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Dall’ameno al brutto

  • Scritto da  Salvatore D’Incertopadre

Parco letterario dOmero 350 260 mindi Salvatore D’Incertopadre - Se desiderate fare una passeggiata in un luogo ameno, nel bel mezzo di una natura incontaminata, in una zona di grande rilevanza naturalistica, vi suggerisco di visitare il Parco di Omero. Il parco sorge a Fogliano, all’interno del Parco Nazionale del Circeo. I Romani realizzarono notevoli opere di bonifica e introdussero importanti opere di drenaggio, trasformando quest’area in un centro di raccolta e di pesca e costruendo piscine, edifici e canali per sfruttare la ricchezza del vicino lago di Fogliano. In tempi più recenti il restauro degli edifici storici del borgo di Fogliano regala nuovi scenari ai visitatori. Nel periodo estivo il Parco offre la possibilità di partecipare a numerose iniziative, dalle semplici passeggiate al chiaro di luna a interessanti rappresentazioni teatrali. Ma l’attrazione maggiore la offre il lago di Fogliano. Il bacino è il più grande tra i laghi costieri dell’area pontina e si estende su una superficie di circa 4 km² all’interno del Borgo di Villa Fogliano. Dal 1978 fa parte del territorio del Parco Nazionale del Circeo ed è classificato zona umida di importanza internazionale. Inoltre, essendo una zona molto ricca dal punto di vista faunistico, è particolarmente indicato per l’osservazione degli uccelli. Sulle sue sponde è possibile visitare il complesso di edifici storici della famiglia Caetani e il piccolo Borgo di Fogliano che ha dato il nome al lago, dove si possono ammirare, oltre al giardino botanico, la Chiesetta di S. Andrea, la Villa signorile, la Casina Inglese e ciò che resta del villaggio dei pescatori.

Purtroppo con l’arrivo della bella stagione i cittadini di Latina preferiscono una passeggiata al Lido di Latina allo scenario naturale e rassicurante del lago di Fogliano. Il Lido di Latina dista dal capoluogo circa sette chilometri e si estende, in direzione sud-nord, da Capo Portiere a Foce Verde. Percorrendo la strada che fiancheggia il mare, s’incrociano villini su palafitte costruiti direttamente sulla spiaggia, in un luogo che dovrebbe essere demaniale; palazzi in uno stile che spesso con il mare non ha nulla a che fare; pochi alberghi dall’aspetto non sempre rassicurante; ristoranti rabberciati situati tra il ciglio della strada e la spiaggia; esercizi commerciali in spazi di fortuna. Insomma, un luogo a poca distanza da un’area stupenda dal punto di vista paesaggistico, che l’incuria e lo sfruttamento del territorio hanno imbruttito. Una visione orribile. Tutto iniziò negli anni ’60 quando, non essendo il tema ambientale all’ordine del giorno, i latinensi, che proprio in quegli anni assaporavano il benessere derivante dal boom economico, iniziarono a pensare alla seconda casa al mare, facendo così la fortuna di molti imprenditori edili. Non ci sono tracce di programmazione, da parte dell’allora amministrazione comunale, per uno sviluppo organico e ordinato di quell’area. Tutto fu lasciato all’avidità dei costruttori che edificarono case anche sulla spiaggia. Ancora oggi non si è riusciti a dare un ordine, un’immagine decorosa, a quell’area. Poche idee, tutte affondate nel cemento.
E se per un attimo immaginassimo che non ci fosse più il mare? Quel luogo sarebbe anonimo, simile a uno dei tanti paesini dell’area dell’Agro Aversano.

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