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FCA e Indotto una sfida da vincere

  • Scritto da  FIM-Cisl Frosinone

fimcisl 350 260FIM-Cisl Frosinone - FCA e Indotto una Sfida da Vincere Nella Giornata odierna si sono tenuti due incontri presso l’Assessorato al Lavoro e la Presidenza del Consiglio della Regione Lazio, aventi ad oggetto i temi legati allo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano e l’indotto ad esso collegato. In entrambi i tavoli si sono rappresentate le criticità e le preoccupazioni per la situazione di scarso carico produttivo che sta investendo FCA e le Aziende collegate che sta generando forti tensioni tra i lavoratori coinvolti, anche alla luce delle ore di CIGO sinora utilizzate e dal dato appena pubblicato sulle immatricolazioni che, per il secondo semestre consecutivo, ha fatto registrare un calo a doppia cifra dei modelli FCA. Calo delle immatricolazioni sicuramente dettato dalla contrazione della domanda a livello globale ma sicuramente non aiutato dalle scelte, fatte dal Governo, sui temi relativi all’eliminazione del Super Ammortamento e il ridimensionamento del valore aggiunto delle motorizzazioni Diesel in relazione all’Eco Bonus e all’Eco Tassa.

«Come confermato dall’AD Manley gli investimenti per gli stabilimenti italiani sono stati confermati, ma è evidente che siamo in forte ritardo e quel ritardo si ripercuote su tutti i lavoratori e sulle loro famiglie» dichiara il Segr. Gen.le della FIM CISL di Frosinone, con delega all’industria, Fabio Bernardini «Occorre che gli investimenti previsti si realizzino nel più breve tempo possibile per ridare un futuro e una concreta prospettiva di ripresa al mondo FCA e a tutto l’indotto a lei collegato e occorrono certezze, tempi e modalità definite con chiarezza.» Situazione questa già ampiamente prevista e dichiarata ad aprile dalla stessa FIM CISL di Frosinone, a mezzo di Comunicato Stampa, che quindi non coglie impreparato chi nel settore è presente quotidianamente, «i primi 6 mesi del 2019, in linea con i dati resi noti dal ministero dei trasporti, ci rappresentano una realtà in cui i volumi di produzione sono ben al di sotto di quelli attesi e con un organico sceso, per pensionamenti ordinari e derivanti da quota 100, a circa 3700 addetti, 1200 unità in meno contando anche i mancati rinnovi degli interinali di un anno fà e un utilizzo di 8 giorni medi mese di CIGO».

Se è vero che c’è stata una frenata della domanda globale l’Italia è entrata, unico fra i paesi occidentali, in una fase di recessione e si prevede un ulteriore peggioramento della domanda interna, soprattutto alla voce degli investimenti fissi in macchine e mezzi di trasporto del 2,8%, «In questo scenario o si cambia strategia e passo o rischiamo di tornare ad una nuova crisi che questa volta avrà effetti incredibilmente più devastanti della precedente.» Ma oltre a FCA particolare rilievo nei tavoli Regionali lo ha avuto tutto il mondo dell’Indotto Collegato a FCA sia in termini di appalto diretto sia in termini di sub-appalto, ed è emerso un quadro ancora più preoccupante soprattutto alla luce del fatto che ampie fette di produzione di queste aziende sono “FCA – Centriche” o in regime di mono-committenza, con la differenza che le realtà più grandi hanno ancora capacità di gestire gli scarichi produttivi ricorrendo alla CIGO, ma le medie e piccole imprese sono agli sgoccioli o peggio hanno già esaurito ogni forma di ammortizzatore sociale. «Sull’indotto il problema è duplice, perché se da un lato abbiamo richiesto, in entrambi i tavoli regionali, l’ampliamento dell’Area di Crisi Complessa, anche a quei Comuni oggi esclusi dalla stessa chiedendo uno sforzo straordinario per la riattivazione di strumenti di ammortizzatori in Deroga, dall’altro lato abbiamo un indotto che va necessariamente diversificato e riqualificato.» Infatti, anche con la realizzazione delle motorizzazioni ibride per Stelvio e Giulia e l’avvio nel 2021 della produzione del “Levantino”, già oggi si ha certezza, a meno che la domanda nel mercato internazionale non muti drasticamente, che i volumi non saranno minimamente paragonabili a quelli degli anni precedenti e per tale ragione le ore e le parti assegnate ai fornitori saranno proporzionate a questi volumi, creando un profondo Gap tra capacità e fabbisogno disponibile.

«Sulle Aziende dell’indotto tutti dobbiamo raccogliere una sfida quella di investire in competenza e formazione, elevando la qualità del lavoro e creando nuovi profili che oggi sono richiesti dalle aziende ma che non esistevano 10 anni fa. Oggi troppe imprese si concentrano su forme di innovazione marginale, che magari consentono risparmi di costo ma che nel medio termine non sono sufficienti per mantenere la competitività.» Apprezzabili gli investimenti realizzati nel territorio del Cassinate grazie al finanziamento della legge 46 che ha permesso la realizzazione di infrastrutture importanti e necessarie agli insediamenti industriali ma occorre fare un passo in avanti. «Abbiamo la necessità di definire Asset strategici su cui investire e far investire, realizzando produzioni ad alto valore aggiunto, nelle poche grandi aziende rimaste, veicolando la cessione dei servizi non strategici a consorzi di aziende (medio piccole) del nostro tessuto industriale, in modo da contenere all’interno della realtà provinciale l’intera filiera produttiva. Dobbiamo investire le risorse derivanti dall’area di crisi complessa non solo per arginare l’emorragia di lavoro, ma per rendere attrattiva la nostra provincia in termini di competenze specifiche da realizzare.»

I Tavoli tenutesi quest’oggi sono un reale valore aggiunto anche e soprattutto in considerazione del fatto che tutti i soggetti presenti, Politici, Sindaci, Organizzazioni Sindacali Regionali, Territoriali e di Categoria hanno espresso congiuntamente la volontà di arrivare a definire un tracciato comune da percorrere, lasciando da parte ruoli o appartenenze ideologiche e politiche, al fine di traguardare un obiettivo comune ovvero un territorio che ha bisogno delle competenze di tutti per vincere la sfida che ha di fronte.

 

 

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Frosinone 02 Luglio 2019

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