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Con Don Tonino la Via Crucis

 FacciAMO una Via Crucis, insieme anche se ognuno a casa sua! Unità Pastorale di Ceccano centro Ep. 4

 

 

 

 

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Art.UNO e i decreti del Governo

  • Pubblicato in Partiti

Covid 19 e inizitive del Governo

artunoroma 350 mindi Piero Latino - Si è svolta una riunione del artito Articolo Uno che ha visto impegnati i Segratri regionali e delle Aree metropolitane insieme ai responsabili dei dipartimenti.

Maria Cecilia Guerra, sottosegretario all’economia, ha svolto una relazione introduttiva per illustrare i contenuti del decreto di marzo e per avviare la discussione sul decreto di aprile. Dal suo intervento è emersa tutta l’importanza del rapporto con l’Unione europea e con gli altri Stati in merito alle misure già assunte dai singoli governi nazionali e, soprattutto, a quelle che dovranno essere assunte nelle prossime settimane e mesi.

La sospensione del Patto di stabilità e la decisione della BCE di immettere nel sistema finanziario 750 miliardi di euro anche per acquistare titoli di stato dei paesi dell’Unione sono misure eccezionali che stanno consentendo di affrontare queste settimane di emergenza ma è chiaro che in prospettiva solo una condivisione degli strumenti e degli oneri finanziari che ne derivano, come gli eurobond o i coronabond può assicurare la tenuta dell’Unione europea.

In questo senso Articolo Uno esprime tutto il proprio sostegno all’azione che il Presidente del Consiglio sta portando avanti nelle sedi deputate e invita tutti gli alleati della maggioranza ad assumere lo stesso atteggiamento evitando di avanzare, in questa fase, proposte alternative che indeboliscono l’iniziativa del governo italiano impegnato in una delicatissima e fondamentale trattativa. La nostra contrarietà all’utilizzo del Mes deriva principalmente dalla esigenza che l’Italia ha di ricorrere a prestiti con tassi d’interesse bassi, vicini allo zero, e a lunga scadenza, in modo tale da ammortizzare al massimo il costo delle misure che stiamo adottando per contrastare, sul piano economico e sociale, la crisi determinata dal virus. Il meccanismo previsto in caso di utilizzo del Mes, invece, prevede solo due anni di tempo e condizioni vincolanti per il rientro nei parametri economici dell’Unione. E’ chiaro che non è lo strumento adatto per il nostro Paese.

Nel merito del decreto di marzo la questione principale è la velocità con la quale le misure previste verranno effettivamente realizzate: il pagamento della Cassa integrazione ad opera delle Regioni e dell’INPS deve avvenire in tempi rapidissimi al fine di garantire a tutti i lavoratori di non rimanere senza reddito. Sono state adottate misure di snellimento delle procedure previste e organizzate specifiche task-force per smaltire l’enorme mole di richieste che stanno arrivando dalle aziende.

Analogo discorso vale per le richieste dell’una tantum di 600 euro previste per le partite Iva e i professionisti. Il governo sta lavorando per un accordo con l’Abi, l’associazione delle banche, per rispettare l’indicazione del 15 aprile come data utile per la riscossione degli emolumenti per tutti.

Per il decreto di aprile la novità maggiore dovrebbe essere l’istituzione di un Reddito di emergenza temporaneo che consenta di tutelare anche coloro che rimarranno scoperti dalle misure previste dal decreto di marzo: colf e badanti, lavoratori in nero e tutti coloro ai quali non è stato rinnovato o non sarà rinnovato il contratto. Come sapete, per la prima volta dal dopo-guerra i licenziamenti sono stati bloccati: si tratta di una misura giusta che, però, non copre il mancato rinnovo di un contratto poiché, giuridicamente non è un licenziamento.

Ecco perché il Reddito di emergenza, sorta di reddito di cittadinanza a tempo, è uno strumento semplice ed efficace, capace di colmare le lacune delle misure, pure molto importanti, varate a marzo.

Articolo Uno sostiene fortemente questa proposta che contribuisce alla costruzione di un impianto universalistico di welfare capace di proteggere tutti i cittadini che perdono o vedono ridotto il proprio reddito. Tutele per tutti e stop ai licenziamenti come condizione per erogare i finanziamenti pubblici alle aziende e difendere il nostro tessuto produttivo: riteniamo che sia questa la via giusta per uscire dalla crisi valorizzando il lavoro che è la parte più larga e importante della società italiana.

Infine è di ieri il decreto che anticipa 4,3 miliardi di euro ai comuni per i servizi sociali e stanzia 400 milioni per la spesa alimentare, un primo passo importante verso la parte più debole della società. Le opposizioni, in particolare la Lega di Salvini stanno facendo una campagna propagandistica miserabile basata su due fake news: la prima riguarda l’esiguità dei 400 milioni e la seconda una presunta disparità delle risorse a favore del Sud e a discapito del Nord.

Si legge in queste ore sui social che il governo avrebbe stanziato 6,5 euro a testa per la spesa alimentare. Questa cifra si ricava dividendo i 400 milioni per l’intera popolazione italiana composta da 60 milioni di abitanti. E’ un inganno ignobile che va denunciato da tutti noi con forza: questi fondi sono destinati ai cosiddetti indigenti, cioè a coloro che vivono sotto la soglia di povertà e comunque si trovano in una situazione di disagio. E’ quindi una misura di giustizia sociale che dobbiamo difendere e valorizzare con forza denunciando la lotta della Lega contro i poveri invece che contro la povertà. La seconda fake news ci riporta ai bei tempi della Lega Nord e degli slogan contro il mezzogiorno. Il governo ha deciso di suddividere i 400 milioni utilizzando due criteri: il numero di abitanti determina l’80% dello stanziamento, pari a 320 milioni di euro, mentre il reddito pro-capite dei singoli comuni rispetto al reddito medio nazionale determina il restante 20%, pari a 80 milioni di euro. Accade così che a parità di abitanti i Comuni con reddito inferiore abbiano assegnate un po’ di risorse in più. Ecco che il Coronavirus ci costringe a riflettere sulle disuguaglianze sociali e tra il Sud e il Nord del Paese e di nuovo la Lega si oppone ad un racconto di verità e sceglie la via dell’agitazione razzista per dividere gli italiani.

E’ importante che gli interventi contro il disagio vadano ancora più in profondità consentendo di affrontare la violenza di genere nelle mura domestiche un fenomeno che fatica ad emergere ma che ha invece enorme diffusione.
Lo stesso vale per il disagio mentale e psicologico causato da questo prolungato periodo di permanenza in casa: moltissimi cittadini si rivolgono ai servizi sociali per ricevere aiuto e faticano ad avere risposte adeguate.

Articolo Uno proporrà un ventaglio di iniziative in questa direzione con adeguati finanziamenti.

Questa è in sintesi la discussione svolta e le decisioni assunte.

Questa epidemia ha messo a dura prova tutte le forze politiche, compresa la nostra: è una prova difficile ma possiamo affrontarla anche grazie alla tecnologia informatica. Nei prossimi giorni proveremo ad organizzare una riunione on-line e sarete informati per tempo delle modalità con le quali sarà possibile partecipare. Nel frattempo proveremo a far circolare le informazioni e le prese di posizione di Articolo Uno e del governo utilizzando i classici canali social.

La riunione si chiude con la richiesta di lottare per sconfiggere il virus, combattere la destra nazionalista e le forze liberiste per cambiare in meglio l’Italia.

 

 

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Coronavirus: Pupi Avati scrive alla RAI

Bellissima lettera alla Rai di Pupi Avati

PupiAvati 350 minRiflessione e proposta

E piango e rido davanti alla televisione come piangono e ridono i vecchi ,che è poi come piangono e ridono i bambini, cercando di fare in modo che mia moglie non se ne accorga. Fra i tanti che se ne sono andati un mio amico, Bruno Longhi, grande clarinettista milanese, che il coronavirus ha portato via senza tener conto della sua bravura, di come suonava Memories of you, meglio di Benny Goodman . E’ il primo periodo della mia vita in cui anziché abbracciare vorrei essere abbracciato. Mi manca persino quella specie di bacio notturno con il quale auguro la buonanotte a mia moglie e che lei giustamente mi ha vietato. Dormo di più la mattina, nel silenzio profondo ,cimiteriale di una città morta , appartengo anagraficamente alla categoria di quelli più svelti a morire.

Ma in questo sterminato silenzio , che è sacro e misterioso e che ci fa comprendere la nostra pochezza, la nostra vigliaccheria , ci commuove la consapevolezza dei tanti che stanno mettendo a repentaglio le loro vite per salvarci.
E questo stesso silenzio sarebbe opportuno per i tanti che destituiti di ogni competenza specifica continuano a sproloquiare saltapicchiando da un programma all’altro privi di ogni pudore , di ogni senso del limite. Coloro che con tanta solerzia, con tanta supponenza, ci hanno accompagnato nel corso degli ultimi decenni appartengono al Prima del Coronavirus, quando era possibile il cazzeggio. Ora, se usciremo da questa esperienza, dovremo farne tesoro, dovremo trovare un senso a quello che è accaduto , soccorrendo le tante famiglie di chi ha pagato con la vita, aiutando a superare le difficoltà enormi, spesso insormontabili, nelle quali si troveranno i più, impegnandoci tutti a sostituire il dire con il fare, come accadde dopo la liberazione.

Quello che provo somiglia a quando al cinematografo negli anni cinquanta si rompeva la pellicola e accadeva che venivi scaraventato fuori da quella storia che era stata capace di sottrarti allo squallore del tuo quotidiano. Rottura accolta da un boato di delusione simultaneo all’accensione improvvisa di luci fastidiose. Me ne restavo seduto, stretto in me stesso, cercando di tenermi dentro il film , “ dimmi quando ricomincia “ dicevo a mia madre tenendo gli occhi chiusi e pregando perché quelli su in cabina si sbrigassero a riattaccare la pellicola. Perché fossi restituito al più presto a quel magico altrove. . Ecco questo tempo che sto vivendo che non somiglia a niente , è un pezzo della mia vita che vivo con gli occhi chiusi, in attesa di poterli riaprire

E quel mondo che si sta allontanando, che non tornerà più ad esserci, che non piaceva a nessuno, del quale tutti si lamentavano, eppure temo che di quel mondo proveremo una crescente nostalgia.
E allora mi chiedo perché In questo tempo sospeso, fra il reale e l’irreale, come in assenza di gravità, i media e soprattutto la televisione e soprattutto la RAI, in un momento in cui il Dio Mercato al quale dobbiamo la generale acquiescenza alll’Auditel, non approfitti di questa tregua sabbatica di settimane, di mesi, per sconvolgere totalmente i suoi palinsesti dando al paese l’opportunità di crescere culturalmente.

Perché non si sconvolgono i palinsesti programmando finalmente i grandi film, i grandi concerti di musica classica, di jazz, di pop, i documentari sulla vita e le opere dei grandi pittori, dei grandi scultori, dei grandi architetti , la lettura dei testi dei grandi scrittorii, la prosa, la poesia, la danza, insomma perché non diamo la possibilità a milioni di utenti di scoprire che c’è altro ,al di là dello sterile cicaleccio dei salotti frequentati da vip o dai soliti opinionisti.

Perché non proporre quel tipo di programmazione che fa rizzare i capelli ai pubblicitari ! Perché non approfittiamo di questa così speciale opportunità per provare a far crescere culturalmente il paese stravolgendo davvero i vecchi parametri, contando sull’effetto terapeutico della bellezza ? Il mio appello va al Presidente, al Direttore Generale, al Consiglio di Amministrazione della RAI affinché mettano mano a un progetto così ambizioso e tuttavia così economico. Progetto che ci faccia trovare , quando in cabina finalmente saranno stati in grado di aggiustare la pellicola, migliori, più consapevoli di come eravamo quando all’improvviso si interruppe la proiezione . E potremo allora riaprire gli occhi.

Pupi Avati

 fonte: corriere.it

 

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Che il Prefetto sia garante di sicurezza e mezzi per vivere

Agenda dei Disoccupati

vertenza frusinate definitivodi Luigi Carlini - Considerato che Vertenza Frusinate al momento non può fare nessuna rivendicazione visto gli eventi tragici che stiamo attraversando (Covid 19), possiamo solo agire virtualmente.

Oggi ho provveduto ad inviare la seguente nota a:

Prefetto di Frosinone Dott. Ignazio Portelli
al presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo
al vice presidente della provincia di Frosinone Luigi Vagana
al presidente del consiglio di Frosinone Daniele Maura
all'assessore al lavoro del Lazio Claudio di Berardino
alla segreteria lavoro del Lazio
alla segreteria formazione del Lazio
e per conoscenza ai segretari nazionali generali di cgil,cisl,uil e ugl
ed ai segretari provinciali di cgil,cisl,uil e ugl
a tutti i politici del territorio di maggioranza e opposizione
della camera del senato e della regione Lazio e consiglieri provinciali
e a tutti i politici di nostra conoscenza
e a tutti i sindaci di nostra conoscenza

impegnatevi a condividere tutto questo e mandatela ai vostri sindaci
E' IMPORTANTE.
Inoltre questa mail è stata inviata a tutta l'informazione locale e regionale di nostra conoscenza ed anche alla redazione de ilfattoquoditiano.it

«Egregio Sig. Prefetto:
Lei conosce perfettamente la lotta dei disoccupati che si sono autoorganizzati sotto la sigla di Vertenza Frusinate.
Ci rendiamo conto del difficile momento che si sta vivendo, ma siamo costretti a disturbarla nuovamente in quanto è dal 02/01/2020 che è scaduta la mobilità in deroga e pur essendo stato approvato il rifinanziamento, ad oggi non abbiamo notizie a riguardo.

Siamo esausti e demoralizzati, sentiamo giustamente parlare di provvedimenti urgenti da parte del Governo verso le imprese e chi non può lavorare a causa dell'attuale situazione (Covid 19), ma sulla situazione del rifinanziamento della mobilità in deroga nella nostra zona Frosinone - Rieti, abbiamo notizie molto vaghe e spesso contrastanti anche in riferimento all'ultimo decreto.
Mentre altre aree di crisi complessa stanno avanti come sempre nelle ripartizioni e nelle RASSICURAZIONI verso i disoccupati perchè evidentemente qualcuno spinge, nella nostra area di crisi complessa, siamo sempre il fanalino di coda.

Il 21/02/2020, le sigle sindacali hanno incontrato l'Assessore al lavoro del Lazio, non si è ben capito l'esito di tale incontro, ci viene detto ancora oggi che devono essere fatte le ripartizioni del denaro stanziato, ma non sappiamo quando questo avverrà poichè nessuno risponde alle nostre ripetute richieste di aggiornamenti o al massimo ci viene risposto che dobbiamo aspettare.

La situazione sta diventando drammatica, il denaro che ci è stato erogato a saldo della vecchia deroga, è bastato a malapena a coprire i debiti fatti nei 9 mesi durante i quali non avevamo percepito alcun reddito.
Ogni anno ci viene promesso dalle istituzioni che la procedura successiva avrà tempi più rapidi ma alla fine questo non si è mai verificato e ancora oggi ci troviamo ad attendere mesi.

Chiediamo cortesemente, nei limiti del possibile, un suo intervento per fare chiarezza sulla situazione e eventualmente sollecitare chi di dovere.

Egregio Signor Prefetto Lei ha ricevuto la lettera dei sindacati che le sollecitano il massimo rigore nel verificare il rispetto del decreto 22 marzo sulla sicurezza nelle attività lavorative che noi condividiamo con il cuore e la mente. Le chiediamo con la stessa forza che Lei si accerti con lo stesso rigore dell'erogazione dei provvedimenti economici previsti nei decreti in vigore. Anche questa è sopravvivenza. Grazie»

 

Vertenza Frusinate

 

 

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Globo Sora-Sir Safety Conad Perugia, rinviata

Volley

Unmuro volleyLa Federazione Italiana Pallavolo, congiuntamente alle due Leghe di Serie A Maschile e Femminile, rende noto di aver deciso di sospendere l’intera attività pallavolistica nazionale a tutti livelli fino al 1 marzo compreso, per questo l'incontro tra la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora e la Sir Safety Conad Perugia in programma domenica alle ore 18 al PalaCoccia di Veroli, è rinviato a data da destinarsi. La decisione è stata assunta al termine di una riunione d’urgenza tenutasi ieri a Bologna in conseguenza dei diversi provvedimenti che si stanno assumendo in ambito governativo – istituzionale quali le decisioni adottate dai Presidenti delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna alle quali si è aggiunta la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento. I tre organismi, con la suddetta decisione, intendono porre la massima attenzione alla salvaguardia della salute comune e si impegnano a monitorare costantemente la situazione, riservandosi di prendere ulteriori decisioni dandone tempestiva comunicazione.

Contemporaneamente la Fipav invierà una lettera al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora e al Coni per chiedere quali le possibili situazioni per garantire l’eventuale continuazione delle attività agonistiche ivi compreso lo svolgimento degli allenamenti. Sarà cura della Federazione anche inviare una lettera al presidente della Cev Aleksandar Boricic relativamente alla partecipazione delle squadre italiane impegnate nelle coppe europee. La Lega Pallavolo Serie A auspica che le autorità competenti autorizzino incontri a porte chiuse a partire dal 2 marzo.

 

Precauzioni coronavirus

 

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Volley, alla Mosaic Olimpia Sora il titolo territoriale Under 14 femminile

Premiazioni Volleydonne febbraio20 350 minVolley

E’ andato alla Mosaic Olimpia Volley Sora il titolo di campione territoriale Under 14 femminile di volley. La final four si è svolta domenica scorsa presso il palazzetto dello sport di Alatri ed ha visto impegnate le ragazze delle società Mosaic Olimpia, Volley Sora, GLM Boville Volley Asd, Pallavolo Ceprano, Real Piedimonte Volley Club. Tutte le ragazze hanno vissuto con grande emozione la giornata di sport e di sana competizione. In palio c'era la qualificazione alla fase regionale, dove le due compagini che hanno disputato la finale vanno a rappresentare la Ciociaria. Come detto ad imporsi è stata la Mosaic Olimpia Volley Sora che ha superato in finale per 3-0 la GLM Boville Volley Asd.

La finalina per terzo e quarto posto si è disputata tra le squadre della Pallavolo Ceprano e del Real Piedimonte Volley Club e, ha visto vincenti le ragazze della Pallavolo Ceprano. Grande soddisfazione del comitato Fipav di Frosinone, in particolare la responsabile Luciana Mantua, che, avendo organizzato l'evento, ha riscontrato un'ampia affluenza di pubblico durante tutto l'arco della giornata.

 

 

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Solidarietà lavoratori Burgo di Sora con quelli Reno de Medici

Solidarietà

Reno De Medici 390 minI Lavoratori iscritti alla SLC CGIL della Cartiera Burgo di Sora, esprimono solidarietà e vicinanza alle Lavoratrici e ai Lavoratori della Cartiera Reno de Medici di Villa Santa Lucia, che in questi giorni stanno lottando per la difesa del proprio posto di lavoro.

Sappiamo che il nostro territorio non offre opportunità di lavoro alternative, quindi uno Stabilimento importante come quello della Reno de Medici deve essere difeso a tutti i costi, con la consapevolezza che l’ambiente e la salute pubblica devono essere sempre preservate, pertanto ci auguriamo che si trovino al più presto soluzioni sostenibili per permettere il riavvio completo dello stabilimento.

Noi ci faremo trovare pronti, nel caso dovesse servire e ci uniremo alla giusta lotta per il lavoro, l’occupazione e la sostenibilità ambientale.

Un caro saluto ai nostri Colleghi.

 

Dai lavoratori SLC - CGIL Burgo di Sora
Lotte sindacali per il lavoro

 

 

Reddito di cittadinanza in Ciociaria: analisi Uil

bandiera uil 350 minReddito e pensione di cittadinanza. Tarquini (Uil Frosinone): “Quasi diecimila famiglie lo percepiscono. Per loro un importo medio mensile di 498 euro”

 

“Sono oltre 22mila le persone che in Ciociaria hanno visto riconosciuto il diritto a percepire il reddito e la pensione di cittadinanza per un totale di 9988 famiglie. Mediamente uomini e donne hanno percepito mensilmente un importo di 498 euro”. Questi i dati elaborati dalla Uil di Frosinone relativi al decreto legge introdotto dal governo nazionale un anno fa con l’obiettivo di contrastare la povertà e favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.
“Al di là dei furbetti e degli illeciti scoperti dalle forze dell’ordine – spiega Anita Tarquini, Segretaria della Uil di Frosinone – il nostro studio fotografa una realtà che fa tremare i polsi. Le cifre della nostra provincia sono infatti le più elevate in termini di importi corrisposti a uomini e donne: il territorio ciociaro viene prima di quello romano, dove l’importo medio mensile dei percettori di questa misura si è attestato a 474 euro e di Latina, dove la cifra corrisposta è stata di 472 euro. In termini di nuclei coinvolti dal reddito e dalla pensione di cittadinanza, le nostre 22468 famiglie collocano Frosinone in terza posizione dopo Roma con 137498 nuclei e Latina con 24400 famiglie”.

“Nel Lazio sono quasi 93 mila i nuclei familiari che cui è stato riconosciuto il diritto al sostegno economico e oltre 200 mila le persone che lo esercitano – aggiunge l’esponente Uil della Ciociara – Siamo sempre stati favorevoli alle misure che si pongono il fine di contrastare la povertà e quindi anche al reddito di cittadinanza. Questa nostra elaborazione conferma le criticità del territorio: posti di lavoro che saltano, aziende in crisi, difficoltà nel trovare una nuova occupazione. Difficoltà confermata anche i numeri della cassa integrazione, basti pensare che nel 2018 tra ordinaria, straordinaria e in deroga sono state oltre quattro milioni le ore concesse dall’Inps agli uomini e alle donne della nostra provincia, mentre nel 2019 le ore sono arrivate a oltre sei milioni, con un incremento del 51,6 per cento”.

“E’ chiaro quindi che serve un’inversione di tendenza – conclude Tarquini – che da un lato non deve dimenticare chi si trova in difficoltà, ma che offra loro anche una prospettiva futura migliore. E’ per questo che le politiche attive del lavoro vanno implementate. Non solo. Per uscire definitivamente dalla palude, servono politiche di sviluppo, investimenti pubblici e privati. Serve una politica economica molto più incisiva della attuale in grado di rilanciare definitivamente l’occupazione, che in questo territorio oggi è merce rara”.

 

Uil Frosinone

 

 

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Prescrizione: l'opinione di Carla Corsetti

prescrizione 350 mindi Carla Corsetti* - Le cronache ci restituiscono la narrazione falsa di una giustizia negata a causa della prescrizione quando le cause sono altre.

I processi con imputati “eccellenti” che restano impuniti per via della prescrizione, sono evidenziati in modo esponenziale, ma non sono loro il vero obiettivo della riforma volta ad eliminare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, il vero obiettivo sta nel potenziamento del sistema repressivo generale per depotenziare la conflittualità sociale, lasciando che soggetti attinti da accuse repressive possano essere neutralizzati per anni, imbrigliati nelle maglie di processi che possono durare anche trenta anni.

La prescrizione, piuttosto, è un correttivo del sistema, è un diritto dell’imputato contro lo Stato, è il meccanismo di protezione dei deboli contro l’inferno della macchina giudiziaria.
La prescrizione è come il laccio emostatico quando c’è una emorragia a causa di una ferita.

Sarebbe necessario prevenire le cause che hanno determinato la ferita oppure sarebbe necessario attuare le condizioni per tamponarla in via definitiva, ma se la persona ferita soccombe nonostante il laccio emostatico abbia rallentato il sanguinamento, non puoi pensare che sia stato il laccio emostatico responsabile del decesso.
Eppure la stampa ci descrive la prescrizione come la causa di tutti i mali della giustizia, legando alla sua negazione le pulsioni giustizialiste di magistrati frustrati, o le costruzioni di popolarità di politici in mala fede.
Non si trascura la rabbia di chi si vede negata la giustizia, ma la prescrizione non è la causa, la prescrizione è l’epilogo, è la dichiarazione finale di ciò che è già stato negato a monte, è il “game over” del sistema.
In Italia si ha un carico di procedimenti penali pendenti di circa un milione e di questi, secondo le ultime statistiche fornite dal Ministero di Giustizia, circa 125.000 l’anno si risolvono con prescrizione, ovvero circa il 12% dei procedimenti.

Il dato rilevante è che oltre 56.000 procedimenti si prescrivono perché le procure arrivano in ritardo a formulare le imputazioni, molto spesso dopo farraginose indagini in cui avvocati e cittadini, eccellenti e non, sono meri spettatori.
I processi che riguardano imputati eccellenti, a cui si dà risalto mediatico, sono una percentuale irrisoria.
Quasi tutti i 125.000 procedimenti riguardano reati minori, ed hanno come protagonisti persone comuni che sono incappate nelle maglie della giustizia per reati non gravi, spesso legati a situazioni di disagio economico e sociale, ma spesso legati anche ad azioni di protesta e dimostrative, e che a causa della lentezza della macchina giudiziaria, restano appesi ad un processo per anni.

Ma per avere contezza del decorso della prescrizione, occorre dire anche quali sono i tempi in riferimento ai reati più eclatanti:

1. sequestro di persona a scopo di estorsione: 60 anni;
2. associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: 40 anni;
3. associazione per agevolare l’immigrazione clandestina: 30 anni;
4. associazione di tipo mafioso: 30 anni;
5. voto di scambio politico-mafioso: 24 anni;
6. morte o lesioni come conseguenza di inquinamento ambientale: 50 anni;
7. omicidio stradale: 45 anni;
8. violenza sessuale: 30 anni;
9. maltrattamenti contro familiari e conviventi: 17 anni e 6 mesi (elevati a 37 anni e 6 mesi se dal fatto deriva una lesione gravissima; e a 60 anni se dal fatto deriva la morte);
10. atti sessuali con minorenne: 60 anni;
11. violenza sessuale di gruppo: 35 anni;
12. rapina: 25 anni;
13. furto in abitazione e furto con strappo:12 anni e 6 mesi;
14. produzione; traffico e detenzione di sostanze stupefacenti: 25 anni;
15. estorsione: 25 anni;
16. usura:12 anni e 6 mesi;
17. corruzione in atti giudiziari: 30 anni;
18. induzione indebita a dare o promettere utilità: 15 anni e 9 mesi;
19. corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio: 15 anni;
20. corruzione per l’esercizio della funzione: 12 anni;
21. bancarotta fraudolenta: 18 anni e 9 mesi;
22. concussione: 15 anni;
23. peculato: 12 anni e 7 mesi;
24. falso in atti pubblici: 12 anni e 6 mesi.

I reati che prevedono la pena dell’ergastolo, comunque, non si prescrivono.
Secondo il Ministro Bonafede allo Stato italiano non bastano 30 anni, in media, per stabilire se una persona è colpevole oppure no, e questa conclusione è aberrante.

La prescrizione nel nostro ordinamento è un diritto che non è legato in maniera semplicistica ai meccanismi che regolamentano il processo, perché la prescrizione non ha valenza processuale, ma sostanziale, e come tale è legata al principio di legalità.
Il principio di legalità è un principio cardine di tutti gli stati democratici e garantisce i cittadini dall’uso della forza da parte dello Stato.

Se si considera che il diritto penale di per sé è repressivo, il principio di legalità è fondamentale per impedire gli abusi da parte del potere esecutivo.
Se si consentirà che venga smantellata la prescrizione, non ci vorrà molto perché, con effetto domino, verranno giù anche le altre garanzie democratiche, una dopo l’altra, come nelle migliori tradizioni totalitaristiche.
Abbiamo già leggi repressive, abbiamo già carceri fatiscenti e oppressive, abbiamo già una società infelice, abbiamo le maggiori organizzazioni politiche (Lega e PD, con una terza forza, M5S, in via di dissolvimento dopo aver fatto da stampella alle altre due) sul libro paga delle lobby finanziarie, pronte a svendere i nostri diritti come se fosse l’unica loro missione.

Ebbene, di fronte a tutto questo diventa puro masochismo condividere lo smantellamento delle garanzie del sistema penale.
Quando viene sbandierato l’esempio di come funziona la prescrizione negli altri Paesi, come sempre accade, la comparazione diventa un fuor d’opera: è come dire che negli altri Paesi sulla pizza margherita mettono la marmellata.

Le soluzioni sono altrove, sono innanzitutto nella depenalizzazione e nel potenziamento degli uffici giudiziari rimasti senza organico sufficiente e commisurato ai carichi di lavoro, ma soprattutto nella abrogazione di leggi repressive che mortificano il concetto stesso di civiltà del diritto (come ii decreti sicurezza).

Eliminare la prescrizione è un grave errore e le conseguenze di questa scelta scellerata non le pagheranno gli imputati eccellenti, che sono una percentuale minima, anche se sbandierati come esempi per dare supporto emotivo ad una riforma ingiusta.
Vista la determinazione del potere finanziario e politico a gestire il conflitto sociale con la repressione penale, le conseguenze le pagheranno 125.000 anonimi ogni anno, destinati comunque ad aumentare, strangolati da una mentalità repressiva forcaiola.

 

*Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea e componente del coordinamento nazionale di Potere al Popolo

 

 

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Legambiente e l’utilizzo delle ceneri da termovalorizzazione

LegambienteAnagniValutazioni di Legambiente sulla sperimentazione dell’utilizzo delle ceneri residuo di termovalorizzazione.

L’ufficio scientifico di Legambiente ha esaminato i risultati della sperimentazione dell’impiego di scorie da termovalorizzazione nel processo di produzione di gres porcellanato, effettuata dalla società SAXA GRES di Anagni.

“La relazione esaminata ha evidenziato diverse incongruenze e lacune sia nella fase operativa della lavorazione che nei risultati delle analisi condotte - dichiara Andrea Minutolo, coordinatore scientifico nazionale di Legambiente - In generale persistono dubbi sulle operazioni di stoccaggio delle ceneri, sulle emissioni in atmosfera e sull’utilizzo delle ceneri che potrebbero determinare situazioni potenzialmente dannose per la salute dei lavoratori e per l’ambiente.”

L’ utilizzo di scorie provenienti dal termovalorizzatore di San Vittore nella produzione di manufatti si presenta come una proposta di Economia Circolare in linea con i principi dell’End of Waste. “Tuttavia, dopo una visita informale dello stabilimento, alla quale abbiamo partecipato nel settembre 2016 insieme ai vertici nazionali e regionali di Legambiente, - dichiara Rita Ambrosino, presidente del Circolo Legambiente Anagni - avevamo riportato dubbi che ci avevano indotto a sospendere qualsiasi giudizio in merito.”

Nonostante le promesse, inoltre, alla visita ed alla presentazione particolareggiata dei piani di sviluppo e riavvio della fabbrica non era seguita nessuna documentazione tecnica di dettaglio che consentisse considerazioni più approfondite. Per poter esprimere un giudizio sulla base di dati certi, è stato quindi necessario attendere la relazione sui risultati del progetto sperimentale presentata in Regione.

Il documento conclusivo prodotto da Legambiente sarà trasmesso alla Regione Lazio – Direzione Politiche ambientali e Ciclo dei Rifiuti, alle competenti autorità territoriali e alla Saxa Gres per le azioni del caso.

CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI

mail :

pec:

web: www.legambienteanagni.com

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