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Fra schiumate e depuratori. povero fiume Sacco

schiuma Sacco 350 mindi Angelino Loffredi - In tanti anni vissuti ponendo l’attenzione e la partecipazioni alle vicende comprensoriali non mi era mai capitato di vedere tanti cittadini impegnati a difendere il proprio fiume, l’integrità del territorio e della salute. Sia a primavera, per protestare contro la puzza, sia in queste settimane per protestare contro le schiumate ho visto un coinvolgimento dei cittadini esteso, ampio, sentito e spontaneo. Ora nessuno può incolpare la popolazione di essere indifferente e disposta a sopportare tanto scempio.

“Il Popolo Inquinato“ è stato al centro di resoconti giornalistici e televisivi, locali e nazionali. Da questo popolo proviene una incalzante richiesta di intervento, una sollecitazione a rimuovere i danni, insomma a fare qualcosa. Ecco, infatti, esiste l’urgente necessità di definire meglio le cose da fare e individuare i soggetti responsabili ai quali richiedere interventi.

Io non ho una ricetta predisposta anche perché le questioni che si hanno di fronte sono complesse e ancor più non vedo una convergenza di indirizzi. Pertanto mi limito solamente a porre all’attenzione alcuni punti accompagnati da qualche considerazione.

L’inquinamento che abbiamo di fronte ha due-tre cause che si intrecciano e contribuiscono alla devastazione del territorio:
- Lo sversamento industriale abusivo direttamente nel fiume Sacco o nei corsi d’acqua ad esso affluenti, poco contrastato e di fatto tollerato.
- Il pessimo funzionamento dei depuratori comunali gestiti da Acea-ATO5.
- La gestione del Depuratore di Ceccano dell’Area Industriale.

Attorno a questo famigerato impianto bisogna saperne di più, in modo preciso, evitando di seguire i sentito dire e le tante false rassicurazioni provenienti da settori interessati. Bisogna approfondire, quotidianamente, se riceve dalle industrie afferenti reflui già trattati, così come prescrive il Regolamento, oppure no. Questa è una questione fondamentale perché senza il pretrattamento il Depuratore di Ceccano rischierebbe ( rischia ) non di depurare ma di inquinare ulteriormente.

A tale proposito è necessario ricordare che l’Area Industriale ha speso 4 milioni di euro per metterlo a norma e per essere idoneo a svolgere una regolare attività di depurazione. A vedere e a sentire bene non mi sembra che i risultati possano essere ritenuti positivi.
Più in generale mi sembra essere strana la reticenza dei Sindaci della Valle ad affrontare, indagare, conoscere le analisi, controllare direttamente il funzionamento del Depuratore.

L’Area industriale, i suoi uffici, lo stesso Depuratore non possono essere ritenuti dei Santuari invalicabili, inaccessibili, un corpo estraneo all’attività dei comuni. L’Assemblea dell’ASI è composta dai Sindaci. Non esiste ASI senza Sindaci. I Sindaci pertanto debbono esser ritenuti, perché sono, corresponsabili del (mal )funzionamento dell’Ente. Oltre tutto va ricordato che il Presidente dell’ASI, Francesco De Angelis, è stato eletto a grande maggioranza, anche con il voto del Sindaco di Ceccano. Non mi scandalizzo se il rappresentante di un’area politica vota un avversario ma tale voto ritengo deve avere almeno una contropartita, un impegno a difendere la popolazione, a evitare la puzza, le schiumate, insomma a eliminare l’inquinamento. I fatti purtroppo dimostrano che tale unanime voto non è stato assicurato per difendere interessi generali o per il territorio ma per altre motivazioni che non conosco.
Più in generale vedo, inoltre, un assurdo capovolgimento dei ruoli. Ho sempre ritenuto, e seguito a pensare, che debbano essere i Sindaci e le assemblee elettive a raccogliere e fare proprie le esigenze dei cittadini e per queste motivazioni dare indirizzi e disposizioni al personale tecnico il quale, ben remunerato, ha il dovere di mettere a disposizione le proprie competenze e risolvere i problemi. Mi accorgo invece che il primato è passato nelle mani dei tecnici e non solo presso l’ASI di Frosinone ma anche nell’attività di ACEA-ATO5, della SAF di Colfelice e nel mondo sanitario. Senza risolvere i problemi. Anzi .Con il trascorrere del tempo i Sindaci non mi sembrano essere più delle autorità morali e politiche, guide e governanti dei territori ma tanti “ piccoli re travicelli “ disposti solo ( non sempre ) a qualche inconsistente lamentazione accompagnata però da più di qualche scatto fotografico. Ovvero viene curata l’immagine ma non il contenuto propositivo.

Forse è necessario avere anche una Cabina di regia per raccogliere e far conoscere quotidianamente dati, i risultati delle analisi, evidenziare le situazioni critiche da affrontare ma prima di terminare sento la necessità di ricordare un tema dimenticato ma decisivo e da riprendere: la Bonifica della Valle del Sacco. Allora è naturale chiedere o richiedere a quanto ammonta la previsione di spesa e quali le aree da cui iniziare la bonifica ? I progettisti e le imprese bonificatrici con quali criteri verranno scelti ? Secondo il mio modesto parere ogni ipotesi di intervento dovrebbe passare attraverso una consultazione dei Consigli Comunali dell’area interessata. L’ASI di Frosinone affidando ad amici la ristrutturazione del Depuratore di Ceccano ha sprecato 4 milioni di euro, così come è dimostrato dai fatti. E’ arrivata l’ora che per la Bonifica non si ripercorrano le vie fallimentari già sperimentate e non permettere scelte verticistiche e di comparaggio. Il Popolo Inquinato ha il diritto di avere soluzioni diverse, avviare cioè un ciclo virtuoso a cominciare da nuove forme di partecipazione diretta. Uniche in grado di evitare truffe e danni all’ambiente e alla salute.

 

 

 

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