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Non esiste una terra di confine, siamo tutti vittime o carnefici

Luca Traini 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Facciamo che le parti si invertano e che il colore della pelle del terrorista di Macerata, che ha cercato di attentare alla vita di giovanissime donne e uomini immigrati, sia invertito. Ecco che il commento di un padre di Macerata, a un post sui social network, suonerebbe così familiare “il folle attentatore è stato catturato, possiamo tornare a circolare con i nostri bambini senza correre rischi”.

Sì, perché siamo tutti a correre rischi in questo clima di odio e violenza sul quale la politica soffia. Sono le persone disabili, omosessuali, transessuali, ma siamo tutti noi, perché la stupidità si accanisce sulla diversità e per puro caso o per la nostra stessa natura siamo tutti potenzialmente vittime.

L’unica nota stonata di questo ammonimento, è l’aggettivo affibbiato a Luca Traini, “folle” appunto. Perché se Luca Traini è un folle, folle è la politica che lo difende, folle è la gente che lo giustifica, con frasi accomodanti o spudoratamente razziste.
Folle è dimenticare che le donne e gli uomini che hanno rischiato la vita in questo attentato hanno un nome, una storia da dimenticare e una tutta da sperare.
Si chiamano Jennifer Odion, Mahamadou Toure, Wilson Kofi, Festus Omagbon, Gideon Azek, Omar Fadera). Jennifer colpita alla spalla e al seno, con i suoi 25 anni tutti da vivere, è stata salvata dal fidanzato.
Omar, 23 anni, aveva scampato le torture del suo Paese, la Libia, e Festus Omagbon, stava studiando da carrellista, un suo piccolo sogno, che ha rischiato di essere interrotto da un proiettile alla spalla.

Sappiamo tutto dell’attentatore ma nessun organo di stampa, format televisivo ecc. ci ha detto qualcosa sulle vittime, le vere protagoniste di tanta efferatezza.
E anche così rimaniamo sulla superficie delle loro storie, alla ferma condanna di certi episodi, dovremmo accompagnare una determinata educazione all’accoglienza, che trae massima ispirazione dallo studio della storia, quella universale, e quella personale delle donne e degli uomini.

La frase di Fontana di qualche giorno fa “la razza bianca rischia l’estinzione per colpa degli immigrati” è una semplificazione razzista verbale e concettuale che avrebbe dovuto essere un buon argomento per mettere fuori legge i partiti neofascisti e cominciare a indagare sull'incitamento all'odio razziale. La nostra Costituzione e il nostro ordinamento giuridico offrono ogni strumento per farlo, non dobbiamo inventarci niente.
Invitare Salvini o la Meloni a parlare all’indomani dell’attentato in una trasmissione che fa opinionismo politico, è fomentare certi atteggiamenti e caldeggiarli visto che il loro afflato di solidarietà verso Luca Traini è stato molto esplicito.
Voglio terminare con le parole della madre di Pamela Mastropietro, uccisa da un nigeriano, ora in carcere.
L’episodio che avrebbe “giustificato” la rabbia dell’attentatore marchigiano e il suo gesto “folle”.

“Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio”.
La destra può permettersi di semplificare e minimizzare con i suoi “ma” che fanno sempre da corollario alla condanna, la destra estrema e xenofoba può placidamente solidarizzare, ma la sinistra, se condanna il razzismo, senza se e senza ma, sta strumentalizzando la vicenda.

«Esiste una politica di accoglienza sana, e il 4 marzo ognuno di noi andrà alle urne sapendo come votare. Noi siamo per la non violenza assoluta e non vogliamo essere strumentalizzati.» (Alessandra, madre di Pamela Mastropietro).
Anche unoetre.it aderisce alla marcia pacifista, manifestazione nazionale contro razzismo e fascismo, a Macerata il 10 febbraio perché non esiste una terra di confine, siamo tutti vittime o carnefici.

 
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