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13 aprile '19: Per l'Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo

locandina 350 min“Scendiamo in strada per un futuro pulito”, è l’appuntamento fissato per il 13 aprile prossimo alle ore 15,30 nel piazzale della stazione di Frosinone, dal “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” con l’intento di manifestare la volontà di aprire una vera e propria vertenza in nome e di questa dimensione territoriale e l'intreccio di problemi, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato ai cittadini di questa area.
In poche parole, ci sono almeno tre novità: ci si mobilita per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo; lo si fa unitariamente e in una dimensione interprovinciale; questo avvenimento si svolge a Frosinone.

Non pare sia davvero poco. Anzi. Parto dall’ultima delle tre novità, la città dove si svolgerà la manifestazione: Frosinone che diventa protagonista di un risveglio a lungo atteso ha il profumo ed il sapore che solo le circostanze a lungo desiderate sanno dare. Desiderate perché necessarie. Una provincia martoriata dalla disoccupazione che veniva sistematicamente ignorata fino alla nascita delle lotte dei lavoratori della Multiservizi e poi di Vertenza Frusinate nel 2014 ed all’arrivo delle sue sofferte rivendicazioni, che ancora proseguono; una città che ha conosciuto, sempre nel 2014, poderose manifestazioni contro il progressivo smantellamento della sanità pubblica e la sua più generale inefficienza e poi si ritirarono nell’ombra lasciando all’opera pochi coraggiosi; ora accoglie una nuova volontà, larga ed unitaria: territori interprovinciali e tante associazioni che vogliono collaborare. Molto importante e molto bello. Darà speranze concrete? In molti ci contano e ci contiamo. Tutto il territorio ne ha bisogno. Molte sono le voci che lo dicono, poche le energie che si mettono in movimento. Si moltiplicheranno? Se si, consentirebbe di guardare il futuro con occhi nuovi.

Le novità non si arrestano alla speranza di mobilitazione e al luogo dove si svolgerà. C’è un contenuto di cui sembra, si voglia far appropriare molti cittadini: l’ “Ambiente e la sua difesa”. Nessuno si meravigli di questa sottolineatura, perché è proprio qui la novità, più novità per il territorio frusinate. Nella giornata di venerdì 20 marzo, ben due iniziative si sono svolte a Ceccano ed entrambi avevano per tema l’inquinamento della Valle del Sacco. Di una ne ha già scritto, su queste colonne Bettinelli, dell’altra scriverò io nei prossimi giorni.
Quando qui in provincia ancora si esorcizzava l’inquinamento della Valle del Sacco dicendo che non si doveva chiamare “Valle dei veleni”, c’era solo Re.tu.va.sa., quale forza organizzata, che sollecitava ad intervenire perché il danno che la Valle subiva era grande per l’agricoltura, gli animali e soprattutto per le persone.
Nel frusiiinate c’erano molti volenterosi e poche energie in campo. Nascevano associazioni, ma partecipazione popolare quasi nulla. Solo Roccasecca ha fatto sentire una robusta voce di massa. Poche forze, che tuttavia documentando, informando e denunciando all'informazione hanno anche ottenuto qualche risultato, penso come l’insistenza ha prodotto perfino una richiesta di pronunciamento del Parlamento italiano (che deve ancora avvenire, però). Ma,  se oggi l’area inquinata è perimetrata in un Sito di Interesse Nazionale non possiamo dire che sia anche il risultato di ampie mobilitazioni di noi ciociari.
La pietra angolare per chi si batteva a tutela dell’ambiente era Re.tu.va.sa ed oggi essa è impegnata in questo coordinamento.

L’appello alla mobilitazione del 13 aprile contiene anche considerazioni che chi scrive condivide ed è, grazie ad esse, convinto di partecipare, chiedendo a molti di fare la stessa cosa in quella data. Si perché come dice la convocazione «L’avvio di una vera rottura col passato non è certo cosa semplice … per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto… abbiamo misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali. Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.» Come non condividere queste impegnative affermazioni? Si, il 13 aprile bisogna esserci.

Queste parole della convocazione configurano anche un ruolo nuovo delle associazioni che acquistano ben maggiore peso e responsabilità. Già oggi, con la crisi dei partiti di massa, sono proliferate tante aggregazioni, nella ricerca di nuove sedi in cui affrontare i problemi e gli assilli sociali, non solo luoghi in cui convergono hobby e passioni culturali e artistiche, ma ambiti necessari per definire obiettivi, modi di essere e di organizzarsi per raggiungere i risultati voluti. Non sono mancate, tuttavia e non mancano, sole sigle senza aderenti e prive di reali contenuti. Questi casi non ci interessano.

Spesso le associazioni appaiono essere legate all’impegno di un solo animatore o promotore, oggi dovrebbero pensare a darsi qualche nuovo carattere di identità in cui al primo posto ci siano le idee ispirartici e le vocazioni che spingono cittadine e cittadini a ritrovarsi per riflettere ed agire dopo essersi ritrovati nelle decisioni prese.
La credibilità è un connotato da perseguire con il massimo impegno, oggi è diventato un bene prezioso, può nascere e affermarsi solo se l’operato di chi si organizza associandosi è trasparente nella vita interna, nel modo di decidere e nella coerenza dei comportamenti. Come ci si associa, chi si associa, chi si iscrive, c’è un codice di comportamento, come ci si autofinanzia, si rendono pubblici i bilanci, si hanno organi dirigenti, come avviene la selezione per entrare a farne parte? Insomma, è necessario dotarsi di statuti pubblici e trasparenti. Nessuno si infastidisca per queste richieste perché chi assume la responsabilità di battersi per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo” deve sapere che deve conquistarsi la fiducia di chi vorrà ritrovarsi in lui.
Altrimenti, si possono avere anche le più straordinarie conoscenze, ma si diventa solo lobby. Soltanto lobby per pochi che perpetuano sé stessi e alla lunga neppure eventuali risultati raggiunti faranno premio nella considerazione pubblica.

 

 

 

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