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Una politica green è anche una politica per il lavoro

  • Scritto da  Umberto Zimarri

consiglio lazio 350 260Lettera aperta di Umberto Zimarri a Nicola Zingaretti Presidente della giunta Regionale del Lazio.

«Gentile Governatore Zingaretti,
sono un ragazzo di 29 anni che vive nel Lazio, la sua Regione. Abito in Provincia di Frosinone, in un piccolo paesino, San Giovanni Incarico nel quale sono Consigliere Comunale, ed adoro la mia terra: questa provincia per storia, territori e paesaggi è un gioiello. C’è tanto da valorizzare, c’è tanto da far conoscere, ma non mi dilungo oltre, sono convinto che certamente conoscerà questi luoghi e converrà su questo punto.

Ieri, ho letto con particolare interesse le proposte che ha lanciato sul tema green: sei grandi azioni per la svolta verde. Azioni certamente interessanti, utili ed importanti. Allo stesso modo, però mi sento di ricordarle che dalle nostre parti stanno emergendo con maggiore forza, giorno dopo giorno, problemi in cui le istituzioni balbettano, per essere ottimisti, latitano, in alcuni casi, e sono corresponsabili in altre.

Mi permetta di farle un esempio: nell’ottica di una svolta green le sembra sostenibile aver concesso, pochi mesi fa, per l’ennesima volta un ulteriore ampliamento della Discarica di Roccasecca. Una discarica nata provvisoria all’ inizio del millennio e che ora si sta sviluppando addirittura in verticale, nonostante, per esempio, il parere contrario del Mibact, oltre alla ferma opposizione dei Comuni e dei comitati ambientalisti. Come saprà certamente più di me, le direttive europee impongono di portare meno quantità possibile di rifiuti in discarica, ma in questa storia la risposta è sempre stata: non ci sono alternative. Magari redigere un nuovo piano regionale dei rifiuti sarebbe necessario e doveroso. Perché fino a quando questo non accadrà, noi saremo destinati a sopperire alle mancanze di altri. Non è evidentemente green, oltre che essere politicamente negligente, non costruire gli impianti moderni ed efficienti, di cui la Capitale avrebbe bisogno e continuare a sostenere un ciclo dei rifiuti novecentesco ed inquinante nelle Province. Tornando alla vicenda della Discarica, in seguito, può trovare l’interrogazione parlamentare presentata dal nostro gruppo nella passata legislatura: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/11328&ramo=CAMERA&leg=17. Magari da Segretario del PD, potrebbe anche chiedere al suo partito e ai membri di quel Governo perché nessuno si è mai degnato di risponderci.

Sicuramente, inoltre, immagino sarà già a conoscenza del fatto che qualcuno in quella zona ha letteralmente spostato il Fiume Melfa. Spostato un Fiume. Al momento che io sappia non ci sono state reazioni da parte dall’Ente Regionale a tal proposito.

Le ricordo, infine, che ad un centinaio di metri di distanza, c’è anche un impianto di TMB che anno dopo anno accoglie sempre più rifiuti della Capitale. Ecco, immagini le condizioni in cui sono costrette a vivere famiglie con bambini piccoli, con questo caldo. Non si contano neanche più le chiamate per avvisare le forze dell’ordine a causa della puzza che pervade ed entra in queste case. In tutta franchezza non le sembra ingiusto e inaccettabile?
Non posso evitare di farle notare neanche i problemi della zona nord. C’è una nota del circolo di Legambiente di Anagni, firmata anche dal Presidente Nazionale, Stefano Ciafani, che vorrei sottoporle. La Regione da Lei Presieduta, in data, 27 luglio 2017, ha concesso alla Marangoni l’autorizzazione alla rimessa in esercizio dell’inceneritore. La Regione Lazio- dichiara Legambiente- ha fatto riferimento ad una valutazione d’impatto ambientale del 2000, non tenendo conto degli eventi che si sono succeduti negli anni e che hanno pesantemente aggravato le criticità ambientali. Non le sembra un controsenso avallare un inceneritore in un sito d’interesse nazionale?

Purtroppo, neanche il sud di questa provincia è esente da problemi seri e purtroppo le istituzioni sono assenti nella risoluzione. In una zona tra Cassino e Sant’Elia Fiume Rapido, Nocione, dopo anni ed anni di denunce da parte degli ambientalisti locali, sono state rinvenuti rifiuti interrati che qualcuno ieri ha provato ad incendiare. Ma non è finita qui, ahinoi, perché in quella zona, in un’area sotto-sequestro è presente, da oltre 10 anni, in un capannone abbandonato coperto in Eternit un accumulo di rifiuti. Una relazione dei Vigili del Fuoco, sostiene che in caso di incendio si possa creare un’emergenza sanitaria ed ambientale che durerà per anni ed anni. Una vera bomba ecologica.

Queste sono solo alcune delle tristi vicende di cui siamo ammalati, mi auguro che in altre zone del Lazio e d’Italia vada meglio, sa sono tendenzialmente ottimista, ma nel caso così non fosse, invito cittadini e associazioni a segnalarle prontamente.

Insomma, Governatore Zingaretti, chi scrive vuole costruire un futuro in cui siano garantite la tutela del territorio ed il diritto alla salute. Abbiamo il dovere di dare un futuro ai bambini ed ai ragazzi di oggi e di domani. Non vorrà farci, per caso, pensare che i rifiuti nelle Province rappresentano il prezzo che deve pagare la sua Giunta Regionale ai Cinque Stelle visto che tengono in piedi l’Anatra Zoppa?

Nella massima sincerità sarei contento e felice se ci fosse una vera, concreta, sincera svolta green su questi temi. La salvaguardia ambientale viene certamente prima delle logiche partitiche. Però se si vuol costruire qualcosa di realmente verde, o si vuol dimostrare un cambiamento, non possiamo che partire dalle fondamenta ed è proprio dalla coerenza delle scelte sui territori che si misura il reale cambiamento politico. Altrimenti il green è un tocco di colore in quadro a tinte fosche, un accessorio cool e non la sfida necessaria. Una moda del momento e non un investimento per il futuro.
Umberto Zimarri.»

 

 

 

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