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“Trisulti bene comune” una sentinella a tutela della Certosa

BENI COMUNI

Comunicato

Certosa de Trisulti 390 minSi è costituita “Trisulti bene comune”, una rete di associazioni che ha come obiettivo la restituzione della Certosa di Trisulti al suo territorio e alle finalità che sono proprie della sua storia, proponendosi nello stesso tempo la sua valorizzazione in un contesto nazionale e internazionale.

La decisione segue la sentenza del Consiglio di Stato che, dopo aver revocato la concessione della Certosa alla DHI - che l’aveva ottenuta attraverso una gara di cui sono state censurate, dal massimo organo giudicante della giustizia amministrativa, incongruenze e vere e proprie contraffazioni dei requisiti necessari alla partecipazione -, ha riconosciuto alle associazioni del territorio il ruolo di soggetti legittimati a rappresentarne, sotto tutti i profili, le istanze e gli interessi.

Le associazioni, come si ricorderà, si erano costituite nel giudizio – con l’assistenza legale gratuita degli avvocati Chiarina Ianni e Sara Spirito – a supporto della revoca disposta dal MIBAC, prima presso il Tar e poi presso il Consiglio di Stato e oggi intendono dare continuità alla loro iniziativa di controllo e tutela, esercitata in nome di tutti, con una Rete che le coordinerà e ne rappresenterà l’attività, diventando l’interlocutore unico nei rapporti con le Istituzioni locali e nazionali.

La Certosa è e sarà, così, il perno centrale di un ampio impegno alla costruzione di una nuova idea di cultura, di turismo, di economia e fruizione dei beni comuni che sia sostenibile, inclusiva, solidale. Con una grande attenzione alle vocazioni delle comunità e dei territori.

Fanno parte di “Trisulti bene comune”: “Comunità Solidali Lab”, “Associazione Gottifredo”, ”Alle origini del cammino di San Benedetto”, “Amici del cammino di San Benedetto”, “Club Alpino Italiano” – Sezione di Alatri, “De Rerum Natura”, “Circolo Legambiente Il Cigno di Frosinone”, “Fondazione l’Abbadia”, “Res Ciociaria” e “Sylvatica”.
Ma la Rete resterà aperta all’adesione di altri soggetti che ne condividano le finalità e vogliano condividerne il ruolo di “sentinella” in grado di attivarsi tempestivamente per evitare il ripetersi di “operazioni” dannose per la Certosa, estranee al territorio e contrarie al suo significato spirituale, storico e culturale. Solo così la Certosa potrà essere, già nell’immediato futuro, centro della rinascita e del riscatto di tutto il territorio, attraverso una condivisione di fini ed obiettivi che nasca dal basso.

Daniela Bianchi, di Comunità solidali, è stata eletta presidente della Rete, collaborerà con lei un Comitato direttivo costituito dai rappresentanti delle dieci associazioni fondatrici, che resteranno in carica per tre anni.

Frosinone 20 Luglio 2021
Contatto +39 347 878 003

 

Comunicato diffuso anche da https://www.farodiroma.it/trisulti-associazioni-si-sono-unite-in-rete-per-la-tutela-delle-sorti-della-certosa/ che lo ha pubblicato con la foto che segue.

 

 

 

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PSI Ceccano: Iniziative regionali a tutela dell'ambiente

Partiti. PSI Ceccano

Antonio Ciotoli (Psi): Benvenuta ripartenza!

psi 350 minA ottobre scorso il Presidente Del Consiglio Regionale Mauro Buschini e la Consigliera On. Sara Battisti, rispondendo a un vaneggiamento dell’Assessore Del Brocco, ricordavano alla destra ceccanese che la campagna elettorale era finita e che le bugie, specie se sull’ambiente, hanno le gambe corte.
Oggi apprendiamo con grande soddisfazione dai giornali che quanto promesso e atteso dagli onorevoli Battisti e Buschini, sta per diventare realtà. A loro va il plauso di aver mantenuto con tenacia un impegno preso con il territorio e di essersi voluti sostituire alla incapacità dell’amministrazione Caligiore (1 e 2), totalmente assente e pericolosamente decontestualizzata rispetto al tema.

Mentre Caligiore da fil maker noir correva di notte per accaparrarsi l’esclusiva video sulla “scoperta” del segreto di pulcinella, e cioè di eventuali quanto probabili scarichi abusivi lungo il corso del fiume, la Regione ha dato corso ad importanti iniziative sull’ex Annunziata e sulla cava dismessa di Via Anime Sante: bucate clamorosamente da Savoni prima e da Del Brocco ora.
Proprio in considerazione dell’importante obiettivo politico gestionale confermato oggi e non senza gratitudine per quanti (istituzioni extra comunali e forze dell’ordine) hanno continuato ad incidere con convinzione nella tutela della Valle del Sacco, anche con nuovi e costanti accertamenti, indagini e nuovi sequestri ove necessario, in vista della nuova ennesima riperimetrazione, l’auspicio del PSI però oggi è che è sia superata velocemente la logica dell’accertamento continuo e fine a se stesso.

La prima ricordiamo che è stata eseguita nel 2005 e da socialisti abbiamo ottenuto combattuto, e alla fine ottenuto, che i territori a valle di Colleferro (dai siti ARPA 1 e ARPA 2) come Ceccano e fino giù a Falvaterra fossero giustamente ricompresi nel SIN, poiché gravemente compromessi dal beta-esaclorocicloesano. 1
Si può superare l’immobilismo della fase di indagine: nessuno impedisce di cominciare a lavorare per rimediare al grave danno ambientale e al rischio concreto per la salute, dove già accertato più volte e dove possibile, come nell’aria ripariale e come anche a Ceccano.

Il SIN Valle del Sacco non è solo la discarica “Le Lame” e non si può risolvere con la sola sua messa in sicurezza. La discarica è una parte del problema, potenzialmente devastante ma pur sempre una parte.
Occorre investire con rapidità (che dopo oltre 15 anni appare un controsenso) per riqualificare e mettere in sicurezza le aree ripariali, liberare finalmente i proprietari da balzelli o divieti insostenibili.

Riteniamo che sia non più procrastinabile tornare a dotare il territorio esteso della media Valle del Sacco di strumenti sanitari, seri, utili, funzionanti oltre che funzionali, in grado di assicurare alla popolazione esposta priorità e attenzione massima nell’ambito della prevenzione e della diagnostica, specie se ricollegabile alle fonti di inquinamento note: servizi e vantaggi sanitari non iniqui o ingiusti, ma “ristori” sacrosanti per il danno ambientale, sanitario e sociale subito, come a Ceccano. Il polo sanitario di indirizzo pensato per Anagni non è abbastanza.

I socialisti ceccanesi, al di là della scarsa valenza della maggioranza amministrativa della città, sono pronti a condividere e a sostenere, anche lottando se necessario, percorsi congiunti che siano risolutivi e che possano anche diventare modello da replicare, anche e soprattutto in considerazione della straordinaria attenzione dimostrata dalla Regione Lazio per il territorio.
Un percorso di buona politica costruttiva in cui siamo certi, tutte le forze di Centro Sinistra ceccanesi, saranno capaci di esprimere coesione e impegno incondizionato al fianco della Regione e dei nostri rappresentanti.

Sezione PSI “Sandro Pertini” di Ceccano – Il Segretario Antonio Ciotoli
Ceccano, 22 gennaio 2021
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Foto trappola per la tutela dell'ambiente

Europa Verde Ceccano ‐ Tecnologia al servizio dell’ambiente

Foto discarica Starnelle 1 350 minChi di noi non ha mai visto un cumulo di rifiuti di ogni genere lungo le strade o angoli nascosti del nostro bel paese, e lanciato epiteti verso quelle persone che continuamente contribuiscono a deturpare quei posti con il loro comportamento incivile?

Anche a Ceccano recentemente sono state individuate, e segnalate agli organi preposti, delle vere e proprie discariche, poi bonificate, che hanno riportato alla luce l’annoso problema dell’abbandono incontrollato di rifiuti di vario genere lungo le strade, nei parchi verdi e nei luoghi più nascosti della nostra città, in particolare nelle zone di campagna.

Le foto a corredo sono la dimostrazione di come in zona Starnelle, area appena bonificata dopo una nostra precedente segnalazione di Giugno 2020, siano ricomparsi in più punti cumuli di rifiuti anche pericolosi per la presenza di amianto.

La cittadinanza ed il territorio non possono pagare l’incivile comportamento di poche persone, queste vanno scoperte e sanzionate.

Altra dimostrazione la foto dell’automobile semidistrutta abbandonata da tempo nel parcheggio adiacente Castel Sindici che oltre ad un pericolo in pieno centro rappresenta un ingiusto esborso di denaro pubblico a coprire le spese di rottamazione.Foto discarica Starnelle 2 350 min

Allo scopo Noi Verdi Europei di Ceccano riteniamo sia arrivato il momento di passare ai fatti con la dotazione da parte della polizia locale di tutte le risorse e dispositivi necessari per arginare il fenomeno.

Parliamo in particolare di provvedere alla fornitura di un congruo numero di sistemi innovativi di sorveglianza mimetizzabile composti da una “foto trappola” di ultima generazione che consente di individuare i furbetti che abbandonano illegalmente i rifiuti.

L’acquisto e l’utilizzo di queste apparecchiature potrebbe sicuramente arginare il fenomeno, certi che la sanzione pecuniaria, se non addirittura la denuncia penale nei casi più gravi, restano gli unici deterrenti nei confronti di alcuni soggetti che ancora non hanno imparato a vivere in comunità rispettando il prossimo, l’ambiente e la convivenza civile.

Quindi controllo del territorio e sanzioni amministrative per ricordare ai nostri concittadini che esiste anche il metodo “civile” per conferire e non abbandonare i rifiuti.

verdieuropei logo minUna semplice telefonata al Numero Verde: 800922999, oppure con prenotazione on‐line sul sito www.geaecologia.it/comunipages/comune‐ceccano/, per attivare il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti.
In alternativa si possono conferire i rifiuti autonomamente presso l’isola Ecologica di via Anime Sante (attualmente solo su prenotazione causa emergenza COVID).

Federazione Verdi Europei di Ceccano
Tel. 324.7770370
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3 richieste dall’Associazione Codici a tutela di consumatori e utenti

Giustizia, usura, controllo su Agenzia delle Entrate. il dibattito sui temi alla Consulta regionale consumatori ed utenti della Regione Lazio.
Tre le richieste avanzate dall’associazione codici.

codici diritti cittadino 350 minIntervento del Presidente della Regione Lazio alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere lo sblocco dei Tribunali e l'accesso alla Giustizia, richiesta di potenziamento del Garante Regionale del Contribuente per ottenere un maggior controllo su Agenzia delle Entrate Riscossione e rispetto da parte della stessa dei decreti governativi, potenziamento del Fondo Regionale Antiusura.

Queste le tre richieste formulate dall’avv. Giammarco Florenzani, in qualità di membro dell'Ufficio di Presidenza della Consulta Regionale Consumatori ed Utenti della Regione Lazio, presieduta dall'Assessore Paolo Orneli, a nome dell’associazione Codici. Tre passi da compiere immediatamente per ristabilire alcuni principi fondamentali in questo momento calpestati: “La mancata possibilità di accesso alla giustizia per i consumatori ai fini della tutela dei propri diritti in sede civile – sottolinea Florenzani – sta creando un abuso di posizione dominante da parte di molte grandi aziende. La dotazione attuale è inadeguata. Con il Covid vi è un enorme pericolo di usura vista la grave carenza di liquidità per commercianti ed artigiani. Le misure devono essere adeguate”.

Il Segretario Provinciale di Codici Frosinone al termine del confronto si dice ottimista ben sapendo di dover tenere la guardia alta: “Ho riscontrato impegno da parte della Regione Lazio e saremo vigili affinché dalle intenzioni si passi ai fatti. Intanto stiamo continuando a raccogliere le adesioni per il ricorso al Tar avverso la disposizione regionale che prevede l'obbligo vaccinale anti influenzale per gli over 65. I nostri uffici – conclude Florenzani – sono a disposizione per ogni info sul ricorso”.

 

 

 

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Uil: tutela, contratti e formazione per 1000 somministrati

1000 (mille) lavoratori somministrati della provincia con il fiato sospeso. la UilTemp chiede tutela, rinnovo contratti e formazione

UilTe3mp 350 260 minSono circa 1000 i lavoratori somministrati della provincia di Frosinone con il fiato sospeso in attesa di avere notizie certe sul loro futuro che l’emergenza sanitaria ha reso nebuloso. Lavoratori con contratti a termine, che sono scaduti o stanno scadendo in queste settimane, che vanno tutelati.

In tutta Italia ce ne sono circa 600 mila, un bacino molto ampio che rappresenta una bella fetta dell’economia nazionale. La Uiltemp Frosinone e Lazio stanno lavorando per creare i presupposti affinché tale tipologia di impiegati possa trovare continuità contrattuale e lavorativa.

I dirigenti sindacali, nelle scorse settimane, hanno convinto il Governo a cambiare l’aspetto dell’ultimo decreto che inizialmente aveva precluso alle aziende che avevano richiesta l’accesso alla cassa integrazione di non poter prorogare i contratti a termine. La settimana scorsa è stato finalmente sottoscritto un accordo per la cassa integrazione fino ad agosto e la possibilità, da parte delle agenzie, di provvedere ad un rinnovo contrattuale senza problematiche di sorta.

A sostegno dei somministrati, in questi mesi, è arrivato anche l’ente bilaterale Ebitemp, che ha previsto in caso di malattia da Covid-19, degli indennizzi sia a seguito di ricovero in ospedale che di isolamento.

Ora l’aspetto importante sul quale la Uiltemp punta è quello della riqualificazione dei lavoratori: “E’ fondamentale – sottolineano Lorenzo Giuliani della Uiltemp Lazio ed Emiliano Faiola responsabile di Frosinone – procedere ora alla riqualificazione degli addetti con formazione a distanza, visto che in questo periodo molte attività sono state riconvertite e la pandemia costringerà a dei cambiamenti radicali nella gestione delle stesse che anche i lavoratori dovranno osservare. Nella ristorazione e nel turismo, in particolare, le nuove regole saranno stringenti e dunque è facile prevedere che tutte le professionalità dovranno adeguarsi. La Uiltemp ritiene questo aspetto fondamentale e sullo stesso sta lavorando già da qualche settimana”.

 

 

 

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Senza compromessi la tutela di territorio e salute a Roccasecca

Interrogazione Cacciatore-Marcelli

discarica Roccasecca Snapseed 350 260Nessun compromesso su tutela del territorio e della salute a Roccasecca - «Insieme al collega Marcelli ho depositato un’Interrogazione riguardo alla discarica di Roccasecca (FR).
Alla luce di approfondimenti sul tema, va detto che il Mibact aveva espresso parere nettamente contrario sia alla procedura di sopraelevazione che all’ampliamento del quinto invaso nel sito del Frusinate. La recente Delibera della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dà il via libera al potenziamento della capacità nella discarica, risulta quindi contraddittoria non solo rispetto al precedente pronunciamento di senso contrario, ma anche ai rilievi critici mossi dal MIbact sotto il profilo paesaggistico.

Non meno controverso il ruolo della Regione Lazio, che ha sollecitato la procedura insolita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore dell’ampliamento, motivando con esigenze scaturite dall’emergenza Covid. Peccato che, come mostrano i dati, l’epidemia non abbia aumentato, bensì ridotto la mole di rifiuti indifferenziati. Inoltre, nel chiedere l’ampliamento del sito di Roccasecca, la Regione si è fatta anche portavoce delle richieste di Roma Capitale - solitamente acerrima nemica - nonostante nel territorio capitolino sia stata individuata la discarica di Monte Carnevale (Malagrotta 2), attualmente in via di autorizzazione e classificata strategica da parte della stessa Regione.

È dunque dimostrato che una discarica fuori Roma non ne esclude una dentro i confini capitolini. Il caso vuole, poi, che entrambi i siti appartengano allo stesso soggetto economico. Trasparenza e tutela ambientale sono dovuti ai cittadini, come presupposto di una tutela alla salute troppo spesso solo decantata».

Cons. Marco Cacciatore (M5S)
Presidente Commissione X Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti

Andrea Valdambrini, addetto stampa

 

 

 

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Gatta: “L’Atletica Ceccano in linea con le regole a tutela della salute”

 Atletica Ceccano

Gatta DiSante Tiberia 2019 350 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa - Tra le discipline sportive che stanno suscitando discussioni in questo delicato momento determinato per il diffondersi del Covid-19 è da annoverare l’atletica leggera, in particolare quanti praticano, soprattutto a livello amatoriale, il podismo. Tra le tante realtà presenti in Ciociaria è da annoverare senza ombra di dubbio l’Atletica Ceccano, presieduta da Gerardo Gatta, già delegato provinciale della Fidal. Con lui si analizza l’attuale situazione.

“Intanto sono perfettamente in linea e d’accordo con quanti affermano che la salute viene prima di tutto - esordisce il presidente Gatta – Quindi anche noi ci siamo visti costretti ad annullare intanto la 16a edizione della “StraCeccano” inizialmente in programma il prossimo 10 maggio. Anche perché, qualora dovesse tornare tutto nella normalità nei prossimi giorni, cosa che tutti ci auguriamo naturalmente, non ci sarebbero più i tempi per organizzare la gara stessa. Francamente non sarebbe proprio il caso improvvisare. E poi è stata annullata anche la gara di Arce, in programma domenica 29 marzo e valida anche per il “Grand Prix Lazio”. Molti podisti dell’Atletica Ceccano tra l’altro si erano iscritti anche alla Maratona di Roma, compreso il sottoscritto e mia moglie Luisa Tiberia, oltre alla Roma-Ostia, naturalmente annullate, anche se resteranno valide le iscrizioni per l’edizione dell’anno prossimo. Insomma un quadro preoccupante, ma ora è bene pensare però alla salute e sperare che tutto torni alla normalità”.

In questi giorni il Governo potrebbe varare ulteriori restrizioni circa la possibilità di correre all’aperto. Sarebbe un duro colpo per le migliaia di runner sparsi in tutta Italia? “La Fidal venerdì 20 marzo ha emanato un comunicato che condivido in pieno ed ha dettato una decina di regole da rispettare da parte di quanti corrono: runner non ci si improvvisa. E chi non ha mai corso non è proprio il caso che inizi ora. Questi i suggerimenti della Fidal per gli appassionati della corsa: runner non ci si improvvisa; chi non ha mai corso non è proprio il caso che inizi ora; correre senza sapere come farlo può nuocere alla salute; per chi già è runner, oggi si corre solo per conservare la salute...la tua e quella di chi ti sta vicino; per fare questo in primis corri da solo; se vedi altri che corrono, allontanati; e se prima correvi 1 ora, oggi bastano 20 minuti; fai le scale più volte al giorno ed ottieni lo stesso risultato; e se tutto questo non è possibile, stai a casa e fai esercizi di tonificazione muscolare. Ma tutto questo il vero runner lo sa. Aiutaci a farlo diventare buon senso comune e buone pratiche condivise”.

Lei è anche un insegnante e quindi è doveroso anche un messaggio agli studenti. Che esperienza ci porteremo dietro dopo questo tragico momento che sta vivendo il mondo non solo l’Italia? “Gli studenti, attraverso le nuove tecnologie – conclude Gerardo Gatta - stanno svolgendo lezioni online e questo è un grande beneficio, perché sembra che così possa essere salvato l’anno scolastico e magari riaprire direttamente le scuole a settembre, come sembra si stia paventando. Questa è un’esperienza terribile, ma che va accettata e ci sta facendo capire che, richiamando un tantino il nostro motto “Insieme è bello”, tutti uniti sconfiggeremo il Coronavirus e, forse, ci ha anche dato l’opportunità di essere più vicini ai nostri cari, se la cosa può consolare. Non ho figli, ma sia io che mia moglie Luisa abbiamo tutti e quattro i genitori anziani ma, ringraziando Dio, in buona salute. Ecco, per concludere, approfitto per rivolgere un grande invito a tutti perché ci si prenda cura delle persone fragili e più esposte a questa epidemia. Non ci resta quindi che attendere che tutto ciò finisca quanto prima”.

 

 

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Per la tutela del Parco di Aguzzano

Parco dAguzzano minComunicato di un forum di comitati di quartiere che si stanno battendo per la tutela di un parco naturale: Parco di Aguzzano

?30 marzo: Corteo per la difesa di Aguzzano e dei suoi Casali?

?Siamo i membri del Forum per la Tutela del Parco di Aguzzano, coordinamento di realtà sociali, scuole, poli culturali, associazioni, comitati e abitanti dei quartieri Rebibbia, Ponte Mammolo e Casal dè Pazzi. Il Forum, istituito il 9 febbraio in una partecipata assemblea al Casale Alba 2, si pone come obiettivo la tutela del Parco e dei suoi Casali.

➡️Nei mesi scorsi siamo venuti a conoscenza di un interesse della Giunta del IV Municipio per il Casale Alba 1, uno dei 5 casali del Parco di Regionale Urbano di Aguzzano. Il Piano d’Attuazione del Parco, punto fermo a tutela di quest’area verde, prescrive la destinazione d’uso dei casali: attività socio-culturali rivolte agli abitanti dei quartieri limitrofi.

➡️Con la Delibera n.21 del 12/12/2018 la Giunta Municipale ha invece stabilito di mettere a bando la concessione in valorizzazione per il Casale Alba 1 con attività private, anche a scopo di lucro, a tema “food” focalizzate sulla pizza, senza consultare, come prescritto, né l’ente gestore RomaNatura né la Regione, né tantomeno gli abitanti e le realtà del territorio. Una delibera che viola i vincoli sul Parco e ignora la richiesta di processo partecipativo da parte del territorio; inoltre, consentendo l’ingresso nella gestione del Parco di privati a scopo di lucro o di finti “privati sociali” delle grosse fondazioni e cooperative, la delibera costituisce un pericoloso precedente non solo per Aguzzano, ma per l’intero sistema delle aree protette. Siamo di fronte, a tutti gli effetti, al preludio dell’indebolimento dei vincoli sul Parco e dunque al suo progressivo smantellamento. A nulla sono valsi i numerosi tentativi di aprire un’interlocuzione con l’amministrazione municipale sulla vicenda, nonostante anche la Regione e RomaNatura si siano dette disponibili ad aprire un tavolo sul futuro del Casale Alba 1.

➡️La storia di Aguzzano è storia di una comunità che si è sempre battuta per la sua tutela, a partire dalla lotta per l’istituzione del Parco nel 1989, che ha strappato questo polmone verde alla cementificazione. Il Parco è, ancora oggi, tutelato dal basso dagli abitanti e da chi lo frequenta ogni giorno. Esistono già, ad Aguzzano, realtà che svolgono attività compatibili con una riserva naturale e con il Piano d’Attuazione: la Biblioteca Fabrizio Giovenale, l’Orto Giardino di Aguzzano, il Casale Alba Due. Da queste esperienze si dovrebbe ripartire anche per il futuro di Alba 1, su cui si può immaginare un progetto ampio che, coinvolgendo gli abitanti e le realtà sociali, rispetti le istanze del territorio e i vincoli di sostenibilità ambientale previsti per un’area naturale protetta.

➡️Il Forum ha formulato una proposta alternativa a quella del Municipio IV: l’affidamento del Casale Alba 1 al Museo di Casal de' Pazzi, importante realtà del quartiere che ha l’esigenza di nuovi locali, per la realizzazione di un polo museale-didattico con possibilità di spazi multifunzionali e percorsi di partecipazione attiva del territorio, in particolare delle scuole, delle associazioni, dei comitati e degli abitanti. La proposta è in corso di implementazione da parte del Forum con dei tavoli tematici ed è stata presentata al Municipio e alla Regione.

➡️Uno dei promotori del Forum è appunto il Casale Alba Due, nato nel Dicembre 2012 a seguito della battaglia contro un’altra speculazione nel Parco. Uno spazio in cui, grazie all’attività volontaria di decine di persone, senza alcun finanziamento né lucro, si stanno costruendo nuove modalità di organizzazione, condivisione, socialità. Un contenitore in continua evoluzione, riempito dalle centinaia di persone che partecipano attraverso laboratori, iniziative, attività tutte gratuite. Alba 2 collabora con varie istituzioni del territorio, come l' Istituto Comprensivo "Giovanni Palombini" , il Museo di Casal de' Pazzil, la Parrocchia di San Gelasio, il Centro anziani Ponte Mammolo - Rebibbia, l' Associazione di volontariato "A Roma, Insieme" che si occupa di far uscire, di tanto in tanto, i piccoli con meno di 3 anni figli di madri detenute nel carcere di Rebibbia. Dall’esempio di Alba 2 sono nate l' ASD Mammut Ponte Mammolo.

➡️Nelle scorse settimane, a fronte di una totale chiusura al dialogo da parte della Giunta del IV Municipio, alcuni membri del Forum e del Casale Alba 2 hanno subito gravi attacchi intimidatori con identificazioni da parte della forza pubblica mandata direttamente dal Municipio. La grande partecipazione alle iniziative del Forum e la vertenza sul Casale Alba 1, evidentemente, non sono gradite alla Giunta e alla presidente Della Casa.

➡️Si tratta purtroppo di una metodologia non nuova. Nell’affrontare i numerosi problemi del IV Municipio, come l’emergenza abitativa, l’ex Penicillina, la viabilità della Tiburtina, le sale slot, la carenza di spazi verdi e di cultura, la risposta dell’amministrazione municipale è sempre la stessa: muro di gomma e intimidazioni. Un comportamento paradossale per il Movimento 5 Stelle, che faceva dell’ecologia e del coinvolgimento dei cittadini due dei suoi principali cavalli di battaglia.

➡️Ed è proprio sulla difesa dell’ambiente che in questi giorni stiamo assistendo ad una mobilitazione di livello globale che sta coinvolgendo migliaia di persone. Il Global Strike for Future del 15 marzo e la 23M, Marcia per il Clima e Contro le Grandi Opere Inutili segnano due date importanti per affermare che non siamo più disposti ad ascoltare le false promesse sulle devastazioni ambientali. Da Nord a Sud le vertenze ambientali si moltiplicano e cercano di connettersi per dare più forza ad un’istanza di rispetto dell’ambiente che non può più aspettare. Per ciò che riguarda i Parchi, rimanendo nel nostro caso, il tentativo di smantellamento delle aree verdi protette è di livello nazionale, come dimostra il disegno di legge (oggi ferma nelle commissioni parlamentari), risalente alla scorsa legislatura, che vuole riformare la legge 394/91. Tra le novità di questo disegno di legge vi è la possibilità di svolgere attività a scopo di lucro nelle aree protette e il progressivo coinvolgimento degli enti locali, strozzati dal pareggio di bilancio e dunque costretti alla dismissione del patrimonio pubblico, nella gestione delle aree. A Roma, il precedente di privati a scopo di lucro nella gestione delle aree verdi è il famigerato meccanismo dei Punti Verde Qualità, una vergogna che ha determinato la cementificazione o la chiusura di molte delle aree coinvolte oltre all’accollo, da parte delle finanze comunali, di ingenti debiti privati.

‼️ E’ inaccettabile. E’ inaccettabile che le richieste di partecipazione e l’attività sociale nei quartieri vengano trattati come problemi di ordine pubblico. E’ inaccettabile che il Movimento della partecipazione e dell’ecologia si rifiuti di aprire interlocuzioni con chi vive ogni giorno il territorio su una questione ambientale così delicata. E’ inaccettabile che un’amministrazione pubblica, peraltro sollecitata anche da altre istituzioni, si chiuda a riccio dietro le proprie competenze e in nome di queste violi ogni principio di trasparenza, partecipazione e democrazia. E’ inaccettabile che venga proposto il solito mantra della privatizzazione selvaggia come panacea di tutti i mali quando ci sono evidenti esempi, proprio a Roma, di cosa significhi consentire l’ingresso dei grandi privati nella gestione del verde pubblico.

⭕️La storia di questo parco e il suo valore per tutti e tutte noi ci impone di mobilitarci. Il Casale Alba 2, il Comitato Mammut, l’ASD Mammut Ponte Mammolo, il Forum, il Parco di Aguzzano e il suo tessuto sociale rappresentano una risorsa per il quartiere e la città, non un problema.

?Per questo invitiamo tutti e tutte ad un corteo colorato, festoso e determinato che mandi un messaggio chiaro al Municipio: no alle speculazioni e alle intimidazioni, si ai percorsi partecipati e alla trasparenza, difendiamo Aguzzano e i suoi Casali!

✅Appuntamento sabato 30 marzo alle 15:30 alla fermata metro Rebibbia.

 

 

 

 

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Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio

Capol 364 260minda CAPOL* - Sabaudia (LT), Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio. L’attualità dell’olivicoltura nazionale e locale al centro del seminario di aggiornamento per capi panel ed esperti assaggiatori di sabato 30 Giugno, presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. L’iniziativa è stata organizzata dal CAPOL in collaborazione con l’ASSAM, patrocinata dal Comune di Sabaudia e dalla CCIAA Latina.

55 addetti ai lavori hanno preso parte al seminario di aggiornamento “Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio”, organizzato dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con ASSAM - Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche - col patrocinio del Comune di Sabaudia e della Camera di Commercio di Latina, ospitato sabato 30 Giugno, a Sabaudia (LT), presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. Tra loro 40 tra Capi Panel dell’olio vergine ed extravergine di oliva, assaggiatori iscritti all’elenco nazionale e provenienti da varie regioni e alcuni produttori della provincia di Latina presenti alla Rassegna Nazionale Oli Monovarietali 2018.

Nel corso dell’incontro, suddiviso in due parti, una teorica e l’altra pratica, sono state approfondite diverse ed attuali tematiche di settore, nello specifico quelle legate ai danni provocati dal freddo dell’inverno scorso; alle modalità di recupero degli oliveti; alle problematiche del Panel test; alle strategie di valorizzazione della biodiversità olivicola; alle caratteristiche sensoriali di taluni oli monovarietali italiani, successivamente oggetto della sessione di assaggio e abbinati in degustazione ai prodotti tipici del territorio. Erano rappresentate le principali cultivar autoctone della penisola: Ascolana tenera (Marche); Tonda Iblea (Sicilia), Pendolino (Toscana); Borgiona (Umbria); Coratina (Puglia); Dritta (Abruzzo); Itrana (Lazio). Alla fine visita guidata dell’area protetta.

Alla giornata di studi sono intervenuti rappresentanti istituzionali ed esperti in materia. Giada Gervasi (Sindaco di Sabaudia), Adriano Bruni (Reparto Carabinieri Biodiveristà di Fogliano) e Carlo Medici (Presidente Provincia Latina) hanno portato i saluti degli enti ospitanti. Luigi Centauri (Presidente e Capo Panel CAPOL) – soddisfatto dell’esito della manifestazione e della partecipazione - ha introdotto e moderato gli interventi in programma. Le relazioni tecniche sono state affidate a: Giorgio Pannelli (già CRA OLI sezione di Spoleto), Barbara Alfei (Capo Panel ASSAM Marche), Gianfranco De Felici (Capo Panel, esperto nazionale settore olio di oliva) e Giulio Scatolini (Capo Panel Concorso “L’Olio delle Colline”).

CAPOL - Latina

*Consorzio Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina

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Tutela ambientale e valorizzazione per il lago di Canterno

Lago di Canternodi Marco Maddalena* - Lago di Canterno, cambiare passo puntando sulla valorizzazione e la tutela ambientale
Cosa succede nel Lago di Canterno? La moria di pesci evidente sulle rive del Lago non può che preoccupare sulle condizioni dello stato di salute del bacino idrico. Ad oggi, ancora non si conoscono le cause della morte dei pesci, gli enti locali, però , sono tenuti a dare risposte trasparenti sul fatto accaduto e mi auguro che questo avvenga presto.
Non è la prima volta che succedono cose allarmanti nella Riserva naturale del Lago di Canterno, come ad esempio cantieri discutibili; il mancato controllo delle attività venatorie; gli sversamenti; le costruzioni abusive ect.
E’ evidente che oggi, manca un investimento concreto sulla Riserva Naturale, la gestione provinciale ha dimostrato di non essere all’altezza della gestione e il nuovo assetto che definisce in parte la nuova competenza regionale non ha di certo ancora migliorato la situazione, si ricorda che con deliberazione del 30/12/2016 n. 838 la Regione Lazio ha adottato il trasferimento delle funzioni e della gestione della Riserva Naturale del Lago di Canterno dall'Azienda speciale Lago di Canterno all'ente regionale Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi
Una delibera che già nella lettura fa capire di essere un pasticcio, in quanto, crea ulteriore confusione nei compiti, tanto che recita testualmente “che l’ente regionale Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi gestisca in collaborazione con l’Azienda speciale Lago di Canterno, attività e servizi inerenti”.
Pertanto permangono due soggetti giuridici su una stessa area di cui uno avulso dal territorio, il Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e l’altro di natura provinciale, l’azienda speciale Lago di Canterno, fino ad oggi inadempiente ai dettami della legge regionale n. 209 /1997 che istituisce le aree protette.
La Riserva Naturale di Canterno, fino ad oggi, infatti, non è mai stata presente nessuna iniziativa di educazione ambientale, nonostante che, uno dei compiti istituzionaliM.Maddalena 350 260 delle aree naturali è proprio quello di sviluppare un ambiente educativo-formativo, in particolare con il sistema scolastico , la gestione di una riserva naturale, infatti, non è solamente un’attività “cantoniera”(!)
Sui Parchi naturali, che sono risorse importantissime per uno sviluppo economico virtuoso, non si può continuare a fare operazioni di “clientela” politica a discapito delle competenze professionali necessarie per la gestione delle stesse, come è avvenuto per il Lago di Canterno.
In tutto ciò, il grande assente è il Comune di Ferentino, dove gran parte della Riserva è insediata, che mai si è interessato ad una pianificazione delle innumerevoli potenzialità dell’area in termini di accoglienza, di sviluppo dell’ecoturismo legato ai Cammini, al cicloturismo, al birdwatching e al benessere.
La delibera regionale va cambiata riconsegnando dignità alla Riserva Naturale di Canterno, come parco con competenza regionale ma con una propria autonomia, magari integrato con l’istituzione del Parco dei Monti Ernici, e con la soppressione definitiva del “carrozzone” provinciale

*Marco Maddalena - Capogruppo Consiliare di Sinistra Italiana

 
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