Menu
A+ A A-
Promozioni Google AdSense

Il Child Mariage: tanti reati in uno

child marriage 350 mindi Fiorenza Taricone - Il Child Mariage riunisce in sé una molteplicità di reati, essendo un crimine contro il genere, ma anche contro l’umanità; le conseguenze che comporta infatti, psicologiche, affettive e fisiche, oltre a ledere le potenzialità che ogni donna contiene in sé, con una lesione individuale dei propri diritti, hanno l’effetto allargato di privare anche la collettività umana, immiserendo complessivamente il quadro della condizione femminile nel mondo.

La IV Conferenza Mondiale delle Donne di Pechino nel 1995, che aveva chiuso il ciclo delle Conferenze Internazionali inaugurate dall’ONU nel 1975, in pieno femminismo, aveva ribadito nel suo Programma d’Azione e nella Piattaforma, al differenza fra un vecchio concetto di salute e uno moderno. La salute non era più solo assenza di malattia, ma stato di benessere e possibilità di godere dei diritti fondamentali per raggiungerlo. Siamo molto lontani francamente da questo, per tanta parte della popolazione femminile; il mondo maschile sembra non avere ancora ben capito la ricchezza che si disperde non mettendo le donne in grado di operare degnamente e sembra avere anche molta paura ancora ad accettare la condivisione del potere fra i due sessi; a Pechino, il discorso d’apertura era stato di Hillary Clinton, equilibrato, moderno, futuribile, ma tanti anni dopo, il destino politico le si è rivelato avverso. Tutto, ma proprio tutto, sembrano voler dire gli elettori contrari, tranne una donna.

La lotta per l’abolizione del child mariage può sconfinare per di più in uno scontro religioso perché molti dei paesi in cui è praticato appartengono a religioni con le quali lo scontro sulla condizione femminile è già aperto, o altre, come l’India, che per gli occidentali rappresenta già uno sforzo di comprensione. La divisione della società in caste, l’estrema povertà per alcuni combinata con il culto di animali in Occidente cibo comune, gli ultimi violentissimi femminicidi, certo non rendono del tutto agevole il dialogo interculturale. Spesso si è ritorta contro l’emancipazionismo e il femminismo occidentali l’accusa neanche tanto velata di colonizzazione culturale.

Marta Nussbaum, filosofa politica di formazione aristotelica, impegnata per anni nella preparazione dei Rapporti sullo sviluppo umano, delle Nazioni Unite, sostenitrice di un liberalismo neo-aristotelico, secondo cui ogni concezione dei diritti, della libertà, della dignità umana deve fare i conti con le condizioni di bisogno degli esseri umani, ha affermato in tanti suoi scritti che non ci può essere una differenza globale tra valori occidentali e valori orientali. Un femminismo internazionale incisivo dovrà elaborare strumenti culturali, al di sopra delle diverse culture, nazionalità, religione, razza e classe. Per Marta Nussbaum sono tre gli ostacoli che si frappongono a criteri universali: il primo è legato alla cultura. Molte norme, fondate sul sacrificio femminile, sulla modestia, sull’obbedienza, hanno definito, e lo fanno tuttora, la vita delle donne. Non si dovrebbe presumere che le norme siano a priori negative per le donne stesse. Non bisogna precludere a nessuna di fare una vita tradizionale, che deve avere però alla base opportunità economiche e politiche ben chiare. Difendere la tradizione non vuol dire esonerare dal chiedere alle donne stesse la loro opinione trasmessa in genere da voci e interpreti maschili. Inoltre, le culture sono dinamiche e il cambiamento è un elemento comune a tutte anche a quelle che sembrano immobili, in genere identificate con quelle non occidentali. Neanche il relativismo culturale, cioè l’idea che i criteri normativi devono provenire dall’interno della società alla quale vengono applicati, può essere sufficiente, poiché le idee hanno sempre viaggiato e sono prese in prestito se occorre. Il marxismo nato in paesi occidentali, ha determinato comportamenti umani da un capo all’altro del mondo. Il cristianesimo, nato da una setta dissidente dell’ebraismo, ha invaso il globo. Oggi un grande diffusore è internet, che pubblicizza idee di femminismo e di democrazia.

Il secondo argomento che la Nussbaum esamina è quello derivato dal bene della diversità. Ogni sistema culturale ha una sua caratteristica e una sua bellezza e non si può pensare che un sistema unico di valori possa essere un arricchimento. Semmai, nell’interesse del mantenimento delle diversità, dovremo sviluppare una serie di criteri con cui misurare le consuetudini, scegliendo quali siano da preservare e quali no.
Infine, l’argomento paternalistico. Quando si parla di norme universali come criteri validi per tutto il mondo, si mostra poco rispetto per la libertà d’azione delle persone, e per il loro ruolo di cittadini democratici. Molti sistemi di valori sono evidentemente paternalistici cioè trattano le donne in modo diseguale davanti alla legge privandole dei diritti civili e politici, dei diritti di proprietà, delle libertà di associazione e d’impiego, considerandole prerogative degli uomini. La libertà non è quindi avere solo dei diritti formali, ma la costruzione delle condizioni per esercitarli. Questo implica a sua volta la disponibilità di risorse materiali e istituzionali e l’accettazione sociale delle richieste femminili. L’argomento paternalistico indica quindi che si dovrà preferire un’interpretazione normativa che consenta ai cittadini piena libertà di perseguire i loro valori, entro i limiti stabiliti dalla protezione dell’uguale valore della libertà degli altri.

Marta Nussbaum, che evidenzia nei suoi scritti i limiti degli approcci convenzionali per misurare la qualità della vita essenzialmente basati sulla misurazione del prodotto nazionale lordo pro- capite, sostiene invece l’approccio delle capacità, di cui è stato pioniere l’economista Amartya Sen. Per primo, ha introdotto la nozione di capacità negli studi economici sullo sviluppo in economia. Secondo Marta Nussbaum, alcune funzioni sono essenziali per la vita umana, nel senso che la loro presenza o assenza è contrassegno caratteristico della presenza o assenza della vita umana. In secondo luogo, esiste un modo di assolvere queste funzioni, specificamente umano e non assimilabile a quello animale. In polemica con il relativismo culturale, esistono capacità in grado di riscuotere un consenso condiviso, anche da persone che hanno concezioni della vita e valori molti diversi.

Un elenco delle capacità funzionali umane fondamentali che per la filosofa è sempre aperto, ma che attualmente si compone di: Vita: avere la possibilità di vivere fino alla fine una vita umana di normale durata, di non morire prematuramente e prima che la vita sia stata limitata in modo tale da essere indegna di essere vissuta. Salute fisica: Poter godere di buona salute, compresa una sana riproduzione, poter essere nutriti, avere una abitazione adeguata. Integrità fisica. Essere in grado di muoversi liberamente da un luogo all’altro, di considerare inviolabili i confini del proprio corpo, cioè essere protetti contro le aggressioni, compresa quella sessuale, l’abuso sessuale infantile, e la violenza domestica, avere la possibilità di godere del piacere sessuale e di scelta in campo riproduttivo. Sensi immaginazione e pensiero. Poter usare i propri sensi in modo veramente umano, cioè con una istruzione comprendente alfabetizzazione, matematica, e opere auto espressive, con la possibilità di usare la propria mente in modo protetto dalla garanzia della libertà di espressione rispetto ad ogni tipo di discorso, politico, letterario, artistico, religioso, cercando il significato ultimo dell’esperienza a modo proprio. Poter fare esperienze piacevoli ed evitare dolori inutili. Sentimenti. Poter provare affetto per cose e persone,oltre noi stessi, amare coloro che ci amano e che si curano di noi, soffrire per la loro assenza; in generale, amare, soffrire, provare desiderio, gratitudine, e ira giustificata. Non vedere il proprio sviluppo emotivo distrutto da ansie e paure eccessive o eventi traumatici di abuso e abbandono. Ragion pratica.

Essere in grado di formarsi una concezione di ciò che è bene e impegnarsi in una riflessione critica su come programmare la propria vita, Ciò comporta la protezione della libertà di coscienza. Appartenenza. Poter vivere con gli altri e per gli altri, impegnandosi in varie forme di interazione sociale. Essere in gradi di capire la condizione altrui e provarne compassione. Essere capace di giustizia e di amicizia. Proteggere questa capacità significa proteggere istituzioni che alimentano queste forme di appartenenza e la libertà di parola e di associazione politica. Avere le basi sociali per il rispetto di sé e per non essere umiliati; poter essere trattato come persona dignitosa il cui valore eguaglia quello altrui. Ciò implica la protezione contro la discriminazione in base a razza, sesso, tendenza sessuale, religione, casta, etnicità, origine nazionale. Sul luogo di lavoro, essere occupato come un essere umano, esercitando la ragion pratica, con un rapporto di mutuo riconoscimento verso gli altri lavoratori. Altre specie. Essere in grado di vivere in relazione con gli animali, le piante e con il mondo della natura, provando per esso interesse e cura. Gioco. Poter ridere, giocare e godere di attività ricreative. Controllo del proprio ambiente. E’ sia politico che materiale. Per il primo, partecipare in modo efficace alle scelte politiche che governano la vita, godere del diritto di partecipazione politica, delle garanzie di libertà di parola e associazione. Materiale aver diritto al possesso di terra e beni mobili, non solo formalmente, ma in termini di concrete opportunità; godere di diritti di proprietà in modo uguale agli altri; avere il diritto di cercare lavoro sulla stessa base degli altri; esser garantiti da perquisizioni o arresti non autorizzati.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici