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Intelletuali di tutto il Mondo unitevi

massimo cacciari 350 minArticolo di Massimo Cacciari - Non ho vissuto l'età dei totalitarismi, l'età della morte del pensiero critico ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione. Nell'età del ritorno dei Malvolio di montaliana memoria un semplice prendere le distanze non può bastare, non è più possibile una "fuga immobile" anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole.Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali del secondo dopoguerra. La cooperazione internazionale, la democrazia, l'integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.

Quello che maggiormente preoccupa non è il ristretto e circoscritto disegno politico di Salvini ma la constatazione dei consensi numerosi che colleziona, non è di Di Maio, che mi preoccupo e del suo serbatoio di voti "protestanti" ma la constatazione che la protesta sinistroide abbia consegnato il paese ad una destra becera e livida e che una larga fetta anche di intellettuali non si sia resa ancora conto che si è prostituita alla peggiore delle destre, non a quella progressista e europeista ma alla destra razzista e violenta di Salvini. Ad una destra incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di uomini in grado di vivere insieme pacificamente nella consapevolezza che ogni vero progresso raggiunge la sua pienezza col contributo di molti e con l 'inclusione di tutti, seguendo l'insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale: "Homo sum humani nihil a me alienum puto".

Appartengo al mondo della formazione, sto, pertanto, in trincea a contatto con una generazione vivace, intelligente, elettronica e "veloce" che "vivendo in burrasca" rischia di precipitare nel baratro dell'indifferenza o, nella peggiore delle ipotesi, dell'intolleranza, dell'aggressività pericolosa e ignorante.
Questi stessi giovani, invece, meritano di essere salvati, meritano una cultura in grado di coniugare pathos e logos,una cultura che percepisca l'uomo come fine e non come mezzo, che consideri l' "altro da sè" una risorsa importante giammai una minaccia .
Nell'età delle interconnessioni non c 'è niente di più assurdamente anacronistico dei muri e dei silenzi colpevoli. È solo nelle DIVERSITÀ che si può cogliere il vero senso della BELLEZZA e l'essenza di un impegno costruttivo che non è mai discriminante ma sempre inclusivo, totalizzante e interdipendente.

Non è neanche questione di destra o di sinistra , di rosso o nero ma il problema è, soprattutto, di carattere culturale. La vera emergenza è quella di costruire un argine contro ogni forma di populismo, contro la xenofobia, contro i nuovi razzismi in nome di una società civile che riparta dall'UOMO, non prima dall 'uomo Italiano , nè come in passato, prima dall'uomo della Padania ma dall'UOMO in quanto umanità. È necessario che in ogni campo sia politico che economico, culturale e sociale non si perda mai di vista l'uomo, la sua dignità, il suo inestimabile valore e, al di là di ogni faglia e filo spinato, lo si consideri il fine ultimo di ogni progetto.

Intelletuali di tutto il Mondo unitevi, c'è molto da fare, a partire dalla formazione scolastica. Se uniti si costituirà una forza inarrestabile, la forza della cultura, la sola che possa costituire un argine autentico contro la deriva pericolosa del populismo e della miseria, principalmente di quella della mente.

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Uomini e donne di buona volontà, unitevi

vertenzenellacrisidi Alessia Lambazzi - Il Comitato promotore per la Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà continua la sua lotta per la riconquista del diritto al lavoro. A seguito di numerosi incontri una nuova iniziativa si appresta a vedere la luce. E’ stato infatti creato un documento che verrà proposto alle rappresentanze politiche e sindacali e al Tavolo Inter - Istituzionale, grande strumento operativo di monitoraggio per le questioni relative all’occupazione, fortemente voluto e raggiunto dai membri del Comitato. Obiettivo primario l’avvio di un movimento che coinvolga più persone possibili all’interno della Provincia di Frosinone per risollevare l’occupazione e l’economia di un paese quasi fantasma.
Tante le questioni da affrontare senza mai dimenticare il fattore tempo che inizia ormai a scarseggiare e conferma quindi il suo inestimabile valore.

- Il rifinanziamento della legge 4/2009 come sostegno a disoccupati e disagiati da estendere almeno ai 55enni, auspicando al superamento delle divergenze tra partiti, posto che il finanziamento di una legge esistente dipende solo dal Governo;
- la definizione di un bando che contenga i criteri di ricollocamento dei disoccupati conseguentemente all’apposizione della firma tra Regione e Protocollo Asi per la riacquisizione del sito ex Videocon, con l’intenzione di modificare l’Accordo di programma per estendere le possibilità di lavoro a tutte le imprese del territorio;
- la necessità di monitoraggio costante del sito Marangoni per conoscere le possibilità che almeno una parte di disoccupati potrà avere ed il ricorso alla sesta salvaguardia, soluzione valida ed attesa per quelli che potrebbero andare in pensione, unendo tutte quelle forze disponibili per determinare l’attività dell’Accordo di programma Anagni – Frosinone e coinvolgere le aree interessate.

Coscienti del fatto che nessuna battaglia è stata mai vinta nella più completa solitudine alle Istituzioni si richiede una forte collaborazione che potrebbe concretizzarsi attraverso interventi di alleggerimento della pressione fiscale e mediante un impegno serio che permetta l’utilizzo dei lavoratori in cassa integrazione dove ve ne fosse la necessità, con fine dell’utilità e della trasparenza. Si propone inoltre l’individuazione di una “No Tax Area” per facilitare nuovi investimenti tenendo conto delle possibilità offerte dal piano regionale 2014/2020. Un’altra proposta viene gridata a gran voce, l’istituzione di Sportelli per il Lavoro Occasionale attraverso i quali i tanti senza lavoro potranno mettere a servizio della comunità locale le proprie competenze, ovviamente seguendo regole e norme di legge necessarie ad una realizzazione corretta di ciò che si propone. Non da ultimo si spera in un serio intervento da parte delle imprese, volto a fronteggiare le emergenze di chi non avendo un’occupazione non riesce a far fronte alle spese ma necessita di quei servizi.
I disoccupati intendono dare dimostrazione della propria partecipazione attiva in modo da rendere più forte chiunque decida di combattere al loro fianco e si dicono parte integrante di tutto il movimento sindacale italiano e provinciale.
Questo gruppo di ex lavoratori ed impiegati, di uomini e donne, di mamme e di papà ritiene importante coinvolgere il maggior numero di persone nella costruzione di una comunità solidale che vada oltre le appartenenze politiche per ricordare a tutti che il lavoro è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, non una gentile concessione appannaggio di pochi né un lontano miraggio, ma soprattutto s’intende abbattere quel muro d’ignoranza e quel sentire comune secondo cui la mancanza di lavoro dipende dalla totale assenza d’impegno.

Non ci resta che dire: “Uomini e donne di buona volontà, unitevi” nella speranza che un giorno non ci sarà più bisogno di urlare, scalciare, soffrire per vedere riconosciuti i propri diritti.

Scarica il testo integrale in .pdf del documento con gli Intenti e gli Obiettivi della Vertenza Frusinate dal link che segue   pdf Vertenza Frusinate Documento e Piattaforma (108 KB)

 

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