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Marangoni, Bonifazio Srl e Accordo di Programma

Marangoni Videocon 350-262di Ignazio Mazzoli - Puntuale, anzi puntualissimi lui ed io, alle 10,30 di lunedì 14 luglio Sandro Chiarlitti, giovane Segretario generale della Federazione lavoratori chimici della Cgil mi ospita nel suo ufficio al primo piano di via della Mola Vecchia 2, sede della Cgil di Frosinone.
L'intento è dichiarato: fare il punto sulla situazione della vicenda Marangoni ad un anno circa dall'approvazione dell'Accordo di Programma Anagni-Frosinone.

La Marangoni è ferma da settembre 2013 che cosa è successo da allora?
Il 26 novembre scorso abbiamo raggiunto, presso il Ministero del Lavoro, assieme alle altre organizzazioni sindacali, un accordo che consentisse ai lavoratori di usufruire di un ulteriore anno di Cassa integrazione. A maggio di quest'anno è stato finalmente emanato il decreto. Ma adesso comincia la corsa contro il tempo.

Cioè?
Sono in essere due condizioni che non hanno gli stessi tempi di definizione e attuazione. Una è la ricerca di un investitore interessato a mantenere viva la produzione della Marangoni di Anagni, l'altra è la possibile variabile di dovere fare la richiesta di "messa in mobilità" se il nuovo imprenditore non si trova, cosa per la quale la legge Fornero (sempre lei) ha stabilito che questo atto fa perdere un anno di Cig. Ciò significa che prima della fine di questo anno 2014 bisogna decidere e adottare le procedure conseguenti.

Bell'impiccio! Se ho capito bene il prossimo obiettivo, quello può ravvicinato, obbligatoriamente diventa "la procedura di mobilità"?
Esatto. Il decreto di maggio 2014 diventa, così, del tutto inutile. Entro fine agosto nell'incontro previsto con la Regione i lavoratori vanno per sapere se c'è il nome di un compratore e per avviare la "mobilità". Se per quella data non ci saranno nomi di acquirenti certi la storia Marangoni di Anagni è chiusa per sempre.

E' arrivato il momento di precisare meglio qualche altro aspetto, in particolare quello riferito a chi potrebbe rilevare lo stabilimento anagnino della Marangoni. E' stata fatta una ricerca? Ci sono state delle risposte?
La società di ricerca e promozione "Price Wide House" ha promosso delle visite informative per presentare lo stabilimento a chi ne fosse interessato. E, giovedì scorso, 10 luglio, il Presidente di questa società, Massimo D'Alessandri, comunicò che c'erano 7 o 8 società, tutte straniere, che erano interessate. Ad oggi già si sono ridotte a due che in questa giornata stanno facendo un nuovo sopralluogo. Si tratta di imprese che hanno la loro attività o nel commercio o nella costruzione dei pneumatici, perché oggi non ci si può improvvisare.

Di fronte a queste informazioni è possibile capire meglio il ruolo di questa società "Bonifazio srl", non meglio identificata, ma che sembrerebbe in relazione con lo stabilimento Marangoni, di cui si è letto in questi giorni. Perché non sarebbe stata inclusa fra le aziende che possono beneficiare dell'Accordo di Programma Anagni-Frosinone?
Questa "Bonifazio srl" è una NewCo., società al 100% della Marangoni Tyre di Anagni che si è vista bocciare l'inserimento nell'Accordo di Programma. E' nata proprio per permettere di difendere il posto dei 450 lavoratori dello stabilimento anagnino, perché una volta entrata nell'Accordo avrebbe portato in eredità ai nuovi proprietari un sostegno per il riavvio delle produzioni.

La FLC come si spiega questa esclusione? E più in generale come giudica la gestione dell'avvio dell'Accordo di Programma?
Molto, molto deludente non solo a fronte dei grandi annunci ad oggi senza pratiche conseguenze. La prima cosa che si nota è il disimpegno del Ministero dello Sviluppo Economico che sembra aver smarrito il ruolo trainante che ebbe nell'estate del 2013.
Fino ad oggi sono inserite solo due aziende chimiche della farmaceutica, Sanofi Aventis e ACS Dobfar, dimenticando completamente le decantate scelte strategiche del turismo e della green energia, ma non solo, manca ogni interesse verso il settore della meccanica che ha una forte incidenza sia come indotte dell'auto che per l'avio, qui c'è l'Agusta.
Penso che si possa leggere anche una scarsa attenzione delle forze politiche locali e pure della stessa Regione Lazio. Una domanda la faccio io: pur avendo l'Asi recuperato con la legge 488 le strutture ex-Videocon dalla curatela fallimentare perché nono hanno solleticato l'interesse di qualche imprenditore?

Ma perché l'esclusione della "Bonifazio srl"?
Il dettaglio non è noto. Ma un limite l'Accordo di Programma lo sta rivelando. Le sue maglie di selezione sono troppo strette: accolgono contratti di sviluppo che valgono almeno 30 milioni; le piccole e medie imprese sono così tagliate fuori e purtroppo non riescono a fare rete e qui ci vorrebbe un intervento delle Istituzioni. Terzo. Non abbiamo visto fino ad oggi alcun progetto e continuiamo a sentire molte parole.

Un quadro preciso, ma malinconico. Ci vorrebbe una guida politica vera, consapevole e autorevole in questo territorio. Quando nascerà?

Frosinone 15 luglio 2014

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