fbpx
Menu
A+ A A-
Lucia Fabi Angelino Loffredi

Lucia Fabi Angelino Loffredi

Storia. Una strage dimenticata - 4

MIncagnoli mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - L’articolo pubblicato da UNOeTRE.it “Una strage dimenticata“ ad un mese di distanza continua ad essere letto ed destare un grande interesse. Dopo gli approfondimenti apportati attraverso le successive interviste a Francesco Giglietti ed Antonietta Tibera ora Agostino Colafranceschi, nostro grande amico, ha voluto farci incontrare a Ceprano Alberto Incagnoli (Enzino) fratello di Maria, morta in quella tragica estate del 1942 per sentirlo direttamente e conoscere le ripercussioni avvenute in famiglia e nel paese.

Abbiamo incontrato Enzino nell’abitazione della figlia Maria Rita. Pur avendo problemi nella deambulazione a 84 anni mantiene ancora una incredibile lucidità; i ricordi nel suo racconto si mantengono sempre chiari e ben connessi al contesto generale. All’epoca della scomparsa della sorella aveva 7 anni mentre Maria ne aveva 19.

«Mia sorella andava a lavorare insieme ad altre compaesane trasportata da un camion mal messo, in balia del vento, del freddo e della pioggia. Apprendemmo la sua scomparsa con un telegramma che la Direzione aziendale ci fece pervenire attraverso il Comune. Insieme a Maria morirono un uomo di Ceccano e tre donne( di Carnello, Supino e Frosinone), ma non ricordo i nomi. La tragica notizia colpi e commosse non solo i familiari ma gran parte del paese.
Ricordo che il carro funebre proveniente da Ceccano, attraverso la Casilina, arrivò direttamente in Piazza dei Caduti di via Fani, allora Piazza Umberto 1°. Poi arrivammo nella chiesa di Sant’Arduino, poco distante, dove venne celebrato il servizio funebre. Ricordo tanta gente, poi andammo al Cimitero».

Gli chiediamo se il Comune avesse concesso gratuitamente l’area cimiteriale. «No, non ne avevamo bisogno perché avevamo a disposizione una Cappela di famiglia fatta erigere da mio nonno, ferroviere, nel 1890.»

Insieme andiamo al Cimitero per vedere il luogo dove è sepolta Maria. Sulla lapide e sotto la foto che la ricorda c’è una scritta che meMIncagnoli lapide minrita di essere riportata:
MARIA INCAGNOLI
Ceprano 1923 – Ceccano 1942
FRAGRANTE FIORE
D’OGNI PIU ELETTA VIRTU'
CRUDELMENTE RECISO
DA FATALE INFORTUNIO
NEL LAVORO SACRO DELLA PATRIA
LASCIAVA
UN VIVO,CRISTIANO CORDOGLIO
QUANTI NE CONOBBERO
LA PREZIOSA ESISTENZA

Ma il ricordo di questo “Fiore reciso” diventa ancora più amaro e struggente quando Enzino, mestamente, dice:
«Quella mattina Maria e i miei genitori dovevano andare al Comune per far preparare le carte del suo matrimonio. Si doveva sposare infatti con Luigi Andreozzi e coronare così un sogno d’amore che durava da due anni».

Ceccano 12 settembre 2019

 

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Una strage dimenticata

Igino Ugo Riccidi Lucia Fabi Angelino Loffredi - Ceccano 4 agosto 1942, stabilimento BPD di Bosco Faito. Alle ore 5,25, poco prima del termine del turno di notte, un’esplosione uccide 5 persone: una strage. A tanti anni di distanza sarebbe meglio chiamarla una strage mai conosciuta. In circolazione non si conoscono infatti documenti che ne rivelino il Reparto dove avviene la deflagrazione, le cause, l’eventuale inchiesta avviata dalle autorità aziendali e inquirenti per individuare le responsabilità e l’esito della stessa. Lo stesso periodico provinciale fascista dell’epoca “ Il Bollettino dei Fasci di Combattimento “, sempre attento a riportare gli avvenimenti ciociari, nel numero di agosto, ignora il tragico fatto di sangue. Nello stabilimento BPD di Ceccano lavorano circa 5.000 persone la presenza femminile è notevole. Sarà in attività a pieno regime dall’inizio del 1940 fino all’8 settembre del 1943

Non va dimenticato inoltre che nel nostro territorio, a Colleferro, alle 7,40 del 29 gennaio 1938, sempre nella fabbrica di guerra BPD, c’era già stata una catastrofe di notevoli dimensionii: 60 morti e oltre 1000 feriti. Quella di Ceccano, pur con le dovute proporzioni, dunque è una storia che si ripete ma le brutte notizie non possono essere riportate. Il Regime non le tollera. Il popolo, infatti, in ogni momento deve essere galvanizzato, entusiasmato, non può “ perdere “ tempo con le riflessioni o con le analisi critiche che rischiano di deprimere,considerato soprattutto, che da due anni l’Italia è in guerra, e c’è bisogno, al contrario, di entusiasmo e di mantenere una fede per la sicura vittoria.

A Ceccano chi sono le vittime ? Un uomo e quattro donne, fra i feriti risultano esserci le due sorella Antonietta ( 19 anni ) e Giovanna Tiberia ( 17 anni ). Antonietta perse un braccio ed è tuttora vivente.
Coloro che in quella giornata persero la vita furono:
Ricci Igino Ugo, di 34 anni, nato a Patrica, residente a Ceccano, lascia la moglie Rosa De Luca e il figlio Mario di 4 anni.
Corsi Lucia, 25 anni, nata e residente a Supino, non sposata.
Sorprende ancora di più conoscere l’età delle altre decedute: Marciesi Angela di Isola del Liri, 16 anni. Colasanti Ida, di Frosinone, 17 anni, Incagnoli Maria, di Ceprano,18 anni. Le ultime due dopo essere rimaste ferite vengono portate presso l’Ospedale di Ceccano, dove muoiono alle 9,15 dello stesso giorno.

A 77 anni di distanza abbiamo sentito il dovere di riportare questo triste avvenimento con la speranza che esso pur nell’essenzialità dei fatti solleciti ulteriori approfondimenti che la storia ufficiale non ci ha fatto conoscere. Per le essenziali notizie forniteci, vogliamo ringraziare Maurizio Federico, Tommaso Bartoli, Gianluca Coluzzi, Vincenzo Ricci, Giuseppe Diana, Mariella Tiberia e Domenico Vellucci, ufficiale di stato civile del comune di Ceccano.

Ceccano 3 Agosto 2019

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Storia. Il voto del 16 novembre 1919. 8ª puntata

Antonio Paolo Bragaglia 350 260 minIl buon risultato nazionale ottenuto dai Socialisti (32% e 156 Deputati) il 16 novembre 1919 e l'elezione alla Camera di Domenico Marzi e di Vittorio Lollini, con molta probabilità, costituirono un valido incentivo politico per un gruppo di giovani ceccanesi (Antonio Paolo(Toto) Bragaglia, Mattia Staccone, Pietro Gizzi, Pietro Catozi) a fondare la locale sezione.

La sede venne trovata nei locali del Comune, di fianco alla chiesa Madonna del Luogo, oggi di proprietà di Stefania Giansanti. Per conoscere meglio la situazione del periodo basta entrare nel collegamento che segue:
http://www.loffredi.it/dal-conte-al-contadino.html
I primi mesi del 1920 rappresentano una rapida ed eccezionale espansione socialista in quella che sarà la provincia di Frosinone: nel febbraio infatti dopo la fondazione delle sezioni di Alatri, Piperno, Sant’Apollinare e Cassino ci saranno quelle di Roccasecca e Ceccano ed altre ancora. Dal punto di vista degli iscritti la Sezione di Frosinone ne registra 113, Alatri 85, Ceccano 65, Sgurgola 59, Piperno 50, Arnara 43.
Tommaso Baris nel suo libro “ Il fascismo in provincia “ riporta una lettera scritta il 14 luglio 1920, inviata da Camillo Mancini (per tre legislature parlamentare liberale di Ceccano e ricco possidente della città) a Camillo Corradini, Sottosegretario all’interno del Governo Giolitti perché “ i contadini sobillati da agitatori vanno percorrendo processionalmente le campagne con la bandiera rossa, invadono i fondi e dividono a modo loro i prodotti facendo la parte del leone e se i proprietari tentano resistere li bastonano portando via tutto “ E’ il periodo infatti nel quale le Leghe contadine ottengono una ripartizione favorevole ai mezzadri non solo a Ceccano ma anche nei comuni di Anagni, Fiuggi, Guarcino, Tecchiena, Veroli, Piperno e Paliano.
Il 13 settembre 1920 si tiene a Ceccano un Convegno promosso dalle Leghe per esaminare la questione dei fitti agrari, porre la richiesta della casa per i coloni, della riforma dei patti colonici, della lotta dei contadini delle paludi pontine e più in generale per fare un necessario bilancio delle lotte portate avanti durante quel periodo.
Dopo qualche settimana il 3 ottobre si tengono le elezioni provinciali e comunali.
Per le elezioni provinciali il collegio elettorale di Ceccano comprendeva Ceccano, Patrica, Giuliano di Roma e Villa Santo Stefano. Il socialista Natalino Patriarca batte il popolare Colombo Bonanome ( 1.781 voti contro 1.628 ) e viene eletto nel Consiglio Provinciale di Roma.
Per le elezioni comunali i socialisti a Ceccano, sostenuti dalla Lega, battono i popolari ed eleggono 24 consiglieri comunali mentre 6 toccano ai popolari.
Alle ore 10 del 17 ottobre, presente il segretario comunale Fontana Regolo, si tiene la prima seduta della consiliatura. I presenti sono 27: Anelli Giuseppe, Bruni Enrico, Bucciarelli Leonardo, Bucciarelli Felice, Casalese Angelo, Catozi Pietro, Cerroni Domenico, Cicciarelli Arcangelo, Colapietro Filippo, Cristofanilli Giuseppe, Diana Michelangelo, De Santis Antonio fu Giuseppe, De Santis Antonio di Vincenzo, Ferri Giuseppe, Liburdi Angelo, Liburdi Giuseppe, Masi Lorenzo, Mastrogiacomo Giuseppe, Mastrogiacomo Benedetto, Olmetti Felice, Segneri Sante, Silvaggi Giovanni Battista, Staccone Mattia, Strangolagalli Angelo, Tanzini Pietro, Tiberia Angelo, Trotta Pasquale.
Risultano assenti Bragaglia Antonio Paolo ( Toto ), Gallucci Francesco, Liburdi Angelo
Filippo Colapietro viene eletto sindaco con 21 voti mentre 6 sono le schede in bianco. Assessori effettivi vengono eletti Bucciarelli Leonardo, Bragaglia Antonio Paolo, Anelli Giuseppe, Cerroni Domenico con 21 voti. Assessori supplenti sono eletti Diana Michelangelo e Tiberia Angelo con 21 voti.
I socialisti, sostenuti dalle Leghe locali, si affermano anche nei comuni vicini tra i quali a Patrica e ad Arnara. A Patrica viene eletto sindaco Luigi Compagnoni mentre ad Arnara sindaco è l’agricoltore Orazio Silvestri.
All’indomani del successo socialista ad Arnara venne scritta e cantata una canzone che rappresentava il conflitto di classe nel paese e che ha rischiato di essere dimenticata. La stessa, fortunatamente, venne riproposta nel 1980 dal Gruppo di Lavoro “ il Ponte “ coordinato da Antonio Camilli. Non conosciamo la partitura musicale e nemmeno il nome dell’autore ma solo il testo che comunque merita di essere conosciuto.
La nostra Lega ha vinto la battaglia contro la prepotenza dei signori.
Credevano gli illusi da principio che la vittoria fosse tutta loro. Credevano di entrare al municipio e poi cantà in trionfo tutti in coro.

Ma cade giù la signoria cacciata via
e non ritorna più.

La ciocia mette legge alla canaglia
E quando non la vò la mette fuori.

Hanno pigliato i moribondi a letto
E poi nell’urna li hanno trascinati.
Hanno afferrato gli uomini pel petto
e hanno fatto i maccheroni cucinati,
nei maccheroni c’era il condimento
dell’odio, dell’invidia e dell’inganno.

Ma cade giù la signoria cacciata via
e non ritorna più.

E il popolo sapeva molto bene
le lacrime versate nel passato,
e ricordava tutte quelle pene
quando le tasse l’hanno massacrato.

Ma specialmente agli assessori vecchi
che stavano attaccati attorno all’osso
gli abbiamo dati certi colpi secchi
che c’e venuta la quartana addosso.

Fra gli altri c’era uno strozzino
che amava d’esser fatto consigliere
ma il poveretto ha avuto il suo destino
con quattro calci dati nel sedere.

Ma cade già la signoria cacciata via
e non ritorna più.

Ceccano 11 Luglio 2019

 

 La foto è stata messa a disposizione da Tina Bragaglia nipote di Antonio Paolo (Toto)

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Storia. A Fiuggi nasce la prima "Squadra"...ccia. - 7ª puntata

TitoMilioni 350 mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - Per il Movimento contadino e operaio operante nei Circondari di Frosinone, Sora e Gaeta gli anni 1919 e 1920 rappresentano non solo il momento più impegnato ma anche quello caratterizzato da importanti risultati: lotte, occupazioni di terre incolte, estesi legami di massa, da Paliano a Sant’Apollinare, migliori contratti di lavoro e più in generale nuovi rapporti con il ceto proprietario. Il punto più alto di credibilità e forza viene raggiunto a ridosso delle elezioni comunali e provinciali dell’ottobre 1920. In queste occasioni il Partito socialista con le Leghe contadine conquista 11 comuni nel Circondario di Frosinone, fra questi Ceccano, 11 nel Circondario di Sora, fra questi Isola del Liri, oltre che le Amministrazioni di Sant’Apollinare, Vallemaio, Pico, Esperia, San Giorgio a Liri e Sant’Andrea Vallefredda nel Circondario di Gaeta. Tale successo è confermato anche alle elezioni provinciale con l’affermazione di 3 eletti nel Circondario di Frosinone, nei collegi di Piperno, Ceccano, Monte San Giovanni Campano. In questo collegio Tito Milioni, operaio nel polverificio di Fontana Liri si afferma pur se sottoposto ad una minacciosa campagna condotta dal conte Francesco Lucernari. Due sono i consiglieri eletti nel Circondario di Sora, nei collegi di Sora e Isola del Liri. A fronte di tale successo il padronato non rimane a guardare e per fronteggiare altre richieste e ulteriori rapporti di forza si organizza.

Maurizio Federico nel suo saggio “Biennio rosso in Ciociaria. 1919-1920“ indica nella città di Fiuggi, 20 settembre 1920, la costituzione del primo Fascio in quella che sarà la provincia di Frosinone. Il Federale fascista Aurelio Vitto nel 1939 di questa realtà scriverà “ Il Fascio e la Squadra d’azione costituirono durante il periodo ante marcia uno dei capisaldi delle forze fasciste del Basso Lazio“.
La Squadra è chiamata “La Birba“. Il Federale ne indica anche i partecipanti ai quali riconosce l’ambita qualifica di “Squadrista“: Agnoli Giovanni, Alessandro Giuseppe, Ambrosi Amedeo, Ambrosi Lelio, Ambrosi Mario, Ambrosi Zefferino, Ballini Marco, Corradini Colombo, De Carolis Arturo, De Carolis Getulio, Falconi Carlo, Filatici Giovanni, Girolami Mario, Mariano Giuseppe, Martini Alfredo, Martini Loreto, Martini Vincenzo, Nardi Amedeo, Nardi Tommaso, Paris Luigi, Paris Vincenzo, Perosi Guglielmo, Rapparelli Carlo, Santesarti Domenico, Santesarti Ermenegildo, Santesarti Evaristo, Santesarti Ildebrando, Simeone Giuseppe, Terrinoni Anselmo, Terrinoni Angelo, Terrinoni Andrea, Terrinoni Pasquale, Terrinoni Pietro, Sforza Mario, Severa Biagio, Sideri Annibale, Speranza Felice, Tamburini Lorenzo, Torrelli Giuseppe, Vari Alfredo, Verghetti Rocco.
Esaminando meglio i documenti a disposizione rileviamo che mentre Guglielmo Quadrotta nei “Quaderni di Rassegna del Lazio/ Ricognizione. Scrittori e giornalisti nella Provincia di Frosinone“ pubblicato nel 1933., indica Amedeo Ambrosi non solo come l’autore della nascita del fascismo fiuggino ma anche l’organizzatore, nei mesi successivi alle costituzioni delle sedi di Anagni, Acuto, Guarcino e Alatri il Federale Vitto nel 1939, afferma, diversamente, che la Squadra d’azione di Fiuggi è stata ”agli ordini dell’infaticabile e disinteressato comandante De Carolis Arturo”.

Una domanda allora sorge spontanea: perché trascorrono sei anni per dare un giudizio così diverso e penalizzante nei confronti di Amedeo Ambrosi?
Non siamo nelle condizioni di dare una risposta sicura e ben definita, nello stesso tempo siamo consapevoli che tali perplessità nel contesto generale possono apparire secondarie, tuttavia ci permettiamo di seguire una traccia che è una costante nella vita interna delle organizzazioni fasciste locali e nazionali: la lotta fra persone e clan, per conquistare posizioni di prestigio e di potere è sempre aperta, portata avanti senza esclusioni di colpi, utilizzando strumenti spregiudicati tali da determinare improvvise cadute e rapidi successi personali.

Lucia Fabi Angelino Loffredi
Ceccano 1 Luglio 2019

 nella foto in alto a sinistra: "Tito Milioni, antifascista della prima ora" (passare il puntatore del mouse sulla foto e apparirà il nome)

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Storia. Squadrismo in Ciociaria e maestri romani

FILIPPO COLAPIETRO SINDACO 350 mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - Per proseguire nel breve viaggio dentro lo squadrismo frusinate, riportiamo notizie raccolte da un numero unico della Federazione fascista titolato “ Squadrismo, per ricordare il 20° anno della nascita del Fascio di combattimento di Frosinone “, conservato presso la Biblioteca comunale di Frosinone. Il giornale è composto di 4 pagine, riporta articoli di Alberto Ghislanzoni, Giulio Celletti, Carlo Mancia. Lo stile prevalente è sempre retorico, i vari temi si esprimono in modo roboante e sensazionalistico. Il pensiero è rivolto al passato ed è individuato sempre il nemico. Giulio Celletti infatti, nel suo pezzo scrive “S’ iniziarono così le azioni contro le canaglie social- comuniste che infestavano le nostre campagne e turbavano gli animi dei nostri laboriosi operai e contadini sventolando il loro straccio rosso e oltraggiando l’ideale e il sacrificio degli squadristi“. Attorno a queste poche righe ci sarebbe tanto da commentare ma ci limitiamo a mantenere l’attenzione solo sul termine social-comunisti, ancora di più su quel comunisti, ovvero sul nemico che deve essere onnipresente. Il Celletti in questo caso per dare forza al suo articolo arriva addirittura ad inventarselo e ingigantirlo. Nelle elezioni del 15 maggio 1921 infatti i voti arrivati alla lista comunista a Frosinone furono 4 (quattro ) e nel Circondario 15( quindici ).

Dal giornale possiamo riprendere notizie interessanti proprio dal punto di vista della ricerca, pertanto rileviamo: il Fascio a Frosinone viene costituito il 20 ottobre 1920 nei locali della vecchia Società Operaia. Successivamente viene titolato a Guglielmo Veroli ma manca il periodo. La prima sede è in via Angeloni.
Fra gli articoli, quello scritto da Il Triario “Quando uscimmo la prima volta“ ci sembra interessantissimo. Riporta la presenza a Frosinone e Ceccano di Vito Pellizzari, segretario del Fascio di Roma, chiamato a fare da rinforzo ai fascisti di Frosinone per colpire Ceccano “roccaforte dei rossi che detenevano l’amministrazione comunale“ Sindaco in quel periodo è il socialista Filippo Colapietro. Per conoscere bene la situazione ceccanese invitiamo a esaminare il seguente collegamento http://www.loffredi.it/ceccano-fra--rivoluzione-e-reazione.html

L’avvocato Pellizzari a sera arriva in treno a Frosinone accompagnato da 20 persone. Il Triario scrive “arrivarono alla stazione di Frosinone. Scesero e per l’accorciatoia di Fontana Unica salirono in città. Quella notte l’Albergo Garibaldi si trasformò in un accampamento“ La mattina successiva la trascorsero passeggiando per la città destando molta curiosità. Nel primo pomeriggio su due camion partirono in direzione di Ceccano, quindi “Giungemmo sul ponte di Ceccano. E il resto di questa giornata, che fu movimentatissimo, è inutile oramai raccontarlo“.

L’autore dell’articolo non riporta gli avvenimenti accaduti e nemmeno indica il giorno. Non conosciamo il motivo ma, fortunatamente, possiamo riportare che a farlo ci penserà molti anni più tardi (1985) Maurizio Federico attraverso il sempre valido libro ”Il Biennio rosso in Ciociaria.1919-1920“, sulla base di un fonogramma inviato dal Sottoprefetto di Frosinone al Ministero l’11 aprile 1921. Maurizio Federico scrive che i fatti avvengono il 4 aprile del 1921. Li ricostruisce partendo proprio da dove Il Triario si arresta. Dal Ponte, infatti, la squadraccia risale lungo via Principe Umberto, sulla quale svolge la propria attività l’orologiaio Neno Catozi, socialista. Roberto Catozi nipote dell’artigiano, a tanti anni di distanza ci conferma quanto riporta Federico, così come tramandato in famiglia: la rottura della vetrina espositiva e la relativa devastazione dei locali dell’orologiaio. Gli stessi si trovano dove oggi la famiglia Catozi ospita le riunioni della Sezione Anpi di Ceccano.

Successivamente, in Piazza Vittorio Emanuele (oggi Piazza 25 Luglio) avviene il contatto fra il gruppo di Pellizzari con il conte Domenico Antonelli, agrario del luogo, nazionalista, ed insieme danno l’assalto ai locali del Comune, allora situato dove oggi vi sono gli Uffici Anagrafici. Distruggono documenti e suppellettili. Federico riporta che “Nella stessa serata si verificano in varie parti del paese ripetuti scontri fra fascisti e socialisti e solo a tarda notte la spedizione fascista abbandona Ceccano“.

L’aggressione del 4 aprile costituisce un incoraggiamento ai fascisti locali. Sono ancora privi di un’organizzazione organica ma il 10 aprile nell’abitazione di Alessandro Marini, situata in via Solferino, dove oggi opera una Casa Famiglia, si costituiscono tre Gruppi di Combattimento: La Saetta, La Volante, La Disperata.
Nella mattina del 27 aprile, senza avere aiuti esterni, fascisti locali penetrano negli uffici comunali. Il fonogramma del 30 aprile inviato dal Sottoprefetto al Ministero, e riportato sempre da Maurizio Federico così scrive: “cacciano gli impiegati, sbarrano il portone principale e consegnano le chiavi del Palazzo comunale al Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri, noto simpatizzante del Fascio locale, nonché stretto congiunto dell’agrario Antonelli“.

Sempre più le forze dell’ordine non svolgono il loro compito per impedire ai fascisti di portare a termine violenze, saccheggi e distruzioni, ma in alcune occasioni intervengono direttamente ad ostacolare e colpire l’attività delle Leghe e delle stesse amministrazioni socialiste, cosi come avviene a Roccagorga, Piperno, Sgurgola, Ferentino. Il 13 dicembre 1920 presso Aquino, il Maresciallo dei Carabinieri aveva ordinato di sparare sulla folla uccidendo 3 persone. Si sta aprendo una nuova terribile fase: apparati dello Stato e violenza quadristica, come una tenaglia, inesorabilmente colpiscono le organizzazioni dei lavoratori, aprendo così la strada alla dittatura.

Ceccano 16 Giugno 2019

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Storia. Squadrismo nel frusinate: a Cassino e nel cassinate

BernardoNardone 350 mindi Lucia Fabi Angelino Loffredi - Proseguendo nella ricerca sulla nascita del Fascismo in provincia di Frosinone, nel periodo precedente la Marcia su Roma, abbiamo rilevato che a Cassino il Fascio di Combattimento viene costituito il 1 marzo 1921. La Squadra di azione viene titolata a Enrico Toti, eroe della Grande Guerra, mentre il comandante della stessa viene riconosciuto in Alberto Pegazzani. Risulta altresì che gli squadristi qualificati siano 48. Di tutti si conosce l’identità: Abate Orazio, Aceti Alessandro, Arcari Giuseppe, Bancrazi Ettore, Baggi Luigi, Campagna Alfredo, Capaldi Pasquale, Capaldi Sebastiano, Capaldi Vincenzo, Cianci Giovanni Battista, Cibelli Antonio, Colella Andrea, Colella Luigi, Carlino Guido, Capaldi Luigi, Del Greco Domenico, D’Erme Francesco, Di Giovanni Nicola, Di Sano Giovanni, Ferrara Gustavo, Ferrara Gustavo, Fontana Umberto, Giallonardi Ernesto, Liquori Giovanni, Martini Edmondo, Martini Renato, Martini Ugo, Martone Gabriele, Merola Giovanni, Merola Emilio, Monaco Luigi, Pegazzani Alberto, Pegazzani Antonio, Pegazzani Guido, Pitaccio Giuseppe, Presi Attilio, Pellecchia Tommaso, Ranaldi Adolfo, Ranaldi Gaetano, Ranaldi Mario, Russo Erasmo, Sparagna Michelangelo, Tomassi Gaetano, Tumolini Giovanni, Valente Antonio, Vertecchi Alberto, Vertecchi Giulio, Verdone Antonio.

La Relazione del Segretario federale, avente come scopo il riconoscimento della qualifica di squadrista, mette in evidenza che la squadra ha partecipato a 6 azioni: 3 nel 1921 ( Cassino, S. Angelo in Theodice, S. Apollinare), e 3 nel 1922 ( S. Maria Capua Vetere, S. Elia Fiume Rapido, S. Giorgio a Liri ). In essa si trascrive l’anno ma non il giorno e nemmeno le sedi o le persone colpite. Inoltre di ogni squadrista si conoscono le azioni compiute. Vengono indicati anche i nomi di chi testimonia tali avvenimenti: Alberto Pegazzoni, Ranaldi Adolfo, Ranaldi Gaetano, Colella Luigi, Colella Andrea, Presi Attilio, Bernardo De Spagnolis, Luigi Viccarone.

Le agitazione non sono altro che la risposta fascista alla nascita nella zona delle sezioni socialiste, comuniste, sindacali e all’attivismo di dirigenti che si stanno facendo apprezzare per i legami con le classi lavoratrici quali Luigi Selmi, Alessandro Assante, Bernardo Nardone, Vittorio Lollini e la dottoressa Maria Lombardi.
E’ interessante altresì tener conto di quello che la Relazione scrive sulle presenze fasciste a S. Apollinare e a Sant’Angelo in Theodice. Per quanto riguarda la situazione nel comune di S. Apollinare riportiamo “Dalle dichiarazioni degli stessi fascisti che hanno avuto riconosciuta la qualifica di squadrista la Commissione rileva che la loro attività si è limitata esclusivamente alle seguenti azioni: dinanzi alla minaccia della lega rossa di S. Apollinare di non far raccogliere le fave in un terreno in contrada Giunture il Fascio si recò sul posto per assicurare il normale svolgimento del lavoro. Non ebbe luogo nessun incidente. In occasione della festa di S. Antonio, nel settembre 1921 il Fascio s’impose per non far suonare inni sovversivi.”


Per quanto riguarda la situazione in Sant’Angelo in Theodice, frazione di Cassino, la Relazione riporta “dall’esame generale e dall’interrogatorio la Commissione per la revisione degli squadristi si è fornito il convincimento che intorno alla figura del camerata Mario Calcagni grosso proprietario di terreni in Sant’angelo in Theodice si sia formato un nucleo di elementi locali da lui sussidiati, cosi che non è chiaro sino a che punto l’intervento di costoro si sia effettuato per scopi di difesa personalistica -essendo le loro azioni circoscritte nel territorio di sant’angelo- oppure per elevati fini disinteressati e politici.” Solo a tanti anni di distanza (1939) insomma la Federazione Fascista si accorge di aver sostenuto un conflitto di classe anticontadino arrivando a riconoscere che “Dalle dichiarazioni scritte allegate emerge infatti che ebbero luogo soltanto contrasti con elementi contadini locali per la divisione dei prodotti agricoli“.

Ceccano 13 Maggio 2019

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Storia. Squadrismo in Ciociaria: a Patrica

Generale Simone Simonidi Lucia Fabi Angelino Loffredi - Nel procedere nella nostra ricognizione per riportare la formazione delle squadre fasciste in provincia di Frosinone prima della Marcia su Roma, ci siamo imbattuti in un voluminoso e tumultuoso carteggio riguardante il fascismo nella ridente cittadina di Patrica. Scriviamo tumultuoso perché non fu facile e nemmeno lineare raggiungere la decisione che nel 1939 arrivava ad affermare, cosi come fece la Commissione federale appositamente costituita, che nel paese lepino “non si evidenzia l’esistenza di una squadra di azione né di un nucleo fascista fino a qualche mese innanzi la Marcia su Roma.”

Se proseguiamo nella lettura notiamo una sentenza accompagnata da diverse prese di posizione delle “prove a carico“. Importante e forse decisiva la testimonianza del Dott. Alberto Ghislanzoni, dirigente nel periodo della nascita del fascismo nel Basso Lazio. La Commissione infatti si fa carico dei ricordi personali dello stesso Ghislanzoni, il quale riporta che “interessandosi nella primavera-estate del 1922 della costituzione di un Fascio a Patrica ebbe a conoscere in Ceccano in casa del signor Luigi Bonanni, allora Ispettore di zona, i fratelli Monti-Colombani, residenti in Patrica, che il Bonanni stesso consigliò di proporre all’organizzazione iniziale del Fascio di Patrica“.

La testimonianza del dirigente ci permette di raccogliere altre notizie ugualmente importanti, il clima politico generale e aspetti che hanno a che fare con un atteggiamento trasformistico. Cosa si conosce ancora di più? Ghislanzoni infatti riporta “La famiglia Monti-Colombani nelle elezioni politiche del 1921 aveva votato per la lista repubblicana“. Ancora più significativo è il rendiconto che si evidenzia “La prima assemblea fu tenuta dal Ghislanzoni nella villa del signor Vespasiani, poco distante dal paese. La riunione non ebbe l’esito auspicato per l’apatia di molti e le resistenze e le contrarietà di altri“.

Il Ghislanzoni comunque non si scoraggia, rimane ugualmente impegnato a realizzare lo scopo. La Commisione Federale infatti riporta “Qualche settimana dopo il Ghislanzoni tenne nel paese due riunioni organizzate dal suo Vice Segretario sub Federale pro tempore Luigi Bonanni in accordo con la famiglia Monti-Colombani. In dette riunioni che furono abbastanza affollate di lavoratori si accorse che da parte dei Monti-Colombani si tendeva a far coincidere e addirittura subordinare la costituzione ufficiale del Fascio all’allontanamento del Segretario comunale tal De Libero (padre del poeta Libero De Libero) che veniva dipinto come inviso alla locale popolazione. A questa pretesa, che secondo i Monti-Colombani doveva attirare il pieno fervore alla causa di tutto il popolo, il Ghislanzoni si oppose nettamente” Insomma il Fascio di Patrica non partecipò alla grande Adunata di Napoli, nè alla Marcia su Roma, nè che una squadra sia intervenuta in vere e proprie azioni squadristiche in Ciociaria. Tale è il risultato che emerge dopoi tante interrogazioni ( fra queste anche quella di Ulisse Igliori comandante di tutte le squadre dell’Umbria e del Lazio )e di dichiarazioni che vengono riconosciute non essere concordi “ sia per la scarsa cultura degli interrogati, sia per la distanza di tempo intercorso, sia per vecchie angolosità che dividono gli animi localmente “ Gli episodi squadristici che la Commissione riconosce sono successivi alla Marcia su Roma: “il ritiro della bandiera rossa della lega di Supino, rilasciata bonariamente attraverso l’intervento del Sindaco del tempo Cerilli Luigi avvenuta il 22 novembre 1922, cosi la distruzione della bandiera rossa della locale lega contadina a cui parteciparono il Battisti Vincenzo, il Grossi Enrico ed altri“.

La Commissione dopo un’ attività controversa ma definitiva prova anche ad alleggerire la posizione dei Monti-Colombani riconoscendo che “Non si esclude che quale Segretario (Non appare indicata la data della nomina) insieme con qualche altro elemento abbia partecipato alla grande Adunata delle forze fasciste del Basso Lazio tenuta a Frosinone il 15 ottobre 1922)"
Noi ci permettiamo di rilevare che la Commissione da una parte evidenzia che a Patrica non è esistita un’attività quadristica poi, in modo contraddittorio, individua come squadristi: Biancucci Natalino, Contenta Lucido, Cracolici Salvatore, Evangelista Filippo, Grossi Agostino, Grossi Enrico, Mattia Luigi, Giuseppe Monti-Colombani, Simoni Giovanni, Simoni Simone, Terenzi Pasquale.
Nell’elenco degli squadristi di Patrica figura anche il Generale Simone Simoni. La Commissione, di cui stiamo riportando le conclusioni, inoltre precisa che “il Simoni a richiesta dei fascisti di Patrica fu aggregato per dare lustro al Fascio locale essendo Generale e Superdecorato. Il Simoni invece come risulta in modo chiaro e inequivocabile dagli atti allegati al suo fascicolo personale ha svolto azioni squadristiche a Roma (non sono indicate) ed occorre che il suo nome venga iscritto nell’elenco degli squadristi del Fascio dell’Urbe.”

Il Generale Simoni, nato a Patrica il 24 dicembre 1880, dopo l’otto settembre 1943 mise la sua casa romana a disposizione di soldati e ufficiali che sfuggivano dalle minacce nazifasciste. Il 22 gennaio 1944 venne arrestato dalle SS, portato a via Tasso, cella n. 12, larga un metro e profonda 2,40, interrogato da Kappler, torturato ed ucciso senza aver indicato i suoi collaboratori, con altre 334 persone il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.
Chi è interessato a conoscere la sua vita e la sua fuoriuscita dal fascismo consigliamo di leggere il libro di Michele Colagiovanni “Il Generale Simone Simoni/ Martire alle Fosse Ardeatine“ Cesena.2007.

Ceccano 6 maggio 2019

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Come nacque il fascismo a Villa Santo Stefano

bottaiaVillaSStefano 350 260 mindi Lucia Fabi Angelino Loffredi ** - Ricordare la nascita del Fascismo nel piccolo paese di Villa Santo Stefano sorprendentemente è facile. Mentre in ogni realtà comunale la ricostruzione è difficile, a volte impossibile perché la documentazione originale venne fatta sparire, in questa realtà, invece, può essere utilizzata la raccolta dei verbali della Sezione fascista gelosamente custoditi per oltre novanta anni da Luigi Bonomo: Podestà dal 1937, Commissario durante la Repubblica Sociale, Sindaco dal 1956 al 1980. Dal 2016 infatti sono stati fatti conoscere attraverso un libro scritto dal figlio Giovanni e Pino Leo titolato “ Portando ognuno la sua pietra al cantiere/Il Fascismo a Villa Santo Stefano 1921-1944 “

A leggerlo attentamente non ci sembra che nella ricostruzione della storia politica e cittadina appaiano lacune o contraddizioni perché lo sviluppo, il racconto dei fatti appare coerente e consequenziale.
Chi sono dunque i protagonisti del radicamento fascista nel paese? I verbali li indicano in modo preciso sia dal punto di vista anagrafico che professionale: Antonio Zomparelli, Luigi Iorio, Luigi Buzzolini, Umberto Iorio, Genesio Biasini. Gli incontri si tengono presso l’abitazione del fabbro Michele Marafiota, in via San Pietro. L’animatore sembra essere Pompeo Leo, amante della fotografia, corrispondente del giornale ” Il Messaggero “, Ispettore della Singer a Sora. E’ proprio a Sora che Leo incontra e fraternizza politicamente con Marcello Ghislanzoni inviato nella cittadina su incarico della Federazione Fascista Laziale.

La costituzione ufficiale del Fascio a Villa Santo Stefano avviene domenica 1 maggio 1921. La Sezione viene intitolata a Nazario Sauro. La sede è in Piazza Umberto I, in un locale situato nella parte superiore ove oggi opera l’Ufficio Postale.
A leggere il verbale della riunione del mese di luglio, riportato a mano e con grafia leggibile, gli iscritti sono quaranta e fra questi appaiono il Sindaco Massimo Iorio, il Segretario comunale Diomede Felici, due studenti, 30 proprietari terrieri, 2 insegnanti, 15 ex combattenti. E’ ugualmente importante conoscere la composizione del Direttorio: Giuseppe Ruggeri, Zenobio Luigi Anticoli, Pompeo Leo, Presidente e Fabio Fabi, Segretario . La partecipazione di Fabi sarà limitatissima nel tempo perché si appresta ad entrare all’Accademia Militare di Modena. Il Fabi avrà una brillante carriera fino a raggiungere il grado di Generale.PNF VillaSSteefano min

Ma la situazione non ci sembra essere molto facile e semplice e lo dimostra una lettera scritta da Pompeo Leo l’8 dicembre 1921 inviata alla Giunta Esecutiva a Roma “ Questa sezione sorta senza nessun fondo non può assolutamente versare alla Segreteria della Federazione nemmeno il più piccolo contributo perché i fascisti non pagano nessuna quota mensile “. Non vengono sottolineati, purtroppo, i motivi del mancato pagamento.

La Sezione il 14 gennaio 1922 vive un grande momento di popolarità quando ospita Giuseppe Bottai. Non conosciamo i canali attraverso i quali l’emergente gerarca venne sollecitato ad essere presente a Villa Santo Stefano. Le foto in circolazione comunque dimostrano una buona presenza di popolo e la riuscita di tale incontro.
bottai a VillaSStefano particolare 2 minDurante il 1922 fascisti del paese partecipano alle “Adunate“ di luglio e del 15 ottobre a Frosinone ma dai verbali non emerge nessuna presenza dei fascisti locali alla Marcia su Roma del 28 ottobre 1922. Ancor più è da rilevare che gli stessi non partecipano a nessun assalto squadristico a persone o sedi. C’è da riportare inoltre che nel paese non esistevano nuclei organizzati di comunisti o socialisti.

La lotta continua e senza esclusione di colpi condotta dalle sezione cittadina è diretta in due direzioni: contro la fazione di don Amasio Bonomi (vicino ai Popolari) e l’altra è interna al partito stesso.
L’anno 1923 è caratterizzato dal conflitto aperto contro il sindaco Massimo Iorio, prima estromesso dal comune, poi espulso dal partito e dall’affermazione personale di Leo Pompeo che il 2 settembre con la lista del PNF vince le elezioni comunali (le ultime in Italia) battendo quella sostenuta da Don Amasio e diventando Sindaco. Incarico che va ad aggiungersi alla carica di Segretario di Sezione. Tale cumulo di cariche non normalizza la situazione, non rende stabile l’equilibrio politico perché le lotte interne proseguiranno utilizzando (per tutto il periodo fascista) tanti strumenti diffamatori a cominciare dalle lettere anonime. Non è un caso se il 1926 sarà proprio l’anno della caduta in disgrazia dello stesso Leo, prima come Sindaco poi come Segretario di Sezione.

Le vicende politiche ed amministrative sono caratterizzate da una fibrillazione permanente ed anche da imprevedibili colpi di scena, quale il ritorno a Segretario dello stesso Pompeo il 24 marzo 1928 ma anche della sua definitiva caduta nel mese di ottobre dello stesso anno.

 

 

**Didascalia della foto di apertura Giuseppe Bottai fra Michele Marafiota e Pompeo Leo e Alfredo Anticoli. Foto tratta dal libro di Giovanni Bonomo e Pino Leo “ Portando ognuno la sua pietra al cantiere/ Il fascismo a Villa Santo Stefano 1921-1944 “

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Ceccano 12 aprile 2019

Quando nacque lo squadrismo - Giuliano di Roma

Squadristi 350 mindi Fabi Lucia e Angelino Loffredi - Il Fascio di Giuliano di Roma si costituisce il 21 ottobre 1922. L’iniziativa si tiene presso il Comune ed è presente il dottor Alberto Ghislanzoni, dirigente del Fascismo del Basso Lazio.

Dalle Note scritte nel 1939 dal Segretario della Federazione Fascista di Frosinone Aurelio Vitto, risulta che il primo Segretario del fascio locale è Gabriele Gabrielli. Lo testimonia lo stesso Ghislanzoni dichiarando nei suoi ricordi personali che il Gabrielli partecipò alla “grande adunata“ di Frosinone del 15 ottobre 1922. Sempre, sulla base di tali ricordi, dichiara che il Gabrielli fu presente al concentramento di Valmontone, in occasione della Marcia su Roma, il 28 ottobre 1922.
Scrivevamo precedentemente che le carte di cui siamo in possesso non fanno parte di una ricerca organica e ben sistemata, ma costituiscono l’insieme di tanti fogli (altri mancano) che a fatica siamo riusciti a mettere in ordine. Abbiamo l’impressione, inoltre, che lo scritto non vuole ricostruire la storia dello squadrismo in Ciociaria e nemmeno ha motivazioni apologetiche, ma serve solo per definire chi fra i fascisti ha il diritto a fregiarsi del titolo di Squadrista. Insomma si avverte una lotta aperta fra fascisti per ottenere tale riconoscimento e lo conferma il continuo rapporto fra realtà locali, federale e nazionale.

Alla base abbiamo notato una eccessiva necessità di ricercare testimonianze e protezioni per scalare le cariche di partito. Questo riguarda il Gabrielli ma anche Armando Pagliei. Per quest’ultimo vengono elencate tante benemerenze. Di lui si ricorda di aver capeggiato ed intervenuto in azioni squadristiche a Sezze, Prossedi e nell’agro pontino. Vengono indicate con molta precisione sia dichiarazioni del Segretario della Federazione di Littoria (26 giugno 1938, protocollo 344404) che cronache giornalistiche riportate da Il Messaggero, oltre che una conferma della sua attività da parte di Leo Pompeo, di Villa Santo Stefano, indicato come uno dei primi Segretari Fascisti del Lazio. Dichiarazioni e documenti insomma che dimostrano che il Pagliei era in collegamento con la Sub federazione ciociara già dal 11 luglio 1922.

Il Segretario della Federazione ciociara, a confermare il clima teso e conflittuale esistente anche nelle varie realtà locali, chiude la sua dichiarazione in questa significativa maniera “né a lui (Pagliei) né ai camerati appartenenti a detta squadra la Commissione ritiene possa applicarsi il provvedimento di depennazione che su proposta della locale Federazione Fascista discusse il Direttorio Nazionale del Partito Nazionale Fascista con nota dell’11/11/ XVIII a firma del vice segretario Cerutti “Se la questione della qualifica di Gabrielli e Pagliei viene definita positivamente rimane invece aperta quella di Pietrocarlo Giuseppe. Di quest’ultimo si scrive “Si richiama l’attenzione alle superiori Gerarchie su fascista Pietrocarlo Giuseppe che non ottenne riconoscimento della qualifica di Squadrista perché all’epoca del riconoscimento ufficiale era fuori dal PNF ma successivamente è stato riammesso con la primitiva anzianità“.

Non si conosce l’esito di tale richiesta, possiamo invece riportare i 15 nominativi di coloro che dopo tante discussioni e conflitti vennero qualificati come Squadristi:
Carpentieri Giovanni fu Luigi, Catuzza Lorenzo fu Cataldo, Coccarelli Angelo fu Angelo, Cologgi Arcangelo fu Antonio, Cologgi Armando fu Luigi, Cutonilli Severino Giuseppe di Luigi, Fabi Pietro fu Paolo, Fabi Giuseppe fu Sebastiano, Lunghi Pasquale fu Marco, Luzi Natale fu Antonio, Massari Arturo Cataldo di Giuseppe, Pagliei Armando fu Giuseppe, Rosi Cesare fu Innocenzo, Sarandrea Domenico fu Raffaele, Schietroma Valentino di Mario.

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Ceccano 5 Aprile 2019

Quando nacque lo squadrismo

Squadristi 350 mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - E’ probabile che in questo anno, in cui ricorre il centenario della costituzione dei Fasci di Combattimento (Milano, Piazza San Sepolcro, 23 marzo 1919), ci possa essere un’attenzione particolare sull’esperienza fascista, a cominciare da quella realizzata in provincia di Frosinone.

Attraverso un caro amico abbiamo a disposizione un elenco di nominativi di squadristi della provincia. E’ una raccolta (non ben sistemata per le aggiunte, ripetizioni e correzioni che vi appaiono) denominata Carta Proveniente dall’Archivio della Federazione Fascista di Frosinone, predisposta il 12 maggio 1939. E’ nostra intenzione pertanto, ritenute le stesse come notizie inedite e di importanza documentale, farle conoscere al fine di metterle a disposizione di chi è interessato alla ricerca storica della nostra realtà provinciale.

Iniziamo la nostra ricognizione con la composizione del Fascio di Ceccano che viene costituito il 10 aprile del 1921 ed è composto da due squadre “La Volante” comandata da Stanislao Innico e “La Saetta “ comandata da Raffaele De Sio. Nell’elenco generale degli squadristi di Ceccano partecipanti alle azioni figurano 31 persone : Aversa Paolo, Bovieri Giuseppe, Bruni Romolo, Bruni Vincenzo, Bruni Angelo, Ceccacci Fernando, Colapietro Lorenzo, Colapietro Luigi, De Sio Raffaele, De Santis Ubaldo, Di Vico Paolo,Gallucci Nicola, Guerrucci Fiorino, Gizzi Salvatore, Gizzi Alfredo, Innico Stanislao, Innico Luigi, Innico Camillo, Malizia Giovanni, Marini Alessandro, Protani Paolo, Ronconi Ercole, Peruzzi Pasquale, Tanzini Giovanni, Terenzi Cesare, Terenzi Nicola, Pirri Vincenzo, Tiberia Salvatore, Pizzuti Agostino e altri due nominativi che risultano illeggibili. Il dato interessantissimo è costituito dal fatto che ogni nominativo indicato è accompagnato dalle azioni alle quali ha partecipato.. Gli squadristi di Ceccano sono protagonisti di 15 azioni. Non si conoscono i tempi ma vengono evidenziati i luoghi: Santa Marinella, Anagni, Morolo, Supino, Patrica, Giuliano di Roma, Ceprano, Priverno, Monte San Giovanni Campano, Ferentino, Sgurgola, Fiuggi, Alatri, Frosinone Ceccano. Di ogni spedizione manca un commento o una parziale descrizione. Quanto riportato è accompagnato dalle dichiarazioni sottoscritte da Stanislao Innico, Luigi Innico, Salvatore Gizzi. Ad un esame generale delle attività provinciali quella degli squadristi ceccanesi risulta essere più presente nel territorio, anche rispetto a quella di Frosinone e Cassino. Merita di essere rilevato che, sempre dalla Carta della Federazione Fascista, abbiamo trovato altri nominativi: Paolini Paolo, Ramandi Armando, Carbone Enrico, Colafrancesco Gregorio, Colucci Domenico, Gizzi Manfredo ma di quest’ultimi manca ogni riferimento a partecipazione ad azioni.

Per completare il quadro vanno aggiunte anche le fonti orali, tramandate ad esempio da Giuseppe Bovieri, squadrista (indicato nell’elenco) che ha sempre affermato che le Squadre erano tre indicando la terza con il nome “La Disperata“. Inoltre, sempre attraverso la storia orale, lo squadrista più “popolare“ sembrava essere un certo Luigi Bonanni, ritenuto il capo de “La Disperata“. Ora nell’elenco ufficiale predisposto dalla Federazione Provinciale Fascista non appare il nome della squadra né quello di Luigi Bonanni. Sempre nella memoria orale ceccanese si ricorda che il Bonanni, fascista della prima ora, fedele al Programma di San Sepolcro e quindi irriducibile repubblicano cadde in disgrazia nell’interno del partito, subì delle ritorsioni e fu costretto ad emigrare.

Se ne deduce che a fronte di questa documentazione ma anche di altre di varia provenienza, è necessario sempre attingere ma anche mettere a confronto con altre fonti e di nuovo verificare. Insomma “agitare prima dell’uso“.

Ceccano 27 Marzo 2019

 

 La foto che correda l'articolo proviene dall’Archivio dell’Avvocato i Davide Bruni

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici