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A Veroli: Prima Edizione del Torneo di Burraco a coppie

Lions burraco 350 minIl Lions Club “Frosinone Nova Civitas” ha organizzato un torneo di “burraco” per la realizzazione di “services” utili al territorio.

Il Lions Club “Frosinone Nova Civitas” ha organizzato, nei giorni scorsi, la Prima Edizione del Torneo di Burraco a coppie del “Lions Club International” 2019 - 2020 aperto alla partecipazione di tutti gli “appassionati” e finalizzato alla realizzazione di “Services” utili per la “comunità” tramite la collaborazione del Lions Club International e le Associazioni presenti sul territorio.

Il Torneo ha avuto luogo presso l’Hotel “Miravalle”, in Via Passeggiata S. Giuseppe, Veroli (FR).
Dopo il previsto “accreditamento” delle coppie alle ore 15:00, alle ore 15:30 l’Arbitro di Sala Giovanni Turriziani ha dato inizio alla “gara”.
Si sono succedute, come di consueto, diverse “Sezioni” che hanno portato alla chiusura della competizione, con l’ultima di esse, “Danese”, intorno alle ore 19:30.
Al termine del “Torneo”, che si è svolto in maniera corretta, tranquilla e all’insegna dell’amicizia e dell’armonia dei partecipanti, si è proceduto alla proclamazione delle “coppie vincitrici” della gara.
Alle prime quattro “coppie vincitrici” il Presidente del Club, Caterina Bracaglia, ha consegnato, con piacere e grande soddisfazione, i premi messi in palio per la serata.

Il Presidente del Lions Club “Frosinone Nova Civitas”, Caterina Bracaglia, tra l’altro, al termine della gara, nel ringraziare tutti i partecipanti al “Torneo” per la gentile disponibilità a trascorrere un pomeriggio domenicale insieme per un’attività di solidarietà sociale, ha sottolineato l’importanza dell’evento finalizzato alla raccolta di fondi per la realizzazione concreta di “Services” volti a fornire un aiuto particolare alle persone in difficoltà.
Della realizzazione di tali “Services”, tra l’altro, si terranno comunque informate le Associazioni che hanno preso parte al Torneo e che verranno invitate agli eventi relativi ai “Services” stessi.

Il Lions Club “Frosinone Nova Civitas” è inserito nel Distretto 108L Italy che comprende, geograficamente, il Lazio, l’Umbria e la Sardegna. Fa parte del “Lions Club International”, la più grande Organizzazione di Servizio e Umanitaria associata con le Nazioni Unite e che ha come proprio motto l’espressione “We Serve”.

I “Lions” sono attualmente quasi due milioni di Soci in oltre 47.000 Clubs di 800 Distretti presenti in più di 210 Paesi del Mondo ed in continua espansione. Un numero di Nazioni addirittura superiore a quello dei Paesi aderenti all’ONU, a dimostrazione del fatto che gli ideali di servizio, di amicizia e di aiuto per le comunità in difficoltà sono concetti transnazionali che accomunano le persone, pur nella diversità politica, culturale, religiosa ed etnica. I Lions hanno quindi, istituzionalmente una vocazione internazionalistica ad operare “al di la” e “al di sopra” dei vincoli di confine.

Il termine “Lions” nel nome dell’Associazione, non è nato come acronimo ma lo è diventato successivamente: in origine stava per “Liberty, Intelligence, Our Nation’s Safety” (“Liberta’, Intelligenza, Sicurezza della nostra Nazione”). Trattandosi di un’Associazione filantropica la parola “Safety”, associata alla difesa armata, è stata mutata in “Service” (”Servizio”), e l’interpretazione dell’acronimo è diventata “Liberta’ e Intelligenza al servizio della nostra Nazione”. I Soci del Lions Club offrono il loro tempo, il loro impegno, le loro risorse, tra l’altro, per raccogliere fondi a scopo benefico da distribuire sia nella propria comunità che a livello internazionale. L’Associazione si occupa di diverse “Aree” di intervento, di formazione e di informazione: i Giovani, la Scuola, le Comunità, l’Ambiente, la Salute e tante altre. Gli “scopi” dell’Associazione sono quelli di creare e stimolare la comprensione fra i popoli, promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza, interessarsi attivamente al benessere della comunità, incentivare le attività delle persone a servire la comunità senza scopo personale di lucro. L’Associazione, inoltre, promuove un alto livello morale nelle professioni, negli incarichi pubblici e nel comportamento privato tramite un proprio codice etico.

“Club Marketing Communications Chairperson”
Comm. Gen. Antonio ZACCINI

 

 

 

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Veroli e l'ostracismo a “La Casa della Consulta”

veroli comune 350 260di Gaetano Ambrosiano – Segretario Provinciale art.UNO Frosinone - La Casa delle Coscienze Comunicanti
Siamo un insieme di coscienze comunicanti un insieme di animali culturali ed è questo che ci rende capaci di creare un futuro atraverso la parola costruita all’interno dei nostri percorsi mentali.
Quello che in questi giorni si vive a Veroli è un passo indietro nel non comprendere cosa rende vivo e vitale una comunità, quella capacità associativa di organizzarsi all’interno di un pensiero. Veroli ha un bacino di associazioni che sviluppano un profondo radicamento nella cultura storica del paese con lo scopo di aumentare il senso di appartenenza e di comunità , dove per comunità si intende ” un’area di reciproco riconoscimento nello scambio e aiuto tra persone ” ed è per questo che dobbiamo valorizzare e fornire risorse alle associazioni per migliorare l’efficacia della loro azione

Ma al contrario come sta accadendo in questi giorni si cerca di privarle privarle di un luogo dove permetterne l’incontro ed il confronto un gravissimo errore. A quanto pare è in corso un processo di disgregamento di quello che è e rappresenta il contenitore di queste realtà “ La Casa della Consulta” perno focale di raccordo di attività spontanee di confronto sociale di un territorio, a favore di cosa e di chi?. Ora non capiamo cosa e chi muove l’azione di osteggiamento ma di certo la prima idea viene di guardare al comportamento della prima struttura di riferimento ed indirizzo politico che fa capo all’ufficio cultura con la delega di riferimento da cui aspettiamo ed attendiamo un chiarimento su quella che sarà la posizione nei prossimi passi su quello che rappresenta la disponibilità di fornire l’agibilità in spazi dove dare movimento al sano processo democratico nella vita della comunità Verolana. Quello che viene da porci nella domanda è perchè a tutt’oggi non esiste uno spazio dedicato che nella maggior parte dei casi viene indicato come “Casa delle Associazioni” – sono circa trenta le associazioni all’interno della Consulta.

Le associazioni rappresentano e restano le prime sentinelle, il collante e la linfa di quello che è il concetto Democratico di Bene Comune, le prime sentinelle nel comunicare i bisogni ed le esigenze nelle sfaccettature di un variegato e complesso territorio come il comune di Veroli.
In questi giorni abbiamo ascoltato imbarazzanti racconti su comportamenti di dirgenti comunali infastiditi su quello che è e rimane un diritto di voce e richiesta di un cittadino. Le strutture comunali sono preposte all’ascolto ed alla soluzione di problemi su quella che chiamiamo la vita quotidiana delle persone, un luogo dove essere ascoltati per le soluzioni del quotidiano e non un luogo dove ci si sente estranei.

Ora speriamo che arrivino risposte prive di qualsiasi sentimento di intolleranza che porti alla soluzione di uno spazio adeguato permanente dove le associazioni del territorio Verolano possano incontrarsi, confrontarsi e svolgere le loro attività organizzative di proposta fondamentali per uno dei comuni più vivi dal punto di vista sociale e culturale. Dagli elementi raccolti quello che manca è un raccordo progettuale tra amministrazione e comunità associativa un vuoto che va colmato al più presto possibile per non innescare quella perdita di fiducia tra istituzione politica e cittadino e dove l’indirizzo siano nella direzione del quotidiano dove la politica sia attenta nei bisogni di chi rappresenta e non nelle funzioni di qualche dirigente che sembri aver perso il senso di sostanza e ruolo amministrativo privo di qualsiasi autorità in quelle che sono le scelte di indirizzo in un governo di rappresentanza popolare.

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Diana Iaconetti apre la stagione del Teatro Comunale di Veroli

Diana Iaconetti in Leopardi Poeta del dolce infinito 350 minDiana Iaconetti apre la stagione del Teatro Comunale di Veroli con un Recital su Giacomo Leopardi

In Diana Iaconetti, donna e attrice l’arte e la vita convivono strette in un nodo indissolubile e a questa convivenza che via via negli anni l’assorbe e l’entusiasma, la Iaconetti si dedica con febbrile impegno e determinazione. Infatti, nel tempo il suo amore per il teatro, in particolare quello civile, non resta uguale ma cresce e si dirama in ogni fibra del suo essere fino a diventare vocazione e sacrificio.Il teatro e la vita in Diana Iaconetti hanno lo stesso passo, camminano, anzi viaggiano insieme attraversando, entrando nei gesti, nelle espressioni, nei sentimenti di quella umanità precaria e fragile portatrice di disabilità nell’anima e nella carne. Nella Iaconetti il teatro e la vita diventano compagne e testimoni soprattutto di quell’universo femminile dilaniato dal possesso degli uomini, di quell’universo di donne ribelli che in certi contesti pagano a caro prezzo la loro disobbedienza.Il ritratto di Diana Iaconetti è dunque quello di un’Artemide consapevole e lucida, talvolta anche feroce nelle sue sfide.

Nel Recital LEOPARDI il poeta del “dolce” Infinito avviene invece una trasformazione: l’attrice si sveste dal furor indossato nei suoi monologhi civili ed approda nel mondo intangibile della poesia cucendosi addosso la dolente malinconia ed il sentire di Giacomo Leopardi. Diana si immerge estasiata nei versi del poeta caricandosi della loro energia e della loro inquietudine conscia di interpretarne la bellezza diventata immortale.

Il Recital, oltre all’interpretazione di alcuni celebri Canti Leopardiani come L’infinito, A Silvia e al brano Il Giardino della sofferenza tratto dallo Zibaldone, racchiude momenti unici ed intensi per i testi che la poetessa e scrittrice Nuccia Martire ha dedicato al poeta di Recanati ispiratore della sua scrittura fin dalla giovinezza.

La Martire, durante una breve sosta a Recanati, instaura un dialogo lirico ed intimo con il poeta a cui da forma prima in una lettera densa di riflessioni e di rimandi all’opera leopardiana, in seguito ai Pensieri Ludici che espressi da una voce fuori campo, quella di Fabio Di Biagio, sono metafora di un percorso di memoria e connessione spirituale ed affettiva con Giacomo Leopardi.

Per ultima, ma non meno toccante è la versione dell’Infinito in vernacolo calabrese che la Martire offre a suggello di quel senso del limite e dello smarrimento che si compenetra in quello del poeta. Il Recital si pregia tra l’altro della presenza e grande competenza del Professor Amedeo Di Sora, poeta, attore e regista che intratterrà il pubblico sulla figura del poeta di Recanati e sulla tematica dell’Infinito, canto di cui ricorre quest’anno il Bicentenario della sua stesura.

Presenterà lo spettacolo la Dottoressa Maria Lo Moro Presidente dell’Associazione NonSoloChiaraOnlus.

 

 

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Veroli. A Liceo Sulpicio l'Assessore regionale Di Berardino

Veroli LiceoSulpicio 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Veroli si guadagna un'altra visita istituzionale di rilevanza. Dopo la sfilata politica a ridosso delle elezioni, che ha visto anche la presenza dell'allora Ministro dell'Istruzione Bussetti, a presenziare nell'Aula Magna del Liceo Sulpicio, su invito del Preside Salvatore Cuccurullo, l'Assessore Regionale con la nuova delega alla Formazione e alla Scuola, Claudio Di Berardino.

Motivo della sua presenza, l'inaugurazione dell'anno scolastico appena iniziato, così come già dal mese di Settembre, ha fatto in altri istituti della Regione. Un incontro formale, svoltosi alla presenza delle autorità locali quali il Sindaco Simone Cretaro, il parterre di Assessori della nuova assise ernica, il consigliere provinciale, nonché verolano doc Germano Caperna ed il padrone di casa, il Professor Salvatore Cuccurullo. Quest'ultimo non ha mancato di coinvolgere nell'evento le sigle sindacali, in stretto contatto con la realtà scolastica e rappresentanti di un sottobosco burocratico che spesso i ragazzi ignorano.

Ad ascoltare il discorso di Claudio Di Berardino, le classi quarte dei vari indirizzi, e proprio tra loro è stato scelto uno studente che aprisse il tavolo degli interventi.
Una giornata quella di Mercoledì 2 Ottobre, segnata dalla tragica morte sul lavoro dell'operaio Fca, evento che ha costretto l'Assessore ad accorcia i tempi di permanenza a Veroli, bypassando anche il buffet allestito al Palazzo Filonardi e curato dai docenti e gli alunni dell'istituto alberghiero locale. cretaro diberardino 350 min
Eccellenza questa, che ha garantito la salvezza dell'intero Sulpicio. Solo qualche anno fa, il sottodimensionamento degli scritti, aveva destinato il liceo ad essere accorpato in maniera definitiva a realtà scolastiche di città limitrofe. Una perdita di indipendenza che poneva a rischio la sopravvivenza dell'istituto stesso e dunque la possibilità per molti studenti di avere un polo di riferimento. Il supporto dell'allora delegato provinciale all'istruzione Germano Caperna è stato essenziale: promuovere la nascita infatti dell'I.P.S.S.E.O.A verolano (più semplicemente conosciuto come alberghiero) ha non solo garantito l'autonomia organica, ma arricchito l'offerta formativa dello stesso. Proprio questo ha ricordato il Professor Cuccurullo nel suo breve discorso, come il dialogo tra gli enti, la cooperazione delle istituzioni e il loro intervento, abbiano permesso ad una realtà tanto importante di sopravvivere e crescere di qualità e varietà. Un elemento che testimonia come la sinergia del territorio, sul territorio, per il territorio sia la chiave di volta per mettere in relazione i piccoli centri, tanto con la Provincia quanto con la Regione.

Spirito che ha portato un nuovo successo per il Sulpicio, un percorso dedicato agli studenti dell'indirizzo scientifico, che dal triennio potranno aderire ad una nuova proposta formativa: la curvatura biomedica. La prima realtà in Regione e ancora poco diffusa a livello nazionale. Un protocollo che prepara i ragazzi per il futuro in ambito sanitario, sotto la supervisione ed il contributo dell'ordine dei medici. Un valore aggiunto per l'istituto ma soprattutto per i futuri maturandi. Scopo ultimo: fornire più strumenti possibili alle nuove generazioni per affrontare il mondo competitivo che li attende. Come ha sottolineato il sindaco, è la città stessa a aver bisogno di questa istituzione. Un istituto che non ha creato solo cultura ma anche democrazia, fornendo gli strumenti per abbattere le disuguaglianze di partenza.

È proprio dal tema scuola che l'Assessore muove le sue parole agli uditori, su quanto esso svolga un ruolo formativo quanto inclusivo. Veroli LiceoSulpicio integrale 450 min
Perché l'obiettivo che si è posto avendo assunto la nuova delega è quello di "rimettere in movimento l'ascensore sociale. Permettere a tutti di essere valutati sulle competenze e le abilità. La responsabilità politica ci pone davanti anche a fischi ed opposizioni, ma questo è il peso della carica. Essere disponibili sul territorio, pronti anche a riadattare provvedimenti e rivedere i nostri interventi, questo significa fare politica, che è servizio verso gli altri". Continua ricordando come l'impegno da metterci non possa essere che collettivo. "Spesso fuori dall'aula, ci si può scontrare con la realtà demotivante dei nostri tempi. Quello che dobbiamo recuperare, al di là dei dati statistici, è la consapevolezza del ruolo sociale e cosciente che tutti siamo chiamati a compiere, nell'evoluzione costante delle nostre realtà produttive."

Parole motivanti che puntano a stuzzicare la coscienza critica dei giovani soprattutto ricordando loro il dovere sociale da cui non possono esimersi. Affinché la scuola si mostri un istituto in grado di guidare le menti che forma, limitare la dispersione scolastica è la grande battaglia ancora da vincere. Gli incentivi alla cultura, possono essere un mezzo. Come la "Young card, una proposta interessante per facilitare la consapevolezza culturale. Uno strumento che a prezzi agevolati, permette un accesso facilitato alle attrattive socio-culturali". Conclude con un rimando alla "nostra carta costituzionale, che ci abbraccia tutti sotto le stesse regole, è il canovaccio per migliorare attivamente le condizioni del nostro Paese" .

Un'ora passata velocemente, ma che ha lanciato spunti e propositi per ragazzi ed insegnanti, oltreché un vademecum per tutte le istituzioni. Parlare ai ragazzi, rendendoli parte costituente e non semplici fruitori del sapere altrui, può renderli membri attivi e consapevoli di una società che è già loro, sperando che lo capiscano fin da ora.

 

 

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A Veroli Vertenza Frusinate riesce a parlare con Di Berardino

DiBerardino disoccupati 2ott19 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Doveva essere una mattinata dedicata a Veroli quella dell'Assessore Regionale Claudio Di Berardino, membro di Articolo Uno, per inaugurare l'anno scolastico appena iniziato e spendere dei momenti con gli studenti e gli ospiti della giornata. Ma quando la politica è sul territorio non può che risentire degli eventi contingenti. La tragica morte dell'operaio in Fca, ha infatti accorciato i tempi dell'intervento e di permanenza dell'Assessore per poi correre diretto a Cassino. Eppure all'uscita del Liceo Sulpicio, una piccola delegazione di Vertenza Frusinate era pronta ad attenderlo, perché quando la montagna non va a Maometto qualcuno dovrà pur bussare alla sua porta. Vis a vis possono essere limitate le dichiarazioni, ma le preoccupazioni, quelle non si può far altro che ascoltarle e magari comprenderle.

Mesi di rinvii da parte dell'Assessore, che dopo aver assunto ulteriori deleghe oltre a quella del Lavoro, ha mancato risposte puntuali ed esaustive nonostante i numerosi incontri con i delegati del territorio. Così al termine dell'intervento in aula magna, una decina di disoccupati accompagnati dal Coordinatore provinciale di Articolo Uno, nonché componente della Segreteria Regionale, Gaetano Ambrosiano, hanno rivolto le istanze di Vertenza a Di Berardino.

Primo punto in focus le graduatorie degli ormai lavoratori: tutto tace da parte di sindacati* e comuni riguardo tali liste, indispensabili per il reinserimento. Senza di esse infatti, non possono essere censiti i disoccupati e riassegnati in base a competenze specifiche. Graduatoria, la cui storia parte in sincro con quella di Vertenza Frusinate, e come tante delle proposte lanciate, caduta nel dimenticatoio del non fatto.
In secundis, la necessità di ricalcolare i fondi necessari e verificare il reale numero degli aventi diritto. La procedura è stata annunciata ad inizio estate dai sindacati, ma ancora non è stata ultimata. Ad oggi infatti manca il computo dei pensionamenti, necessario per verificare la cifra disponibile da investire, oltreché che il conteggio delle domande presentate entro il termine del 30 Agosto. La nebulosità della situazione non permette una puntualità economica e dunque una programmazione chiara dell'erogazione dei pagamenti.

Domande che ciclicamente si ripetono e che lo stesso Assessore ha già ascoltato più volte; la Pisana è stata negli ultimi anni teatro di tavoli di discussione e lavoro, interessando sigle sindacali, associazioni di categoria e parti politiche. Nonostante l'impegno profuso e la sinergia a più riprese tentata, Vertenza Frusinate si ritrova sempre con l'acqua alla gola. Ormai da oltre 9 mesi in molti dei 1370 in Provincia non percepiscono reddito, situazione insostenibile tanto da palesarsi come dramma sociale vero e proprio del nostro territorio.

Nell'incontro improvvisato e frettoloso di mercoledì 2 Ottobre, l'Assessore Claudio Di Berardino ha ascoltato ilm promemoria di Luigi Carlini e ha guardato meglio di altre volte la disperazione negli occhi dei disoccupati, senza mediatori o filtri esterni. L'Onorevole ha ribadito il suo appoggio cercando di rispondere tempestivamente. Fondamentale sarà agganciare l'annualità 2020 e dunque recuperare la liquidità per non lasciare indietro nessuno. Suo impegno sarà sollecitare la pubblicazione delle graduatorie dei disoccupati proprio per snellire l'incredibile numero di chi è senza occupazione. Per un appuntamento tra le parti, data da rimandare a dopo il 20 Ottobre, quando la lavorazione delle domande sarà ultimata. Sarà premura dello stesso assessore mettere insieme sindacati, Presidente della Provincia e parti sociali per avviare una seria trattativa sulle politiche attive.

A pungolare l'impegno dell'Assessore, Gaetano Ambrosiano, pronto a perorare la causa di Vertenza Frusinate e a sostenerla fattivamente.
Toni garbati al di là della disperazione economica, perché la dignità passa per il lavoro sì, ma l'integrità umana dimostrata in questi anni è il vero baluardo e forza di Vertenza.

 

*corre voce che la prossima settimana l'Assessore Di Berardino dovrebbe partecipare ad un assemblea dei disoccupati organizzatata dai sindacati unitariamente

 

 

 

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L'Urban Waste ciociara: già tutto silenzio?

urbanwaste anagnidi Antonella Necci - Daniele Natalia e Antonio Corsi: la nuova politica avanza? Mettiamola al fresco!
L'inchiesta, sviluppatasi dal 2017 al 2018 e ancora nella fase procedurale istruttoria, denominata Urban Waste e predisposta dal GIP di Frosinone, che vede coinvolti politici e funzionari amministrativi, oltre che comuni cittadini proprietari di imprese, abbraccia in un colpo solo episodi di corruzione, turbativa d'asta, affari illeciti e falsi in attestazioni e certifcazioni.

Tra quei comuni della provincia che, tramite la prima fase dell’inchiesta, risultano coinvolti in attività illecite, vi sono il comune di Sgurgola e quello di Anagni. Dopo un lavoro certosino svolto dai Carabinieri Forestali ed indicato, in forma sintetica, nel comunicato stampa del 4 luglio, anche attraverso l’ordinanza emessa dal GIP, tutta la provincia è venuta a conoscenza che la TAC ECOLOGICA di Alfredo Coratti, operante nella raccolta dei rifiuti urbani nel comune di Sgurgola aveva iniziato, con la complicità del tecnico del comune Luciano Giovanni Bellardini e del consigliere Lucio Giuseppe Formaggi, una serie di attività illecite.

È il Bellardini Luciano che chiede aiuto al Coratti nello smaltimento di rifiuti ingombranti che la sua società di multiservizi BIEMME srl, sita in località Finocchieto-Osteria della Fontana in Anagni, avrebbe dovuto smaltire.

È il Coratti che offre a Mattia Bellardini (figlio di Luciano), la possibilità di ottenere appalti edili per la Città Metropolitana di Roma, corrompendo tale Vincenzo Rocchi(impiegato del comune Roma Capitale) con la somma di € 2,500. 

È l’ospedale Spaziani di Frosinone che continua, per parecchio tempo dopo la prestazione eseguita da BIEMME srl di sistemazione delle aree verdi, a retribuire, emettendo fatture per servizi mai prestati, la su indicata multiservizi BIEMME, con la complicità del dipendente ASL di Frosinone e quasi pensionato Domenico Spaziani, con la promessa di vedersi pagato il pranzo per la celebrazione del pensionamento.

In carcere si trovano, per ora, Alfredo Coratti (con tre capi d’imputazione: corruzione, truffa, turbativa d'asta) e Luciano Giovanni Bellardini ( con tre capi d’imputazione: corruzione, truffa, concorso con il medico curante per falsa attestazione).
Agli arresti domiciliari Lucio Giuseppe Formaggi, Mattia Bellardini, Vincenzo Rocchi, Paola Murgia, Alessandro Recine, Domenico Spaziani.
Tra i 17 il cui operato è ancora sottoposto a fase investigativa, oltre ad amministratori di società coinvolti nelle gare d’appalto truccate dal Coratti, spiccano i nomi di due sindaci, unici politici coinvolti.

Uno, Antonio Corsi, sindaco di Sgurgola, già coinvolto in affari illeciti con la Tac Ecologica e Alfredo Coratti.
L’altro, Daniele Natalia,indagato a piede libero per corruzione, che ha ottenuto una proroga per accertamento nel coinvolgimento dell’assegnazione della disinfestazione della città di Anagni alla società BIEMME srl, nel mese di agosto 2018, senza il passaggio opportuno del bando di gara.
In tale assegnazione rientra anche il funzionario del comune, tale Ranelli, che ha eseguito quanto gli è stato richiesto senza richiamare la normativa.
Si parla addirittura della richiesta di assegnazione di tale incarico fatto sotto l’emotivo input dei ricordi scolastici del sindaco. Se ciò fosse vero, si aggiungerebbe una ulteriore nota di ridicolo ad una vicenda che già ne contiene parecchie.

Oltre al senso di onnipotenza dei due esponenti politici che, tra l’altro, o continuano a negare il “nero su bianco” dell'ordinanza, o continuano a fingere di non capire poiché sottoposti a proroga dei termini, si aggiunge il completo disprezzo delle regole e dei principi legislativi che regolano sia le gare di appalto che di corresponsione delle fatture incriminate e che coinvolge non solo i sei individui agli arresti domiciliari ma anche gli altri 17 ancora indagati.
Qui si parla, è vero, di fenomeni di corruzione che, rispetto a quanto sta accadendo in questo momento su scala nazionale con il “CASO SIRI”, rientrano nella categoria dei “peccati veniali”, ma pur sempre di corruzione si parla.
E a tali atti che partono dalla presunzione di superiorità di individui dotati di grande bassezza morale si dovrebbe rispondere non già richiedendo a gran voce che il sindaco Daniele Natalia la finisca di fare orecchie da mercante, come ben gli è stato consigliato dar Batman de noantri, vuoi per periodo politico oscuro e vile, vuoi per cecità politica o meglio per mancanza di riferimenti politici seri.

No.
Semmai, visto che tutto sta scritto nelle 200 pagine dell'ordinanza emessa dal GIP di Frosinone, io penso che si possa bypassare sia il sindaco, sia la sua giunta da rimpastare, sia I magnifici quattro della segreteria del sindaco, che in quattro sanno scrivere un comunicato stampa di dieci righe, sia, e soprattutto, una maggioranza anonima e facebookiana, aggrappata alla sedia come la cozza allo scoglio.
Si possono bypassare tutti questi ostacoli e boicottarli evitando di parlare con loro.
Così come un sindaco si rifiuta di incontrare i propri cittadini per chiarire di fronte a loro le discutibili scelte operate.

Allo stesso modo si dovrebbe evitare di parlare con quella sorta di maggioranza che si attiva tanto su Facebook e altri social, addirittura vantandosi di aver preso per il naso l'opposizione. Che poi, opposizione è una parola grossa, con quella mina vagante di Antonio Necci che non troverà pace se non riuscirà a piazzare la sua sedia dall'altra parte della barricata. Non ha ancora ben capito che a breve Anagni sarà nuovamente commissariata.
Già miei cari Anagnini, ben presto sarete commissariati e l'anno prossimo ritornerete alle urne.
L'enigma da sciogliere in quel caso sarà “ma per chi diavolo dovrete votare?“

 

Fonti: Ciociaria Oggi, ilfattoquotidiano.it e ilmessaggero.it

 

 

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Politica senza parlare di politica

cerquozzi inelegante vignetta 350 mindi Maria Giulia Cretaro - La linea della Lega verolana respira la goliardica aria nazionale e si lancia contro la neo consigliera deputata alla Cultura Francesca Cerquozzi. Forse voleva essere un lavoro alla Vauro o alla Makkox, ma quel che ne è uscito è una vile caricatura che stigmatizza la donna con allusioni alla vita personale senza tener conto del ruolo istituzionale. Sono comparse nella prima mattina del lunedì post Fasti, le tre illustrazioni che vedono la stessa in abiti succinti rispondere a dei quesiti sulla rassegna teatrale in maniera frivola e sterile. Il tutto pubblicato sulla pagina Facebook della Lega Veroli (di cui resta sconosciuta l'ufficialità) che si guarda bene dal far riferimento ai dati della manifestazione o a considerazioni concrete sulla qualità raggiunta o meno. Un attacco frontale che sprizza stereotipi da tutti i pori, a pochi giorni dalla colorita comparsa al Papeete del Capitano.

Ergo un ministro può allegramente danzare con una spogliarellista, ma un consigliere comunale, ancor più se donna, deve mantenere un basso profilo in materia di dress code e colore dei capelli. Lei, avanguardia Pd delle battaglie di genere, ha colto la palla al balzo per la risposta. La Lega trascende nei cliché, Francesca Cerquozzi li rimpasta e li usa come cerbottana. Il suo comunicato tutto social, gioca sull'autoironia per scrollarsi di dosso la maldicenza. Diretto e semplice, dribbla le vie istituzionali e si rivolge a tutti, suoi elettori e no. Il suo modo di far politica non cambierà, la sua battaglia culturale non si fermerà e se tutto ciò sarà incorniciato da qualche selfie, che se ne facciano una ragione. Soprattutto ricordando che tra quegli scranni è lei tra la maggioranza, ergo meglio che il maschilismo faccia un passo indietro sulle dichiarazioni e la Lega qualcuno in avanti sulle idee. Dopotutto puntare sul bionda, bella, stupida è uno schiaffo all'originalità oltre che alla buona educazione.

Eppure Veroli annovera due "bionde"consigliere con delega alla Cultura, la Cerquozzi e Alessandra Cretaro, stessa carica, stesso potere amministrativo, encerquozzi 1 350 mintrambe avvezze ai social e ad una visione moderna della res pubblica. Ma per il primo partito verolano, le frecciate sessiste sono tutte per Francesca Cerquozzi, indicatore non da poco. Vignetta sì satirica, ma tronfia di misogenia. Ad onor di cronaca, inutile negare che alcuni dei sentimenti espressi dalla pseudo caricatura sono vox populi di questi giorni, ma un conto sono i rumors di paese altro è il costume politico. 

A tal proposito, nessuna dichiarazione ufficiale della squadra leghista in forza all'opposizione comunale per sostenere la lady del PD. Pur restando sconosciuti i gestori della pagina, e volendo sperare che la dissociazione dall'atto sia totale, non può mancare una nota di sdegno; la virtù non sta nel mezzo in materia di pari opportunità.
Nel manifestare la totale solidarietà per l'episodio, non si sono risparmiati i concittadini, che, con una valanga di commenti sotto il post di risposta, si scagliano contro la vignetta incriminata. In molti ricalcano la strada del "troppo bella da provocare invidia", in pochi, troppo pochi delineano l'impegno politico e l'attività amministrativa. Il femminismo è una strada scivolosa: quello mossosi a sostegno della neo consigliera, parla retrò e stile anni 60. Che sia bella o meno, che metta il rossetto o no, poco importa.

Sarebbe stato più giusto sentir parlare di politica, eppure in questa triste storia se ne è letta poca, sia pro che contro. Perché è stata attaccata a suon di frasi fatte e la corazzata di sostegno si è eretta su stereotipi, delegittimando il valore istituzionale. In materia di diritti ce n'è di strada: vanno ancora difesi ma nessuno sa bene come farlo, specialmente nel magico mondo social. Chissà che prima o poi questo paese impari, magari alla stessa velocità con cui pubblica storie su Instagram.

 

 

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Incorreggibile PD, anche a Veroli

veroli comune 350 260di Maria Giulia Cretaro – L'aria che tira nel PD viaggia tra la quiete e la tempesta e per quanto quello di Veroli sembrava essere approdato in un porto neutro, non è scampato al primo ammutinamento.

La notizia arriva dalla pagina ufficiale Facebook della lista di Partito per le elezioni 2019: Egidio Lombardi, appena subentrato in Consiglio Comunale dopo la nomina a Vice Sindaco e ad Assessore al Bilancio di Assunta Parente, lascia le fila del PD ancor prima di occuparle ed aderisce al gruppo misto, o meglio ne diviene il primo rappresentante.
Dal comunicato, che si avvia con registro mansueto e distaccato per poi tirare qualche sciabolata "Il coordinamento prende inoltre atto che lo stesso consigliere non risulta iscritto nell’anno 2018 e nell’anno in corso al Partito Democratico.

Il coordinamento, in ultimo, prende atto delle sue esternazioni rese in più sedi in totale contrasto con le regole condivise e con i criteri politici da tutti democraticamente decisi e accettati, giudicandole gravi e inappropriate al ruolo istituzionale che la lista ha voluto affidargli quale consigliere comunale". Insomma Lombardi ha così deciso, ma alla lista la scelta piace. Cosa ne pensa il circolo, che allarga il giro a molti più militanti che pesano, resta ad oggi una nebulosa. Dichiarazioni ufficiali di Segretario e Presidente non sono pervenute.

Un'azione, secondo lo stesso Lombardi, dettata dall'incompatibilità di espressione democratica all'interno in primis nella lista, in secundis nei direttivi di circolo. Non ci gira intorno il neo consigliere, anzi rimarca da subito le ragioni veraci della sua fuoriuscita. "È stato sottolineato il mio mancato tesseramento, ma ho concorso da indipendente ed ho mantenuto una linea coerente. Se questo fosse stato un problema, doveva palesarsi già con la mia candidatura nella lista ufficiale. Sono stato definito indisciplinato, non convocato alle riunioni, la fuoriuscita è statal'unica strada percorribile. E continua "Dopo una campagna elettorale così dura e a tratti sgradevole, speravo che i sentimenti del gruppo potessero distendersi. Purtroppo già dai primi incontri è emerso un clima di scarso dialogo e confronto". Lombardi non fa nomi, anzi evita accuratamente di puntare il dito ma il rimando ai termini di svolgimento della campagna è diretto. "Il partito si è speso per pochi durante il periodo pre elettorale, investendo molto su campagne ad personam". Un evidente malcontento che ha coinvolto parecchi nel Circolo e che, passata l'euforia della vittoria, emerge in tutti i suoi spigoli. Un dualismo netto creatosi tra la lista PD e la prima per preferenze nella maggioranza, Veroli Proxima. Entrambe anime della grande famiglia del PD, per usare un'espressione cara alla dem Francesca Cerquozzi, ma con evidenti dissidi interni. Da qui Lombardi riparte, strizzando l'occhio a quell'altra branca di maggioranza e sottolineando come per lui sia fondamentale "la volontà di collaborare per questa città, ponendo al centro le esigenze reali e non i personalismi". Ed in questi anni, il medico verolano ha testimoniato con i fatti questa linea. Assessore con D'onorio, passa nella barricata dell'opposizione per la prima amministrazione Cretaro, accordandogli fiducia per la seconda tornata. Un nome che a Veroli, gode di stima guadagnata sul campo, in più di dieci anni di militanza attiva. Un nome che, da rumors, poteva essere speso nella prossima tornata proprio per la corsa a sindaco.

Lombardi non esclude un riavvicinamento al Partito, anzi; questo sarà possibile se e solo se, si recupererà la matrice democratica tipica della sinistra a cui sente di appartenere.La sua prospettiva di cooperazione, specialmente in materia di sanità e ambiente, lo ponge pronto al lavoro con più parti. Per questo alla riunione dei capigruppo per le commissioni di lunedì, si mostrerà aperto al dialogo con tutto il consiglio, ivi compresa l'opposizione. Un gesto di distensione dei toni, esacerbati in qualche direttivo e bisognosi di riassumere vesti istituzionali e propositive.

Certo è che mentre il Sindaco Cretaro si dichiara "civico" e non partecipa alla Direzione Provinciale del PD, lo stesso perde un altro tassello in consiglio comunale lasciando capogruppo di se stessa Francesca Cerquozzi mentre attende l'Assessorato.

La diatriba De Angelis vs Pompeo, si misura in tutti i comuni e ancora una volta la bilancia verolana lascia la sua tara. Una giunta che pensa sempre meno democratico e tenta un establishment proprio.

22 luglio 2019

 

 

 

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Voto 2019. La nuova Giunta Cretaro

cretaroelagiunta 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Veroli ha la sua tela di Penelope, consegnata alla cittadinanza della confederata nel pomeriggio del 20 Giugno.
Aula consiliare gremita come non si vedeva da tempo (riscoperta la magia dei consigli aperti) per la prima sessione ordinaria della nuova giunta. Una platea di cittadini e tanti, molti non eletti, calamitati dal fascino di un seggio che poteva essere e non è stato.

Tra saluti e auguri di rito, la frenesia tra gli scranni è palpabile, soprattutto per chi è già pronto ad occupare quelli accanto al Sindaco. Tutti presenti gli appartenenti al nuovo consiglio, anche e soprattutto i sindaci non eletti, pronti a giurare sullo statuto e a scoprire quali dinamiche li coinvolgeranno. Dopotutto, a più di 20 giorni dalla sua vittoria schiacciante, Simone Cretaro non poteva più rimandare nomine e convocazione.Varca così la soglia del suo gabinetto, e recupera il suo posto a guida della città. Nessun sorriso superfluo, cravatta amaranto istituzionale pronto ad iniziare questo nuovo quinquennio. Il tempo che si è riservato per decidere, è valso il peso di equilibri interni delicati. Il primo mandato è una sfida, il secondo è la conferma e l'azzardo.

Il coup de théâtre è già incastonato nell'ordine del giorno, la nomina e l'elezione del Presidente del Consiglio. Un ruolo centrale, ma per natura più amministrativo e garantista che politico. Il nome presentato dalla maggioranza è quello di Cristina Verro, già Vice Sindaco e Assessore con delega alla Cultura nella passata consiliatura. In seno alla proposta si palesano le simmetrie politiche della nuova giunta: se l'idea di partenza di Simone Cretaro era assegnare un assessorato per ogni lista rappresentata in consiglio, la più votata della coalizione vincente, Veroli Proxima, non poteva indietreggiare sul suo peso specifico. Così cambio al vertice e Cristina Verro con 11 voti favorevoli, prende il posto di Giuseppe Mignardi alla guida del nuovo consiglio. A lei il compito di svecchiare un'istituzione sopita ed investire attivamente in un organo potenzialmente interessante.

La catarsi è dunque arrivata così come la nomina dei nuovi assessori; nessuna sorpresa a riguardo, piuttosto equità e proporzione.
Ad Assunta Parente, prima eletta del PD, vanno la carica di Vice Sindaco e la delega al Bilancio, Tributi e Politica del Lavoro.
Augusto Simonelli, per Impegno Civico, si occuperà di Lavori pubblici, Assetto e uso del territorio, Edilizia scolastica, Decoro e arredo urbano.
Andrea Iaboni, chiamato come tecnico esterno ma in rappresentanza di Idea Comune, avrà la delega al Commercio, Artigianato, Personale e Fondi europei
Emanuele Fiorini (Cittadini di Veroli) per Ambiente, Nettezza urbana, Igiene e patrimonio, Trasporti, Affari legali e contenzioso.
Patrizia Viglianti, porta avanti Veroli Proxima confermando la delega ai Servizi sociali, Politiche della solidarietà, Sport e Politiche giovanili.
La cultura per ora, rimane appannaggio del Sindaco, che si riserva un piccolo margine per concludere l'acquisto di Palazzo Campanari e nel frattempo non scontentare altri. Di fatto con un'opposizione timida e composta, che si astiene dalla votazione sugli assessori più per convenzione che per convinzione, la vera aria belligerante potrebbe palesarsi proprio tra le fila di maggioranza.

La roccaforte ernica è stato il termometro provinciale dell'affaire Dem, e questa giunta è l'espressione di come si sia risolta contando i voti e non i veti. Un PD risorto e vivo a Veroli, con i primi cinque eletti suoi tesserati, ma che si trascina dietro le divergenze ai vertici.
Assunta Parente, con la sua storica militanza, si prende onore e gloria senza porre vessilli. Germano Caperna, capolista di Proxima, può tornare in Provincia consapevole del suo successo personale e di squadra. La deangelissiana Francesca Cerquozzi con il suo risultato deve accontentarsi del solo ruolo di consigliere, e sopire almeno per ora le alte aspirazioni.

Tra i sopracitati e qualche altra figura di spicco è già partito il toto nome per la prossima tornata comunale. Ma avanzare ipotesi su quanto succederà tra cinque anni è velleità da rimandare, lasciamo prima che questa giunta inizi a camminare.
Lo fa rimpinguando l'ala dei consiglieri con la surroga post nomina degli assessori. Antonio Perciballi (Impegno Civico), Luca Renzi (Cittadini di Veroli), Egidio Lombardi (PD), Alessandro Viglianti (Veroli Proxima), tutti grandi esclusi il 26 Maggio e richiamati all'appello nell'immediato.
Si può non entrare dalla porta, ma la politica lascia sempre qualche finestra aperta.

Questo primo consiglio chiude definitivamente la tournée elettorale e apre una stagione di politica attiva che parte già corazzata e ben equipaggiata.
Per ora tra i tanti vincitori e altrettanti vinti, spicca superstite l'intelligente arte dell'attesa del Sindaco Simone Cretaro. La vera arma di questa giunta per scongiurare i mala tempora.

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Veroli. La vittoria di Simone Cretaro

Simone Cretaro 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Simone Cretaro ha vinto. L'ha fatto al primo turno con una maggioranza schiacciante assestata al 58, 85%. Dentro la cabina elettorale, oltre 7mila votanti hanno confermato l' appoggio al sindaco uscente. Se cinque anni fa, Simone Cretaro era stata la scommessa, il 26 Maggio i verolani, barrando il suo nome, hanno riconosciuto il valore del suo operato amministrativo e accordato nuova fiducia.

I risultati delle europee sul suolo ernico, avevano comunque diffuso preoccupazione e incertezza: la Lega, con oltre il 50% dei consensi, ha spopolato senza possibilità di appello. Per questo nella mattinata di lunedì, aleggiava malandrina su qualche testata l'ipotesi di una nuova amministrazione mossa a destra. Come se le due tornate potessero essere liquidate insieme, senza tener conto delle differenze organiche. In fondo la campagna serrata di Bussagli & Co., portata avanti tra ospit di alto rango e segnalazioni di inefficienze amministrative, sembrava aver fatto breccia in parecchi cittadini. Ma l'appoggio sbandierato sui social non basta a consacrare un sindaco. E così dopo poche ore dall'inizio dello spoglio, è stato subito evidente che Veroli da questo vento di cambiamento non è stata nemmeno solleticata. La sfilata salviana è servita ad assicurare il posto di prima lista tra tutte alla Lega, ma non è bastata a Bussagli per diventare primo cittadino. Anzi, il risultato della coalizione si è assestato su un modesto 33,67, un tiepido riscontro se paragonato al dispiegamento di forze e l'impegno prolisso del Senatore Rufa. L'Onorevole e il Professore escono come i grandi sconfitti di questa tornata, massacrati dalle percentuali e dall'opinione popolare, altro che Carthago delenda est. Una debacle della comunicazione del "Io Amo Veroli" che si arresta davanti alla concretezza di Simone Cretaro e la sua squadra. Perché il corposo risultato, che per un soffio ha sfiorato anche il premio che sarebbe valso la giunta a 12 seggi di maggioranza, è frutto di un lavoro di tutta la compagine, al di là dei personalismi. Una sinergica collaborazione attiva sul territorio e attenta al sociale, in grado di formare una rete salda che supera la novità a prescindere. Questo è lo scotto che che Bussagli ha pagato: porsi non come avversario ma come nemico, metodo che in politica paga solo con pacche sulle spalle e non con il consenso reale.

Stesso prezzo per Fabrizio Cretaro. Veroli non si inchina alle teorie pentastellate, tanto da riconoscerli merito con solo 944 voti. Nessun consigliere oltre il candidato sindaco per il Movimento, che non attecchisce sul territorio e nel tentativo di mostrarsi vicino ai cittadini, finisce per parlare una lingua sconosciuta che disorienta gli elettori. Per gli streaming dei consigli comunali ci sarà da attendere, nel frattempo basterebbe andarli ad ascoltare, sono aperti a tutti.

Così con la vittoria in mano, Simone Cretaro indossa nuovamente la fascia tricolore e si prepara ad altri cinque anni da primo cittadino. Ad affiancarlo, un consiglio variegato che tra volti conosciuti vede anche qualche novità. Riconfermati nomi che hanno fatto la differenza nelle passate amministrazioni, uno tra tutti il consigliere provinciale Germano Caperna, che con quasi 600 voti, è di nuovo il primo degli eletti. Lo seguono a ruota Assunta Parente, gli Assessori Cristina Verro e Patrizia Viglianti e Francesca Cerquozzi, tutti facente parti della squadra del PD; sarà proprio dentro il partito che si aprirà la partita più interessante per le cariche che contano.

Ma per le nomine c'è tempo, il sindaco può respirare ancora qualche giorno prima di affrontare le possibili tempeste interne. Ora c'è spazio solo per godersi la vittoria. Consapevole soprattutto, di non aver tradito il suo stile equilibrato e pratico, Cretaro ha tra le mani un paese migliore di cinque anni fa, a lui ora tocca fare l'ennesimo salto di qualità. I verolani gli hanno riconsegnato le chiavi della città, che sappia custodirle a dovere. Per ora i cittadini possono star tranquilli: nessuna funivia per Prato di Campoli e durante i Fasti nessuno sarà costretto a giocare alla Pallacorda.

 

 

 

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