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Chiude l'Ideal Standard: altri 500 senza lavoro

  • Scritto da  Stefano Di Scanno

IdealStandard chiusadi Stefano Di Scanno - «Cessa l'attività all'Ideal standard di Roccasecca. La decisione è stata comunicata dai vertici societari della multinazionale alle segreterie nazionali dei sindacati, ai quali, è stato annunciato che saranno avviate tutte le procedure per arrivare alla chiusura del sito industriale. Un colpo mortale all'economia del territorio che coinvolge, tra dipendenti diret­ti e quelli dell'indotto, circa 500 famiglie»: la pesantissima notizia è stata diffusa ieri sera dai segretari generali di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uilcem Uil Valente, Valeriani, Chiarlitti e Piscitelli.

Le organizzazioni dei lavoratori annunciano battaglia contro una decisione inspiegabile: «Le nostre preoccupazioni – spiegano i rappresentanti sindacali – e­spresse nei mesi scorsi per la mancata presentazione del piano industriale, erano purtroppo fondate. Si tratta di un provvedimento assurdo perché il sito di Roccasecca produceva ricchezza anche grazie ai sacrifici fatti dai lavoratori che hanno rinunciato a parte dello stipendio per garantire la produzione. La fabbrica di Roccasecca ha sempre lavorato bene sfornando prodotti di qualità e le commesse non sono mai mancate, tutto ciò ci lascia attoniti». C’è preoccupazione dunque per il futuro delle famiglie e per l’ordine pubblico visto che la scelta della società ha messo in subbuglio i lavoratori: «Faremo tutto quanto nelle nostre possibilità – sottolineano i segretari generali – affinché la multinazionale riveda la sua decisione. Sarebbe l’en- nesimo colpo mortale per l’intero territorio che ha già subito quello inferto dalla FCA qualche settimana fa. La nostra sarà una battaglia in tutte le sedi a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie».

La risposta dei lavoratori

L’ordine partito ieri sera nello stabilimento tra le maestranze è stato quello di mettere in sicurezza gli impianti del ciclo continuo e di bloccare le uscite dei prodotti e di qualsiasi altra cosa. Una riunione urgente in fabbrica è stata utile per pianificare dalla giornata odierna l’avvio di una grande battaglia contro la chiusura col coinvolgimento dei media. L’incontro dai toni drammatici, alla presenza dei sindacati di categoria, del primo cittadino di Roccasecca, Giuseppe Sacco, si è protratta per ore.

Le reazioni

La decisione ha letteralmente gelato centinaia di famiglie del territorio ma ha anche sorpreso e scosso la politica.
«Mai in come questo momento le istituzioni devono fare la loro parte - ha incitato il primo cittadino roccaseccano -. E’ impensabile che dall’oggi al domani chiuda uno stabilimento di quella dimensione e soprattutto di quel valore in termini di qualità che ne fanno il fiore all’occhiello del nostro comparto industriale».
«Invito tutta la cittadinanza, anche quella dei comuni limitrofi, nonché tutte le classi sociali e le rappresentanze imprenditoriali e le associazioni dei commercianti - ha aggiunto Sacco - a partecipare alla manifestazione che è stata indetta per venerdì mattina alla dieci davanti lo stabilimento».
Per Carlo Maria D’Aessandro , sindaco di Cassino, è stato «un fulmine a ciel sereno. Un problema grosso al pari dei 532 interinali della Fiat che diventeranno 800 subito dopo le feste di Natale. La verità è che i sindaci hanno poche armi a disposizione per fronteggiare crisi indusriali di questa portata. Se non veniamo messi nelle condizoni di agire dal Governo centrale è impossibile essere propositivi sul territorio. Qui c’è Fiat col suo indotto, ci sono aziende di proprietà di multinazionali come appunto Ideal Standard e tutte queste realtà hanno bisogno di un piano complessivo che prenda di petto una situazione ormai critica. Quello di Roccasecca è un disastro annunciato e ne pagano le conseguenze i sindaci perché sono il terminale a cui queste persone si rivolgo giustamente e immediatamente».
«Esprimo la vicinanza umana e istituzionale ai tanti lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca che nella giornata di oggi hanno ricevuto la più triste delle notizie: la chiusura dello stabilimento in cui lavorano - ha commentato il primo cittadino di Pontecorvo -. In questo stabilimento ci sono decine di concittadini di Pontecorvo ai quali il Comune non farà mancare la vicinanza e l'impegno istituzionale affinché questa giornata sia solo un brutto ricordo. Insieme ad altri sindaci del territorio e alle organizzazioni sindacali sia­mo pronti a qualsiasi forma di azione per tutelare il posto di lavoro dei tanti padri di famiglia che per anni hanno investito il loro futuro all'interno della Ideal Standard di Roccasecca».
«Assistiamo all’apertura di un’ulteriore ferita per il tessuto produttivo del nostro territorio - ha commentato il senatore del Pd, Francesco Scalia - interesserò immediatmente il minestro dello Sviluppo Economico affinché attivi immediatamente un tavolo per la gestione di questa crisi industriale».
«Ripeto una cosa detta per Fca - scandisce Luca Frusone, deputato del Movimento 5 Stelle - il nostro territorio non può basare la propria economia sulla manifattura a basso contenuto tecnologico. Lo stesso sito di Fca se non ci fossero altri investimenti tra 10 anni sarebbe del tutto superato. Bisognerebbe, qundi, ripensare il lavoro fondandolo sulla ricerca e sull’innovazione. Il fatto è che il governo centrale avrebbe dovuto da tempo adottare un parametro diverso spingendo l’industria verso l’eccellenza assoluta con alti livelli tecnologici. Cosa che attualmente non è. Siamo fermi ad una produzione non certamente avanzata e poco alla volta siamo diventati i “cinesi” d’Europa quanto a stipendi della manodopera. Ma pian piano ci saranno altri Pesi con lavoratori a costi inferiori. per questo le misure di sostegno e gli interventi di cassa integrazione servono a tamponare una situazione la cui tendenza si può invertire solo con un serio ripensamento».
«Da parte mia - ha concluso Frusone - va la totale solidarietà ai lavoratori. Parlerò anche con le altre forze politiche per decidere il da farsi. Anche e soprattutto perché la situazione è talmente drammatica dall’indurre tutti a superare le posizioni politiche per individuare le soluzioni».
Uscito per un attimo a tarda sera dalla riunione con i lavoratori, Enzo Valente, segretario provinciale dell’Ugl e da sempre in pri­ma linea nelle vertenze Ideal Standard (a Roccasecca come in altre parti d’Italia), riferisce dei dettagli dell’annuncio dei vertici aziendali: «Mentre Fca ha comunicato via sms il mancato rinnovo del contratto ai 532 lavoratori in somministrazione, nel nostro caso Ideal Standard ha usato un giro di telefonate alle 15 sui cellulari dei quattro segretari nazionali di categoria - spiega -. Siamo di fronte alla dimostrazione plastica di come alle lobby internazionali non interessino minimamente né i lavoratori, né le parti sociali, né i cittadini e tanto meno il Governo centrale. In un altro Paese, penso ad esempio ai confinanti transalpini, una cosa del genere non sarebbe accaduta. Telefonata oggi alle 15, col segretario anzionale.

L’azienda domani (oggi per chi legge - nda) aprirà le procedure di cessazione attività; decorreranno quindi 75 giorni di tempo prima dell’apertura della mobilità».

Lavoratori in assemblea permanente

Nello stabilimento di Roccasecca si ritroveranno questa mattina tutti i lavoratori che inizieranno un’assemblea permanente che, nella giornata di venerdì, si trasformerà in sciopero di 8 ore per ciascun turno con manifestazione davanti ai cancelli dalle ore 10. Il tutto in attesa di una convocazione al Mise per l’apertura del tavolo di crisi. Speranze di ribaltare la situazione ridotte ai minimi termini, rabbia per la decisione inattesa da mol­ti davvero tanta. Un sito storico chiude ed il colpo per il territorio è davvero devastante.

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