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Marangoni Tyre, Geymonat e altre...

Il lavoro prima di tuttodi Ignazio Mazzoli – La situazione delle aziende Marangoni Tyre, Geymonat, Area Industria ceramiche riappare fra le segnalazioni delle emergenze della nostra provincia. Con una lettera del 27 febbraio scorso 2014 indirizzata alla Prefettura di Frosinone, la segreteria Filctem CGIL di Frosinone (il forte sindacato impegnato nei molti settori qui di seguito indicati: chimico-farmaceutico, tessile-abbigliamento e calzaturiero, gomma plastica, vetro, concia e pelli, ceramica e piastrelle, occhiali, lavanderie industriali, lampade e display), dell'energia (petrolio, trasporto gas, miniere) e dei servizi ad alta rilevanza tecnologica (elettricità, acqua, gas).), ha scritto per "segnalare" (ancora una volta) la grave situazione dei lavoratori di quelle società indicate, che hanno fatto ricorso alla procedura di cassa integrazione straordinaria.
Viviamo un quadro di accelerazione della chiusura delle aziende in Italia. Secondo il Cerved sono ben 111mila le ditte che hanno chiuso per sempre nel corso del 2013. In accelerazione del 7,3 per cento sul 2012. Una ecatombe di aziende dovuto alla accelerazione di tutte le cifre della crisi. Aumentano infatti sia le liquidazioni volontarie che i fallimenti e le procedure concorsuali non fallimentari. La distribuzione su base territoriale mostra non solo una forte accelerazione dei fallimenti in Emilia Romagna (+25%) e in Trentino Alto Adige (+21%) e un incremento a tassi a due cifre in Veneto (+16%) e in Friuli (+14%) ma anche in crescita sostenuta anche i fallimenti nelle regioni del Centro, come ilLazio (+13%).
La richiesta, alla Prefettura, del sindacato della Cgil, come premessa, precisa che sono in totale «circa 550 lavoratori che, per la Geymonat dal 1 novembre 2013, per la Marangoni e area industria ceramica la 1° gennaio 2014, sono in attesa del Decreto Ministeriale per l'autorizzazione al pagamento diretto da parte dell'Inps di Frosinone, dell'indennità di cassa integrazione. Le chiediamo di sollecitare il Ministero del Lavoro, per una accelerazione dell'istruttoria per l'ammissione al regime di cassa, vista le grosse difficoltà economiche che i lavoratori e le loro famiglia stanno subendo in questo periodo». E, in chiusura si chiede alla Prefettura di Frosinone "un vostro interessamento". Come non condividere questa sollecitazione e come non continuare a solidarizzare con la condizione in cui si trovano 550 lavoratori e le loro famiglie?
Ci sia permesso, tuttavia, di fare delle considerazioni e qualche domanda. Appare a tutti evidente che siamo di fronte all'impennarsi della disoccupazione mentre la fine della crisi è, purtroppo, ancora lontana, e se la classe politica non si impegnerà seriamente a salvare il mondo dell'imprenditoria come ha fatto finora solo con le banche e con le grandi imprese, anche nel 2014 dovremo assistere ad una nuova ondata di fallimenti.
Che fine ha fatto l'approntamento di un "Tavolo permanente" di governo per i nuovi e necessari interventi risolutivi della nostra (provinciale) crisi per utilizzare nel migliore modo possibile le risorse previste nell'Accordo di programma definito per l'area nord della provincia e per portare la Fiat a sedersi per individuare le prospettive dello stabilimento di Piedimonte S. Germano e quindi di tutto l'indotto? Questo era un impegno che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le forze politiche e sociali della provincia di Frosinone anche a seguito delle dichiarazioni del Presidente Nicola Zingaretti quando annunciò che era impegnato a non far spegnere l'impianto, perché una lunga inattività fa scappare i clienti. Da queste colonne ne davamo l'annuncio il 13 settembre 2013. Chi ne sa qualcosa di questo "tavolo"?
In quell'occasione citammo Sandro Chiarlitti, segretario provinciale della Filctem Cgil di Frosinone che riferiva come «sono ad oggi, 5 gli anni che le maestranze vivono in regime di Cassa integrazione. E, da un anno è aperto un tavolo presso il Ministero del lavoro (MISE) per trovare nuove condizioni in grado di rilanciare questa azienda ed i suoi prodotti». Il MISE ha prodotto qualcosa?
Forse chiedere che non ci siano scarti fra dichiarazioni e iniziative è diventato ormai un dovere, assolvendo il quale ci scrolliamo di dosso l'inerzie e ... gli inetti.
Frosinone 5 marzo 2014

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