Files:
zip.png Modulo di autocertificazione
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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Una lista per democrazia, trasparenza e partecipazione diretta

logo NoiXFontanaliri 350 minConsiderando l' attuale panorama politico che vede due schieramenti capeggiati l’uno dal Dott. Battista Giuseppe e l’altro dal Dott. Andrea Pistilli, impegnati a comporre ognuno una propria lista da presentare per il prossimo rinnovo del Consiglio Comunale di Fontana Liri, ed a seguito dei vari incontri con quest’ultimi, il Movimento “Noi per Fontana Liri“ riconferma la propria posizione di non aderire attualmente a nessuna di questi in quanto non ancora a conoscenza dei rispettivi programmi elettorali e quindi impossibilitati a valutarne i contenuti che possano soddisfare gli scopi ed obbiettivi che il movimento stesso si è prefissato al momento della sua nascita.

Nostra prerogativa è quella di lavorare al fine di costituire una lista che possa soddisfare le nostre richieste inerenti : la democrazia, trasparenza e la partecipazione diretta dei cittadini nelle varie decisioni importanti intese a ridare vitalità e rilancio al nostro paese.

Per questi motivi restiamo in attesa ad eventuali inviti anche di altre liste in futura composizione, mentre nei prossimi giorni sarà nostra cura avviare dei confronti con gli attuali e futuri schieramenti.

Il coordinatore “Noi Per Fontana Liri”
Loreto Chiarlitti

Fontana Liri, 05 febbraio 2020

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Legalità e trasparenza negli appalti pubblici

istituto brunelleschi frosinone 350 mindi Jacopo Nannini - L’evento di questa mattina, (svolto presso l’aula magna dell’Istituto Brunelleschi – Da Vinci in via Piave,39 a Frosinone), organizzato dalla Filcams-CGIL, con la partecipazione di decine di lavoratrici e lavoratori e del sottosegretario all’istruzione Giuseppe De Cristofaro, ha rappresentato un momento essenziale per la vita politica del capoluogo.

Il calvario di questi dipendenti di appalti pubblici, costretti a mesi senza busta paga o cifre irrisorie, testimonia uno degli elementi più fragili dell’assetto democratico del nostro Paese. In rappresentanza degli studenti e di molti giovani del territorio, non potevo esimermi però dal segnalare anche la situazione dei lavoratori (quasi tutti/e ultra cinquantacinquenni) della biblioteca comunale di Frosinone, costretti a buste paga ridotte a poco più di 100 euro unite al conseguente disservizio per tutta la città.

Non ho segnalato questa situazione per dovere di cronaca, ma per sottolineare lo svilimento complessivo del concetto di lavoro in italia, ancor più drammatico se proveniente dagli appalti pubblici dove la dignità del lavorare dovrebbe essere rispettata come non mai.

Accolgo con piacere il progetto del ministero di internalizzare e stabilizzare i lavoratori degli appalti pubblici in vari comparti, ma questa battaglia necessità di costanza e lungimiranza politica per adottare soluzione radicali e chiare nell’interesse del Paese.

La lotta al precariato, sentito moltissimo in una zona di crisi complessa come la Ciociaria, è un obbligo per tutti coloro che si affacciano sulla scena politica, per ricreare quelle condizioni sociali di dignità sul lavoro che la nostra Costituzione sancisce già nei principi fondamentali.

La lotta sindacale e politica, se non ripartirà dalla formulazione di un nuovo paradigma di sviluppo fondato sulla ridistribuzione del reddito e maggiori tutele lavorative nella stabilizzazione dei contratti, si arenerà in una crisi che annida i rancori di una democrazia incompiuta e di una rabbia sociale che sfocerà in nuovi volti autoritari.

 

 

 

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Scuola: Tasse anche sulla trasparenza

MIUR 350 260SCUOLA – Maxi tassa sulla trasparenza, per saperne di più su atti e trasferimenti docenti, Ata e genitori devono pagare decine di euro

È quello che da qualche giorno devono sborsare i lavoratori e le famiglie degli alunni che vogliono vederci chiaro su documenti conservati dall’amministrazione scolastica, domande di mobilità, verbali degli organi collegiali, atti di gestione del rapporto di lavoro oppure conservati nel fascicolo personale custodito nelle segreterie: per effetto di un decreto Miur di metà aprile, attuativo della Legge 241/90, in presenza di documenti cartacei serviranno 12,50 euro per ogni ricerca, 10 euro per le notifiche, più i costi per la visura (10 centesimi a pagina), per l'estrazione di copia (25 centesimi a pagina) e l'oscuramento degli eventuali dati personali (1 euro a pagina). Poi ci sono i bolli.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “premesso che tutto questo è assurdo, visto che in Italia si pagano già le tasse più alte d’Europa, siamo convinti che ci troviamo davanti ad un’operazione nata non tanto per motivi di spending review, ma con il preciso scopo di disincentivare la trasparenza degli atti pubblici. Noi non ci stiamo e siamo pronti a fare ricorso al Tar.

Diventa salato il conto da pagare per chi nella scuola vuole vederci chiaro su trasferimenti, concorsi e burocrazia. In base al decreto n. 662 emanato dal ministero dell'Istruzione il 17 aprile scorso, d’ora in poi per estrarre copia degli atti e dei documenti in possesso dell'amministrazione scolastica e universitaria non basterà più pagare 25 centesimi per ogni fotocopia, ma cifre ben consistenti: 10 euro per la notifica al controinteressato, un euro a pagina se la domanda contiene dati personali da oscurare e 10 centesimi a pagina solo per la visura, sintetizza Italia Oggi. E se l'accesso e l'estrazione di copia avverranno per posta, i relativi costi saranno posti a carico del richiedente: le spese per l'eventuale scansione saranno quantificati come se si trattasse di fotocopie.

I COSTI DA AFFRONTARE

Le somme da sborsare non finiscono qui. “Se poi i documenti richiesti dovessero essere in formato cartaceo – continua la stampa specializzata - bisognerà anche pagare 12,50 euro per ogni ricerca in archivio. I contributi saranno dovuti solo se il costo dell'operazione supererà i 50 centesimi. Al di sopra di tale importo, dovrà essere effettuata la riscossione dell'intera cifra. Compresi i 50 centesimi”. E nel caso di richiesta di copie di documenti in bollo, al pagamento dell'imposta provvederà direttamente il richiedente, fornendo all'ufficio competente al rilascio la marca da bollo. L'importo è pari a euro 16 per marca da bollo ogni 4 fogli/facciate.

È ampio il ventaglio dei casi per cui bisognerà mettere mano al portafoglio: “L'accesso a pagamento vale per tutti gli atti e documenti conservati dall'amministrazione scolastica, comprese le domande di trasferimento, i verbali degli organi collegiali, gli atti di gestione del rapporto di lavoro e tutti gli atti conservati nel fascicolo personale di docenti e Ata presso le segreterie scolastiche. Ma anche gli atti della selezione per i Prin da parte delle università escluse”.

30 ANNI DI ATTESA

Le norme erano attese da tempo, quasi 30 anni: danno infatti attuazione all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il quale dispone che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. Il mero esame dei documenti è gratuito. Ma il rilascio di copia «è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura». Ciò che si paga, dunque, non è la cosiddetta ostensione del documento richiesto e la relativa lettura (che può comprendere anche la possibilità di prendere appunti), ma tutto ciò che viene prima della messa in mostra dell'atto o del documento richiesto, affinché il richiedente possa visionarlo (cosiddetta ostensione) e per l'eventuale estrazione di copie. Il procedimento di accesso, peraltro, dal 2006 è gravato anche dall'onere, per l'amministrazione, di individuare e notiziare il controinteressato all'accesso (si veda il dpr 184/2006).

IL COMMENTO DI MARCELLO PACIFICO

“Riteniamo incostituzionale questo modo di procedere a danno dei cittadini: è chiaro che si vuole ostacolare la trasparenza e l’acceso agli atti pubblici – annuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e per questo siamo pronti a fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale ovvero a fare pagare all'amministrazione queste spese aggiuntive. Quello che si sta compiendo sulle richieste dei documenti, inoltre, è legato in qualche modo all’innalzamento delle tasse che vengono chieste per svolgere i concorsi pubblici: si tassa per disincentivare, come se il cittadino fosse un problema da tenere lontano dalla cosa pubblica”.

PER APPROFONDIMENTI:

SCUOLA – Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate: rimangono 100 mila supplenti da assumere e 20 milioni di risarcimenti da assegnare

Docenti precari, novità per l'aggiornamento delle GaE grazie alle battaglie legali di Anief

Precariato, decreto aggiornamento GaE è questione di giorni. Appello Anief: se non si aprono a tutti gli abilitati pronti al maxi-ricorso

Precariato, aggiornamento GaE: da domani la presentazione delle domande. Anief presenterà ricorso per gli abilitati esclusi

Precari, due procedure inutili per salvarli. Anief: basta speculare sui docenti con 36 mesi e dimenticare gli abilitati

Parte l'adesione ai ricorsi Anief in merito all'aggiornamento GaE 2019/2021

Precari. Sono passati pochi giorni e in migliaia chiedono d'inserirsi nelle GaE

Due Italie, due sistemi di reclutamento, alla faccia dell'accordo tra Governo e sindacati

Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza

Il 17 maggio Anief in prima fila, uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Per il ministro Bussetti mancano gli insegnanti. Replica Anief: non è vero, ce ne sono 150 mila già pronti

Precariato, il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni. Anief si oppone: vanno tutti abilitati e immessi in ruolo, c’è posto in abbondanza

Precariato, proposta unitaria dei sindacati al Miur. Per Anief è inutile: non risolve i problemi dei supplenti

I posti di ‘Quota 100’ subito liberi, senza provvedimenti straordinari a settembre sarà tracollo.

19 maggio 2019 Ufficio Stampa Anief

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A Ceccano si continua a chiedere trasparenza amministrativa che manca

ceccano palazzo antonelli 350 253di Giulio Conti, Capogruppo del Partito Democratico di Ceccano - Il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Corsi, ha dimostrato ancora una volta di non essere all'altezza di saper gestire questo importante incarico istituzionale che la sola maggioranza gli ha conferito.
La convocazione della seduta del consiglio comunale del 10 ottobre 2017, infatti, è stata redatta senza rispettare gli articoli previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale di Ceccano, che a questo punto sento di dire che lo stesso Presidente non conosce o forse vuole adattarsi a suo piacimento e del Testo Unico degli Enti Locali.

Nell'elenco allegato delle interpellanze, interrogazioni e mozioni da discutere, infatti, il Presidente Marco Corsi si è permesso di rimuovere per sua decisione arbitraria, in totale disprezzo delle normativa e dei principi democratici del nostro Paese, ben sette tra interpellanze ed interrogazioni da me presentate.
Addirittura quelle relative ad argomenti di primaria importanza, come quella del 13 giugno scorso sulla tutela della salute pubblica, di nuovo alla ribalta della cronaca proprio in questi giorni, con l'evacuazione della scuola elementare di via Passo del Cardinale.
Atti da me presentati da diversi mesi, sui quali avevo chiesto chiarimenti e delucidazioni urgenti e per i quali non mi è stata mai fornita alcuna risposta scritta nei termini di regolamento previsti, sia da parte del Corsi che del Sindaco Caligiore, in quanto primo responsabile della salute pubblica di tutti i cittadini di Ceccano, anche di quelli che non lo hanno votato. Ma evidentemente si tratta di argomenti su cui il Sindaco e la sua maggioranza hanno preferito non voler discutere ed affrontare, anche attraverso lo specifico svolgimento di un consiglio comunale.

Siamo ancora una volta di fronte anche alla totale assenza di trasparenza amministrativa, oltre che al totale spregio della democrazia.
Si tratta dunque di una convocazione assolutamente illegittima e che contribuisce a rendere nulla la validità della seduta stessa.
Questi comportamenti totalitari a Ceccano non possono più essere tollerati. Per questo motivo sarò costretto a rivolgermi anche al Prefetto di Frosinone, che già nei mesi scorsi era intervenuto sulla richiesta di consiglio in merito alla delibera di giunta numero 66, anche questa totalmente disattesa dal Presidente Marco Corsi e dalla maggioranza guidata dal Sindaco Caligiore.

 
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Contratto DPhar-Invitalia. Pci chiede chiarezza e trasparenza

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Tiziano Ziroli della segreteria del Pci con delega alle politiche per il lavoro, dichiara: Abbiamo appreso della firma del contratto fra DPhar e Invitalia che prende finalmente forma il famoso accordo di programma e svilupperà entro il 2018 60 posti di lavoro, il tutto ad una cifra un po' elevata, si parla di quasi 50 milioni di euro.
C'è da dire una cosa, se sul nostro territorio c'è questo Accordo di programma il "grazie" lo dobbiamo dire solo ai lavoratori della ex Vdc che nel 2013 furono ritenuti dei pazzi perché chiedevano a gran voce che venisse fatto questo accordo... Trovo molto poco sensibile il fatto che troppi politici locali ora si ringrazino a vicenda dimenticando da chi veramente è venuta l'idea e ricordo che in quel periodo i lavoratori passarono giorni e giorni chiusi nel palazzo della Provincia.
Alla politica non dobbiamo dire grazie, ma anzi chiedergli come mai ci sono voluti tre anni più una proroga all'accordo per avere solo questo risultato?
Alle Istituzioni dico solo "meno male che avete fatto il vostro dovere".
Ora tra le 60 assunzioni un 25% sarà di diritto dei lavoratori ex Vdc il tutto è scritto su un protocollo d'intesa allegato all'Accordo di programma.
Come comunista vorrei sapere: chi gestirà le assunzioni come saranno gestite e da chi saranno gestite?
Vigilerò attento che ci sia chiarezza e trasparenza nelle assunzioni.

 
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Progetto Città: “...tra cittadini e amministrazione, trasparenza e partecipazione”

  • Pubblicato in da Sora

sora 2 350 260da Associazione culturale Progetto Città, Sora - Mercoledì 1 giugno, alle ore 17:00, presso la sala Simoncelli della Biblioteca Comunale di Sora, si terrà un incontro-dibattito dal tema “Rapporto tra cittadini e amministrazione: trasparenza e partecipazione”.
É importante sottoporre a un controllo diffuso ogni fase della gestione delle attività di una pubblica amministrazione, per il suo miglioramneto, per assicurare ai cittadini la conoscenza dei servizi resi dalla amministrazione stessa, delle loro carattereistiche qualitative e quantitative, al fine di promuovere integrità e legalità, dunque di prevenire fenomeni corruttivi e stimolare una partecipazione attiva dei cittadini stessi.
L’evento, organizzato dall’associazione culturale “Progetto Città” vedrà la partecipazione di Massimiliano Smeriglio, Vicepresidente della Regione Lazio; Daniela Bianchi, consigliera regionale di Sinistra Ecologia e Libertà; Beatrice Brignone, deputata del gruppo Possibile.
Il dibattito sarà moderato da Bruno La Pietra, presidente dell’associazione.

 
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Ceccano: Trasparenza, questa sconosciuta

Castel Sindici parco 350 260dal Consigliere Luigi Compagnoni, PSI Ceccano - La decisione del Sindaco Caligiore di concedere l’utilizzo di Castel Sindici per la realizzazione di attività ricreative nel corso delle festività natalizie è solo l’ultimo episodio di una vita amministrativa che, contrariamente a quanto promesso, si sta sviluppando in barba ai principi di trasparenza e linearità sbandierati in campagna elettorale. È chiaro che è giusto favorire l’organizzazione di eventi che possano concedere relax e distrazione ai ceccanesi, ma il modo in cui ciò viene fatto è quantomeno discutibile.
In primis perché Castel Sindici rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per Ceccano e per tutto il territorio, per cui, prima di concederne gli spazi per allestire piste di pattinaggio o simili attività, sarebbe necessario condurre una riflessione seria sull’opportunità della decisione, valutando allo stesso tempo ogni alternativa (in tal caso, una discussione in commissione sarebbe stato l’ideale). Inoltre, rimane da capire chi è il destinatario del provvedimento, cioè l’associazione o l’organismo a cui viene concesso l’utilizzo di questa superficie.
I tanti lati oscuri di questa vicenda, perciò, rappresentano la dimostrazione di un modo di amministrare arrogante, non trasparente, assolutamente allergico al confronto o alla condivisione di idee. Del resto, una simile impostazione ci è stata chiara fin dall’inizio della consiliatura. La comunicazione affidata semplicemente alle delibere di Giunta non è sufficiente: prima è necessario presentare e discutere un’idea, al fine di sgomberare il campo da ogni possibile dubbio o insinuazione. Ciò detto, sono curioso di conoscere i dettagli della vicenda.
Chissà cosa pensa, di questo e tanto altro, l’ex candidato a sindaco Rino Liburdi, che dopo il primo turno delle amministrative non ha perso un minuto per abbracciare Roberto Caligiore, dal quale è stato investito del fondamentale ruolo di ‘garante’ della trasparenza. Chissà se ritiene che tutto sia stato fatto alla luce del sole e con i giusti accorgimenti. Chissà se anche lui, come tutti noi, è ancora in attesa di vedere quel registro delle associazioni per il quale ci sono state tante promesse e zero fatti. Allo stesso modo, sarà interessante conoscere l’opinione dell’assessore Sodani, che detiene la delega all’associazionismo. E poi, visto che Castel Sindici rappresenta un contesto di altissimo valore culturale, in passato rilevato dal Comune e consolidato, sarebbe importante conoscere l’opinione del nostro assessore alla cultura, Gizzi, anche lui sensibile al tema della trasparenza e della riscoperta dei tesori ceccanesi.

 

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Luca Frusone: “è stallo sul deposito nazionale dei rifiuti nucleari, senza trasparenza”

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Deputato Luca Frusone, M5S - “Su deposito nazionale dei rifiuti nucleari è stallo, se il governo non opera con trasparenza non si può procedere oltre”.
Frosinone, 08/10/2015_“Ci troviamo dinanzi all’ennesimo caso di inefficienza del governo, però qui si sta parlando di un tema che non può essere trattato con superficialità, incapacità e poca trasparenza, perché la questione del Deposito nazionale dei rifiuti nucleari merita assoluta attenzione e competenza.” – a denunciarlo è il Deputato 5 Stelle Frusone che continua – “I ritardi si moltiplicano, l'autorità di vigilanza non è mai stata creata e per quanto riguarda il direttore Agostini dell'Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare), su di lui pende addirittura un’inchiesta penale per abuso d’ufficio. A questo punto tirare il freno d'emergenza mi sembra il minimo.” – e continua – “La carta dei siti potenzialmente idonei doveva essere resa nota ad agosto e il governo avrebbe dovuto far pervenire in Commissione europea, un programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare irraggiato e dei rifiuti radioattivi, così come predisposto per ogni Stato membro. Tutto questo non è ancora avvenuto. Per quanto mi riguarda, continuo le mie visite ispettive nelle centrali nucleari dove la Sogin sta operando la sua funzione di decommissioning dei rifiuti nucleari, società di Stato che si occuperà della creazione del deposito nazionale. Mi sarei aspettato che anche i miei colleghi del PD locale, operassero in tal senso, è importante sapere di cosa si sta parlando per informare con correttezza i cittadini, ma questo con mio dispiacere, non è ancora avvenuto. Probabilmente si vergognano della pessima gestione che il Governo Renzi sta portando avanti su questa problematica.” – e conclude – “Il governo Renzi continua purtroppo a procedere in maniera poco trasparente e inadeguata, questo è solo uno dei casi in cui noi del 5 Stelle ci troviamo a dover battere i pugni sul tavolo affinché le cose vengano fatte con criterio. Per quanto riguarda il deposito nazionale dei rifiuti nucleari a bassa e media attività, non abbasseremo la guardia fin quando non verrà istituita un'Autorità indipendente di controllo e verrà rispettato un programma nazionale così come disposto dalle normative nazionali ed europee, solo allora ci potranno essere i presupposti fondamentali per la definizione del luogo in cui, dopo un'ampia partecipazione al dibattito da parte dei territori interessati, si dovrebbe realizzare il deposito.”

 

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Quando la parola trasparenza diventa una bestemmia

murales Sesto S.Giovanni MI 1970.Murales realizzato sui muri della fabbrica Osva 350 260di Ignazio Mazzoli - Che cos’è una vertenza? E’ una denuncia di controversia di lavoro ed è l’iniziativa che intraprende chi lavora per veder riconosciuti i propri diritti qualora non vengano rispettati. Oggi la controversia diventa per il lavoro. Si, per riconquistare il lavoro a chi l’ha perso perché le aziende hanno fallito, sono state chiuse o trasferite e manca un qualsiasi piano per assicurare nuova occupazione in tempi che non siano biblici.
La Vertenza Frusinate questo vuole essere. Sulla pagina FB del Comitato che la vuole promuovere si può leggere “la disoccupazione e salita a 124.000 unita nel giro di 6 mesi...a fine dicembre 2014 eravamo a 115.000 unita'...ricordiamocelo quando un gruppo forse di "sognatori" ha girato quasi tutta la provincia a far volantinaggio per i mercati per parlare della vertenza frusinate e far conoscere il problema disoccupazione a tutti, chiedendo adesioni al comitato”. Chi scrive è Tiziano Ziroli, uno dei promotori che così conclude il suo post: “alla prossima manifestazione che si svolgerà in provincia spero di vedere la stessa gente che domenica era allo stadio...cosi tanta...e cosi fiera di essere frusinate”.
Appare chiara la volontà di andare in piazza per protestare contro le dimenticanze e le trascuratezze (di tanti che dovrebbero) di cui sono vittime così tanti disoccupati. Iniziata in sordina, l’azione di informazione e di denuncia, i disoccupati impegnati nella mobilitazione, hanno raggiunto alcuni risultati importanti: l’ottenimento del Tavolo Interistituzionale deciso dall’Amministrazione Provinciale su impulso del Presidente Antonio Pompeo; la costituzione del “Comitato promotore della Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà”; hanno incontrato decine di sindaci, sono stati ricevuti anche dal Vescovo di Frosinone Monsignor Ambrogio Spreafico, hanno avviato confronti con diverse forze politiche come il PdCI, il Psi e Sel provinciali e con esponenti del PD e del M5S, hanno trovato significativi punti di condivisione con la Caritas provinciale. Il prossimo 8 Settembrefinitaeraconigli ritaglio parteciperanno con un rappresentante ad un tavolo regionale sul lavoro con Zingaretti. La loro presenza è diventata familiare nei mercati di molte città dove vanno per far conoscere le proposte indispensabili ad uscire dal disagio in cui migliaia di persone e le loro famiglie si trovano.
Non c’è stato silenzio neppure durante questo caldissimo agosto, anche alla luce della firma, che il 3 scorso ha sancito il Contratto di Sviluppo per ampliare e potenziare lo stabilimento Sanofi di Anagni fra l’azienda farmaceutica e Invitalia nel quadro dell’Accordo di Programma Anagni-Frosinone e che consentirà 60 nuovi posti di lavoro. “Pochi a fronte dei circa 124.000 disoccupati (fino ad ora) di questa provincia, ma meglio di niente - dichiara il segretario del Pcdi, Oreste della Posta – affrontando l’annosa questione del rapporto fra Accordo di Programma e solidarietà verso gli ex-Videocon. Una fra le tante questioni anche se carica di significati simbolici. Infatti a fronte di impegni finanziari non meglio precisati, ma oscillanti fra i 64 milioni di euro di una tabella MISE del novembre '14 e 47,3 milioni dei comunicati agostani, c'è un incremento di occupazione di 60 unità. Un posto di lavoro verrà a costare da 788.333 a 1.060.881 di euro circa. Esattamente? Boohhh. Porre il problema ci pare che sia stato doveroso.
Ma affronta anche un’altra questione di ordine un po' diverso ma forse più importante, che tuttavia non ci pare sia stata ripresa con lotte operaie fame lavorola dovuta attenzione, anzi, quasi esorcizzata. Della Posta – afferma – «siamo di fronte a cifre (di posti ndr) assai esigue, certo non da rifiutare, ma che sicuramente richiedono una gestione particolare. I comunisti credono che prima di ogni altra iniziativa vada assicurata trasparenza delle decisioni che si andranno ad assumere sin da settembre. Chiediamo che l’intera platea dei disoccupati frusinati sappia in quali sedi si decide, chi decide e soprattutto con quali criteri ci si accinge decidere? E, soprattutto vogliamo sapere come verrà assegnato il 25% (cioè appena 15 lavoratori,) che si dice previsto nella voce solidarietà verso gli ex-Videocon che con le loro lotte conquistarono l’Accordo di Programma ed il diritto alla riassunzione.
Nei mesi scorsi seguendo lo sviluppo delle iniziative dei disoccupati abbiamo avuto modo di chiedere in più occasioni in quale sedi questo genere di problemi si sarebbe affrontato. Abbiamo ricevuto risposte a mezza bocca che rinviavano tutto alle autonome decisioni aziendali. Pensiamo che questo atteggiamento debba cambiare. Il treno della solidarietà prevista può deragliare. Alcune questioni: quale formazione è richiesta per assumere chi ha lavorato sui televisori, chi assicura questa formazione e a quanti o a tutti, chi stila le graduatorie e le rende pubbliche, quali altri criteri di emergenza sociale ed esistenziali vengono aggiunti ai criteri di selezione? In queste materie l’autonomia dell’azienda non c’entra. Qui c’entra la capacità di contrattazione di chi ha il compito statutario di difendere il lavoro dipendente e i lavoratori.

E’ doveroso procedere così, tanto che prendiamo in prestito da Oreste Della Posta un suo allarme: «Fare arbitrio e terribili ingiustizie è assolutamente facile. ... Se questo avvenisse sarebbe un colpo mortale alla credibilità delle sedi dove si decide, istituzionali e non, e alla fiducia di superare questa crisi».
L’Accordo di Programma si apre affermando che la “crisi industriale che colpisce attualmente il sistema territoriale che ha come epicentro Anagni e Frosinone può trovare soluzione solo in un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva. Questo ricorda e chiarisce che non è l’accordo del polo farmaceutico. Assicurare che l’Accordo dia tutti i frutti previsti è possibile solo se ci sarà “tanta gente” - come dice Ziroli – a sostenerlo e a difenderlo.

articolo pubblicato anche su L'Inchiesta del 27 agosto 2015 con il titolo «"Vertenza Frusinate" arriva in Regione. Adp, trasparenza cercasi»

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