fbpx
Menu
A+ A A-

Una “damnatio” a senso unico

 PCI centanni 

Una dimenticanza che pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco

di Angelino Loffredi
1921 PSI 360 minAscoltando, vedendo e riflettendo sulla trasmissione andata in onda sabato 23 gennaio 2021 su Rai tre, riguardante la costituzione del partito comunista, mi sembra necessario evidenziare una questione che la trasmissione incomprensibilmente ha ignorato, preferendo insistere sulla “martellante“ interferenza dell’inviato dell’Internazionale Comunista, senza mai fare riferimento ai motivi di tale presenza. Avere ignorato tale premessa ha dato alla ricostruzione un senso non veritiero, deviante e sotto certi aspetti manipolatorio.

Anche se sinteticamente debbo far conoscere un fatto importantissimo e che gli autori della trasmissione hanno, come ho già scritto, incomprensibilmente ignorato: in occasione del XVI Congresso del Partito Socialista Italiano tenuto a Bologna dal 5 all’8 ottobre 1919 l’assemblea congressuale votò per acclamazione l’adesione del partito all’Internazionale Comunista, ratificando nello stesso tempo quanto già deliberato dalla Direzione nel mese di marzo, pochi giorni dopo la costituzione della Internazionale stessa. Questa dimenticanza pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco.

A tale richiesta l’Internazionale, nel suo secondo congresso, del 7 agosto del 1920, risponde che l’adesione è legata al riconoscimento di 21 punti. La presenza al Congresso di Christo Kabakciev , delegato, appunto, dell’Internazionale, non può essere considerata una interferenza o una svista o sottovalutazione del gruppo dirigente socialista ma un atto dovuto, previsto proprio dalla procedura congressuale.

Non intendo dilungarmi sull’illustrazione dei 21 punti perché a me interessa ricordare che di questi la maggioranza del congresso non ne accetta due: il 17°, riguardante il cambio del nome in Partito Comunista d’Italia e il 7°, l’espulsione di Turati e Modigliani. Tutti gli altri 19 vengono accettati.

Per evidenziare come il richiamo della Rivoluzione di ottobre fosse penetrata nell’interno della volontà e dell’agire politico socialista mi preme indicare che la maggioranza congressuale votò anche per l’accettazione del 14° punto che affermava “Ogni partito che desideri entrare nell'Internazionale comunista deve dare appoggio incondizionato alla repubblica sovietica nella sua lotta contro le forze controrivoluzionarie. I partiti comunisti debbono svolgere una propaganda decisa per prevenire ogni invio di armi ai nemici delle repubbliche sovietiche; essi debbono altresì svolgere con ogni mezzo legale o illegale, propaganda tra le truppe mandate a strangolare le repubbliche dei lavoratori”.

Non ho alcuna difficoltà a scrivere che gli autori della trasmissione se ne sono guardati bene dall’approfondire una situazione che ancora oggi ai ricercatori presenta aspetti di eccezionale complessità, preferendo andare direttamente verso la colpevolizzare delle scelte fatte dai comunisti attraverso una scissione che pur tra tanti limiti, toni e valutazioni sbagliate, ha avviato la costruzione di un partito che ha interagito con la storia d’Italia. E che oggi a trenta anni dallo scioglimento ancora viene ricordato e spesso rimpianto. Tutto questo ovviamente non è stato indicato.

Autori che guidati da un anticomunismo edulcorato ma ingannevole se ne sono guardati bene dal precisare che se il 17° congresso socialista non vota per l’espulsione di Turati, sarà quello del 19°, nell’ottobre del 1922, a venti giorni dalla Marcia su Roma, che lo espellerà insieme a Treves, Modigliani e Matteotti ecc.

Più che approfondire, insomma le contraddizioni e il contesto generale in cui il fascismo si afferma si preferisce fare una “damnatio” a senso unico.

Ceccano 24 Gennaio 2021

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Dialogo e alleanze per cambiare: unico antidoto allo sfascio

Analisi e opinioni

Come andare avanti, anche ricordando

di Ermisio Mazzocchi.

AugustoPinochet 360 minL’11 settembre 1973 Salvatore Allende, socialista, Presidente del Cile venne assassinato.

Il golpe fascista di Augusto Pinochet era riuscito.

La coalizione di Unità popolare, vinte le elezioni, si era impegnata in un’opera di progresso della società cilena, che fu stroncata dai militari. Il golpe dell’esercito cileno, segretamente appoggiato dalla CIA e dall’amministrazione del presidente degli USA Richard Nixon, instaurò una brutale dittatura durata 17 anni.

Un’esperienza che indusse molti a riconsiderare le modalità delle alleanze e le capacità di non soggiacere a azioni reazionarie. La storia non si ripete, ma certamente induce a riflessioni e a considerazioni che possono a oggi avere una valenza in rapporto alle esigenze di creare condizioni favorevoli ad alleanze solide ed efficaci.

I nuovi caratteri delle criticità, prodotti dalla globalizzazione e in ultimo quelli del covid-19, impongono una reimpostazione della questione democratica nel nostro Paese, che non è solo limitata a esso, ma sono interessate altre nazioni.

La peculiarità del sistema democratico italiano consiste nella salvaguardia degli equilibri istituzionali e politici e allo stesso tempo impedisce tentazioni autoritarie e consente di sconfiggere i pericoli per la democrazia. E’ evidente che la pluralità delle culture storiche presenti nel nostro paese garantisce la possibilità di una composizione di alleanze con un impegno comune per il risanamento e il rinnovamento della vita pubblica e del Paese, oggi più che mai necessari per gli effetti della globalizzazione e del covid-19. I protagonisti di questo processo sono i partiti e lo devono essere in particolare i partiti della sinistra, i progressisti, i democratici, gli antifascisti.

Allo stato attuale il principale fautore di questo nuovo processo dovrebbe essere il Partito Democratico.

Non possiamo non rilevare che si è molto deteriorata la formazione dei partiti, spesso di dubbia composizione democratica, più soggetti a un leaderismo deleterio e a formule mediatiche di scarsa affidabilità. Questo nulla toglie all’impegno di ricercare strade per attivare aperture al contributo delle forze culturali e ideali, delle molteplici energie sociali, dei movimenti che esprimono i nuovi orientamenti e i nuovi bisogni che maturano nella società.

Spesso questa necessità non viene percepita da partiti della sinistra e dalle forze progressiste, privi spesso di una elaborazione culturale, ideale e se si vuole anche teorica, e che dovrebbe essere sempre e comunque fortemente immersa nella realtà sociale ed economica.

Sembra di assistere alla mancanza di un orientamento di questi partiti, in particolare del PD, orientamento capace di valorizzare movimenti, correnti culturali e sociali, espressioni delle diverse articolazioni della comunità. Si potrebbe estendere questa necessità a quelle forze che potrebbero, di fronte a una prospettiva di difesa della democrazia e della Costituzione repubblica, accogliere tutte le istanze e collaborare per una ricostruzione del Paese.

Spetta al Partito Democratico come forza maggioritaria nello schieramento progressista e di sinistra, esplorare vie di associazione e, se si vuole, di alleanze tra le forze democratiche. Deve maturare la necessità di un dialogo costruttivo che riporti al centro del confronto una consistente politica della alleanze e una condivisa valutazione del rapporto tra sviluppo economico e trasformazione sociale.

L’Ulivo di Prodi fu un tentativo che rispondeva a una logica di alleanze molto variegata e di diversa tradizione culturale e ideale. Conosciamo i motivi che portarono alla conclusione di quella esperienza, di cui una delle cause fu  probabilmente la debolezza del PDS che non ebbe la forza di portare a un alto livello il consenso della grande maggioranza del paese e di essere collante delle diverse espressioni politiche che componevano quelle alleanza.

Irripetibile quella fase storica, ma dalle differenze e dalle analogie oggi si può trarre motivo di approfondimento per definire meglio la composizione delle alleanze, stabilire delle convergenze di forze per uscire dalla emergenza e affrontare le nuove sfide della competizione globale.

Se ad Allende mancò una borghesia che mediasse la sua politica di cambio della struttura della società e attutisse i colpi di una destra totalitaria e antidemocratica e a Prodi un partito capace di catalizzare e supportare la sua politica riformista, il Partito Democratico oggi può, data la diversa situazione politica e culturale, stabilire delle strategie per la creazione di ampie alleanze democratiche e antifasciste, soppesando attentamente lo stato dei rapporti delle forze esistenti.

Bisogna approdare a una nuova analisi concreta delle forze in campo, delle dinamiche sociali, delle condizioni strutturali dei partiti e dei movimenti. Un cammino non facile per la complessità della società italiana con le sue stratificazioni sociali e una articolazione politica complessa, ma indispensabile in quanto il problema delle alleanze è decisivo per l’affermazione della democrazia e la sconfitta della destra fascista e sovranista.

Oggi è una questione vitale la definizione di un progetto e di una strategia per le alleanze, in cui il PD, ma non solo esso, debba svolgere un ruolo decisivo sempre più ampio possibile per realizzare quelle riforme necessarie a modernizzare il Paese e a creare condizioni di uno sviluppo sociale ed economico.

Se il campo di alleanze si restringe. diventa difficile avviare un processo di rinascita e di ricostruzione del Paese. Questa convergenza, non schematica e non ridotta a una gestione di breve durata, deve essere orientata verso obiettivi che offrono concretamente ai cittadini, nelle loro diverse collocazioni sociali, la certezza di prospettive che garantiscano e migliorino il loro livello di esistenza in un diverso sviluppo economico e sociale più giusto ed egualitario.

Il Partito Democratico ha bisogno urgentemente di determinare una sua evoluzione culturale e strategica nelle definizione delle alleanze, sufficiente a garantire la difesa e il progresso della democrazia e a battere il blocco di centrodestra.

Non si può in ogni caso pensare di sfuggire all’esistenza di forze, come il Movimento 5Stelle, oscillante e dai forti connotati populistici, vario e mutevole e che raccoglie sotto la sua influenza una larga parte di cittadini di diversa provenienza sociale. I suoi mutamenti sono determinati sia dalla sua “dialettica” interna sia dal modo in cui si sviluppano gli avvenimenti nel paese e nelle forze politiche.

Si pensi alla vicenda di Conte 1 e di Conte 2: la pressione di forze democratiche dal PD al PSI e di altri, l’incalzare dell’emergenza covid-9, la crisi economica pregressa rispetto alla pandemia, l’esigenza di ricucire i rapporti con l’UE, hanno portato allo sfaldarsi della coalizione di centrodestra e ad abbandonare la linea e le prospettive di quella alleanza.

Rispetto a questo nuovo scenario, incalzare lo stesso Movimento 5S per un serrato dialogo su basi programmatiche e su quelle della democrazia, favorirebbe la modifica di quegli aspetti populistici e di posizioni rigide per giungere a proposte costruttive utili all’intera comunità.

Il compito del PD è quello di agire in modo che prevalgano le tendenze che riconoscono la necessità di un dialogo costruttivo e di una intesa tra forze convergenti su un progetto comune per la crescita del Paese. Non sarà né facile né semplice, ma è l’unico percorso politico per evitare di cedere al richiamo di una destra illiberale e pericolosa.

Occorre, soprattutto da parte del Partito Democratico, intensificare una politica di consenso ampia e radicata nella società italiana, che si traduca in un allargamento della forza elettorale e quindi della crescita della rappresentanza istituzionale.

Le resistenze  saranno forti e le opposizioni minacciose. La sinistra e le forze più genuinamente democratiche si devono assumere la responsabilità di respingere questi tentativi, ma non limitarsi a essi. Serve, in particolare da parte del PD, suscitare intorno ai valori democratici, alla salvaguardia dei diritti e delle uguaglianze, un vasto movimento sociale e culturale.

Una politica di alleanze deve essere perseguita con il coinvolgimento di ampi strati della popolazione ed essere quotidianamente messa in atto nel territorio dalle piccole alle grandi città e nei diversi livelli istituzionali dai comuni alle regioni. Sono processi indispensabili per evitare scelte verticistiche e autoreferenziali e per, invece, far camminare la partecipazione dei cittadini, coscienti e attivi, convinti del ruolo determinante che loro hanno per consolidare un processo rigenerativo della politica italiana.

Consapevoli dei mutamenti sempre più celeri dello status sociale dei singoli, portatori di domande urgenti, le forze democratiche devono costruire alleanze per una efficace politica volta a rafforzare la democrazia e ad assicurare al popolo italiano un rinascita nel segno del progresso.

                                                                                                                              Ermisio Mazzocchi

Settembre 2020
Leggi tutto...

Si inabissa il polo unico Colleferro-Palestrina

 Una procedura da più parti contestata

comitatoresidenticolleferro 350 260Per far fronte all’emergenza del coronavirus la Asl Rm 5 ha deciso il 27 marzo 2020 di “superare”, con una procedura da più parti contestata, il Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina (art. 23 Atto aziendale, Decreto Commissario ad Acta, 7 agosto 2019, n. U00354) di “chiudere” l’ospedale Coniugi Bernardini, trasformandolo in Centro Covid 19.

Le attività sanitarie, sospese, vengono trasferite all'ospedale di Tivoli, anziché al L.P. Delfino. Il Sindaco di Colleferro non ha nulla di ridire. Il Sindaco di Palestrina protesta.
Solo pochi mesi fa i Sindaci di Colleferro, Labico, Cave, San Vito, Gorga, Artena, Gavignano, Carpineto Romano, Rocca di Cave, Castel San Pietro, San Cesareo, Paliano, Piglio, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Valmontone e Capranica Prenestina, in cerca di consensi e visibilità, avevano difeso il Polo unico e costituito, in funzione anti Tivoli, il Tavolo permanente dei Comuni dei Monti Prenestini, della Valle del Sacco e dei Monti Lepini.

Oggi, invece, alcuni di loro con un comunicato-appello accettano la chiusura e la riconversione dell’ospedale di Palestrina in Covid 19 e, avallando il trasferimento praticamente di tutti i reparti a Tivoli anziché a Colleferro (salvo ortopedia ) permettono il ridimensionamento del Polo unico.

Per una corretta risposta dei Sindaci alla popolazione, la soppressione dei 100 posti letto autorizzati NO COVID di Palestrina doveva gioco-forza trasformarsi in un potenziamento dell’ospedale L.P. Delfino e non dovevano accettare che la Regione aggiungesse ad una emergenza un’altra emergenza, quando avrebbe dovuto riattivare ex strutture ospedaliere per i pazienti Covid.

Immediata la posizione, contraria a questa pasticciata soluzione, è stata espressa dal Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale e sulla riconversione del Bernardini, dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Cercheremo ora di dimostrare con i mezzi cartacei a nostra disposizione che non solo tutto viene imposto dall’alto, ma che le decisioni prese per il territorio vengono abbandonate con disinvoltura senza preoccuparsi di costruire percorsi alternativi validi e sicuri in grado di garantire comunque a tutti l’accesso alle cure.
Non da oggi infatti il Comitato denuncia la totale mancanza di coinvolgimento e trasparenza ai diversi livelli, in particolare comunale, su decisioni che devono essere condivise con la cittadinanza, che chiede partecipazione.

Della riorganizzazione della rete ospedaliera di Colleferro e Palestrina il Comitato non ne ha avuto notizia nè prima nè dopo la conclusione del processo amministrativo e come noi la cittadinanza, nonostante l’assoluta rilevanza del tema.
Questo Comitato, attraverso la consultazione dei documenti aziendali e la collaborazione con altre realtà ne è venuto a conoscenza e, in mancanza di canali ufficiali e di scambi con il Comune di Colleferro, che ha sempre negato il confronto, ha chiesto chiarimenti alla direzione sanitaria della Asl Rm 5, in un incontro tenutosi lo scorso anno.

E’ emerso che la Asl Roma 5 comprende 70 Comuni, molti montani, e si estende su un territorio di 1.813,7 Km 2, con un bacino di utenza intorno ai 500 mila abitanti. La percentuale di posti letto per acuti a Roma è di 3,2 per 1000 abitanti, mentre in provincia è solo dell’0,6 per mille. Dati e percentuali note ai Sindaci.
Uno degli obiettivi che si propone il suddetto Atto aziendale è quello di rinnovare l’offerta sanitaria, sia ospedaliera che territoriale della Asl Rm5 con la strutturazione di due Poli ospedalieri suddivisi in fasce territoriali “nord” (Tivoli-Subiaco-Monterotondo) e “sud” (Colleferro-Palestrina), a loro volta caratterizzati per l’emergenza-urgenza (Tivoli e Colleferro) e per l’elezione (Monterotondo e Palestrina).

Con l’esplosione della pandemia la Regione, la Asl Rm 5 e i Sindaci del distretto decidono l’immediata riconversione dell’ospedale Coniugi Bernardini in Covid 19. Solo il Sindaco del Comune di Palestrina protesta, chiede e ottiene una garanzia scritta dall’Assessore regionale D’Amato, di cui ora si dirà.

La più importante conseguenza di tale decisione riguarda la richiesta di sicurezza della struttura ospedaliera di Palestrina e del personale. Sul piano politico-amministrativo il Polo unico viene azzerato, perché tutto il distretto sanitario perde i seguenti servizi e attività afferenti al Bernardini: Pronto Soccorso con Osservazione Breve, Reparto di Nefrologia e Dialisi, Reparto di Medicina d'Urgenza con guardia h 24, Area Chirurgica con Chirurgia generale e annesso Servizio di Urologia, con guardia h 24, Ortopedia (Traumatologia soppressa), Area Materno-infantile, con Ostetricia e Ginecologia e Sala Operatoria, Pediatria con guardia h 24, Servizio di Anestesia con guardia h 24h, Servizio di Radiologia (senza Radiologo di notte), Laboratorio Analisi (senza il medico Patologo Clinico di notte), Servizio di Gastro-Enterologia, Reparto Operatorio con 2 Sale Operatorie per attività ordinaria e d'urgenza, Servizio di Day Surgery, Servizio di Cardiologia (molto carente in quanto non assicurava la copertura h 24 come prevede la legge), Ambulatori multidisciplinari, Farmacia Ospedaliera" (dott. Stefano Fabroni, Rappresentante Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva).

Il solo ospedale di Palestrina serve un'utenza di circa 100.000 pazienti ed ha oltre 34.000 accessi di Pronto soccorso, poco meno del Dea di Tivoli e molti di più degli altri presidi ospedalieri della Asl Rm5. Ed ora perde anche i suoi 80 posti letto attivi, che l’anno scorso hanno soddisfatto appena il 36,1% del fabbisogno del distretto prenestino, dove i posti letto mancanti attualmente sono ben 147, come quantifica lo stesso rapporto annuale dell’Azienda sanitaria.

Questo significa che il Pronto soccorso dell'ospedale di Colleferro con i suoi precari reparti a causa della carenza cronica di personale di tutti i livelli, sarà ancora più insufficiente, perchè dovrà accogliere oltre ai pazienti della valle del Sacco anche tutti i cittadini della zona prenestina.
“La Regione Lazio priva del tutto i pazienti NO COVID di un servizio sanitario già sofferente nel territorio, con la promessa di future migliorie a fine emergenza, invece di aggiungere nuove strutture adeguate per i pazienti COVID come fanno altre Regioni, e che tra l’altro vengono trasferiti anziché al Polo di Colleferro (con esclusione dell’ortopedia) all’ospedale di Tivoli”. Pazienti lasciati improvvisamente senza un riferimento certo. Reparti e attività trasferiti all’ospedale di Tivoli! Fine del Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina, liquidato!

Presso l’Ospedale L. P. Delfino si è ipotizzata l’attivazione dallo scorso 28 marzo di 9 di posti letto di terapia intensiva per il Covid 19 e 2 di subintensiva, di cui ad oggi non abbiamo conferme. Ribadiamo che, qualora siano effettivamente attivati, devono essere assegnati in via permanente a Colleferro, anche dopo la fine della pandemia. Il Comitato ha chiesto alla Regione di assumere questo impegno, ora lo faccia anche il Comune di Colleferro, che finora non ha proferito parola sulla soppressione del Polo unico!

Non a caso, con riferimento al Punto nascita presso il Covid di Palestrina, dove è stata aperta la rianimazione (finora mancante) l’Assessore D’Amato, per rendere meno dolorosa e inaccettabile quella scelta, ha promesso che sarà rafforzato, anche dopo la fine dell’emergenza.

L'Assessore ha preso anche un altro importante impegno il 26 marzo scorso, quando ha firmato la lettera indirizzata al Sindaco del Comune di Palestrina, nella quale dichiara che "Passata questa fase emergenziale l'ospedale di Palestrina tornerà a svolgere il giusto ruolo nella rete sanitaria regionale sicuramente rafforzato dal punto di vista qualitativo e delle risorse umane", ovvero cesserà la sua funzione di Covid Hospital.

Passano pochi giorni e lo stesso Assessore dichiara: “I Covid Hospital resteranno anche dopo la fine dell’emergenza”. Si contraddice dunque con quanto sottoscritto nella lettera al Sindaco di Palestrina, implicando la non riassegnazione di tutti i reparti al Bernardini? Dai Sindaci del comprensorio inclusa Palestrina nessuna richiesta di ribadire l’impegno preso.
Intanto alle nostre precedenti richieste su questi temi nessuna risposta, nemmeno dai Comuni di Colleferro e Palestrina.

Anche per questo abbiamo unito le forze “A difesa degli ospedali di Colleferro e Palestrina.”
La lotta per far tornare oggi, non domani, #OspedalePalestrinaNoCovid è nell'interesse di tutti, così è interesse di tutti che anche a Colleferro ci sia un reparto di maternità, come a Palestrina (https://www.facebook.com/groups/Difesa.SanitaPubblica/).

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

 

Il Comitato Libero
FB “A difesa dell'ospedale di Colleferro”
Coordinamento territoriale
Tel. 349055850 - 333776788

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

{jd_file file==21}

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Rifiuti: Associazioni, Comitati, cittadini sono un unico e compatto “corpo sociale”

colleferro 8luglio no revamping 350 260da Associazioni varie di Anagni - L’imponente manifestazione che si è svolta nel pomeriggio di sabato 8 luglio a Colleferro per RIFIUTARE l’ammodernamento e la riaccensione dei due inceneritori e bruciare la “MONNEZZA“ di Roma ha segnato la forte e irrevocabile opposizione al Progetto Regionale che, al di fuori di ogni logica, viene imposto ad un territorio massacrato dall’ inquinamento e dalle sue conseguenze gravissime sulla salute e sull’ economia delle popolazioni residenti.
Le oltre 6.000 persone che, ordinate e pacifiche, hanno risposto alla chiamata delle Associazioni e dei Comitati organizzatori di Colleferro e dei Comuni della Valle del Sacco hanno dimostrato :
a) che il problema dei rifiuti riguarda tutti;
b) che le popolazioni non sono più quelle “ scarsamente reattive “ che avevano subito in passato ogni tipo di scelta.
Associazioni, Comitati, cittadini si sono mossi come un unico e compatto “corpo sociale” che si difende oggi per difendere i propri figli domani.
Nel corso della passata settimana molti cittadini si sono riuniti di nuovo per attivare ulteriori e nuove azioni di lotta. E’ necessario che chi grida contro i famigerati ambientalisti e li definisce nemici del progresso e dello sviluppo economico si convinca che non c’è alternativa a creare sviluppo in perfetta sintonia con la salvaguardia dell’ambiente. La storia della sventurata vicenda degli inquinamenti della Valle del Sacco, ora ormai tristemente nota come la valle dei veleni, sta a dimostrarlo.
Un ringraziamento grandissimo va rivolto a tutti gli organizzatori e collaboratori che hanno sottolineato come la manifestazione di sabato 8 luglio 2017 è l’ avvio di una campagna che vede unite le popolazioni della Valle del Sacco nelle iniziative che, con gli strumenti del confronto democratico e della legalità, hanno come obiettivo irrinunciabile il ritiro del progetto per Colleferro e di altri che , analogamente, propongono l’ incenerimento dei rifiuti, come quello della Marangoni di Anagni.
Una politica che si dimostra attenta agli interessi di parte ma lontana dai problemi e dalle esigenze delle persone, che chiude e smantella gli Ospedali, riduce i servizi di assistenza, indebolisce le risorse dei territori è una politica miope, autolesionista, destinata al fallimento.
DAS Diritto alla Salute
Associazione ANAGNI VIVA
LEGAMBIENTE Circolo di Anagni e Sgurgola
Comitato OSTERIA DELLA FONTANA
Comitato SAN BARTOLOMEO

Leggi tutto...

Americo Roma ora è l'unico candidato ufficiale del PD a Ceccano

americoroma 350 260riceviamo da Di Stefano, PD e pubblichiamo: "Americo Roma attualmente è l'unico candidato ufficiale del Partito Democratico"
Davide Di Stefano, candidato segretario al recente Congresso del PD di Ceccano esce allo scoperto: "Abbiamo perso un Congresso con il 27% dei voti con una lista in cui il più vecchio candidato aveva 34 anni. Abbiamo portato una proposta politica ed amministrativa strutturata e innovatrice, per il Partito e per la Città. L'abbiamo pensata e scritta con incontri pubblici, con la collaborazione di tanti cittadini ed oggi è rappresentata da un gruppo di dirigenti del PD eletti in Congresso e da quello che fino ad ora è l'unico candidato ufficiale del Partito Democratico, Americo Roma."
"Querqui e Tambucci" continua Di Stefano "si appropriano del simbolo del nostro Partito, con una tessera fatta negli ultimi 10 giorni prima del Congresso, senza mai essersi confrontati con i dirigenti e con il Circolo democratico cittadino. Nel Direttivo in cui si sono ufficializzate le Primarie, a precisa domanda, nessun Dirigente eletto del PD ha dato appoggio o sostegno palese a Querqui o a Tambucci. Attendiamo ancora di sapere ufficialmente chi sono gli uomini del PD che appoggiano i Farmacisti, che tanto vengono proclamati sui giornali. La raccolta firme a Sostegno di Americo Roma procede spedita e vede impegnati tanti tesserati e soprattutto dirigenti del PD di Ceccano. Sono tantissimi i cittadini che stanno sostenendo Americo Roma e un vero cambiamento, rappresentato da proposte concrete e non da vuoti proclami. La nostra è la candidatura di progetto riformatore e di un giovane uomo innovatore di 34 anni che è attivo da sempre nel Partito Democratico e soprattutto nella vita pubblica di Ceccano, con progetti e proposte. Invito tutti a prendere le proprie responsabilità in vista di Primarie estremamente importanti e delicate che possono determinare in modo definitivo un futuro diverso per Ceccano e i Ceccanesi. Noi, come Lista PD "Primarie delle Idee", regolarmente eletti nel Congresso cittadino, sosterremo e voteremo il vero cambiamento e la vera innovazione, rappresentata nel Centrosinistra oggi solo da Americo Roma"

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici