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Solo una persona su cinque lavora

lotta-diritti-500x300Sintesi dell'intervento di Donato Galeone al Consiglio Generale della Cisl Provinciale – convocato e svolto a Cassino il 4 giugno 2014 - per i 70 anni dalla fine della guerra. - Anche a Cassino il lavoro cambia, ma non c'è. La posizione espressa da Galeone è in sintonia con le necessità, più volte espresse in questo giornale, della ripresa di una mobilitazione di massa di lavoratori e cittadini per l'occupazione e contro il depauperamento e la deindustrializzazione di questa realtà territoriale dove operiamo.

di Donato Galeone - «Nella Provincia di Frosinone aumenta il rischio povertà, con esclusione sociale; aumentano anche le iscrizioni nei 4 Centri per l'Impiego di Frosinone, Anagni, Cassino e Sora nella misura di oltre l'8,55% rispetto al 2013. Mediamente soltanto "una persona lavora su cinque persone" disponibili su un totale di 111.095 - già in attesa da un paio di anni ai Centri per l'Impiego e vogliono lavorare.

Questi dati, già conosciuti, sono stati richiamati, confrontati e confermati in una esauriente relazione documentata - dalle prospettive di sviluppo provinciale - nei contenuti propositivi dal Segretario Generale, Pietro Maceroni, al Consiglio Generale della Cisl Provinciale – convocato e svolto a Cassino il 4 giugno 2014 - per ricordare i 70 anni della distruzione sia a monte dell'Abazia Benedettina che a valle agricolo di Cassino e per commemorare le migliaia di vittime civili e militari della seconda guerra mondiale.

Della Città di Cassino, spesso, se ne parla in Italia, in Europa e nel mondo – raccontando e percorrendo la statale Casilina fino a Piedimonte San Germano, guardando l'Abazia di Montecassino, sia a monte che a valle - distrutte dagli americani e loro alleati di guerra, anche in presenza di sopravvissuti militari belligeranti - essenzialmente - per pacificare e ricordare. Noi pensiamo - è stato detto a Cassino - che è doveroso continuare a parlare di Cassino perché è "luogo comunitario" da cui partire - nel basso Lazio - in un contesto di lavoro produttivo e di civile ricostruzione del territorio, pur disastrato dalla guerra, ma che già dagli anni '70 - su oltre 240 ettari destinati all'agricoltura e allevamenti - prima con la Fiat e, dal 2014, con la italo americana FCA – multinazionale – si intende continuare a realizzare una riconversione aziendale, in Italia ed anche a Cassino, con una pianificazione programmata produttiva di comparto automobili, richiamando dalla cassa integrazione a lavoro produttivo la totalità dei lavoratori (si scrive e si continua ripetere) e coinvolgendo il settore metalmeccanico dell'indotto laziale.

E' indubbio che questi intendimenti, accolti oggi in positivo da politici e istituzioni locali laziali , devono essere meglio conosciuti e sostenuti da un "piano industriale" rapportato agli investimenti previsionali, con gli obiettivi aziendali di competitività e di produttività del sistema in un mercato globale dell'auto, multinazionale, supportato da un capitalismo finanziario del XX secolo.Donato GaleoneDonato Galeone

E' altrettanto essenziale favorire un articolato modello sindacale nazionale e internazionale di "riposizionamento sindacale unitario" dei sindacati metalmeccanici tanto nelle attivabili e indispensabili relazioni industriali di partecipazione nelle analisi e sugli orientamenti verso gli investimenti annunciati dall' a.d. Sergio Marchionne, per l'Italia e Cassino, quanto nella verifica puntuale delle nuove posizioni di lavoro, quantitative vere in posti di lavoro e qualitative verificabili in fabbrica, equamente retribuite, contrattate e partecipate nei risultati di livello produttività lavoro e di produttività derivata da innovazioni tecnologiche.

Un impegnativo modello contrattuale aziendale e di comparto territoriale del sindacato dei lavoratori, specifico, che negoziando i corrispettivi di competenza al fattore lavoro d'impresa tiene sempre in conto il ruolo sindacale e politico di sviluppo economico-sociale territoriale che, partendo da Cassino, in quel Centro per l'Impiego attendono – giorno dopo giorno – oltre 30.000 iscritti che offrono lavoro da almeno due anni. Ma altrettanto impegno di mandato la CISL, con CGIL e UIL, deve essere speso verso l'attesa di circa altri 59.000 persone in eta di lavoro iscritti nei due Centri per l'Impiego di Frosinone e Anagni.

Anche in questa estesa area provinciale che coinvolge la Valle del Sacco verificare e sollecitare il rispetto dei tempi richiamati dal Segretario Maceroni nella gestione e verifica - tra parti sociali - "dell'Accordo di Programma del 2 agosto 2013". Le iniziative sindacali CISL, d'intesa con CGIL e UIL devono attivarsi nell'area Sora-Isola del Liri, tradizionale comunità industriale del tessile-cartario del Lazio meridionale che, a fine 2013, oltre 22.000 lavoratori attendono lavoro anche in quel Centro per l'Impiego. Gli interventi del Segretario Regionale e Nazionale Confederale Cisl, Tommaso Ausili e Luigi Sbarra, hanno ripreso i contenuti della relazione di Pietro Maceroni e condiviso la linea sindacale e di organizzazione da articolate in azioni nelle tre aree della Provincia di Frosinone.

Nel contesto delle iniziative verso il Governo regionale laziale e delle proposte unitarie di contenuti al Governo nazionale già in corso di definizione tra CGIL-CISL-UIL, tanto Ausili quanto Sbarra, hanno richiamato l'esperienza positiva e responsabile del sindacalismo plurale italiano che abbiamo conosciuto e praticato dal 1944 ad oggi, sia nel merito della "questione lavoro e sua tutela e sia nel determinare scelte in piena autonomia", condizione indispensabile per l'azione sindacale unitaria, in una società democratica e di associazionismo pluralista, da adeguare alla realtà che "cambia rapidamente" e, quindi, un adeguamento nella estensione delle iniziative sindacali per le politiche salariali e fiscali legate alla contrattazione collettiva, nei luoghi di lavoro e nei territori; confronti mirati, nei contenuti sociali, ai vari livelli istituzionale locale, regionale e nazionale.

Su queste indicazioni da approfondire nei territori io penso, come ho già detto a Cassino, se condivisibili anche da CGIL e UIL Provinciale, è possibile avviare nelle aree coincidenti con i Centri per l'Impiego - congiuntamente o disgiuntamente - di Cassino e Sora e di Anagni e Frosinone - incontri di approfondimento e proposte condivise di "luogo locale territoriale"con lavoratori e cittadini, giovani e meno giovani, mirando a favorire - con atti concreti e azioni possibili e condivise - la riduzione del numero degli iscritti ai Centri per l'Impiego e di altre migliaia di persone scoraggiate, da ascoltare e coinvolgere, per impegnarli a superare, insieme ai sindacati e con loro, il rischio povertà e esclusione sociale.»

Cassino, 4 giugno 2014

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