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I danni dell'inquinamento atmosferico

  • Scritto da  Arturo Gnesi

inquinamento atmosferico 350 260 minDott. Arturo Gnesi - Relazione Gnesi sul rischio ambientale

Lo scopo di questa sintesi è il tentativo di formulare un giudizio veritiero, attuale e scientifico sui possibili danni che l'inalazione di cattivi odori provoca sulla salute dei cittadini. La scienza non è un dogma e la discussione su questi argomenti non può essere vincolata da pregiudizi o peggio ancora dall'ignoranza. La preoccupazione per la sorte del territorio non può essere scambiata per populismo e il ragionamento sul futuro della nostra terra non può essere visto come una banale strumentalizzazione per fini elettorali. La scienza ci può aiutare solo se siamo uomini e sindaci liberi. Liberi dalle logiche del potere e liberi dagli affari. Già i dati a disposizione sono pochi, spesso frammentari e non adeguatamente verificati con studi mirati di biotecnologie, di genetica o di immunoistochimica. Dobbiamo avvalerci di ricerche epidemiologiche che hanno tuttavia il merito di precisare alcuni concetti che nessuna decisione politica o strategia aziendale può ignorare.

Lo stesso Antonio Giordano, oncologo napoletano, direttore dell'Istituto Sbarro di Filadelfia, che ha pubblicato sulla rivista "Cancer biology and therapy", uno studio epidemiologico su cancro e rifiuti ha sottolineato che la "rete di sorveglianza sanitaria" si basa sulla compilazione di apposite schede da parte di medici di medicina generale, un compito non sempre ottemperato con zelo. Inoltre la diagnosi di cancro viene accertata con i dati che confluiscono all'istituto superiore di sanità attraverso i registri di tumori accreditati, tuttavia non ancora operativi in tutte le regioni. Lo stesso autore su" Journal of experimental clinical cancer research" ha mostrato che esaminando le schede di dimissioni ospedaliere in Campania è emerso che tra il 2002 e 2005 il numero dei tumori della mammella nella fascia di età tra i 25 e 44 anni è stato sottostimato del 26.5 per cento.

Il progetto SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento) ha stabilito che la contaminazione ambientale causa con certezza o elevata probabilità un danno alla salute. Questi dati sono ormai basilari anche per l'organizzazione mondiale della sanità che coinvolge esperti in varie discipline per approfondire le conoscenze sui siti ad "alto rischio di crisi ambientale". Anche le discariche e gli inceneritori oltre che gli impianti siderurgici e petrolchimici, l'industria chimica, le miniere, i porti, sono state sottoposte all'analisi tra i fattori di rischio e la mortalità dei residenti attorno si siti e nel 2010 è stato pubblicato il primo rapporto. Se aumenta l'inquinamento aumentano i tumori anche tenendo conto della eterogeneità dei fattori di rischio, dei tempi di esposizione, della natura multifattoriale di tante patologiei del contesto socio-economico.

 

Oltre allo studio SENTIERI nel 2010 è stato effettuato il progetto SESPIR (sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento rifiuti) che ha interessato anche il Lazio e gli impianti di Colfelice e di Roccasecca. Lo studio oltre ad evidenziare un aumento di patologie tumorali nella popolazione che vive nelle zone circostanti fa una proiezione su una situazione virtuale al 2040 che prevede una riduzione del 10% dei rifiuti prodotti, una raccolta differenziata/compostaggio al 70% e un divieto di conferire in discarica un rifiuto indifferenziato tal quale. In quest'ultimo caso la popolazione esposta alle particelle inquinanti diminuirebbe sia intorno alle discariche che agli inceneritori mentre rimarrebbe invariato la situazione attorno agli impianti di t.m.b. Comunque sarebbe rilevante il beneficio per la popolazione che vedrebbe una drastica riduzione dell'incidenza di tumori e patologie cardiovascolari e respiratorie.

Per il Lazio, in modo particolare è stato realizzato il rapporto ERAS (epidemiologia, rifiuti, ambiente, salute) che ha valutato le emissioni in aria degli impianti e il loro effetto sulla popolazione esposta. Sono state considerate oltre 242 mila residenti entro un raggio di 5 chilometri dall'impianto per il periodo 1996-2008 prendendo come riferimento l'idrogeno solforato per le discariche, le polvere fini (pm 10) per i termovalorizzatori e un inquinante generico per i t.m.b. "Tra gli uomini residenti in zone a più alte concentrazioni di idrogeno solforato risultano livelli di ospedalizzazioni più elevati per malattie del sistema respiratorio (+ 26%) e tumore della vescica (+59%) rispetto a coloro che risiedono in aree a basso impatto potenziale. Tra le donne più esposte si sono osservati livelli di ospedalizzazioni più elevati per asma (+ 62%) e malattie del sistema urinario (+ 27,%)." Pag 12 rapporto Eras pubblicato aprile 2013.

 

Ma la situazione reale non è così rosea e rassicurante e molta confusione viene fatta attorno alle emissioni olfattive che a prescindere da qualsiasi altra considerazione che viene riportata successivamente comunque svalutano i beni immobiliari, favoriscono l'abbandono dei luoghi e abbassano gli investimenti locali impoverendo di fatto i paesi interessati. La valutazione delle molestie olfattive non è di facile soluzione ma l'APAT (agenzia di protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) in collaborazione con il politecnico di Milano e l'università di Brescia ha condotto uno studio in materia di odori per stabilire i valori limite delle emissioni e attuare norme tecniche per la misurazione oggettiva. Le emissioni inquinanti possono contenere sostanze cancerogene, teratogene e mutagene che dovrebbero essere contenute dai biofiltri.

Ma chi di noi può escludere che attorno all'area dell'impianto di Colfelice o alla discarica di Roccasecca non vengano respirati sostanze, quali l'idrogeno solforato, il solfuro di carbonio, il dimetilsolfuro, il metilmercaptano, l'etilmercaptano, l'isopropilmercaptano, il butilmercaptano, l'acido acetico, il propionico, il butirrico, il valerico, l'esanoico, la metilammina, la dimetilammina, la trimetillamina, l'ammoniaca, la formaldeide, l'acelaldeide, l'acroleina,la butirraldeide, solo per fare alcuni esempi. E l'obbligo di adottare misure adeguate per contenere polveri ed odori sec dlgs 22/97 art 27 e 28 è rispettato? L'odore è misurato in unità odorimetriche secondo la normativa europea prima EN 13725 e forse ci saranno ulteriori norme di olfattometria dinamica, ma chi di noi è stato informato?

In Germania la normativa prevede dei limiti di immissione degli odori che per non risultare molesti in una zona residenziale non devono superare il 10% della durata della giornata. Da noi questo limite a quanto viene elevato? L'odore non è una ricezione passiva del nostro organismo, ma una stimolazione di recettori neuro-sensoriali che trasmettono l'impulso al sistema nervoso centrale e da qui trasmesse al talamo, all'ipotalamo, al mesencefalo, al ponte e al midollo spinale. L'organismo si difende adattandosi allo stimolo periferico dell'odore, riducendo il fastidio, ma non dimentichiamo che Valori Limite di Soglia (TLV) a volte sono al disotto della soglia olfattiva .lp Rappresentiamo l'ultimo baluardo della democrazia, attorno a noi ci sono giochi di potere,ricatti,compromessi e soprattutto le lobby finanziarie che badano solo ai propri interessi. Di chi dobbiamo fidarci? Questa terra è stata vittima dei traffici illeciti e dello smaltimento illegale di rifiuti tossici ma le dichiarazioni rilasciate alla commissione parlamentare nel 1997 sono rimaste secretate per almeno 15 anni. Se guardiamo a quello che accade ai giorni nostri basta leggere le inchieste di Pino Ciociola sul quotidiano "Avvenire" per capire che ancora c'è gente che lucra avvelenando l'ambiente e causando danni alla popolazione.

Se consideriamo le vicende che ci riguardano da vicino, leggiamo che il presidente del c.d.a. della MAD nel maggio scorso (tg24 info news 8/5/17) "ha escluso qualsiasi fenomeno di inquinamento delle matrici ambientali che possa essere stato causato dalla discarica" Inoltre, nello stesso comunicato, si fa riferimento ad un procedimento penale in corso a carico del proprietario della MADI danni derlll'inquinamento atmosferico. Andando a leggere i resoconti della cronaca si viene a conoscenza che era sotto processo per avere tentato di comprare un perito incaricato dal tribunale di Gela di effettuare una perizia sul petrolchimico della stessa città per valutarne le conseguenze dell'inquinamento. Il professionista in questione, Massimo Colonna, aveva registrato il colloquio e poi si era rivolto alla magistratura. Abbiamo a disposizione tanti dubbi e poche certezze e proprio per questo motivo dobbiamo pretendere informazioni chiare e decisioni responsabili a difesa del territorio e della popolazione, ma soprattutto del futuro che noi ci siamo impegnati di consegnare salubre e integro alle nuove generazioni. Contro chi si ostina a sostenere che la puzza, non è tossica noi rispondiamo che di certo non è un diritto e né dev'essere una condanna per il nostro territorio. Dobbiamo pretendere ed ottenere informazioni corrette e strategie precise perché il nostro compito è prima di tutto tutelare la salute dei cittadini e difendere la natura.

Per concludere faccio riferimento alle finalità del parco naturale "Monti Ausoni e lago di Fondi" che ha acquisito un'area a poche centinaia di metri dall'impianto che con una strategia di lungo periodo dovrebbe agire per "la tutela degli elementi di naturalità, dell'integrità fisica e dell'identità culturale del territorio". Chiedo se tutto questo è conforme alle risorse e alle strategie intraprese dalla stessa Regione Lazio.

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