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Gianmarco Capogna

Gianmarco Capogna

Classe 1989, sono specializzato in Politiche europee della non discriminazione. Sono Responsabile Diritti, Non Discriminazioni e Uguaglianza per i Giovani Democratici di Frosinone. Convintamente progressista e di sinistra, sicuramente civatiano.

URL del sito web:

A Frosinone serve una sintesi politica ma non a tutti i costi.

CAPOLUOGO VERSO VOTO 2022

L'interesse è per cittadinanza e parti sociali, soprattutto le associazioni impegnate e costruttive

di Gianmarco Capogna*
frosinone corso della repubblica 350 260Non abbiamo mai fatto mistero di aver intrapreso un percorso esplorativo all’interno del campo del centro-sinistra aperto alla partecipazione del Movimento 5 Stelle per le prossime amministrative di Frosinone. È un fatto che confermo, a nome del Comitato Possibile di Frosinone.

Per quanto ci riguarda la costruzione di una coalizione di questo tipo deve avere una prospettiva capace di rappresentare un cambiamento radicale per la città anche in termini di rinnovamento politico e generazionale. Si parte dal metodo, dai contenuti, dal programma e, in contemporanea, dai criteri per l’individuazione della migliore figura capace di rappresentare questo progetto.

In questo senso sì, confermo quanto è stato riportato dalla stampa e cioè che Possibile chiede una sintesi politica. Ma non una sintesi a tutti i costi e con tutti indifferentemente.

La nostra è una posizione chiara e trasparente espressa in maniera coerente a tutti i partecipanti agli incontri di questi mesi. Riteniamo che non debbano esserci processi sovradeterminati in altre sedi e che chiunque sia interessato a prendere parte a questo percorso venga a rapportarsi col tavolo stesso spiegando quale sia la sua idea di città e quale sia il contributo che vuole portare.

Inoltre, una condizione politica sine qua non: chi vuole partecipare a questa coalizione deve necessariamente non essere coinvolto nella maggioranza attuale. Questo proprio perché le intenzioni alla base del lavoro portato avanti in questi mesi sono quelle di costruire una piattaforma programmatica ed elettorale capace di assicurare alternativa e discontinuità.

Preferiamo una sintesi politica anche in ottica di scelta della figura candidata a Sindaco/a perché rappresenterebbe un avanzamento in termini qualitativi dell’unità e della coesione della coalizione stessa. Se questo non avvenisse abbiamo anche detto che si può pensare alle primarie, dove non avremmo problemi, con Frosinone In Comune e raccogliendo anche altri consensi, ad avanzare una nostra candidatura. Ma le primarie non possono diventare uno strumento per autocandidature mai presentate in sede di discussione politica e programmatica. Questo non per limitarne la portata democratica o l’apertura ma perché chiunque sarà candidato/a Sindaco/a dovrà essere un nome rappresentativo di tutti non solo di alcuni.

Con questo spirito io ed Anna Rosa Frate, che è sempre stata con me a questi incontri, stiamo portando il nostro contributo nel pieno rispetto delle altre forze politiche anche di fronte a scelte di cui non comprendiamo le ragioni come decidere di non partecipare, senza spiegazioni, ad una riunione che era stata fissata collegialmente.

Ultimo, ma non ultimo, l’allargamento che per noi è determinante è verso la cittadinanza e le parti sociali, in primis verso le associazioni che in questi anni hanno saputo tenere alta l’attenzione su tanti temi. Allo stesso modo, però, rifuggiamo da chi, anche da quel mondo, preferisce sempre attaccare la politica facendone un miscuglio indefinito. C’è chi come noi di Possibile che non si è mai sottratto al dialogo e al confronto con la piena disponibilità a sostenere il lavoro delle associazioni e delle reti e ritengo che questo sia meritevole di rispetto e anche di un tentativo di avvicinamento che può solo che rafforzare l’eventuale coalizione.

*Gianmarco Capogna
Portavoce nazionale Possibile LGBTI+
Componente del Comitato Possibile di Frosinone
Pubblicato in Capoluogo

Frosinone, centrosinistra e voto 2022: "POSSIBILE" fa chiarezza

CAPOLUOGO VERSO IL VOTO

L’unità non è un principio che esiste in quanto tale, va costruita e progettata

di Gianmarco Capogna (lungo ma spero chiarificatore)
Possibile logo 350 260Il mio nome, insieme a quello di Anna Rosa Frate, portavoce di Possibile Comitato Provinciale Frosinone, è comparso in un articolo che riporta di una riunione che si è svolta una settimana fa alla Saletta delle Arti.

È vero ci siamo stati su invito di MDP-Articolo 1, e c’erano anche PD, PSI e Azione. Secondo la lettera di convocazione che abbiamo ricevuto obiettivo era ++ il csx a partire dai partiti, per ridare loro centralità, e poi aprire a civiche, associazioni e quanto altro. Legittimo anche se poi non capisco perché se si deve partire dai partiti si invitino realtà che partiti non sono, ma, ripeto, noi eravamo ospiti non promotori della riunione.

Da mesi, con tutti gli interlocutori che abbiamo avuto, la nostra posizione è sempre stata chiara: siamo aperti al confronto e al dialogo all’interno di un’area “progressista”, chiamiamola così, purché il punto di partenza siano i temi e la visione della città, oramai amministrata da due consiliature dalla destra. In questo secondo mandato, il sindaco Ottaviani ha anche abbandonato il profilo civico aderendo alla Lega e questo è un fatto politico da tenere in considerazione.
L’incontro di cui si parla nell’articolo, invece, è nato con premesse molto confuse che puntano già su nomi e ipotetici candidati in campo. A noi questo NON interessa, lo voglio precisare in maniera chiara e inconfutabile anche a nome di Anna Rosa e per rispetto di tutte e tutti i nostri attivisti di Possibile.

Abbiamo chiesto alle forze politiche presenti a quella riunione di chiarirci quali fossero i loro temi e le battaglie intenzionati a portare avanti per le prossime amministrative e lo abbiamo fatto non perché non ne avessimo di nostre da mettere sul piatto ma perché, seppur con sigle e liste diverse da quelle attuali, le altre formazioni erano già una coalizione alle scorse elezioni.
Noi, invece, eravamo outsider che con Frosinone in comune e Stefano Pizzutelli abbiamo rappresentato il 5% degli elettori e delle elettrici. Una rappresentanza che non è stata chiamata in una riunione in cui si parla di centrosinistra e prossima coalizione elettorale.

Ora, i nostri temi e le nostre battaglie, restando in generale, sono chiarissime:
- ambiente e rivoluzione ecosostenibile (no a biodigestore e aeroporto per esempio);
- recupero degli spazi verdi, no al consumo di suolo e stop alla cementificazione selvaggia (leggi sito Permaflex);
- politiche sociali e contrasto alle disuguaglianza e alla povertà con interventi mirati anche grazie ai fondi del PNRR;
- un piano culturale che passi anche dal riappropriarsi degli spazi fisici;
- una città dei diritti, dell’inclusione, dell’integrazione per tutt* capace di recuperare i giovani, eterni dimenticati.

Giusto per citarne alcune.
Si tratta di dare alle cittadine e ai cittadini una visione di città, un orizzonte comune che va necessariamente costruito da subito con una grande mobilitazione che chiami a raccolta il civismo, le associazioni, i sindacati e i movimenti perché il progetto deve essere di tutte e tutti e non un’operazione da caminetto politico che non serve a nessuno e che a noi non solo non interessa ma non entusiasma nemmeno.

Io sono orgogliosamente componente e dirigente nazionale di un partito ma non ho alcuna paura della contaminazione sociale, culturale e politica. Per me la contaminazione è ossigeno e se qualcuno pensa di bastare a se stesso perché sta in un partito sbaglia, fuori c’è un mondo che fa politica in tanti modi diversi.
Per tutti questi motivi come Possibile abbiamo accettato, e continueremo ad accettare, gli inviti al dialogo e al confronto, con i partiti ma anche con chi sta fuori. Lo facciamo perché riteniamo che Frosinone meriti una proposta politica ampia, progressista, ecologista, femminista, capace di riportare entusiasmo tra le cittadine e i cittadini e che sia in grado di passare da “amministrare” a “fare politica” in una città dove per tanti anni, forse, non si è stati capaci di offrire una visione di futuro.

Vogliamo una città a misura di bambino e bambina ma che sia giusta anche per i nonni senza dimenticare i giovani, assenti nel consiglio comunale, ma presenti e resistenti nelle associazioni e nei sindacati studenteschi. Vogliamo una città capace di essere accogliente e multiculturale, senza rinunciare alla sua storia e alle sue tradizioni. Vogliamo una città in grado di riappropriarsi dei propri spazi, verdi in primis, e di usarli per dare nuova centralità alle persone e alla cultura, che deve essere diffusa e accessibile. Vogliamo una città dove le politiche sociali diventino uno strumento di equità e giustizia sociale.

Vogliamo, in altre parole, una Frosinone Bene Comune per tutte e tutti.
Se MDP-Articolo 1 è in grado di chiarire quali siano le loro proposte, e anche la loro linea politica, e con loro anche gli altri partiti presenti alla riunione, non mancherà la nostra disponibilità a valutare un percorso comune. In caso contrario decideremo autonomamente quale sia per Possibile, e le realtà con cui in questi anni abbiamo lavorato dentro e fuori il consiglio comunale, la strada migliore per portare nelle istituzioni le nostre proposte e la nostra visione. Non ci spaventa di certo andare avanti da soli, lo abbiamo fatto già anche 5 anni fa con Frosinone In Comune.

L’unità non è un principio che esiste in quanto tale, va costruita e progettata. Noi siamo disponibili a discuterne ma chiediamo trasparenza politica anche dalle altre forze in campo e anche un po’ di coraggio in più: oltre i nomi e i tatticismi, per la città e la visione di futuro.

 

 

 

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Pubblicato in Capoluogo

Anagni. Meluzzi e Fusaro ospiti al Festival della Cultura

. Stonewall Rrosinone - Associazione Arcigay: scelta ideologica, Pompeo chiarisca la posizione della Provincia.

lgbti 350 minCultura è libertà non posizioni retrograde identitarie. Presto saremo ad Anagni per un evento sui diritti LGBTI+.

È inaccettabile che Un Festival della cultura - che si lega al tema dell’identità - abbia ospiti come Alessandro Meluzzi e Diego Fusaro. Questa scelta lascia ben intendere l’ideologica che c’è dietro e che ci trova assolutamente contrariati specialmente perché conosciamo bene i contenuti che accompagnano gli eventi con gli ospiti in questione che spesso denigrano e attaccano gruppi come le persone LGBTI+. Ancor più inaccettabile, per quanto ci riguarda, che iniziative di questo tipo siano patrocinate ufficialmente dal Comune di Anagni, città di svolgimento del festival, e dalla Provincia di Frosinone.

Ci uniamo alle parole di disappunto espresse dal movimento Cittatrepuntozero e aggiungiamo che non si può mai confondere la libertà di pensiero con posizioni retrograde che attaccano e offendono altre persone. A questo punto chiediamo agli enti che hanno patrocinato una spiegazione sul senso del supporto all'iniziativa e invitiamo a rivedere la scelta a fronte dell’evento che si è svolto. In particolare ci rivolgiamo alla PROVINCIA di FROSINONE, nella persona del Presidente Antonio Pompeo, di chiarire la posizione e chiediamo un incontro ufficiale per discutere dell’adesione dell’Ente alla RETE READY.

Il nostro territorio ha visto l’anno scorso lo svolgimento del primo straordinario Lazio Pride, a cui la Provincia di Frosinone ha dato il proprio patrocinio, che è stato un momento molto importante di liberazione collettiva della comunità che ha invaso le strade di Frosinone ribadendo che non sarebbe mai più stata silente davanti a discriminazione e promozione d’odio. La nostra Associazione nasce per questo e come Arcigay Frosinone non lasceremo che quelle del Festival “Cultura e Identità” siano le uniche voci che ad Anagni possano esprimersi sui temi dei diritti.

 

 

 

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Ci metteremo in moto per costruire insieme un evento capace di raccontare le battaglie di rivendicazione della comunità LGBTI+ e testimoniare che esiste un presidio di democrazia e lotta su questi temi.

Un LiberaFestival capace di ricordare che cultura è sempre, necessariamente, libertà e liberazione.

Stonewall Frosinone - Associazione Arcigay

Pubblicato in Associazioni

'No Pillon a Frosinone'

Possibile logo 350 260Possibile Frosinone, ddl Pillon: “Siamo contrari al ddl e lanciamo il Comitato No Pillon a Frosinone”
Lunedì 5 novembre si terrà, presso l’Amministrazione provinciale di Frosinone, un convegno di presentazione del ddl Pillon, alla presenza del Senatore che ha proposto il testo, di esponenti politici e altri ospiti. L’evento non è passato inosservato a Possibile Frosinone, il gruppo locale del partito fondato da Giuseppe Civati e ora guidato da Beatrice Brignone, che si è da subito dichiarato contrario al testo di legge schierandosi con le associazioni femministe ed LGBTI che ne hanno chiesto il ritiro. La posizione è stata ribadita anche lo scorso sabato (27 ottobre) agli Stati Generali delle Donne di Possibile, evento al quale hanno partecipato anche gli attivisti locali.

“Il tema della genitorialità, delle separazioni e di tutto ciò che ne consegue è un tema delicato che necessità di essere riformato per il rispetto di tutte le parti coinvolte a partire da quelle più debole, in primis i figliAnnaRosaFrate 350 260 min e le donne” – afferma Anna Rosa Frate, portavoce del Comitato del capoluogo ciociaro – “Siamo, però, profondamente convinti che il ddl Pillon non sia assolutamente la riforma di cui questo Paese ha bisogno. La proposta rappresenta la scelta chiara di questo governo di sancire l’indissolubilità del matrimonio rendendo sempre più difficile la separazione riportando in auge una visione maschilista e patriarcale dei rapporti matrimoniali e far si che i figli non diventino un oggetto del contendere ma la parte da tutelare maggiormente. Proprio per questo in tutta Italia il nostro partito si è schierato a sostegno dei vari Comitati No Pillon e saremo presenti alla manifestazione nazionale del 10 novembre a Roma indetta dalle maggiori associazioni femministe e del sociale per chiedere il ritiro del testo”.

Alle parole di Anna Rosa Frate si aggiungono quelle di Gianmarco Capogna, attivista per i diritti e membro del Comitato Scientifico Nazionale di Possibile: “Siamo di fronte ad un attacco senza precedenti ai diritti e alle libertà delle donne, delle persone LGBTI e di tutte le minoranze. Dobbiamo mobilitarci per rispondere colpo su colpo dal livello parlamentare, ai consigli comunali e alle piazze costruendo sinergie con tutti gli attori sociali coinvolti, a partire dalle associazioni e dai movimenti. Non lasceremo che questo Governo ci riporti indietro sul terreno delle conquiste cheGianmarcoCapogna 350 260 min abbiamo faticosamente ottenuto in questi anni, negando diritti e libertà, e ci opporremo con tutte le nostre forze alle scelte reazionarie che si stanno portando avanti, come quella di attaccare l’applicazione della 194 a partire dai consultori. Proveranno a fermarci, lo stanno già facendo, ma noi siamo dalla parte giusta della storia, e dobbiamo andare avanti tutte e tutti insieme”.

Per tutti questi motivi il Comitato Possibile di Frosinone invita alla mobilitazione e lancia la costituzione di un Comitato No Pillon come è avvenuto in tante altre realtà d’Italia, chiunque voglia aderire può scrivere a .
Oltre a questo, gli attivisti di Possibile, insieme a Frosinone In Comune e al Consigliere Stefano Pizzutelli, sono al lavoro per un pacchetto di proposte sui temi sociali, dei diritti e delle libertà da presentare in consiglio comunale, a partire da una mozione a sostegno della legge 194 “affinché venga garantito il rispetto della legge nazionale e si rafforzi il ruolo dei consultori sul territorio comunale dove tra l’altro si registra un numero inferiore di centri rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale”.

Comitato Possibile “Altiero Spinelli” Frosinone

 

 

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Tra bambini, genitori e slogan

bimbiegenitori 350 260 mindichiarazione di Gianmarco Capogna - L'encicolpedia Treccani spiega in maniera molto semplice il concetto di genitorialità indicandola come "la condizione di genitore e, anche, l'idoneità a ricoprire effettivamente il ruolo di padre o madre". Ne consegue, pertanto, che la figura del genitore non può ridursi all'identificazione di coloro che generano biologicamente il figlio, ma deve, necessariamente, estendersi al genitore inteso come colui o colei che insatura con il bambino il legame affettivo, educativo e relazionale, seguendolo nella crescita e nello sviluppo emotivo, sociale e culturale.

In questi giorni il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha ritenuto opportuno ribadire la sua concezione ancestrale della famiglia come mera espressione biologica del padre e della madre quali elementi esclusivi della definizione del legame con il bambino.

Una visione insolita considerato l'oramai evidente superamento della famiglia cosiddetta naturale del secondo dopoguerra e l'emersione, sempre più importante anche in termini numerici, di nuovi nuclei familiari, a partire da quelli composti da genitori divorziati e/o separati (con la possibilità di una estensione del nucleo familiare dovuto anche alle situazioni degli eventuali nuovi partner), delle famiglie monoparentali e delle famiglie arcobaleno, nella concezione più ampia: dall'avere due genitori dello stesso sesso o anche un solo genitore LGBTI.

Le dichiarazioni di Salvini, che vuole eliminare la dicitura (tra l'altro inesistente) di genitore 1 e 2 riportandola a madre e padre, hanno scatenato un grande dibattito ma soprattutto, come detto, si scontrano con la realtà di una società molto più complessa di quella che si vuole forzatamente rendere dicotomica. La cosa più allarmante, però, è la giustificazione: sarebbe una scelta a difesa dei bambini.

I bambini hanno bisogno di amore, incondizionato ma soprattutto libero. Libero da preconcetti e stereotipi che sono costruiti artificialmente e che non aiutano nessuno in primis i bambini. Se davvero il tema è tutelare i bambini, il concetto centrale è quello di genitorialità come, appunto, idoneità a ricoprire efficacemente il ruolo affettivo per il minore. La discriminazione e la diversità in senso negativo sono negli occhi di chi guarda, ma i bambini sono liberi di queste catene che invece troppo spesso tengono costretto il giudizio degli adulti. Permettiamo i bambini di crescere sani ed amati, preoccupiamoci per la loro educazione e formazione sostenendoli insieme alle loro famiglie, impegniamoci a costruire una nuova generazione di cittadini attivi e responsabili. Di questo dovrebbe occuparsi lo Stato, non dell'orientamento sessuale dei genitori, che possono essere ottimi o pessimi padri e ottime o pessime madri in ogni caso.

Se il discorso resta strumentale alla polemica verso il riconoscimento, che sarà comunque inevitabile, delle persone, delle coppie e delle famiglie LGBTI, allora è solo un diversivo per spostare l'attenzione e nascondere altre questioni, come ad esempio il fatto che il Governo sia impantanato nella palude, rendendosi conto di quanto sia difficile trasformare i punti del contratto alla base della maggioranza in politiche reali per il Paese. A testimonianza di come gli slogan siano decisamente altro rispetto alla Politica e al Paese reale.

 

 

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“Partiamo dai programmi e dai temi”

possibile Presemtazione Manifesto2017 mindi Gianmarco Capogna (Possibile): Sabato scorso – 16 settembre – si è tenuta a Milano, presso la sala convegni del Magna Pars di via Tortona, la presentazione ufficiale del manifesto politico nazionale che Possibile lancia come base di programma intorno al quale costruire l’unità a sinistra.
Ai lavori è intervenuto anche Gianmarco Capogna, attivista del comitato Possibile “A. Spinelli di Frosinone, che si occupa a livello nazionale di diritti civili per la formazione politica che ha come segretario Giuseppe Civati: “Sabato abbiamo lanciato un manifesto programmatico per la Sinistra che mettiamo a disposizione di tutti coloro che vorranno costruire un progetto di governo per questo Paese che sia non solo alternativo ma anche audace e coraggioso. Si tratta non solo di un programma ma anche di un metodo: mobilitiamoci sui temi e proponiamo le nostre soluzioni. La gente non vuole più sentire parlare di nomi ed alleanze ma ci chiede cosa vogliamo fare e noi con responsabilità siamo chiamati a rispondere in maniera chiara. Ancora di più ci chiede una lista unica della Sinistra e noi stiamo lavorando in questo senso”.
Il Manifesto di Possibile parla di lavoro, salario minimo, di garanzia dei diritto sociali e civili ma anche di pace, democrazia energetica e politica industriale, legalità, giustizia e accoglienza ed è disponibile sul sito nazionale di Possibile (https://www.possibile.com/manifesto-possibile/). Le proposte saranno oggetto di un tour in tutta Italia per promuovere le idee e stimolare il confronto con le realtà territoriali.
“Siamo convinti che serva una rivoluzione che sia insieme politica e culturale ed in questa direzione abbiamo lavorato con il Manifesto. Da quanto tempo non si parlava di una forza politica che mette da parte le strategie e si presenta per chiedere un voto sulla base dei programmi e dei progetti? Ecco noi partiamo proprio da questo e ci rendiamo disponibili a discuterne con tutti coloro interessati a costruire un progetto di governo credibile di sinistra. Per questo accogliamo con piacere ogni forma di processo democratico messo in moto anche sui nostri territori. Promuoveremo momenti di confronto con le altre forze politiche e sociali e parteciperemo con interesse all’assemblea provinciale per la Democrazia e l’Uguaglianza lanciata in questo territorio negli scorsi giorni. Tanti temi del loro appello incontrano i nostri. Porteremo con noi il nostro Manifesto ed i nostri contributi per favorire ampi processi di democrazia e partecipazione” conclude Capogna.

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Una Sinistra fatta di marinai della democrazia

Possibile logo 350 260di Gianmarco Capogna - Il referendum del 4 dicembre ha dimostrato che esiste uno spazio nella società e ci ha consegnato la responsabilità di occuparcene per dare una rappresentanza a chi il sistema politico tende ad ignorare. Barack Obama nel suo discorso di addio alla Casa Bianca ha dichiarato: «La nostra democrazia è minacciata ogni volta che la diamo per scontata. La nostra Costituzione è un regalo meraviglioso. Siamo noi, il popolo, che le diamo potere con la nostra partecipazione e le nostre scelte. Col nostro difendere o no le nostre libertà. Col nostro rispettare e far rispettare o no lo stato di diritto».
Serve una sinistra che non insegua chimere o porti sicuri ma che decide di lasciare gli ormeggi, tirare su l’ancora e navigare in mare aperto, affrontando le insidie ma avendo ben chiaro dove dobbiamo andare. Seneca diceva che «non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Ecco noi di Possibile possiamo e dobbiamo essere marinai della democrazia, per questo non ci sottraiamo al confronto lanciato da Ignazio Mazzoli e che reputiamo ricco di spunti.

La "Costituente delle Idee"

Non ci interessa una Sinistra che pensa di esistere sulla base della strategia elettorale e delle alleanze che conviene o meno mettere in atto in questa o quella realtà territoriale o nazionale, tanto meno crediamo che si possa perdere ulteriore tempo dietro l’infinita querelle sul leader portata avanti da un ceto politico che ha paura di rinnovarsi. Vogliamo costruire una sinistra coraggiosa e determinata che esiste per il suo progetto politico, per la visione del Paese che costruisce in mezzo alla gente non nelle stanze del potere, attraverso le modalità di una politica vecchia, che non appassiona più nessuno, tanto meno i giovani. Serve una Sinistra aperta e nuova che rifugge gli schemi oramai obsoleti e superati e che ne propone di nuovi, partendo dalle persone e dai temi. All’ambizione di creare un campo che sposti a sinistra qualcun altro preferiamo la sfida del mare aperto.
Per questi motivi abbiamo lanciato la Costituente delle Idee che si svolgerà a Roma, al Roma Eventi in via Alibert, di fianco a Piazza di Spagna, dal 24 al 26 febbraio: non una convention fatta di comizi ma un lavoro strutturato in momenti di elaborazione politica tematica che dovranno servire per mettere nero su bianco le basi per una proposta di governo condivisa con tutti coloro che vorranno contribuire a scriverla. A partire dal Lavoro, che non c’è, e dalla richiesta di una legge per un reddito di dignità e dall’impegno a fianco della CGIL nei prossimi referendum, con la speranza che il Governo decida di fissare la data nello stesso giorno delle elezioni amministrative affinchè si risparmi una spesa insostenibile per il nostro Paese, evitando che si ripeta l’assurda decisione del referendum sulle Trivelle. Un programma che abbia come faro quello del contrasto alle disuguaglianze che attanagliano l’Italia e la tengono incatenata in una situazione di forti contrasti sociali. Una proposta, anche elettorale, che si faccia carico di dare voce a tutti coloro che oggi si sentono abbandonati in un rapporto diretto tra rappresentanti e rappresentati. Per una sinistra capace di affermare senza titubanze di essere a sostegno del matrimonio egualitario, di una legge per il fine vita e della legalizzazione della cannabis. Un programma che ribalti il paradigma della cultura nel nostro Paese trasformandola da settore dimenticato ad investimento nevralgico. Per una totale riconversione ecologica del nostro modello di sviluppo economico.
Faremo di tutto per costruire un fronte ampio capace di esprimere posizioni chiare e inequivocabili, senza parlare alle segreterie di partito ma rivolgendoci alle persone. Ad iniziare dalla riunione provinciale dei Comitati di Possibile che sarà aperta a tutti, interessati, simpatizzanti e cittadini che vogliono proporre temi e proposte, e che si svolgerà martedì 14 febbraio 2017 alle ore 18:30 presso i locali di Frosinone In Comune in via Marittima (Frosinone) di fronte la Banca Popolare del Frusinate in zona stadio Matusa. Rinnoviamo inoltre l’invito alla Costituente delle Idee di Roma, per scrivere tutti assieme una nuova pagina politica del nostro Paese.


Gianmarco Capogna, a nome dei Comitati di Possibile della Provincia di Frosinone

 
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Alienazione di una generazione

colloquio di lavoro 350 260di Gianmarco Capogna - I Millennials italiani: l’alienazione di una generazione.
Viviamo in un Paese che ha scelto da circa 20 anni di rinunciare ad aprire un dialogo serio con le generazioni più giovani relegandole ad essere terreno di conquista elettorale subito dimenticate all’indomani del voto. Una condizione che lascia emergere forme di disagio sempre più diffuse per dei giovani che vivono in una società che non è capace di intercettare le loro esigenze e rispondere alle loro necessità. Per questi motivi crescono i numeri di quelle persone che dopo gli studi emigrano all’estero, di quelli che sono precari o disoccupati, degli stagisti sottostimati e sottopagati, dei neet, che non studiano e non cercano lavoro.
In quadro allarmante, se non drammatico, si registra una sostanziale incapacità della classe politica, e di Governo, di aprire un dialogo sociale che possa trasformare le richieste dei giovani in politiche pubbliche capaci di ribaltare e ridisegnare il modello di sviluppo nazionale. La stessa Garanzia Giovani, attuazione italiana della Youth Guarantee dell’UE, si è rivelata un grande flop e in alcuni casi una vera e propria truffa ai danni di una generazione senza futuro. I tirocini a 500 euro al mese, spesso pagati in ritardo a causa di una burocrazia infinita, si sono tradotti troppe volte in una nuova forma di “schiavismo” che porta i giovani a lavorare, a tutti gli effetti come gli altri dipendenti, fino a 140 ore al mese (7 ore al giorno per cinque giorni la settimana, un full time in cui i confini del tempo spesso sono fumosi) senza alcun tipo di tutela in caso di malattia o necessità di assentarsi; ogni forma di elasticità dipende dal proprio datore di lavoro. Inoltre nonostante Garanzia Giovani sia nata con lo scopo di incrementare le assunzioni proponendo una prima fase di tirocinio sovvenzionata e forti sgravi fiscali in seguito, molto spesso non si passa al momento dell’assunzione. Dopotutto i giovani in cerca di occupazione non mancano e un tirocinante, il cui profilo non necessariamente è post-diploma ma può anche avere una formazione anche accademica e quindi alta, costa comunque meno di un lavoratore assunto a tutti gli effetti. Per non parlare di quanti enti si siano accreditati agli enti Regione come soggetti promotori delle misure di Garanzia Giovani senza essere realmente in grado di adempiere ai compiti richiesti.

La favola della flessibilità

Negli anni 2000 ci hanno raccontato che la flessibilità era l’avvento della modernità nel mercato del lavoro. Che insieme alla flessibilità ci sarebbero stati anche meccanismi di sicurezza capaci di mantenere vivo il binomio lavoro-dignità. Poi progressivamente la flessibilità si è trasformata in precarietà senza tutele e sempre più senza diritti; una condizione che costringe a vivere nel presente senza alcuna possibilità di immaginare il futuro, figuriamoci di costruirlo. Oggi la mia generazione sta ancora peggio: siamo la generazione degli stagisti e dei tirocinanti, di quelli che o chinano la testa e accettano qualsiasi condizione o restano a casa senza alcun tipo di occupazione. I Millennials italiani vivono la condizione dell’alienazione: non riescono a collocarsi nel mercato del lavoro, vivono una progressiva crisi delle relazioni interpersonali, dettata anche dal boom di internet e dei social network, sono disinnamorati della partecipazione e della politica, incapace di rappresentarli. La politica deve capire che per affrontare il tema “giovani” deve uscire dalla concezione dell’intervento emergenziale e prevedere un tavolo di concertazione sociale dal quale cogliere necessità e proposte concrete.
Due proposte esistono già, ma sono ignorate a livello governativo: il reddito di cittadinanza e una discussione seria su un salario minimo. Nel primo caso prevedere per chi è disoccupato di ricevere un reddito minimo non è assistenzialismo, come anche il Governo spesso liquida la questione, bensì permette di dire no a proposte che non hanno nulla a che vedere con il lavoro e che calpestano la dignità stessa dell’essere umano, uscendo così dal “ricatto” di dover accettare a tutti i costi. La seconda proposta riguarda il lavoro come strumento che permette la piena realizzazione dell’essere umano: non si può accettare che il lavoro di una persona possa equivalere a qualche euro l’ora. Serve fissare una soglia al di sotto della quale non si possa scendere perché si tratta di schiavismo e non più di lavoro. Una soglia che non può essere 5,00 euro l’ora nei contratti interinali o peggio di un paio d’euro per i freelance.

Serve “un patto tra i giovani e tra le generazioni”

Quindici anni di politiche che hanno permesso il consolidarsi di queste pratiche, unite al progressivo avanzamento dei voucher e di forme di lavoro che nella loro atipicità (provvigioni, collaborazioni, progetti) si sono troppo spesso trasformati in escamotages perfetti per i datori di lavoro per aggirare le assunzioni. È vero, c’è anche un problema del costo del lavoro che va affrontato, ma la mancanza di volontà politica nell’affrontare questi temi non può ricadere sulle spalle di una generazione che vive pagando colpe che non gli appartengono e che invece fanno capo a politiche vecchie di almeno due decenni. Se non si interviene quanto prima, la politica ha fallito perché decide di vivere aggrappata al passato senza alcuna speranza di vedere crescere un futuro; il futuro che risiede in quella generazione che avrebbe tanto da dire e che invece non trova spazi di discussione. Quella generazione che poi diserta le urne, nonostante potrebbe essere l’attore sociale maggiormente determinante nelle consultazioni elettorali.
Serve “un patto tra i giovani e tra le generazioni” come sottolinea spesso anche Maria Pia Pizzolante, portavoce nazionale di TILT. I giovani devono tornare a parlare tra loro e con gli altri che seppur appartenenti ad altre classi di età possono avere le stesse necessità o condividere le stesse battaglie, quella sul reddito minimo in primis. Chi fa politica ha la responsabilità di promuovere queste forme di partecipazione democratica: abbiamo l’obbligo di ricostruire uno spazio di discussione; quel dialogo interrotto per troppo tempo con una generazione che invece ha tanto da raccontare.
Ci troviamo di fronte alla sfida politica della contemporaneità: riportare la fiducia tra i giovani, ribaltare il modello di sviluppo economico e uscire dalla precarietà. Per tornare non solo ad immaginare il futuro all’orizzonte ma anche per poter riprendere a costruirlo.
Gianmarco Capogna – Possibile Frosinone

 
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Pubblicato in Lavoro e Lavoratori

Summer Flash Photo Book

grilloparlante 350 260Alla libreria Il Grillo Parlante di Frosinone arriva il Summer Flash Photo Book
Appuntamento giovedì 28 alle 18:00, aderiscono anche Possibile e l’editrice Gemma Edizioni

La libreria Il Grillo Parlante di Frosinone organizza il Summer Flash Photo Book, un evento nel quale ogni persona può partecipare portando il proprio libro preferito, leggendo una pagina dello stesso e facendosi fotografare. Un evento che vuole unire un memento conviviale nel pieno dell’estate con la passione per la lettura. L’appuntamento è per giovedì 28 luglio a partire dalle 18:00 presso la libreria in via Tagliamento 20.

Maria Antonietta Rossi, titolare della libreria, sottolinea che “l’idea del Summer Flash Photo Book nasce con l’obiettivo di chiudere la stagione – ad agosto la libreria Il Grillo Parlante sarà chiusa per ferie – continuando un percorso che caratterizza lo stile della libreria: quello che unisce l’aggregazione sociale con i temi della cultura, dei libri e della lettura. Sarebbe bello trasformare questa iniziativa in un appuntamento annuale attraverso il quale ringraziare tutti coloro che scelgono Il Grillo Parlante e attrarre nuovi clienti”. Tutti i partecipanti che si lasceranno fotografare con la copia del proprio libro avranno anche l’opportunità di “sfidarsi” in un contest che vedrà per il primo classificato un buono sconto da utilizzare presso la libreria.
“Viviamo spesso nella realtà virtuale e le persone attraverso il social e le foto condividono le proprie idee catturando l'attenzione degli altri – prosegue Maria Antonietta - diciamo che l'idea è di unire la cultura del libro con la lettura del pezzo preferito insieme con l'utilizzo dei canali social che permettono di veicolare, anche solo con la condivisione della propria foto, messaggi importanti. Proveremo a lanciare un segnale: in una società digitale che spesso tende ad essere isolata e chiusa in se stessa proveremo a riscoprire il piacere della condivisione e dello stare insieme attraverso i libri”.
L’iniziativa ha raccolto già diverse adesioni, in particolare da parte dei Comitati di Possibile della Provincia di Frosinone e dalla casa editrice di Ceccano Gemma Edizioni. “In un libro ci sono persone, viaggi, mondi – afferma Gemma Gemmiti, titolare dell’omonima casa editrice – leggere in compagnia ti permette di attraversare quei mondi. Condividere inchiostro e parole, poi, fa crescere ognuno di noi. Per questi motivi ho scelto con la mia casa editrice di aderire all’iniziativa coinvolgendo parte del mio staff. Leggere insieme e ad alta voce è un ottimo modo di fare cultura e permette di condividere un momento di allegria e socializzazione”.

Gianmarco Capogna spiega così l’adesione di Possibile: “Per rilanciare Frosinone servono momenti di aggregazione che uniscano attraverso la cultura. Ringraziamo Maria Antonietta che con la sua bellissima libreria IL Grillo Parlante ha creato uno spazio dove ognuno è libero di scrivere la propria storia. Questo evento è importante perché ci permette di condividere un momento insieme riscoprendo il valore di essere comunità. Come Possibile vogliamo sostenere chi fa cultura in questa città provando a coinvolgere i cittadini di tutte le età come accade con le iniziative de Il Grillo Parlante”.

 
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Frosinone Possibile e GD Lazio al Roma Pride 2015

romapride 350 260Frosinone Possibile aderisce al Roma Pride 2015 - L’Associazione Frosinone Possibile aderisce con convinzione alla piattaforma politico-programmatica del Roma Pride 2015 che con una serie di eventi sulle tematiche LGBT animeranno la Capitale da domani fino a sabato prossimo, 13 giugno, quando la classica parata finale sfilerà per le strade della città. Il coordinamento delle associazioni LGBT romane ha scelto come slogan della manifestazione #LIBERIAMOCI a testimonianza della lotta quotidiana per una liberazione di tutte quelle persone che ancora oggi vivono discriminate e che hanno paura di vivere liberamente il proprio essere in quanto non riconosciuti e non tutelati dall’ordinamento giuridico nazionale.
“La Politica, i Partiti e il Parlamento devono quanto prima agire affinché vengano riconosciuti i diritti e libertà che spettando ad ogni cittadino senza alcun tipo di discriminazione” afferma Armando Mirabella – membro dell’Assemblea Nazionale del PD e tra i fondatori di Frosinone Possibile – che aggiunge “La legge per le aggravanti omotransfobiche dopo l’approvazione alla Camera, tra mille difficoltà e accompagnata da scelte al ribasso che ne hanno depauperato il senso, si è persa nei cassetti del Senato; speriamo che non accada lo stesso sul ddl Cirinnà che comunque è solo un primo step verso l’obiettivo dal quale non ci smuoviamo di un centimetro e che è il matrimonio egualitario come nei Paesi più avanzati d’Europa e del Mondo. Ma non abbiamo aderito al Roma Pride solo per questi motivi ma anche perché pensiamo che fare politica significa sapersi schierare dalla parte dei più deboli, di quelli che ogni giorno lottano contro le difficoltà e le discriminazioni indipendentemente se ci troviamo o meno nella stessa situazione. Dobbiamo farlo perché le riforme che riguardano i diritti civili fanno bene a tutto il Paese. Dobbiamo farlo perché la sfida dell’antipolitica si vince solo in questa maniera, ribaltando completamente il paradigma sociale e culturale che ci ha portato ad alimentare un clima di odio verso chi è diverso. Ma poi diverso da chi? La diversità è la fonte più grande di ricchezza nelle società complesse come quelle contemporanee”.
Al commento di Mirabella si aggiunge quello di Anna Rosa Frate, membro della Direzione Regionale del PD Lazio e da sempre attiva sui temi legati al welfare e ai diritti: “Il sostegno alla comunità LGBT non può più essere solo una cartina di tornasole nel momento delle competizioni elettorali. Non è più accettabile che la politica speculi sulla vita e sulla dignità di tante cittadine e cittadini che in questo Paese si battono ogni giorno per aver riconosciuti i propri diritti. E’ con questo spirito che attraverso il mio ruolo mi batto per questi temi anche a livello regionale, dentro e fuori il Partito Democratico. Su questi temi c’è la necessità di costruire la più ampia rete di collaborazione che unisca partiti, movimenti e associazioni. Non a caso nel Forum regionale del PD Lazio che è partito qualche giorno fa ho sostenuto che sulle questioni dei diritti civili ci debba essere una presa di posizione e di coscienza forte del PD per agire, dove possibile, a livello regionale in piena sincronia con il Presidente Zingaretti, la Giunta e il Consiglio. Con questo spirito aderiamo al Roma Pride 2015: vogliamo essere al fianco della comunità LGBT per sostenere battaglie che riteniamo essere di civiltà, battaglie che non si possono più rimandare e delle quali la politica deve farsi carico una volta per tutte dimostrando coraggio e determinazione”.
Comunicato stampa di Frosinone Possibile

Adesione Roma Pride 2015 - Innocenzi e Capogna (GD Lazio): “Dalla parte dei diritti, senza timori o reticenze, alla luce del sole. Per questo aderiamo all’Onda Pride 2015”
“Abbiamo sempre sposato in pieno le battaglie della comunità LGBT considerandole una sfida per i nostri territori; una sfida che si descrive con le parole rispetto, uguaglianza, dignità e laicità. Non ci siamo mai tirati indietro e non abbiamo intenzione di farlo ora, per questo aderiamo alla piattaforma politico-programmatica del prossimo Roma Pride 2015 che si inserisce nel più ampio orizzonte dell’Onda Pride che anche questo anno mobiliterà da nord a sud d’Italia il Paese migliore, quello che si batte per i diritti senza discriminazioni” afferma Martina Innocenzi, coordinatrice dei GD Lazio, annunciando l’adesione dell’organizzazione giovanile alle manifestazioni LGBTQI* che si terranno a Roma nella prima metà di giugno e che si concluderanno con la grande parata sabato 13.
“Negli anni ’60 il tema di fondo delle rivendicazioni per i diritti civili era quello della libération: dalle oppressioni, da una società fondata su stereotipi e pregiudizi, dalla marginalizzazione della politica, dalle repressioni. È stato così per le donne, gli studenti, i lavoratori e anche per la comunità omosessuale. E non è un caso che lo slogan di questo anno del Roma Pride sia LIBERIAMOCI! a testimonianza di quanto ancora c’è da fare per costruire una società del rispetto e dell’uguaglianza dove ognuno sia realmente libero di essere se stesso, di amare e di vivere senza discriminazioni. Siamo convinti che su questi temi debba mettersi in gioco la rete più ampia di associazioni, organizzazioni politiche e movimenti, e noi come Giovani Democratici del Lazio siamo pronti a fare la nostra parte. Non con le parole o con le frasi fatte, ma mettendoci a disposizione del movimento LGBTQI* per trasformare le idee in proposte e le criticità in azioni positive che possano contribuire a rendere i nostri territori e la nostra Regione un luogo a misura di essere umano” conclude Gianmarco Capogna, Responsabile Diritti e Politiche Sociali dell’esecutivo regionale GD.
Ufficio Stampa GD Lazio

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