Menu
A+ A A-

Sono 'precari" i posti di lavoro aumentati nel 2017

precari minDonato Galeone* - La positività dell'aumento occupazionale nel computo dei rapporti di lavoro tra assunzioni e cessazioni pari a + 729.000 contratti in essere al terzo trimestre 2017 coinvolge - prevalentemente - i lavoratori a chiamata (contratto intermmittente) dovuto, essenzialmente, all'abrogazione del lavoro accessorio (voucher) che è cresciuto del +77,99% e ha assicurato poco più di 10 giornate retribuite al mese.

L'altro aumento delle assuzioni a contratto in somministrazione (ex contratto interinale modificato dal Jobs Act) è stato del +23,8%, con forte accelerazione a partire dal primo trimestre (+22,5%) e ha assicurato 20,6 giornate retribuite, considerato che per i lavoratori in sommistrazione la tipologia di quel rapporto di lavoro può essere a tempo pieno o part-time e la giornata lavorativa - sappiamo - viene conteggiata a prescindere dal regime di orario (INPS: osservatorio sul precariato gennaio-ottobre pubblicato il 22-27 dicembre 2017).

La espansione del lavoro definito solo formalmente “flessibile” presenta il suo vero volto e viene così descritto dal sociologo e psicologo del lavoro Silvano Del Longo: la parola “precario” deriva da “prece”(preghiera) e spesso, quel tipo di lavoro, si ottiene con preghiera o per grazia ricevuta e non per diritto.
Poichè - aggiunge il sociologo con inusitata ironia - il lavoro precario va aumentando la festa del lavoro - il primo maggio - sarà celebrata dai prossimi anni con la metà di lavoratori e l'altra metà - improbabilmente - il 29 febbraio avrà già festeggiato la gioranata e pregato San Precario, quale protettore dei lavori precari!!!.

Quanto abbiamo rilevato nelle ultime settimane sui dati occupazionali, con la nozione etimologica della parola precario e con la ironica doppia festa del lavoro improbabile, questi aumenti di “posti di lavoro precari” - a fine anno 2017 - erano conosciuti sia dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sia da Papa Francesco che nel giorno di Natale ha risottolienato - urbe et orbi - tanto ai credenti quanto ai non credenti della terra - il già criticato “modello di sviluppo ormai superato che continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale”.

E nel messaggio agli italiani, il Presidente Mattarella - nell'indicare le “principali difficoltà e le speranze della vita di ogni giorno” - ha collocato al primo posto “il lavoro innanzitutto” ed ha ribadito che se “l'occupazione è tornata a crescere il lavoro manca, ancora, sia ai troppi giovani che nel Mezzogiorno, ed ha anche osservato che “le disuguaglianze rendono più fragile l'economia tanto per il lavoro che manca quanto per la società che sono al centro di un grande processo di cambiamento mediante la innovazione - che è una sfida - e riguarda tutti”.

A fine giugno 2017 - ancora Papa Francesco - ricevendo in udienza i delegati del XXVIII Congresso nazionale della Cisl aveva sottolineato che “il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perchè ha dimenticato la natura sociale dell'economia e dell'impresa. Questi è uno dei peccati più grossi. Economia di mercato:no. Diciamo economia sociale di mercato, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II: economia sociale di mercato”.

Era stata ed è una sottolineataura - forte - del Papa in risposta al saluto rivoltogli dal Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan, che aveva osservato e detto - il come la Cisl non si rassegnerà e che continuerà a battersi per contrastare - “una globalizzazione inumana, senza regole ed una finanza ingorda, che ci hanno consegnato più disugualglianze sociali, più povertà, più disoccupazione, senso di solitudine e frustrazione, soprattutto di tanti giovani emarginati, senza lavoro stabile ed a volte anche sfruttati da un consumismo che non riconosce l'importanza ed il ruolo unificante del lavoro nella società”.
Queste positività che ho voluto richiamare nello scenario, pur minimale, delle quantità e qualità sia in posti di lavoro che in crescita della produzione italiana - consapevoli della veloce quarta rivoluzione tecnologica nel mondo economico globalizzato e per noi aggravata dalle politiche suicide europee dell'austerità - dovrebbe allertare - giorno dopo giorno - la nostra attenzione al nuovo mondo produttivo che cambia in ogni luoghi di lavoro e sui livelli di produttività che risulteranno più alti della crescita per gli effetti della innovazione tecnica e informatica in evoluzione mondiale e dell'adeguato impegno professionale dei lavoratori.

Questi investimenti innovativi, nei loro massimi utilizzi aziendali di processo produttivo e di prodotto per il mercato non solo interno ed europeo - sappiamo - che tagliano posti di lavoro e “riducono l'occupazione a parità di orario di lavoro” mentre la stessa “deindustrializazzione del comparto manifatturiero e dell'indotto - prevalente nel nostro paese e anche nel basso Lazio - tenderà sempre più a ridursi come già avvenuto negli ultimi trenta anni in molte aree industriali ( riduzione di oltre il 15% Nicola Cacace nel nuovo libro “cambiare marcia per creare lavoro”).

Io penso che non sia sufficiente solo ascoltare ma dovremmo ogni giorno operare e rispondere al messaggio del nostro Presidente della Repubblica con la partecipazione “alla nuova sfida che riguarda tutti”.

Mi permetto di interpretare l'appello presidenziale, essenzialmente, nella direzione consapevole dei “gruppi sociali intermedi” - organizzazioni politiche e sindacali - per contrastare uniti la “globalizzazione inumana senza regole” orientata a consolidare il primato finanziario della cosiddetta nuova economia tecnologicamente avanzata che, marciando verso gerarchie di ricchezze sia nella loro gestione locale che multinazionale, tendono prima a ridurre e poi a condizionare, fino e con il rischio di sottrarre ogni decisione politica assunta ai vari livellì istituzionali di società democratiche.

E dovrebbe essere questo - a mio avviso - il punto centrale del confronto politico e sindacale sia nelle comunità e borgate popolari - promossi da associazioni culturali, partiti e sindacati dei lavoratori - per sufficientemente capire e divulgare “tanti” noi piccoli esseri umani di questo nostro pianeta terra a non rassegnarci di essere “oggetti” rispetto ai “pochi” grandi “soggetti” che gestiscono oltre l'80% delle risorse del mondo (esemplare i licenziamenti comunicati non solo alla Ideal Standard di Roccasecca propagandata da società multinazionale lungo l'Autostrada Napoli-Roma).
Non rassegnarci mai alla esclusione e al sottrarci il condividere decisioni di sviluppo per un benessere diffuso mediante il controllo democratico delle nostre società in cui viviamo.
Perchè, sappiano, che non è neutrale la economia di mercato senza regole, da contrastare, rispetto alla econonomia sociale di mercato auspicata da Papa Francesco.
Massima attenzione, quindi, per le scelte politiche concrete non urlate e unitario impegno in quello sindacale nel 2018.
Non è non sarà con le sole e tante parole superare l'avviato cosiddetto “turbocapitalismo economico finanzario” di mercato che, peraltro, pensando di detenere il controllo anche dell'informazione (stampa e televiusione) potrà soddisfare più i “comitati di affari”. Gruppo di affari “privilegiati” di quel miliardo ricco distribuito con le delocalizzazioni produttive, prevalentemente, tra Europa, Stati Uniti, Canadà, Sud Africa e Australia che potrebbero ghettizzare la maggioranza di moltidudine umana “misera e depressa” privata del pieno diritto al lavoro o ridotta a convivere la disoccupazione indennizzata di sopravvivenza nella “precarietà” o nella esclusione dal lavoro produttivo.

*ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale della CISL Lazio

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici