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Maurizio Landini incontra il disagio sociale frusinate

Tomassini e Landini 350 260di Ignazio Mazzoli da L’Inchiesta del 30 settembre 2015 - «Il 17 ottobre è la giornata mondiale contro la povertà. Bene, sta a noi agire concretamente. Introdurre il reddito sociale. Mettere in discussione le politiche di austerità. Introdurre correzioni alla legge di stabilità»: così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil ieri sera nell’aula magna del Liceo “Martino Filetico” di Ferentino per la prima assemblea di “Coalizione sociale” in provincia di Frosinone.
La sala è interamente occupata. Il saluto lo parta Bianca Maria Valeri Preside del Liceo , ringrazia e sottolinea la partecipazione. «E’ un importante evento per il Martino Filetico - chiosa - aprire i locali ai diritti e al lavoro».
Presiede Martina Tomassini. «In questa provincia c'è bisogno di partecipazione per un diversivo atteggiamento verso i diritti - esordisce -. L’articolo 3 della Costituzione prevede l’Uguaglianza sostanziale e allo Stato è affidata la rimozione degli ostacoli che la imopediscono. Per cominciare serve il reddito di dignità. In ogni caso diritto alla salute, all’istruzione vanno coniugati in un sistema pubblico ed efficiente. Sono beni comuni non privatizzabili».
Alla presidenza siede anche il consigliere comunale ferentinate Mar¬co Maddalena che sottolinea soddisfatto: «La partecipazione che riscontriamo stasera vuol significare che nella nostra provincia c'è voglia di battersi». Poi affronta temi d’attualità che riguardano il territorio: «la vertenza Valle del Sacco, la Cemamit, fabbrica della morte, ci ricordano che è urgente un nuovo modello di sviluppo ecocompatibile. Non è possibile proseguire con la distruzione dell’ambiente, con l’indifferenza verso la disoccupazione, con il tollerare l’ingiustizia sociale che colpisce anche i più anziani. Invece bisogna unire le for¬ze».
Antonio Bruscoli, giovane dottore di Emergency, si sofferma sulle vittime della guerra. sui migranti. L’importante è sapere da che parte stare - alza il tono -. Di Vittorio sarebbe stato dalla parte dei migranti. La gente viene da noi perché la medicina si va privatizzando».
Luigia Mastrosanti, insegnante ex segretario generale della Flc-Cgil, parla delle sue dimissioni. «In Cgil - scandisce - non si pratica la democrazia. Unire le camere del lavoro di Frosinone e Latina non va bene. Si sta sempre più lontani dai lavoratori. Invece oggi più che mai c'è bisogno di sindacato».Aula magna Martino Filetico 29 settembre 2015 con Maurizio Landini
Pier Luigi de Filippis, operaio Fiat, afferma che «solo grazie a Fiom c’è stato qualche miglioramento dell'ambiente di lavoro».
Gino Rossi (Vertenza Frusinate) porta il saluto di tutti i disoccupati della provincia. «Bisogna coalizzarsi, tutti insieme per avere risultati».
Secondo Francesco Durante, siciliano di Roma, «l’attuale politica non ci rappresenta più».
Fernanda Cipriani (esodati trasporto aereo Leonardo da Vinci) legge un comunicato di critica ad Alitalia. «Gli esodati non hanno alcuna prospettiva” e ripercorre le scelte sbagliate della compagnia di bandiera.
Oreste Della Posta, segretario del Pcd’I, lancia un appello per i bambini dei popoli colpiti dalla guerra e dalla povertà.
Umberto Zimarri denuncia come «Il vuoto nei piccoli centri è il lavoro. Chi non lavora viene regalato alle clientele e anche alla criminalità organizzata».
Antonio Torriero - Risorgimento socialista, Sindaco di Supino - attacca la gestione Acea, mentre Guerino Ventre, operaio Fiat e sindacalista, chiede «diritti e democrazia al primo posto. Diritti sul lavoro e condizioni di lavoro: serve protesta, ma anche proposta».
L’ingegner Matteo Arcoman¬no, di Ferentino: «Ho vissuto con operai e tra operai. Il lavoro è uscito da questa provincia. Anche le industrie usciranno. Creiamo lavoro. Mi metto a disposizione con tutta la mia esperienza. Ho delle idee».
Maddè Guglielmo (Indotto Fiat) chiede «più rispetto del lavoro e dei lavoratori. Serve un soggetto democratico che sappia raccogliere le esigenze di tutti».
Francesco Notarcola, esponente dei comitati, si chiede «quanta responsabilità abbiamo noi (sinistra, socialisti, comunisti ecc) in questo disastro. Se non facciamo i conti con la nostra coscienza e i nostri errori non ci salveremo».
Maurizio Landini è intervenuto in conclusione ponendo l’accento sulla necessità di ricostruire l’ unità sociale che è stata distrutta. «L’o¬biettivo, però - ha avvertito - deve essere quello di unire le persone e non le sigle. Non abbiamo bisogno di un contenitore, ma di un processo un movimento. Abbiamo necessità di ricostruire la cultura del fare assieme. Si abbassano salari e diritti, salgono le morti sul lavoro.
Una volta le lotte producevano leggi utili. Oggi per la prima volta attraverso le leggi si producono restringimenti dei diritti».
«Le truffe le fanno tutti - avverte -, se è il profitto l'unico obiettivo. Del resto il luogo delle decisioni è divenuto la finanza mondiale. Invece bisogna ricostruire un cultura politica della partecipazione. Certo, non è semplice quando le leggi ti sono contro. Da soli non c'è la possiamo fare. Occorre una risposta di massa. Il referendum, ad esempio, è comunque strumento di massa. In ogni caso non solo il lavoro dipendente è svalorizzato, ma tutto il lavoro autonomo e gran parte di quello professionale».
Quanto alla situazione nella Cgil, il segretario Landini chiede «più democrazia interna, più trasparenza». Poi denuncia l’attacco al diritto di sciopero, le pratiche clientelari, la corruzione. Qual è - si chiede - il modello sociale? Per chi vede queste cose e prova ribellione è il momento della responsabilità».

 

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