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Sacco. Rossella Muroni: i cittadini devono essere coinvolti

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Rossella Muroni 350 260 minAlla Camera dei Deputati, ieri 6 marzo '19 la Deputata Rossella Muroni ha posto al Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, alcune questioni urgenti sui SIN. Sia per la Valle del Sacco, che così approda in Aulla in attesa che sia calendarizzata la "Mozione" che la Stessa Muroni con altri presentò il 4 dicembre 2018 e, sia sulle bonifiche di tutti i SIN sostentendo innanzitutto che "è urgente voltare pagina", per "fare le bonifiche, lavorare per la reindustrializzazione sostenibile, coinvolgere le comunità" dicendo "no all’autonomia differenziata sul risanamento ambientale". (in coda il testo integrale dell'interrogazione)

Così la deputata di LeU Rossella Muroni ha commentato la risposta del ministro Costa all’interrogazione a risposta immediata in Assemblea sulla Valle del Sacco a sua prima firma sottoscritta anche dall’on. Federico Fornaro.

«I Siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN) sono davvero i buchi neri della nostra Repubblica, luoghi in cui per i residenti il rischio di mortalità è superiore di circa il 4% rispetto alla media nazionale. È urgente voltare pagina, dobbiamo fare le bonifiche e dare risposte concrete ai cittadini, su questo concordo con il ministro Costa. Ma i cittadini devono essere coinvolti e per farlo non basta una piattaforma on-line.

L’annunciato Accordo di Programma per il Sin del Fiume Sacco tra ministero dell’Ambiente e Regione Lazio, stando alle anticipazioni, si concentra solo su alcuni dei siti inquinati e solo nei comuni di Frosinone, Colleferro, Anagni, Ceccano, Ceprano e Ferentino. E per tutti gli altri siti inquinati e da bonificare di questo territorio quanto ancora dovremo aspettare? Tralasciando, o rinviando al 2023, gli interventi sui siti inquinanti e da bonificare della Valle del Sacco non toccati dall'Accordo non si risolverebbe il drammatico problema di inquinamento di questa fascia di territorio a cavallo tra le provincie di Roma e Frosinone. Che avrebbe diritto ad essere risanata e a ripartire puntando sulle sue vocazioni agricola, turistica e artigiana e su uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile.

Credo poi che i cittadini andrebbero coinvolti anche nelle scelte sulla reindustrializzazione dei siti. Tanto più che si spendono soldi pubblici e si ha l’opportunità di creare posti di lavoro attraverso la conversione ecologica dell’economia.

Da quando il Paese discute di autonomia differenziata, infine, il fronte delle bonifiche mi preoccupa ancora di più: credo che debba restare in capo al Ministero dell’Ambiente. Perché non esiste un’Italia di serie A e un’Italia di serie B. I territori vanno risanati tutti con lo stesso impegno.»

DI SEGUITO IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Per sapere - premesso che:

nel fiume Sacco continuano a riversarsi, da oltre un ventennio, gli scarichi dei reflui di diverse attività industriali, senza alcuna depurazione e senza alcun controllo, come conferma il piano di gestione del bacino idrografico dell'Appennino Meridionale (al quale appartiene il fiume Sacco);

le cause di tale degrado sono ben individuate dal medesimo piano laddove nella azione si legge: Il fenomeno era ed è tuttora da attribuirsi alla mancata regolamentazione del sistema di scarichi da varia natura, in specie industriali. Ad oggi nell'area persistono condizioni di emergenza ambientale connessi ancora ad un sistema di collettamento e depurazione non idoneo o comunque non sufficiente a garantire standard qualitativi delle acque reflue compatibili con la tutela e salvaguardia delle risorse idriche;

dopo l’annuncio dei mesi scorsi, che annunciava l'imminente adozione di uno "strumento operativo per avviare il percorso di bonifica e reindustrializzazione nella Valle del Sacco. Giovedì 7/3/2019, verrà firmato in Prefettura l’Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco, tra il Ministro dell’ambiente e il Presidente della Regione Lazio.

il valore complessivo dell’accordo è pari a 53.626.188 euro di cui 29,7 milioni per interventi di immediata attuazione e circa 24 milioni per attività da programmare e realizzare entro il 2023. La gestione degli interventi è stata affidata alla Regione Lazio per tutti gli aspetti tecnici che finanziari;

i fondi dovrebbero servire a bonificare e mettere in sicurezza solo alcuni siti inquinati e solo nei territori dei Comuni di Frosinone, Colleferro, Anagni, Ceccano, Ceprano e Ferentino. E tutti gli altri siti inquinati e da bonificare cosa ne sarà. A tal proposito si ricorda che sono presenti circa 121 discariche di rifiuti solidi urbani distribuite su tutto il territorio della provincia di Frosinone e presenti in n. 80 comuni sui n. 91 costituenti la provincia;

questo accordo appare l'ennesima beffa per un territorio devastato dall’inquinamento perché tralascia, o rinvia al 2023, gli altri interventi d bonifica dei molti siti inquinanti che senza la loro bonifica non si risolverebbe il drammatico inquinamento della Valle del Sacco.

al Ministro in indirizzo

di conoscere i criteri, e le modalità di esecuzione, con cui sono stati individuati gli interventi di immediata attuazione e quali siano previsti entro il 2023 dall’Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco

MURONI, FORNARO

Fonte: il comunicato inviato da Laura Genga

 

Registrazione video dell'interrogazione in aula

 

 

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