Menu
A+ A A-

5 Dicembre “Giornata Mondiale del Suolo”

  • Scritto da  Giuseppe Sarracino

girnatamondialesuolo 350di Giuseppe Sarracino* - “Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla”, questa frase di Papa Francesco, tratta dalla lettera enciclica LAUDATO SI’, potrebbe essere il tema principale della “Giornata Mondiale Del Suolo” che si celebrerà il 5 dicembre.
Abbattiamo alberi a una velocità superiore a quella indispensabile a farne crescere altri, liberiamo più anidrite carbonica di quella che la natura riesce ad assorbire, impermeabilizziamo interi territori e l’erosione del suolo supera la formazione di nuovo terreno. Tutto ciò sta riducendo le capacità naturali della Terra, mettendo a dura prova la stessa la sicurezza alimentare del pianeta. In Europa il suolo non è ancora riconosciuto come bene comune e nel nostro paese i dati sul suo consumo sono drammatici.

Il VI Censimento dell’agricoltura 2010, ha rilevano come le politiche di pianificazione e di programmazione seguite da decenni, hanno prodotto una forte perdita di suolo e di superficie agricola, i cui effetti negativi hanno avuto una ricaduta sul paesaggio, sull’ambiente e stanno determinando un calo preoccupante della produzione agricola. Il numero delle aziende agricole è diminuito del 32 per cento rispetto al 2000 mentre la S.A.U. del 2,5 per cento.
Da oltre trenta anni in Italia assistiamo al susseguirsi di tale diminuzione, infatti, tra il 1971 e il 2010 il calo di superficie agricola utilizzata (S.A.U.) ha interessato cinque milioni di ettari, pari al territorio occupato dalla Lombardia, dalla Liguria e dall’Emilia Romagna. Le cause di ciò sono da attribuirsi maggiormente a due fenomeni: il continuo abbandono dei terreni, e l’impermeabilizzazione del suolo. Quest’ultimo fenomeno ogni giorno interessa 100 ettari di suolo, provocando danni irreversibili proprio ai terreni migliori, in altre parole quelli delle aree pianeggianti.

Dal 1970 la S.A.U. è diminuita del 28% interessando soprattutto le superfici coltivate a seminativi (-26%) e prati permanenti (-34), vale a dire i prodotti di base dell’alimentazione degli italiani quali: pane, pasta, riso, carne, verdure, latte e tutto questo è avvenuto mentre si registra un aumento della popolazione. Se si esamina l’insieme dei beni colturali quali: fibre tessili, biocarburanti, si evidenziano come il nostro paese consumi più di quanto, il proprio suolo agricolo è in grado di produrre. Ciò è dovuto al forte “deficit di suolo agricolo” infatti, l’Italia, è il terzo Paese nell’Unione per deficit di suolo agricolo e il quinto nel mondo.
In altri termini abbiamo appena 12 milioni di ettari di suolo agricolo a fronte di 61 milioni di ettari di suolo necessari per coprire i consumi della popolazione in termini di cibo, fibre tessili e biocarburanti. Quali sono quindi le conseguenze di un cosi alto deficit di suolo?
La dipendenza alimentare dell’Italia potrebbe divenire una variabile delle dinamiche economiche, demografiche, sociali e geopolitiche dei paesi produttori di risorse alimentari che nel medio lungo-periodo potrà accrescere il rischio di scarsità alimentare. Da una stima fatta dell’European Commission nel 2011, è stato calcolato che nel 2050, la domanda dei prodotti agricoli su scala mondiale crescerà del 70% mettendo sottopressione i sistemi ambientali agro-alimentare.

La continua perdita di terreno agricolo condurrà con certezza, il nostro Paese a dipendere sempre di più dall’estero per l’approvvigionamento alimentare.
Dal 1950 a oggi la popolazione è cresciuta del 28%, mentre la cementificazione del 166%, che in termini di superficie vuol dire aver coperto, un territorio grande quanto la Calabria. In quindici anni dal 1995 al 2009, i comuni hanno rilasciato complessivamente permessi per costruire 3,8 milioni di metri cubi, un’urbanizzazione che in molte realtà italiane ha significato cementificare l’intera città.

Possiamo ancora permetterci di non difendere i nostri suoli, e in modo particolare quelli più produttivi, dai processi di cementificazione che da anni avvengono su tutto il territorio nazionale? La cementificazione o impermeabilizzazione dei suoli, non è altro che il risultato delle più scellerate politiche di pianificazione del territorio fatte da anni in Italia e denota un forte limite culturale attribuendo all’ambiente e all’agricoltura uno scarso valore, economico, sociale, ambientale.
Benché la scala dei problemi da affrontare sia a livello planetario, occorra che ogni paese faccia la sua parte. Da noi da oltre 500 giorni giace al Senato un disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e sulla valorizzazione delle aree agricole sarebbe auspicabile che il futuro Parlamento approvasse, come uno dei primi provvedimenti, tale legge.

Nel rapporto dell’USDA (United States Department of Agriculture), Walter Lowdermilk ha proposto un undicesimo comandamento ”Custodisci la terra sacra come un fedele contadino, conservando le sue risorse e la sua produttività di generazioni in generazioni. Preserva i campi dall’erosione del suolo, le acque dal prosciugamento, e le foreste dalla devastazione. Se fallirai in qualcuno di questi impegni, i campi diventeranno depositi di pietra e cumuli di rifiuti e i tuoi figli vivranno in povertà e moriranno per le offese alla Terra”. In questi semplici concetti, espressi con linguaggio biblico, è racchiuso quello che chiamiamo sviluppo sostenibile!

*Giuseppe Sarracino, Agronomo Paesaggista

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici