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Diego Protani

Diego Protani

Diego Protani è un operatore dell'informazione, cultore di Cinema e Teatro. grande lettore di Libri.

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Ugo Forno: Il partigiano bambino

Libri di Diego

UGO FORNO 350 minAutore: Felice Cipriani

Editore: DIarkos

Questa è la storia di Ugo Forno, giovane studente romano che il 5 giugno del 1944, mentre Roma festeggiava la liberazione dall'occupazione nazifascista, si mobilitava con altri giovani per impedire a soldati tedeschi di distruggere il ponte sull'Aniene, essenziale per permettere l'avanzata degli Alleati. Egli, di appena dodici anni, assieme ai suoi compagni, predispose l'azione con le armi per impedire che i sabotatori portassero a compimento l'azione. Ciò che più colpisce nell'ultimo giorno di Ugo Forno è la perfetta comprensione dell'importanza e la presa di coscienza del momento storico che stava vivendo, e di cui diventa straordinario protagonista senza un attimo di esitazione. Se la capitale d'Italia venne liberata dall'occupazione nazista lo si deve quindi anche al puro eroismo di un ragazzo di dodici anni. In tempi in cui l'immaginario dei ragazzi si nutre di realtà virtuali e di fiction, la storia di Ugo rappresenta una testimonianza di vita e di morte autentiche. Un dono prezioso, per una autentica crescita civile delle nuove generazioni.

 

 

 

 

 

 

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La lunga età del legno

lungaetàdellegno ruta 350 minSi svolgerà Venerdì 24 Gennaio alle ore 18.00 presso il Grid di Frosinone l'attesa presentazione del libro di Carlo Ruta "La lunga età del legno. I paradossi della materia «debole» e le rotte delle civiltà" edito da Edizioni di Storia e studi sociali.

l legno, nella lunga vicenda umana, verrà focalizzato da una prospettiva nuova, quella del suo rapporto con gli sviluppi della razionalità. Carlo Ruta definirà, in particolare, un modello interpretativo che rilegge diverse esperienze di civiltà, dall'età protostorica a quella moderna, ricercandone le relazioni con il legno: materia "debole", di natura organica, e tuttavia dotata di una forza straordinaria, preminente, che ha segnato profondamente epoche, culture materiali e i saperi scientifici e tecnici di tutti i tempi. Si tratta di un progetto nuovo. Negli orizzonti delle risorse naturali disponibili, il legno è una vicenda a sé, presente e tuttavia oscurata, restia a lasciarsi fissare in modo perentorio nel catalogo cronologico delle età, che vengono raccordate invece ai dati materiali consolidati della pietra e dei metalli, e dalle loro dinamiche complesse di età in età, di successione, sostituzione e interazione. Il legno si presenta come diverso, per la sua porosità, la duttilità e soprattutto, in rapporto al volume, per la sua leggerezza, che sin dalla preistoria più profonda gli ha conferito una funzione a sé, a misura della manualità umana.

Modera lo scrittore Diego Protani.

 

 

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Eredità e dialoghi del XIII secolo

ruta san francesco 350 mindi Diego Protani - Si svolgerà il 3 Dicembre alle ore 11.15 presso il Liceo Scientifico di Ceccano la presentazione del libro "Francesco d'Assisi, al-Malik al-Kamil, Federico II di Svevia. Eredità e dialoghi del XIII secolo" di Carlo Ruta, Franco Cardini e Pino Blasone edito da Edizioni di storia e studi sociali. Saranno presenti per l'occasione Ruta e Blasone.

Franco Cardini è conosciuto come il maggior medievalista d'Italia ed è Direttore di Ricerca nell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University.

Pino Blasone ha introdotto la traduzione di "Il Corano" eseguita da H. R. Piccardo, Newton Compton, Roma 1996. Ha curato le antologie critiche "L'immaginario mutante" (Synergon, Bologna 1997), "Polemiche letterarie nel secolo dei Lumi" (Ponte alle Grazie, Firenze 1992).

Carlo Ruta da decenni è impegnato in inchieste giornalistiche e studi storiografici, ha pubblicato tra gli altri libri " Cristiani e Musulmani nella Sicilia normanna", "Teodorico, il re barbaro che immagino' l'Italia" e "Viaggio nell'antica Roma lungo vie dei saperi, delle cittadinanze e del sacro".

Il saggio racconta che nel 1219, circa 800 anni fa, durante la quinta crociata, Francesco d'Assisi incontrava il sultano di Egitto e Siria al-Malik al-Kamil presso Damietta, città portuale situata sul delta del Nilo. I documenti d?epoca che attestano l'evento sono numerosi; non esistono perciò motivi per dubitare della sua storicità. Tuttavia, particolari leggendari possono averne alterato il ricordo tramandato mentre alcuni dettagli, a dispetto della varietà delle fonti, restano in ombra. Insiste perciò la discussione storiografica per cercare di chiarire ciò che realmente accadde. E in questo contesto critico e interpretativo si colloca il presente lavoro a tre voci, che, rivisitando fonti europee coeve, e in una certa misura anche arabe, introduce un terzo protagonista: l'imperatore Federico II.

 

 

 

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Ceccano: Alessandro Franco Battista è il candidato del PD unito

AFBattista 350 minUna dichiarazione (integrale) di Diego Protani agli organi d'informazione. Aspettiamo di conoscere analoga informazione degli organi dirigenti del Circolo PD di Ceccano.

«Vista l'immobilità del partito e di tutta la nascita di un possibile centrosinistra si è deciso dopo un attenta riflessione e con serenità che la candidatura a sindaco del partito democratico è quella di Alessandro Franco Battista.

Va anche detto che non si tratta assolutamente di auto-candidatura poichè gli è stato proposto proprio da autorevoli dirigenti del partito ceccanese (e questo è importante) e che poi, dopo questa richiesta, siamo andati all'Asi a parlarne con il presidente Francesco de Angelis dove si è mostrato favorito e ci ha accolto con affetto e accoglienza esaminando tutti gli aspetti.

Di tutto questo è al corrente anche Conti, ex capogruppo e da sempre uomo piu' votato del centrosinista.

A questo punto se la richiesta è stata fatta dai dirigenti del pd locale, se Francesco de Angelis pare d'accordo, se a noi che ci chiamano dissidenti va piu' che bene non vedo problemi ad una candidatura di Battista e possiamo iniziare a lavorare per la campagna elettorale anche ora.

Anche perchè con pochi secondi si riunisce tutto il partito e si cammina insieme verso il traguardo. Visto che il profilo di Battista è un profilo qualificato e rispettabile, vista la sua esperienza nella Democrazia Cristiana e di aver fatto il consigliere comunale di maggioranza quando Maurizio Cerroni fu sindaco di Ceccano e visto che ha sempre sostenuto con forza il partito ( nel 2012 fece anche una lista in appoggio al partito democratico ) crediamo con decisione che sia la persona adatta a guidare una campagna elettorale che comunque si annuncia durissima.

Si faccia una riunione di tutti gli iscritti per metterli al corrente e cominciamo a sconfiggere il vero nemico che è il centro destra (poco centro e molta destra) che male ha amministrato la nostra città.

Diego Protani - Iscritto semplice del pd ceccano»

 

Aggiornato il 20 novembre 2019 alle ore 10,2o

 

 

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"Dritto al cuore"

luca di bartolomei 350 mindi Diego Protani - Si svolgerà Lunedì 4 Novembre alle ore 9 presso l'aula magna Francesco Alviti del Liceo di Ceccano l'atteso evento con Luca di Bartolomei autore del libro "Dritto al cuore".

Il tema è molto attuale: Più armi uguale più sicurezza. Un'equazione trasformata in slogan, una convinzione che ha spinto il 40 per cento degli italiani ad affermare che si sentirebbe più sicuro con una pistola in casa. Più armi uguale più femminicidi.

Ecco un'altra equazione, ma questo non è uno slogan, è la semplice constatazione di una tragica realtà. Una pistola è costruita per sparare, per ferire o uccidere. O anche per uccidersi.

Luca Di Bartolomei, figlio di Agostino, famoso calciatore che venticinque anni fa si suicidò con una Smith & Wesson 38 acquistata credendo di proteggere la sua famiglia, in questo libro affronta con lucidità un tema che la cronaca ci ripropone ogni giorno. Unendo vicende e racconti personali a dati e studi comparati sull'argomento, in una narrazione calda e partecipata, ma anche inattaccabile ed essenziale, ci invita a riflettere. Rendere più permissiva la legge sulla legittima difesa rischia di alimentare una giustizia fai da te, favorendo la comparsa di tanti Rambo pronti a sparare alla prima occasione. E soprattutto nasconde la preoccupante perdita di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato quale garante e custode della nostra sicurezza.

Luca Di Bartolomei dimostra in queste sue pagine come la realtà sia spesso molto diversa da come la percepiamo, anche sull'onda di quello che i media ci propongono. Dobbiamo invece capire le nostre vere paure e smascherare l'inganno che ci spinge a dare una risposta sbagliata a un problema reale.

 

"Questi i sogni che non fanno svegliare..."

ceccano ottavia 350 minSi svolgerà domenica 15 Settembre alle ore 18 presso il castello dei Conti di Ceccano la presentazione del libro "Questi i sogni che non fanno svegliare. Storia di un impiegato, l’Opera rock di Cristiano De André" di Ottavia Pojaghi Bettoni e Alfredo Franchini e promosso dalle associazioni culturali Il centro del fiume e Indiegesta.

A cinquant’anni dal Sessantotto, Cristiano De André ha riscritto la musica di storia di un impiegato, tramutando lo storico album di Fabrizio in un’opera rock. Un modo per riproporre, con un vesti­to nuovo, l’attualità del messaggio poetico e sociale di quel disco. Nel libro di Alfredo Franchini e Ottavia Pojaghi Bettoni, Cristiano spiega che cosa lo ha spinto a rivestire di nuovi suoni le canzoni che sono presen­tate nei concerti con proiezioni e ambientazioni di palco in modo da riportarci nel clima degli anni Settanta quando, alla sera, i giovani anda­vano a dormire sapendo che si sarebbero svegliati nel futuro e avrebbero partecipato al cambiamento del mondo. Ma lo scopo è anche quello di trovare nelle parole di quelle nove canzoni dell’album i punti di contatto con la realtà attuale. Le musiche originali furono scritte da Fabrizio De André con l’ausilio di un giovane Nicola Piovani, “scoperto” solo un anno prima da De André che lo aveva chiamato per gli arragiamenti e la direzione dell’orchestra di non al denaro, non all’amore né al cielo. E se in quel caso erano stati scelti dei suoni country o classici, in storia di un impiegato si sente l’influenza della musica “progressive”, caratteristica degli anni Settanta. Da qui l’esigenza da parte di Cristiano, musicista tra i migliori polistrumentisti d’Europa, di dare a quelle canzo­ni un abito nuovo. Ed è un suono elettronico che è stato calibrato sui momenti psicologici del protagonista della storia.

Saranno presenti anche gli Affa Affa Brothers by Tandem.

L'evento è patrocinato dal comune di Ceccano.

 

 

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Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali

Giovanna Corradini 1990 350 mindi Diego Protani - Giovanna Corradini, conduttrice delle Edizioni di storia e studi sociali: i percorsi e le aspirazioni di conoscenza di una donna del Sud.

Da alcuni anni, nel mondo dei libri, sempre più si avverte la presenza di una donna caparbia, Giovanna Corradini, che si fregia di una sigla editoriale-manifesto: «Edizioni di storia e studi sociali». La curiosità è crescente, e a ben vedere si spiega perché l’attività editoriale da lei fondata non smette di essere un’anomalia o addirittura un ingombro. Qualcuno assimila le sue pubblicazioni a quelle della celebre casa editrice inglese Penguin Books, ma lei, pur orgogliosa di questo paragone, tiene a precisare che i suoi libri non si limitano a fare buona divulgazione, anche se, sottolinea, non smette mai di raccomandare ai suoi autori la chiarezza, la concisione e la cura scrupolosa della lingua. In bilico tra la passione editoriale e l’attenzione ai processi formativi della conoscenza, ha deciso di privilegiare in realtà l’innovazione scientifica, con l’apporto di un team combattivo di studiosi, accuratamente selezionati. Assume rilievo emblematico in questo senso l’avvio della Storia dei Mediterranei, opera in progress a più voci, di cui sono usciti già due grossi volumi ed è prossima l’uscita del terzo. Ma chi è e da quali esperienze viene questa donna, vista un po’ più da vicino?

Fin da giovanissima si tira su a pane e libri. A 20 anni, nel 1979, fonda nella sua città, Pozzallo, luogo natale di Giorgio La Pira, una libreria, La Cultura, che non si limita a vendere libri e prodotti musicali: organizza mostre d’arte, esposizioni editoriali, cura concerti, con Eugenio Finardi, Ivan Graziani e altri musicisti. La libreria dopo un paio di anni chiude, ma lascia idee e suggerisce iniziative. Nell’estate 1983, in collaborazione con la rivista «I Siciliani» di Giuseppe Fava e con l’ArciMedia regionale, Giovanna inaugura, ancora a Pozzallo, il Salone dell’Editoria Regionale Siciliana: un successo, e un fitto calendario di incontri, con Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Michele Pantaleone, Ciccio Busacca e numerosi altri. Si tratta della prima esperienza del genere in Italia. Per la prima volta viene concepita l’idea di un Salone del libro, e si tratta di un’idea feconda. Essa apre contatti con altre aree, scrive a Novella Sansoni, che ha fondato in quegli anni, tra Torino e Milano, l’associazione «Il libro ritrovato». Nel Paese va creandosi in realtà un clima, un humus culturale, in cui anche l’iniziativa siciliana recita una parte. Cinque anni dopo, nel 1988, l’imprenditore Guido Accornero e il libraio Angelo Pezzana inaugurano il Salone del libro di Torino.

Dopo l’avvio del 1983, Giovanna cura tre altre edizioni annuali del Salone del libro, l’ultima, nel 1986, insieme ad una Mostra del libro maltese. L’esperienza dei Saloni, che lei vorrebbe allargare alla produzione dell’Italia meridionale e della piccola editoria nazionale, però non riesce a reggere, per carenza di risorse: si aprono perciò nuovi percorsi. Quell’anno essa viene incaricata da un editore palermitano, Ferdinando Russo, già dirigente politico e parlamentare del PCI, in accordo con la Presidenza della Regione siciliana, di curare un periodico semestrale, "Libri siciliani di ieri e di oggi", che cataloga i libri editi nella regione nel corso di ogni semestre. Questa esperienza dura un paio di anni, poi la Corradini decide, motu proprio, di andare oltre, con la creazione di una rivista-catalogo, "Libri meridionali" che, oltre a illustrare i libri che escono periodicamente nel Mezzogiorno, apre un acceso dibattito sui caratteri e gli orientamenti dell’industria culturale italiana. In questa nuova avventura essa coinvolge Dacia Maraini, Nino Recupero, Sergio Zoppi, Carlo Ruta (che assume la direzione del periodico), Graziella Priulla e altri scrittori e studiosi. Nella rivista esce tra l’altro uno dei primi articoli di una giovanissima Ilaria Alpi, sulla letteratura araba contemporanea.

In quegli anni, tra gli ottanta e i novanta, Giovanna fonda una sigla, Cultura Nuova Libri, con cui pubblica, tra l’altro, alcune guide e cataloghi dell’editoria meridionale e della piccola editoria italiana. Poi rileva da Ferdinando Russo una piccola sigla, Edi.bi.si., Editoriale Biblioteca Siciliana, che decide di «specializzare», legandola alle letterature di viaggio. Dà alle stampe diverse decine di libri e libretti, dall’aspetto grafico inconfondibile, tra cui alcuni "long seller"»: in particolare, il Viaggio di Goethe (circa 40mila, le copie vendute) e quello di Maupassant (circa 30mila). Nel 2004 la proprietà di Edi.bi.si. passa alle Edizioni Affinità Elettive, curate da un distributore ed editore di Messina. Giovanna mantiene tuttavia, per un po’, la cura tecnica dei libri, mentre collabora saltuariamente con altre case editrici. Sono anni difficili, in cui maturano però le condizioni per un poderoso passo in avanti, che avviene nel 2012, quando, sostenuta da un vivace ambiente di studiosi e dal manifestarsi di una serie di bisogni nel mondo intellettuale, decide di avviare un progetto editoriale di carattere storiografico e di taglio scientifico. Nasce così Edizioni di storia e studi sociali.

Nel "manifesto" riportato nella pagina Chi siamo del sito edizionidistoria.com si legge: «Dopo anni di attività ci si trova a prendere atto che il progetto nelle sue linee fondamentali è stato ben compreso. Raccoglie la stima di numerose istituzioni scientifiche del Paese. Piace al mondo intellettuale in senso lato, che con sempre maggiore slancio si relaziona con Eds. Sono state create, per così dire, delle regole, che sono necessariamente rigide. Esiste una comunità, un organismo che tende a muoversi coralmente. Si cerca in tutti i modi di non ledere l’autonomia creativa e scientifica dello studioso, ma si fa il possibile per creare un clima favorevole agli scambi, alle contaminazioni, alle sinergie». E i fatti confermano tutto ciò.

Con il suo progetto e i suoi autori, Giovanna entra nei maggiori musei italiani, nelle università, negli enti di ricerca. Coinvolge studiosi di statura mondiale come gli archeologi Jean Guilaine, Patrice Money ed Eric Rieth. Di Guilaine, tra l’altro, è prossima l’uscita di un’opera dedicata alla protostoria: "Le pietre dei giganti". Schiera storici di alto profilo: dal medievista Franco Cardini, presente nei primi due volumi della Storia dei Mediterranei, a Carlo Ruta, molto attento, anche lui, allo scandaglio di vie inesplorate. Ben presente nel progetto è inoltre l’archeologo navale Francesco Tiboni, il quale, proprio attraverso un saggio Eds, La presa di Troia: un inganno venuto dal mare, lancia una sorprendente rilettura del poema omerico, che, ripresa dai mezzi di comunicazione di numerosi paesi, suscita discussioni e prese di posizione in tutti i continenti. Sul fronte delle problematiche cristiano-islamiche e delle relazioni culturali tra Oriente e Occidente, tra passato e presente, si colloca poi lo scrittore romano Pino Blasone, che all’interno della casa editrice gode di una presenza consolidata, come, del resto l’archeologo navale e scrittore Stefano Medas, presente con diversi saggi nella Storia dei Mediterranei. Ma fervono anche i rapporti con gli ambienti universitari e della ricerca.

La fondatrice di Eds stabilisce un rapporto sinergico con una delle eccellenze dell’Università di Catania, la Scuola di specializzazione di Archeologia, strettamente legata alla Scuola di Atene, con il coinvolgimento dell’archeologo-docente Massimo Frasca, di Dario Palermo, che subentra a Frasca nella direzione della Scuola, e, sul piano delle iniziative seminariali, del docente di Topografia antica Edoardo Tortorici. Essa anima convegni e conferenze con la Soprintendenza del Mare, guidata da Sebastiano Tusa, che firma per Eds diversi titoli. Stabilisce rapporti con il CNR di Roma e con la sede di Catania, con l’apporto dell’archeologo Massimo Cultraro, autore tra l’altro di un brillante saggio sullo scopritore dell’antica città di Troia. Con il sostegno operativo di Francesco Tiboni, Giovanna aggancia il Nav-Lab, Laboratorio di storia marittima e navale dell’Università di Genova, e imbarca nel progetto di Storia dei Mediterranei studiosi di spessore come Emiliano Beri, Antonio Musarra (storico medievista tra i più brillanti e versatili), Maurizio Brescia (direttore della rivista "Storia Militare"), Luca Lo Basso e altri ancora. Stabilisce assidui contatti di lavoro con alcuni tra i più prestigiosi Musei di Roma: l’Etrusco di Villa Giulia, il Luigi Pigorini, il Museo dell’Alto Medioevo. Collabora inoltre con il Museo della Marineria di Santa Severa, diretto da Flavio Enei, presente anche lui nella Storia dei Mediterranei, con il Museo Nazionale di Reggio Calabria, diretto egregiamente da Carmelo Malacrino, presente anche lui nel catalogo di Eds. Collabora ancora, con una miriade di momenti, con il Polo museale di Catania, negli anni in cui è diretto da Maria Costanza Lentini. Nei sette anni di attività editoriale della Corradini c’è tuttavia molto altro, troppo per poterlo enumerare, mentre scorrono, firmati da oltre un centinaio di specialisti, parecchie decine di libri, molti collettanei, dotati tutti di una grafica sobria ma ancora inconfondibile.

Adesso, dice Giovanna, si è arrivati ad uno snodo importante. Dopo la formazione del comitato scientifico, che comprende Franco Cardini, Jean Guilaine, Franco Marzatico, Irena Radic, Eric Rieth, Carlo Ruta e Francesco Tiboni, sono previste per l’autunno-inverno alcune novità, di cui offre tuttavia una sola anticipazione. A partire dall’autunno la sede ragusana sarà adeguata alle nuove esigenze. Non sarà solo una fucina editoriale ma anche un luogo di studi e d’incontri, di attività seminariali, nel quadro anche delle sinergie crescenti con gli ambienti della ricerca. Verrà dotata tra l’altro di una biblioteca specializzata e di un archivio di documenti, soprattutto di età contemporanea. «Sarà operativa – precisa l’editrice di Eds – dalla prima metà di ottobre». È un crescendo in realtà di iniziative di qualità, ad amplissimo raggio, dalla Sicilia all’estremo Nord, nel segno ancora di una felice ibridazione tra esigenze di vita e tensioni conoscitive, che rendono Edizioni di storia e studi sociali un fatto a sé, una comunità di studi, accanto a cui va formandosi, con diramazioni ovunque, una rete di sostenitori e amici che si coinvolge con slancio, progetta, organizza, si passa il testimone.

 

 

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La questione agraria ed il Pd

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250Diego Protani, Pd Ceccano - Chiaromonte, la questione agraria ed il Pd. La deindustrializzazione italiana deve far riflettere il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti per trovare nuove forme di sviluppo e di occupazione.In un momento storico dove la Cina e il mercato asiatico hanno il coltello dalla parte del manico è da folli sperare un cambio di rotta, specialmente per l’assenza della Cassa del Mezzogiorno ad esempio.

Un ancora di salvezza per il paese e per il partito stesso potrebbe esser quella di riprendere in mano la riforma agraria che per anni Gerardo Chiaromonte ha sognato ed auspicato.

Possono esser presi come esempio i tre libri scritti sul tema dall’onorevole comunista “I comunisti e i contadini”, “Una nuova agricoltura “ e soprattutto” Agricoltura, Mercato comune e Regioni” del 1973 scritto con Pietro Ingrao ed Emanuele Macaluso. Ma anche di dialogare con il parlamento europeo su questa tematica!

Già nella seduta alla camera del 16 giugno 1966 affermava “Noi solleviamo tali questioni anche perché abbiamo presente un problema molto delicato e molto complesso: quello della compatibilità tra un certo tipo di integrazione economica sovranazionale e lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana del nostro paese. Problema complesso e delicato, dicevo, che ho voluto richiamare, anche se su di esso non è il caso oggi di fermarsi a lungo (come pure l’argomento meriterebbe). È un problema, comunque, che ci troveremo di fronte e che dovremo affrontare, in sede di discussione nella programmazione economica e sull'ordinamento regionale. Per tutte queste ragioni, permettetemi di avanzare a tutti i colleghi che hanno presentato mozioni sulla politica agricola comunitaria, ai gruppi, al Governo, alla Presidenza della Camera una proposta di lavoro. Abbiamo bisogno, come Parlamento, di seguire passo a passo quel che avviene a Bruxelles, di decidere preventivamente sugli impegni che il Governo va ad assumere. Non è possibile, d'altra parte, a nostro parere, affrontare valutare seriamente la portata, il contenuto, i limiti, i pericoli degli accordi sottoscritti a Bruxelles, se non si guarda con attenzione a quanto è successo in tutti gli anni precedenti nel campo della politica agricola comunitaria. Che cosa sia successo è ormai noto a tutti. La nostra agricoltura è stata fortemente sacri-ficata nel giuoco dei regolamenti e nel funzionamento del fondo di orientamento e di garanzia. Siamo in presenza di un conto forte-mente passivo per il nostro paese. Intendiamoci (lo dico subito, per esser chiaro): non è su queste questioni del « dare »e dell'« avere » che basiamo essenzialmente la nostra argomentazione e la nostra critica. Noi guardiamo, in primo luogo, ai problemi di strutture, di fondo, a quelli che riguardano le possibilità competitive dell'agricoltura no-tra, a quelli che riguardano cioè il destino e la prospettiva di milioni di famiglie conta-dine del nostro paese”.

Un problema ancora irrisolto dopo 53 anni.

Consiglio vivamente a Giuseppe Provenzano responsabile Politica del Lavoro e a Pietro Bussolati responsabile Imprese e professioni di mettere mano quanto prima alla questione agraria che purtroppo vive un delicatissimo momento mettendo in crisi imprese, famiglie ed i prodotti che dovrebbero finire sul mercato. Un partito progressista se vuole affrontare le sfide del futuro deve innanzitutto partire dalla base, ovvero dalla terra.

Il mercato ortofrutticolo dei prodotti locali può esser il volano per l’economia e anche per l’ambiente. Zingaretti che viene dal Pci, Pds, Ds ed ora Pd prenda spunto da Chiaromonte e metta da parte i tentennamenti e le timidezze che a volte lo caratterizzano e punti senza timore a realizzare, con l’aiuto del partito democratico logicamente, una riforma agraria moderna che dia risposte occupazionali dialogando si con gli enti locali ma in primis con l’Europa.

 

 

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Ho cercato il mio destino

de paulis libro 350 minHo cercato il mio destino Un libro di Fabio de Paulis
Editore: LFA PUBLISHER

Sinossi: Emma giovane e bellissima insegnante di famiglia borghese in un’Italia senza scuola di un meridione in grave crisi economica e sociale dopo l’unità, vede partire suo marito come emigrato in America. Afflitta dalla solitudine subisce le lusinghe di un giovane artigiano (calzolaio) che le farà scoprire le emozioni dell’amore vero. Nasce una intensa storia clandestina che sfocerà in una gravidanza inattesa. Ma anche il suo giovane amante sarà costretto ad emigrare in Argentina e lasciata sola, dovrà affrontare la riprovazione sociale per aver scelto una vita oltre le convenzioni del tempo come adultera e per di più incinta. Una zingara le racconterà un futuro nefasto da cui riuscirà a venirne fuori provocandole maggiori struggimenti interiori. Costretta ad affrontare da sola un parto improvviso, perde il bambino appena nato e accusata di infanticidio, dovrà affrontare un processo per dimostrare la sua innocenza.

Fabio De Paulis, nasce a Napoli dove vive, e prevalentemente esercita la professione forense, patrocinante in cassazione e magistrature superiori. Facente parte della Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio, con passione svolge gli incarichi affidati nel mondo del calcio. Sposato con Elvira, ha due figlie: Daria e Giada. "Ho cercato il mio destino" è il suo primo romanzo dopo aver pubblicato nel 2013 uno scritto sul processo a Gesù, intitolato: "Gesù di Nazareth Re dei Giudei" pubblicato da Scrivonapoli, giornale cittadino col quale collabora come opinionista.

Intervista:

Dott. de Paulis, da dove nasce l’esigenza di questo volume?

Ho sempre paragonato, in cuor mio, l’esigenza o il bisogno che dir si voglia, di scrivere un libro come l’atto del concepimento. C’è un momento in cui prende vita nella mente di chi scrive, dopo di che quel barlume di esistenza prende man mano corpo, accrescendosi con premura fino a vedere la luce. In questo caso l’esigenza deriva dalla voglia di conferire al genere femminile quella forza necessaria per riscattarsi dalle convenzioni sociali. Un atto dovuto alle mie figlie.

Quali sono le attese per questo lavoro?

Come dicevo, si scrive per passione, quindi non ci sono particolari aspettative se non quelle di assecondare il proprio desiderio di raccontare. Piuttosto, dopo la pubblicazione e i commenti, a dire il vero molto lusinghieri di chi lo ha già letto, c’è il timore di deludere le aspettative di chi ancora dovrà leggerlo.

Potrebbe elencare tre aggettivi per descrivere il romanzo?

Innanzitutto vero: perché descrive una vicenda realmente accaduta. Coinvolgente, per la grinta e la determinazione della protagonista. Accattivante.

Come è nata la sua vena artistica?

In verità non credo di possederla, però mi piace scrivere ed è un esercizio che mi tiene compagnia, una vera e propria evasione, come chi ha la fortuna di saper suonare o dipingere. Raccontare in maniera romanzata vicende reali o di mera fantasia assume la forma di arte solo se viene riconosciuta dai più come tale. Altrimenti sono solo tentativi.

Quali sono i suoi autori preferiti? E a chi si è ispirato?

Gabriel Garcia Marquez rimane il mio punto di riferimento astrale. Irraggiungibile, emozionante in ogni pagina, inimitabile. Ma non posso ispirarmi al suo modo di scrivere e al suo mondo. Leggo con piacere Baricco, Erri De Luca tra quelli partenopei è l’autore che preferisco.

Napoli ha da sempre avuto una grande cultura, fin dall’antichità. Quali sono i personaggi che ama di più.

Sarebbe fin troppo semplice rispondere Eduardo De Filippo, i cui modi di esprimersi ancora oggi caratterizzano molti tratti dell’essere partenopeo. Ma è talmente lungo l’elenco in tutte le discipline che si finirebbe per fare comunque un torto a qualcuno. Se dico Totò o Massimo Troisi per il cinema, non posso non ricordare per la Musica Pino Daniele ma anche Alessandro Scarlatti. Grandi pittori come Salvator Rosa, Gemito e Fontana; Filosofi come Vico e Croce; Matilde Serao ed Elena Ferrante (?) tra le scrittrici; Enrico Caruso. Scienziati come Caccioppoli o il Vanvitelli architetto. Solo la nazione napoletana può vantare così tanti nomi di prestigio disseminati nei secoli.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Continuare a cercare vicende umane da raccontare.

La mia seconda volta

dalfilmlamiasecondavolta mindi Diego Protani - Il 21 nei Cinema Italiani esce “La mia seconda volta”, film di stampo sociale e giovanile che affronta un tema importante da sempre : la droga, meglio ancora la droga fra i giovani. Quella droga oggi facile ed economica che miete mote vittime fra i giovani.

Un film dedicato ai giovani, un monito ai genitori e loro ragazzi che per una sola prova di una sera possono ritrovarsi in necrosi il fegato e subire un trapianto, come la la storia a cui è ispirato il film.
Il film con un cast di alto profilo, da Luca Ward a Daniela Poggi, Aurora Ruffino, Simone Riciconi e molti altri, che sta avendo un grande successo in Italia, solo alla presentazione del 13 Marzo a Roma ha registrato oltre 3000 presenze e ad oggi sono stati venduti oltre 250mila biglietti in tutta Italia, e continuano inarrestabili le prevendite.

E’ un dato notevole che la canzone principale del film, BECOME, sia stata scritta e da un giovane di 17 anni, Pierpaolo Di Stefano, figlio d’arte. La canzone è stata scelta per rappresentare l’intero film e tutta la sua campagna anti droga.
Pierpaolo Di Stefano, alla sua prima esperienza discografica e cinematografica come autore, rilascia BECOME che diventa il manifesto del film e del problema in Italia. Una prima esperienza andata in Goal.

BECOME parla di rinascita, di come si può vedere la luce diversamente, parla ai ragazzi come lui. Questo ha smosso ed incuriosito RAI DUE che ha voluto fare una lunga serie di speciali al TG2 sul film e suo straordinario successo.

Da Ceccano quindi partono musica e versi originali di un ragazzo che ama la vita, la musica ed è studente di Composizione al Conservatorio Licinio Refice.

Auguri al film, che il suo messaggio arrivi forte e chiaro ed auguri a Pierpaolo Di Stefano per una carriera d’autore sempre più importante, gli inizi promettono bene.

 

 

 

 

 

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