fbpx
Menu
A+ A A-
Diego Protani

Diego Protani

Diego Protani è un operatore dell'informazione, cultore di Cinema e Teatro. grande lettore di Libri.

URL del sito web:

"Dritto al cuore"

luca di bartolomei 350 mindi Diego Protani - Si svolgerà Lunedì 4 Novembre alle ore 9 presso l'aula magna Francesco Alviti del Liceo di Ceccano l'atteso evento con Luca di Bartolomei autore del libro "Dritto al cuore".

Il tema è molto attuale: Più armi uguale più sicurezza. Un'equazione trasformata in slogan, una convinzione che ha spinto il 40 per cento degli italiani ad affermare che si sentirebbe più sicuro con una pistola in casa. Più armi uguale più femminicidi.

Ecco un'altra equazione, ma questo non è uno slogan, è la semplice constatazione di una tragica realtà. Una pistola è costruita per sparare, per ferire o uccidere. O anche per uccidersi.

Luca Di Bartolomei, figlio di Agostino, famoso calciatore che venticinque anni fa si suicidò con una Smith & Wesson 38 acquistata credendo di proteggere la sua famiglia, in questo libro affronta con lucidità un tema che la cronaca ci ripropone ogni giorno. Unendo vicende e racconti personali a dati e studi comparati sull'argomento, in una narrazione calda e partecipata, ma anche inattaccabile ed essenziale, ci invita a riflettere. Rendere più permissiva la legge sulla legittima difesa rischia di alimentare una giustizia fai da te, favorendo la comparsa di tanti Rambo pronti a sparare alla prima occasione. E soprattutto nasconde la preoccupante perdita di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato quale garante e custode della nostra sicurezza.

Luca Di Bartolomei dimostra in queste sue pagine come la realtà sia spesso molto diversa da come la percepiamo, anche sull'onda di quello che i media ci propongono. Dobbiamo invece capire le nostre vere paure e smascherare l'inganno che ci spinge a dare una risposta sbagliata a un problema reale.

 

"Questi i sogni che non fanno svegliare..."

ceccano ottavia 350 minSi svolgerà domenica 15 Settembre alle ore 18 presso il castello dei Conti di Ceccano la presentazione del libro "Questi i sogni che non fanno svegliare. Storia di un impiegato, l’Opera rock di Cristiano De André" di Ottavia Pojaghi Bettoni e Alfredo Franchini e promosso dalle associazioni culturali Il centro del fiume e Indiegesta.

A cinquant’anni dal Sessantotto, Cristiano De André ha riscritto la musica di storia di un impiegato, tramutando lo storico album di Fabrizio in un’opera rock. Un modo per riproporre, con un vesti­to nuovo, l’attualità del messaggio poetico e sociale di quel disco. Nel libro di Alfredo Franchini e Ottavia Pojaghi Bettoni, Cristiano spiega che cosa lo ha spinto a rivestire di nuovi suoni le canzoni che sono presen­tate nei concerti con proiezioni e ambientazioni di palco in modo da riportarci nel clima degli anni Settanta quando, alla sera, i giovani anda­vano a dormire sapendo che si sarebbero svegliati nel futuro e avrebbero partecipato al cambiamento del mondo. Ma lo scopo è anche quello di trovare nelle parole di quelle nove canzoni dell’album i punti di contatto con la realtà attuale. Le musiche originali furono scritte da Fabrizio De André con l’ausilio di un giovane Nicola Piovani, “scoperto” solo un anno prima da De André che lo aveva chiamato per gli arragiamenti e la direzione dell’orchestra di non al denaro, non all’amore né al cielo. E se in quel caso erano stati scelti dei suoni country o classici, in storia di un impiegato si sente l’influenza della musica “progressive”, caratteristica degli anni Settanta. Da qui l’esigenza da parte di Cristiano, musicista tra i migliori polistrumentisti d’Europa, di dare a quelle canzo­ni un abito nuovo. Ed è un suono elettronico che è stato calibrato sui momenti psicologici del protagonista della storia.

Saranno presenti anche gli Affa Affa Brothers by Tandem.

L'evento è patrocinato dal comune di Ceccano.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali

Giovanna Corradini 1990 350 mindi Diego Protani - Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali: i percorsi e le aspirazioni di conoscenza di una donna del Sud.

Da alcuni anni, nel mondo dei libri, sempre più si avverte la presenza di una donna caparbia, Giovanna Corradini, che si fregia di una sigla editoriale-manifesto: «Edizioni di storia e studi sociali». La curiosità è crescente, e a ben vedere si spiega perché l’attività editoriale da lei fondata non smette di essere un’anomalia o addirittura un ingombro. Qualcuno assimila le sue pubblicazioni a quelle della celebre casa editrice inglese Penguin Books, ma lei, pur orgogliosa di questo paragone, tiene a precisare che i suoi libri non si limitano a fare buona divulgazione, anche se, sottolinea, non smette mai di raccomandare ai suoi autori la chiarezza, la concisione e la cura scrupolosa della lingua. In bilico tra la passione editoriale e l’attenzione ai processi formativi della conoscenza, ha deciso di privilegiare in realtà l’innovazione scientifica, con l’apporto di un team combattivo di studiosi, accuratamente selezionati. Assume rilievo emblematico in questo senso l’avvio della Storia dei Mediterranei, opera in progress a più voci, di cui sono usciti già due grossi volumi ed è prossima l’uscita del terzo. Ma chi è e da quali esperienze viene questa donna, vista un po’ più da vicino?

Fin da giovanissima si tira su a pane e libri. A 20 anni, nel 1979, fonda nella sua città, Pozzallo, luogo natale di Giorgio La Pira, una libreria, La Cultura, che non si limita a vendere libri e prodotti musicali: organizza mostre d’arte, esposizioni editoriali, cura concerti, con Eugenio Finardi, Ivan Graziani e altri musicisti. La libreria dopo un paio di anni chiude, ma lascia idee e suggerisce iniziative. Nell’estate 1983, in collaborazione con la rivista «I Siciliani» di Giuseppe Fava e con l’ArciMedia regionale, Giovanna inaugura, ancora a Pozzallo, il Salone dell’Editoria Regionale Siciliana: un successo, e un fitto calendario di incontri, con Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Michele Pantaleone, Ciccio Busacca e numerosi altri. Si tratta della prima esperienza del genere in Italia. Per la prima volta viene concepita l’idea di un Salone del libro, e si tratta di un’idea feconda. Essa apre contatti con altre aree, scrive a Novella Sansoni, che ha fondato in quegli anni, tra Torino e Milano, l’associazione «Il libro ritrovato». Nel Paese va creandosi in realtà un clima, un humus culturale, in cui anche l’iniziativa siciliana recita una parte. Cinque anni dopo, nel 1988, l’imprenditore Guido Accornero e il libraio Angelo Pezzana inaugurano il Salone del libro di Torino.

Dopo l’avvio del 1983, Giovanna cura tre altre edizioni annuali del Salone del libro, l’ultima, nel 1986, insieme ad una Mostra del libro maltese. L’esperienza dei Saloni, che lei vorrebbe allargare alla produzione dell’Italia meridionale e della piccola editoria nazionale, però non riesce a reggere, per carenza di risorse: si aprono perciò nuovi percorsi. Quell’anno essa viene incaricata da un editore palermitano, Ferdinando Russo, già dirigente politico e parlamentare del PCI, in accordo con la Presidenza della Regione siciliana, di curare un periodico semestrale, "Libri siciliani di ieri e di oggi", che cataloga i libri editi nella regione nel corso di ogni semestre. Questa esperienza dura un paio di anni, poi la Corradini decide, motu proprio, di andare oltre, con la creazione di una rivista-catalogo, "Libri meridionali" che, oltre a illustrare i libri che escono periodicamente nel Mezzogiorno, apre un acceso dibattito sui caratteri e gli orientamenti dell’industria culturale italiana. In questa nuova avventura essa coinvolge Dacia Maraini, Nino Recupero, Sergio Zoppi, Carlo Ruta (che assume la direzione del periodico), Graziella Priulla e altri scrittori e studiosi. Nella rivista esce tra l’altro uno dei primi articoli di una giovanissima Ilaria Alpi, sulla letteratura araba contemporanea.

In quegli anni, tra gli ottanta e i novanta, Giovanna fonda una sigla, Cultura Nuova Libri, con cui pubblica, tra l’altro, alcune guide e cataloghi dell’editoria meridionale e della piccola editoria italiana. Poi rileva da Ferdinando Russo una piccola sigla, Edi.bi.si., Editoriale Biblioteca Siciliana, che decide di «specializzare», legandola alle letterature di viaggio. Dà alle stampe diverse decine di libri e libretti, dall’aspetto grafico inconfondibile, tra cui alcuni "long seller"»: in particolare, il Viaggio di Goethe (circa 40mila, le copie vendute) e quello di Maupassant (circa 30mila). Nel 2004 la proprietà di Edi.bi.si. passa alle Edizioni Affinità Elettive, curate da un distributore ed editore di Messina. Giovanna mantiene tuttavia, per un po’, la cura tecnica dei libri, mentre collabora saltuariamente con altre case editrici. Sono anni difficili, in cui maturano però le condizioni per un poderoso passo in avanti, che avviene nel 2012, quando, sostenuta da un vivace ambiente di studiosi e dal manifestarsi di una serie di bisogni nel mondo intellettuale, decide di avviare un progetto editoriale di carattere storiografico e di taglio scientifico. Nasce così Edizioni di storia e studi sociali.

Nel "manifesto" riportato nella pagina Chi siamo del sito edizionidistoria.com si legge: «Dopo anni di attività ci si trova a prendere atto che il progetto nelle sue linee fondamentali è stato ben compreso. Raccoglie la stima di numerose istituzioni scientifiche del Paese. Piace al mondo intellettuale in senso lato, che con sempre maggiore slancio si relaziona con Eds. Sono state create, per così dire, delle regole, che sono necessariamente rigide. Esiste una comunità, un organismo che tende a muoversi coralmente. Si cerca in tutti i modi di non ledere l’autonomia creativa e scientifica dello studioso, ma si fa il possibile per creare un clima favorevole agli scambi, alle contaminazioni, alle sinergie». E i fatti confermano tutto ciò.

Con il suo progetto e i suoi autori, Giovanna entra nei maggiori musei italiani, nelle università, negli enti di ricerca. Coinvolge studiosi di statura mondiale come gli archeologi Jean Guilaine, Patrice Money ed Eric Rieth. Di Guilaine, tra l’altro, è prossima l’uscita di un’opera dedicata alla protostoria: "Le pietre dei giganti". Schiera storici di alto profilo: dal medievista Franco Cardini, presente nei primi due volumi della Storia dei Mediterranei, a Carlo Ruta, molto attento, anche lui, allo scandaglio di vie inesplorate. Ben presente nel progetto è inoltre l’archeologo navale Francesco Tiboni, il quale, proprio attraverso un saggio Eds, La presa di Troia: un inganno venuto dal mare, lancia una sorprendente rilettura del poema omerico, che, ripresa dai mezzi di comunicazione di numerosi paesi, suscita discussioni e prese di posizione in tutti i continenti. Sul fronte delle problematiche cristiano-islamiche e delle relazioni culturali tra Oriente e Occidente, tra passato e presente, si colloca poi lo scrittore romano Pino Blasone, che all’interno della casa editrice gode di una presenza consolidata, come, del resto l’archeologo navale e scrittore Stefano Medas, presente con diversi saggi nella Storia dei Mediterranei. Ma fervono anche i rapporti con gli ambienti universitari e della ricerca.

La fondatrice di Eds stabilisce un rapporto sinergico con una delle eccellenze dell’Università di Catania, la Scuola di specializzazione di Archeologia, strettamente legata alla Scuola di Atene, con il coinvolgimento dell’archeologo-docente Massimo Frasca, di Dario Palermo, che subentra a Frasca nella direzione della Scuola, e, sul piano delle iniziative seminariali, del docente di Topografia antica Edoardo Tortorici. Essa anima convegni e conferenze con la Soprintendenza del Mare, guidata da Sebastiano Tusa, che firma per Eds diversi titoli. Stabilisce rapporti con il CNR di Roma e con la sede di Catania, con l’apporto dell’archeologo Massimo Cultraro, autore tra l’altro di un brillante saggio sullo scopritore dell’antica città di Troia. Con il sostegno operativo di Francesco Tiboni, Giovanna aggancia il Nav-Lab, Laboratorio di storia marittima e navale dell’Università di Genova, e imbarca nel progetto di Storia dei Mediterranei studiosi di spessore come Emiliano Beri, Antonio Musarra (storico medievista tra i più brillanti e versatili), Maurizio Brescia (direttore della rivista "Storia Militare"), Luca Lo Basso e altri ancora. Stabilisce assidui contatti di lavoro con alcuni tra i più prestigiosi Musei di Roma: l’Etrusco di Villa Giulia, il Luigi Pigorini, il Museo dell’Alto Medioevo. Collabora inoltre con il Museo della Marineria di Santa Severa, diretto da Flavio Enei, presente anche lui nella Storia dei Mediterranei, con il Museo Nazionale di Reggio Calabria, diretto egregiamente da Carmelo Malacrino, presente anche lui nel catalogo di Eds. Collabora ancora, con una miriade di momenti, con il Polo museale di Catania, negli anni in cui è diretto da Maria Costanza Lentini. Nei sette anni di attività editoriale della Corradini c’è tuttavia molto altro, troppo per poterlo enumerare, mentre scorrono, firmati da oltre un centinaio di specialisti, parecchie decine di libri, molti collettanei, dotati tutti di una grafica sobria ma ancora inconfondibile.

Adesso, dice Giovanna, si è arrivati ad uno snodo importante. Dopo la formazione del comitato scientifico, che comprende Franco Cardini, Jean Guilaine, Franco Marzatico, Irena Radic, Eric Rieth, Carlo Ruta e Francesco Tiboni, sono previste per l’autunno-inverno alcune novità, di cui offre tuttavia una sola anticipazione. A partire dall’autunno la sede ragusana sarà adeguata alle nuove esigenze. Non sarà solo una fucina editoriale ma anche un luogo di studi e d’incontri, di attività seminariali, nel quadro anche delle sinergie crescenti con gli ambienti della ricerca. Verrà dotata tra l’altro di una biblioteca specializzata e di un archivio di documenti, soprattutto di età contemporanea. «Sarà operativa – precisa l’editrice di Eds – dalla prima metà di ottobre». È un crescendo in realtà di iniziative di qualità, ad amplissimo raggio, dalla Sicilia all’estremo Nord, nel segno ancora di una felice ibridazione tra esigenze di vita e tensioni conoscitive, che rendono Edizioni di storia e studi sociali un fatto a sé, una comunità di studi, accanto a cui va formandosi, con diramazioni ovunque, una rete di sostenitori e amici che si coinvolge con slancio, progetta, organizza, si passa il testimone.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

La questione agraria ed il Pd

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250Diego Protani, Pd Ceccano - Chiaromonte, la questione agraria ed il Pd. La deindustrializzazione italiana deve far riflettere il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti per trovare nuove forme di sviluppo e di occupazione.In un momento storico dove la Cina e il mercato asiatico hanno il coltello dalla parte del manico è da folli sperare un cambio di rotta, specialmente per l’assenza della Cassa del Mezzogiorno ad esempio.

Un ancora di salvezza per il paese e per il partito stesso potrebbe esser quella di riprendere in mano la riforma agraria che per anni Gerardo Chiaromonte ha sognato ed auspicato.

Possono esser presi come esempio i tre libri scritti sul tema dall’onorevole comunista “I comunisti e i contadini”, “Una nuova agricoltura “ e soprattutto” Agricoltura, Mercato comune e Regioni” del 1973 scritto con Pietro Ingrao ed Emanuele Macaluso. Ma anche di dialogare con il parlamento europeo su questa tematica!

Già nella seduta alla camera del 16 giugno 1966 affermava “Noi solleviamo tali questioni anche perché abbiamo presente un problema molto delicato e molto complesso: quello della compatibilità tra un certo tipo di integrazione economica sovranazionale e lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana del nostro paese. Problema complesso e delicato, dicevo, che ho voluto richiamare, anche se su di esso non è il caso oggi di fermarsi a lungo (come pure l’argomento meriterebbe). È un problema, comunque, che ci troveremo di fronte e che dovremo affrontare, in sede di discussione nella programmazione economica e sull'ordinamento regionale. Per tutte queste ragioni, permettetemi di avanzare a tutti i colleghi che hanno presentato mozioni sulla politica agricola comunitaria, ai gruppi, al Governo, alla Presidenza della Camera una proposta di lavoro. Abbiamo bisogno, come Parlamento, di seguire passo a passo quel che avviene a Bruxelles, di decidere preventivamente sugli impegni che il Governo va ad assumere. Non è possibile, d'altra parte, a nostro parere, affrontare valutare seriamente la portata, il contenuto, i limiti, i pericoli degli accordi sottoscritti a Bruxelles, se non si guarda con attenzione a quanto è successo in tutti gli anni precedenti nel campo della politica agricola comunitaria. Che cosa sia successo è ormai noto a tutti. La nostra agricoltura è stata fortemente sacri-ficata nel giuoco dei regolamenti e nel funzionamento del fondo di orientamento e di garanzia. Siamo in presenza di un conto forte-mente passivo per il nostro paese. Intendiamoci (lo dico subito, per esser chiaro): non è su queste questioni del « dare »e dell'« avere » che basiamo essenzialmente la nostra argomentazione e la nostra critica. Noi guardiamo, in primo luogo, ai problemi di strutture, di fondo, a quelli che riguardano le possibilità competitive dell'agricoltura no-tra, a quelli che riguardano cioè il destino e la prospettiva di milioni di famiglie conta-dine del nostro paese”.

Un problema ancora irrisolto dopo 53 anni.

Consiglio vivamente a Giuseppe Provenzano responsabile Politica del Lavoro e a Pietro Bussolati responsabile Imprese e professioni di mettere mano quanto prima alla questione agraria che purtroppo vive un delicatissimo momento mettendo in crisi imprese, famiglie ed i prodotti che dovrebbero finire sul mercato. Un partito progressista se vuole affrontare le sfide del futuro deve innanzitutto partire dalla base, ovvero dalla terra.

Il mercato ortofrutticolo dei prodotti locali può esser il volano per l’economia e anche per l’ambiente. Zingaretti che viene dal Pci, Pds, Ds ed ora Pd prenda spunto da Chiaromonte e metta da parte i tentennamenti e le timidezze che a volte lo caratterizzano e punti senza timore a realizzare, con l’aiuto del partito democratico logicamente, una riforma agraria moderna che dia risposte occupazionali dialogando si con gli enti locali ma in primis con l’Europa.

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Ho cercato il mio destino

de paulis libro 350 minHo cercato il mio destino Un libro di Fabio de Paulis
Editore: LFA PUBLISHER

Sinossi: Emma giovane e bellissima insegnante di famiglia borghese in un’Italia senza scuola di un meridione in grave crisi economica e sociale dopo l’unità, vede partire suo marito come emigrato in America. Afflitta dalla solitudine subisce le lusinghe di un giovane artigiano (calzolaio) che le farà scoprire le emozioni dell’amore vero. Nasce una intensa storia clandestina che sfocerà in una gravidanza inattesa. Ma anche il suo giovane amante sarà costretto ad emigrare in Argentina e lasciata sola, dovrà affrontare la riprovazione sociale per aver scelto una vita oltre le convenzioni del tempo come adultera e per di più incinta. Una zingara le racconterà un futuro nefasto da cui riuscirà a venirne fuori provocandole maggiori struggimenti interiori. Costretta ad affrontare da sola un parto improvviso, perde il bambino appena nato e accusata di infanticidio, dovrà affrontare un processo per dimostrare la sua innocenza.

Fabio De Paulis, nasce a Napoli dove vive, e prevalentemente esercita la professione forense, patrocinante in cassazione e magistrature superiori. Facente parte della Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio, con passione svolge gli incarichi affidati nel mondo del calcio. Sposato con Elvira, ha due figlie: Daria e Giada. "Ho cercato il mio destino" è il suo primo romanzo dopo aver pubblicato nel 2013 uno scritto sul processo a Gesù, intitolato: "Gesù di Nazareth Re dei Giudei" pubblicato da Scrivonapoli, giornale cittadino col quale collabora come opinionista.

Intervista:

Dott. de Paulis, da dove nasce l’esigenza di questo volume?

Ho sempre paragonato, in cuor mio, l’esigenza o il bisogno che dir si voglia, di scrivere un libro come l’atto del concepimento. C’è un momento in cui prende vita nella mente di chi scrive, dopo di che quel barlume di esistenza prende man mano corpo, accrescendosi con premura fino a vedere la luce. In questo caso l’esigenza deriva dalla voglia di conferire al genere femminile quella forza necessaria per riscattarsi dalle convenzioni sociali. Un atto dovuto alle mie figlie.

Quali sono le attese per questo lavoro?

Come dicevo, si scrive per passione, quindi non ci sono particolari aspettative se non quelle di assecondare il proprio desiderio di raccontare. Piuttosto, dopo la pubblicazione e i commenti, a dire il vero molto lusinghieri di chi lo ha già letto, c’è il timore di deludere le aspettative di chi ancora dovrà leggerlo.

Potrebbe elencare tre aggettivi per descrivere il romanzo?

Innanzitutto vero: perché descrive una vicenda realmente accaduta. Coinvolgente, per la grinta e la determinazione della protagonista. Accattivante.

Come è nata la sua vena artistica?

In verità non credo di possederla, però mi piace scrivere ed è un esercizio che mi tiene compagnia, una vera e propria evasione, come chi ha la fortuna di saper suonare o dipingere. Raccontare in maniera romanzata vicende reali o di mera fantasia assume la forma di arte solo se viene riconosciuta dai più come tale. Altrimenti sono solo tentativi.

Quali sono i suoi autori preferiti? E a chi si è ispirato?

Gabriel Garcia Marquez rimane il mio punto di riferimento astrale. Irraggiungibile, emozionante in ogni pagina, inimitabile. Ma non posso ispirarmi al suo modo di scrivere e al suo mondo. Leggo con piacere Baricco, Erri De Luca tra quelli partenopei è l’autore che preferisco.

Napoli ha da sempre avuto una grande cultura, fin dall’antichità. Quali sono i personaggi che ama di più.

Sarebbe fin troppo semplice rispondere Eduardo De Filippo, i cui modi di esprimersi ancora oggi caratterizzano molti tratti dell’essere partenopeo. Ma è talmente lungo l’elenco in tutte le discipline che si finirebbe per fare comunque un torto a qualcuno. Se dico Totò o Massimo Troisi per il cinema, non posso non ricordare per la Musica Pino Daniele ma anche Alessandro Scarlatti. Grandi pittori come Salvator Rosa, Gemito e Fontana; Filosofi come Vico e Croce; Matilde Serao ed Elena Ferrante (?) tra le scrittrici; Enrico Caruso. Scienziati come Caccioppoli o il Vanvitelli architetto. Solo la nazione napoletana può vantare così tanti nomi di prestigio disseminati nei secoli.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Continuare a cercare vicende umane da raccontare.

La mia seconda volta

dalfilmlamiasecondavolta mindi Diego Protani - Il 21 nei Cinema Italiani esce “La mia seconda volta”, film di stampo sociale e giovanile che affronta un tema importante da sempre : la droga, meglio ancora la droga fra i giovani. Quella droga oggi facile ed economica che miete mote vittime fra i giovani.

Un film dedicato ai giovani, un monito ai genitori e loro ragazzi che per una sola prova di una sera possono ritrovarsi in necrosi il fegato e subire un trapianto, come la la storia a cui è ispirato il film.
Il film con un cast di alto profilo, da Luca Ward a Daniela Poggi, Aurora Ruffino, Simone Riciconi e molti altri, che sta avendo un grande successo in Italia, solo alla presentazione del 13 Marzo a Roma ha registrato oltre 3000 presenze e ad oggi sono stati venduti oltre 250mila biglietti in tutta Italia, e continuano inarrestabili le prevendite.

E’ un dato notevole che la canzone principale del film, BECOME, sia stata scritta e da un giovane di 17 anni, Pierpaolo Di Stefano, figlio d’arte. La canzone è stata scelta per rappresentare l’intero film e tutta la sua campagna anti droga.
Pierpaolo Di Stefano, alla sua prima esperienza discografica e cinematografica come autore, rilascia BECOME che diventa il manifesto del film e del problema in Italia. Una prima esperienza andata in Goal.

BECOME parla di rinascita, di come si può vedere la luce diversamente, parla ai ragazzi come lui. Questo ha smosso ed incuriosito RAI DUE che ha voluto fare una lunga serie di speciali al TG2 sul film e suo straordinario successo.

Da Ceccano quindi partono musica e versi originali di un ragazzo che ama la vita, la musica ed è studente di Composizione al Conservatorio Licinio Refice.

Auguri al film, che il suo messaggio arrivi forte e chiaro ed auguri a Pierpaolo Di Stefano per una carriera d’autore sempre più importante, gli inizi promettono bene.

 

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Il plurale di poi

poi 350 minLibro: Il plurale di poi

Autore: Maurizio Petraglia

Editore: LFA Publisher

Sinossi: Diego Del Principe, a quarant'anni, potrebbe definirsi un uomo arrivato: ha un incarico di prestigio in una multinazionale, la famiglia ideale, una villa sul lago di Como. Eppure sa di vivere una perfezione solo apparente, nata dalle rinunce, dall'allontanamento dai vecchi amici di sempre, dalla fuga dal vero amore; e, soprattutto, dal ricordo dell'incidente che vent'anni prima gli ha portato via il suo migliore amico.

Intervista:

Come è nata la sua passione per la scrittura? Scrivo da quando ne ho memoria, fin da quando ho imparato a farlo praticamente. Sono un timido fondamentalmente e scrivere è il mio modo di raccontarmi al mondo.

Il plurale di poi è il suo romanzo uscito in ottobre. Cosa ci può dire? Questo mio romanzo, autobiografico, rappresenta principalmente la necessità di raccontare una storia, drammatica per tanti aspetti, ma anche romantica ed emotivamente formativa. È un pezzo della mia vita in cui ho iniziato a conoscere i veri valori della vita, come l’amicizia e l’amore, che rappresentano per me ancora oggi i veri principi a cui poter attingere per vivere intensamente il proprio percorso di vita.

Quali sono le soddisfazioni maggiori che le ha dato questo libro? Innanzitutto il piacere di vedere il proprio romanzo su carta stampata, è una bellissima sensazione, e poi il riconoscimento per un lavoro che è costato tanti sacrifici e spesso ripensamenti (scrivere per farsi leggere rappresenta un banco di prova importante) che hanno mi dato una indispensabile iniezione di fiducia. Sono felice però di aver trovato il coraggio di raccontare questa storia. Per quanto mi riguarda raccontare il dolore rimane l’unico modo per esorcizzarlo, per combattere cioè quella sensazione di impotenza che ci inchioda quando la vita ti mette duramente alla prova.

Sta pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per lei? R: è un sogno che coltivo da ragazzo. Quello di trasformare la mia passione nel mio lavoro. Sarebbe magnifico continuare a scrivere e farne la mia professione.

Se le chiedessi di parlare di cosa prova quando scrive, cosa potrebbe rispondere? Quando scrivo sono in un altro mondo, quello che mi appartiene di più, quello in cui forse sono davvero me stesso. Credo che chi scrive lo faccia principalmente per quello; per raccontare chi si è innanzitutto, anche se a volte non si riesca a dire tutto di se stesso. La scrittura ritengo sia una forma d’arte come qualsiasi altra in cui ci si metta a nudo davanti agli altri. Raccontare di se, senza nessuna barriera tra la propria anima e il resto del mondo.

Quali letture giudica fondamentali prima di imbarcarsi nella scrittura? Non esiste , credo, un elenco di libri da cui attingere per trovare la voglia di scrivere. Ogni libro, ogni esperienza letteraria, ogni singola parola, rappresenta un mattone con cui costruire la propria passione. Ognuno di noi ha qualcosa da dire, e ogni storia vale la pena di essere ascoltata. Io ho letto migliaia di libri e ogni racconto mi ha regalato un’ emozione. Leggere è un viaggio ogni volta diverso, nuovo, stimolante, come sedere accanto al comandante di un veliero alla scoperta di nuovi mondi.

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Un tema su Pier Paolo Pasolini

picaro 350 minTitolo: Un tema su Pier Paolo Pasolini
Autrice: Federica Picaro
Editore:L'Universale

In breve: Per riuscire nel gravoso intento di districare la matassa eclettica della produzione di Pier Paolo Pasolini, il proposito di percorrerne le fasi dagli anni della formazione all'incontro con le borgate romane (e le sue rivelazioni di senso), fino all'amara presa di coscienza finale, può fungere da modalità chiarificatrice, senza però alterare l'eterogeneità di fondo. Percorrendo una parabola che è poi anche la parabola discendente del nostro Paese, è così messa in luce una figura di intellettuale che non sa e non può distinguere il sentimento poetico della realtà dal calderone degli eventi che l'hanno modificata, incidendo profondamente sulla società, sulla cultura, sulla storia. La stagione più spiccatamente polemista di Pasolini lo consacra a "corsaro" e "luterano".

Non è casuale la scelta di termini, la cui semantica rimanda immediatamente al marchio di opposizione ed emarginazione. Pasolini ha lottato da sempre per riconoscersi e farsi riconoscere. Il sentimento di appartenenza alla Vita, alla quale è disperatamente attaccato, ha faticato a conciliarsi con l'idea della perdita di un'edenica felicità, presente soltanto nel ventre materno, nelle illusioni misticheggianti, in mondi arcaici e semplici, e forse per questo portatori di complicatezza, catalizzatori di senso. Se ci è possibile oggi restituire un distillato del suo pensiero, è solo a partire da un'affinità elettiva che lega il lettore allo scrittore, generando un patto eterno e immutabile.

Siamo attratti da Pasolini anzitutto, e irrimediabilmente, come l'uomo è attratto da un uomo, come un pensiero è attratto dalla riva che più gli è dolce, familiare. Il coraggio di sottolineare drammaticamente il proprio Io, di spezzare le convenzioni, di disobbedire, di scandalizzare, di negare i poteri mistificatori sono elementi che ci suggeriscono la perdita di un oggetto d'amore, e cioè la perdita dell'ultimo vero intellettuale dissidente e radicale. Così come Pasolini rimpiangeva una generazione perduta, così noi rimpiangiamo una modalità di pensiero che sia capace di tolleranza e indignazione, che sia nostalgica e insieme propositiva, che odi ed ami in egual misura, che tenti l'impossibile e s'arresti all'evidenza. Pasolini raccoglie la contraddizione del reale, la trasforma in versi, e dai versi la ingloba nella prosa, fino a quegli articoli-innesti che La Porta non manca di definire "articoli di poesia", o "micro-saggi di natura personale".

È un esperimento, è evidente, anche di natura formale: il verso delle Poesie a Casarsa vira progressivamente verso il discorsivo, risucchiato dalla concretezza, sempre più autobiografico, individuale e civile. Alla sterilizzazione del verso coincide il crollo delle illusioni, ma la silenziosa speranza di ritrovare il lampo di una lucciola è un motivo conduttore che non sfuggirà al lettore attento. Il libro si struttura in due capitoli, entrambi ordinati secondo un asse diacronico che non distoglie mai l'attenzione dalle dinamiche sostanziali, formali e più schiettamente personali dell'autore. Al secondo capitolo è affidato il tentativo di analizzare il periodo compreso tra il 1973 e il 1975, spazio privilegiato della vis polemica, in cui si celano gli svariati impulsi delle stagioni precedenti. Le citazioni al testo vogliono aiutare il lettore ad orientarsi nel magmatico lavoro di pubblicazione per periodici, giornali e quotidiani come "Il Tempo", "Il Mondo" e il "Corriere della Sera". Il criterio di selezione degli interventi polemici è affidato ad una selettività arbitraria.

INTERVISTA:


Come è nata la tua passione per Pasolini? 

E' nata al liceo, in maniera non accademica, l'ho trovato sulle bancarelle di port'alba, era una raccolta di poesie. È stato un incontro casuale, ma che ha generato un patto eterno tra scrittore e lettore

Cosa ti ha spinto a scriverci un libro?

Il libro nasce dalla volontà di approfondire il Pasolini a cui sono più legata, il corsaro e luterano, anche alla luce dei tempi correnti. Parlare di Pasolini oggi è un atto politico

Quali sono gli aspetti artistici dello scrittore friulano che ti hanno colpito di piu'?

Il carattere eterogeneo della sua produzione che è comunque legata da un filo rosso e uno stile peculiare, riconoscibile. Lo riconosco anzitutto intellettuale, pensatore, prosatore e poi poeta.

Quali sono le emozioni che provi quando promuovi il tuo lavoro?

E' interessante soprattutto a livello umano: mi permette di tessere relazioni basate su affinità reciproche che creano discussione, dialogo, incontro

Quanto manca Pasolini oggi?

Manca molto, vorrei indietro un intellettuale dissidente, radicale, polemista

Perchè un giovane dovrebbe studiare Le ceneri di Gramsci o L'usignolo della chiesa Cattolica?

Perché innanzitutto è un tassello fondamentale della letteratura italiana, e qualsiasi giovane voglia avere una visione di insieme deve e può avvicinarsi a Pasolini, e poi perché lascia in te un monito, cioè quello di agire operosamente nella realtà, mosso da passione e impegno

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Il castello di Amanda

castelloAmanda 350 260Libro: Il castello di Amanda

Autrice: Marianna Caponigro

Editore: Lfa Publisher

Riassunto: Amanda è una bambina che, dalla finestra della sua stanza, riesce a vedere un bellissimo castello medievale, ed è a lui che racconta nel buio delle sue notti ansie e vicissitudini, ma anche speranze e sogni. Oltre alle aggressioni del padre, la bambina affronta segretamente un'altra sciagura: le molestie di un pedofilo, che la fanno crollare in una profonda depressione. Ma Amanda non sa che, oltre alla mamma e ai suoi nonni, c'è un'altra persona che segretamente si prende cura di lei.

Intervista all'autrice:

Come nasce la passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura, nasceva ancora prima che imparassi a scrivere e a leggere. Amavo sfogliare libri, annusarne l’odore e cercare di immaginare cosa tante parole potessero raccontare. Trascorrevo le ore ad osservare libri che non avevano neppure un’immagine. La mia passione per la scrittura è direttamente collegata al mio amore per la lettura

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro?

“Il castello di Amanda” era un sogno rimasto chiuso a lungo in un cassetto, una sorta di sfida con me stessa. Cominciai a scriverlo quasi per gioco, o probabilmente per ammazzare il tempo, ma all’improvviso la storia prese il sopravvento, e la mia mente continuava ad elaborare frasi anche quando ero impegnata in altre faccende.

Terminarlo, cercando di dare al romanzo un finale adeguato alla gravità delle storie raccontate, diventò la mia priorità.

Come definiresti “il castello di amanda”?

Il castello di Amanda lo definirei un romanzo senza tempo; poiché senza fine sono le piaghe di cui narra, le violenze domestiche e la pedofilia, di cui purtroppo sentiamo spesso parlare; ma lo definirei anche mistico, considerando l’arcana presenza che aleggia nel romanzo.

Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro?

Mi piacerebbe che il lettore non solo vedesse la sofferenza di Amanda, ma anche la sua energia nell’affrontare tanta violenza, e il suo bisogno di sognare per sottrarsi alla realtà e cercare di essere più forte dei suoi oppressori.

Credi che il libro sia ancora un mezzo di comunicazione importante?

Credo che nulla potrà mai sostituire il fascino di un libro: sfogliare le sue pagine, leggerne il contenuto, mentre l’odore della carta stampata invade le narici. Sono a parere mio emozioni e sensazioni che nessun computer potrà mai dare.

Quale romanzo ti ha rivoluzionato la vita, facendoti decidere di scrivere a tua volta?

Nel corso degli anni ho letto davvero tanto, ho mischiato i grandi classici ad autori contemporanei e raramente qualche romanzo non mi è piaciuto. Scoperta solo di recente, la mia scrittrice preferita è l’irlandese Lucinda Riley. Mi piacciono molto i suoi racconti, quasi fiabeschi e quel velo di mistero che spira tra le sue pagine.

Ma l’opera che non smetterò mai di leggere e di amare è in assoluto” La divina commedia” che considero il più bel capolavoro di tutti i tempi.

Quale sogno hai nel cassetto e come intendi realizzarlo?

Ho cercato di realizzare tutti i miei sogni, anche se qualcuno non valutato alla perfezione, dopo averlo realizzato, si è trasformato in un incubo. Adesso ho un sogno meno ambizioso da realizzare: lavorare di meno, godermi i miei figli e la mia famiglia e avere più tempo libero da dedicare alla scrittura.

L'oro nel sangue

Aloi cover 350 mindi Diego Protani - In breve: Paco è un italiano che vive a Canton, in Cina. Da piccolo imprenditore pieno di debiti diventa uno degli uomini più ricchi al mondo grazie a un casuale ritrovamento di un tesoro in lingotti d’oro. Nell’attesa di trovare il modo di lasciare la Cina si trova suo malgrado coinvolto in un intrigo internazionale tra agenti dei servizi segreti di diversi Paesi.

Gian Paolo Aloi è nato a Roma il 13 novembre del 1959 e vive a San Paolo in Brasile, dove svolge l’attività di consulente per aziende. Sposato con 7 figli, laureato in Scienze Politiche, ha prestato servizio nel Sisde (il servizio segreto italiano, oggi AISI) in prima linea nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, nell’Organizzazione delle Nazioni Unite in Somalia e in Kenya, al Ministero della Giustizia a Roma e al Consolato Generale d’Italia a Canton, in Cina.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici