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Pietro Grasso con i lavoratori Ideal Standard

  • Scritto da  Romana Compagnone

Grasso IdealStandard 350 2601 mindi Romana Compagnone - Le ultime immagini prima dl risalire sull'auto blu per la prossima tappa della campagna elettorale di "Liberi e Uguali", ritraggono il Presidente dei Senato, Pietro Grasso mentre dà il cinque ad un bimbo, figlio di un lavoratore Ideal Standard.
Un minuto prima, mentre dà una pacca sulla spalla alI'operaio Antonio Spiridigliozzi, che con le lacrime agli occhi l'ha esortato a non abbandonarlo.
«Ci sarò, sarò con te, non fare così, sarò al Mise» - gli ha detto.
Poi scortato dai suoi è risalito in macchina, il piazzale a poco a poco si svuotato e davanti lo stabilimento sono rimasti i soliti volti noti. Lunedì, si riaffollerà di nuovo: nel presidio arriverà Roberta Lombardi del MSS che, con molta probabilità, così come hanno fatto tutti quelli che in questo periodo sono passati di lì, darà il suo pieno sostengo alla causa.
Insomma se l'impegno assunto da ognuno di quelli che sono arrivati e arriveranno a Roccasecca contasse una minima percentuale sulla possibilità di sventare la chiusura dello stabilimento, allora i lavoratori sarebbero senz'altro salvi.
Purtroppo, pare non sia così. Se non è valso il patto tra multinazionali e sindacati che prevedeva il proseguimento della produzione almeno fino al 2020, non fanno star tranquilli le "strette di mano" e neanche le pacche sulla spalla.
Gli operai lo sanno, «ben vengano tutti», ma alla fine rimangono gli occhi pieni di lacrime di Antonio che là ci lavora da 24 anni e che, ripartito il Presidente e dopo aver avuto rassicurazioni ha detto: «Non cì credo, qua non ci salva nessuno. Sono disperato».
E' stato uno dei pochi a reagire così. Per il resto la visita del presidente Grasso ha portato una venata di ottimismo. Tanto ha fatto la sua disponibilità. Non si è mai tirato indietro da chi voleva abbraccialo, da chi voleva stringergli la mano e da chi voleva solo uno scatto con lui.
E' arrivato puntuale. Alle 12 esatte era già ai microfoni delle televisioni locali é nazionali. Ad accoglierlo un centinaio di operai sui 300 che lavorano nello stabilimento, i segretari provinciali delle sigle sindacali, i sindaci del territorio, molti cittadini e tutto i referenti locali della suo cartello. Per l'occasione è arrivato l'onorevole Stefano Fassina e l'ormai presentissimo Massimo Cervellini.
Si è lasciato intervistare e poi è salito sul palchetto allestito davanti la fabbrica dove a fare gli onori di casa è stato Sandro Chiarlitti (Cgil). A lui l'onore e l'onore di riassumere con la solita grinta che lo contraddistingue la situazione che stanno vivendo gli operai. Più di ogni cosa il suo intervento si è concentrato sulla volontà e la determinazione a non mollare ma soprattutto sulla necessità che il Governo sia al fianco dei lavoratori.
«Ci aspettiamo tantissimo — ha detto - non si può parlare attraverso qualche tweet (riferendosi al ministro Calenda che ha risposto ad un operaio ndr). Idela Standard 5 gennaio 18 - Pietro Grasso
Vogliamo che si faccia sentire la voce del Governo, che il Governo ci sia contro questo tsunami che devasta le persone e le famiglie. Crediamo che il 12 il Governo si debba far sentire in maniera importante».
Poi la parola è passata all'unica lavoratrice donna dello stabilimento e a Donato Grimaldi, lavoratore che seppur sulla via della pensione non manca mai di combattere la sua battaglia per quella che - lo ha ripetuto anche ieri - è la sua famiglia. Al sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco invece il compito di richiamare l'attenzione sulla necessità di rimettere mano ad una legge che permette alle multinazionali di andare via dall'Italia senza che nes-suno possa fermarle. (Un punto chiave ndr)
Pochi e brevi interventi hanno preceduto l'atteso discorso di Grasso. Perché ascoltare le parole del presidente del Senato da vivo per i lavoratori e per tutti non accade tutti i giorni. Ha preso la parola, ha ringraziato per l'affettuosa accoglienza e poi, così come previsto, ha dato tutta la sua disponibilità ad essere al fianco dei lavoratori anche al Mise il 12 gennaio.

«Sono qua per darvi solidarietà, non una solidarietà vuota, ma fattiva che consisterà nel prendere contatti con il ministro Calenda e nell'essere presente con voi il 12 gennaio. Faremo di tutto perché possiate conservare i vostri posti di lavoro e le vostre famiglie possano continuare a vivere in una situazione dignitosa. Vi hanno chiesto sacrifici, vi siete addirittura tolti parte del vostro salario per consentire a quest'azienda di produrre di più e meglio e queste cose non possono passare sotto silenzio. Sono stati pagati premi di produzione alle vostre didrigenze e per il lavoro che siete riuscifi a fare e, quindi. non msi puó delocalizzare portando altrove questo tesoro che siete riusciti a creare. A questo punto veramente noi faremo di tutto, dobbiamo cercare di evitare che voi siate un esempio di come non si debba assolutamente affrontare il problema con le minacce di licenziamento».

E quindi anche l'impegno, o meglio la necessità dì mettere in conditioni le multinazionali di non poter andare via da un momento all'altro: «Intanto - ha detto - le multìnazionali che speculano sui Lavoratoti non devono più farla franca. Non é passibile che vengano a speculare sui satiritici del lavoratori e portino altrove i profitti per sanare situazioni di dissesto crerate dalla loro cattiva amministrazione.
Questo non può essere più consentito nel nostro paese: dobbiamo pensare a risolvere questi problemi in maniera radicale attraverso sanzioni serie nei confornti di ditte che, appunto, crecano di sfruttare il nostro Paese, i nostri luoghi, le nostre fabbriche e i nostri lavoratori. E quindi siamo con voi, a difesa dei posti di lavoro e di tutti quei giovani che in queata provincia non riescono a trovarlo».
«So - ha continuato - che c'è il 50 per cento di disoccupazione giovanile in questa provincia, un tasso così alto è inammissibile».
Un intervento impeccabile e accorato che i presenti hanno accolto con favore, apprezzando, lo hanno riferito in molti la semplicità e la disponibilità di una persona che ricopre una carica istituzionale tanto importante come quella di Presidente del Sentato. Pietro Grasso e i rappresengtanti di Liberi e Uguali
Questa la reazione dei più alla quale ha fatto da contraltare quella di chi non ha potuto far finta dì non aver sentito: «Dovete portare avanti la vostra bandiera - ha detto durante l'intervento - e noi dobbiamo cercare soluzioni su tutto il territorio, su tutta la provincia di Frosinone. So che ci sono altre situazioni del genere: Fca ha chiuso e lo sappiamo bene e sappiamo bene quante altre aziende sono in queste condizioni».

Che l'Fca non abbia chiuso in questo territorio è nelle conoscenze di tutti e il timore che Grasso conosca poco la realtà della provincia ma abbia invece studiato la vicenda Ideal per l'occasione, non è stato di pochi.
Questo l'unico neo di una visita impeccabile. Finito l'intervento Grasso, accompagnato dai sindaci e dalle Rsu e dal parroco di Roccasecca, ha fatto un giro nello stabilimento dove ha potuto constatare con mano il lavoro quotidiano che svolgono gli operai della ceramica. Al ritorno sul piazzale ha dispensato sorrisi e saluti a tutti. Si è lasciato fotografare dinanzi agli striscioni simbolo della lotta degli operai. Poi è andato via con la promessa fatta ad Antonio: quella di esserci.
Insomma Grasso ha portato una ventata di ottimismo, così come lo hanno fatto Zingaretti, Cervellini, Civati e come lo faranno quelli che verranno. Tutti hanno stretto una sorta di patto con i lavoratori, ora c'è solo da rispettarlo.
«I patti vanno mantenuti» — ha detto Grasso in pima battuta riferendosi alla società.
Il sostegno c'è. Se questo porterà risultati è da vederlo, in caso contrario potrebbe sempre esserci il piano b.

 
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