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9 maggio 2017: un grande successo dei disoccupato ciociari

  • Scritto da  Romeo Caruso

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260di Romeo Caruso – Oggi, 9 maggio 2018, ricorre un anno dallo straordinario risultato ottenuto da Vertenza Frusinate presso la sede del ministero del lavoro di via Fornovo a Roma , frutto della volontà , del coraggio , di alcuni irriducibili che non si sono arresi allo scetticismo di coloro che ritenevano che ormai non ci fosse più speranza per prolungare un reddito che stava per esaurirsi e precipitare migliaia di persone nel baratro dell’incertezza esistenziale , nell’incapacità di programmare un futuro, l’angoscia del ripercuotersi sui propri famigliari del fallimento di coloro che istituzionalmente avrebbero almeno tentato di evitarlo .

Si dice che “la fortuna aiuta gli audaci “ e audaci lo siamo stati veramente, molti ci dicevano che ormai le mobilità erano ormai strumenti non più attuali , ormai sostituite dalle Naspi, per cui quelle a termine non sarebbero state rinnovate , ma noi avevamo studiato dal punto di vista giuridico , avevamo fatto i conti in tasca alla regione , ma soprattutto eravamo determinati sul piano ideologico a dimostrare che si parla di politiche attive a sproposito , infatti queste sono attive se il primo tassello e il reddito che loro in maniera dispregiativa definiscono passive , infatti facemmo riferimento ai sistemi di welfare più evoluti, specialmente quelli del nord Europa che prevedono infatti come primo provvedimento per chi perde il lavoro un reddito di sostegno, poi una formazione ed infine un graduale reinserimento nel mondo del lavoro. Proprio per questo i sistemi per la ricerca del lavoro e il numero di operatori addetti alla ricerca, sono in questi paesi imponenti , infatti quest’ultimi, si strutturano per una rapida ricerca di lavoro onde evitare eccessivi costi per il sostentamento di coloro che lo perdono, i loro centri per l’impiego sono rapidi ed efficienti, mentre in Italia costano ben 600 milioni di euro ogni anno, producendo risultati assolutamente trascurabili tanto che molti cascano nella logica del “meglio chiuderli”, ma a favore di chi?, dei centri interinali privati? Luoghi dove come in altri settori del privato l’assegnamento di lavoro segue in alcuni casi logiche poco chiare e che comunque anch’esse hanno un costo per lo stato per i premi che assegnano per ogni contratto di lavoro. Non sarebbe meglio ristrutturare quei centri e attrezzarli come avviene nei paesi virtuosi? Romeo Caruso

Ma torniamo a quel giorno , a quel 09/05/2017 , qualche settimana prima era avvenuto che alcuni parlamentari avevano preso la decisione più importante del loro impegno politico sul territorio , avevano preso atto che le istituzioni avevano fallito e si erano messi a disposizione di Vertenza introducendoci in quei luoghi dove di solito operano “gli addetti “ .

Mai in Italia era successa una cosa simile, la politica che si mette a disposizione di semplici cittadini e lascia principalmente a loro la trattativa, il primo incontro con la sottosegretaria Biondelli per convincerla ad organizzare una riunione con tutte le parti in causa si conclude positivamente, prendiamo coraggio e arriviamo a quel fatidico giorno. Ci ritroviamo con largo anticipo di fronte al ministero, ci accompagna il vice presidente della provincia, (Amata ) testimone oculare insieme al nostro preziosissimo ex responsabile dell’ufficio personale ex-Vdc (Bonomo) arriva anche la senatrice (Spilabotte) sempre ben disposta nei nostri confronti , consapevole di un evento straordinario. Parliamo poco tra noi, ma i nostri sguardi che si incrociano e la tensione che trasmettono valgono più di mille parole.

E’ arrivata l’ora, entriamo, ci sediamo a ridosso di un lunghissimo tavolo, come quelli che avevamo visto solo in televisione, c’è anche la responsabile della regione Lazio e il suo staf, i direttori dei vari comparti (Lavoro, del Fed ovvero responsabile dei fondi europei, e Anpal (responsabile delle politiche attive ).
Inizia il confronto , siamo in tre( Gino , Tiziano ed io, Romeo ) anche se ci sostengono con la loro presenza gli altri colleghi di Vertenza, a rappresentare e difendere i diritti essenziali di almeno 683 famiglie, due ore di serrati confronti senza risparmio di colpi , ma alla fine la partita è vinta , anzi stravinta, i provvedimenti presi per la provincia di Frosinone nell’ambito del territorio in stato di crisi complessa, vengono estesi a tutte le aree (16) presenti in tali condizioni sul territorio nazionale, decine di milioni fermi preso le INPS di tutta Italia per vetuste norme giuridiche vengono avviate ad un iter di sblocco . In ogni regione vengono consegnate ai sindacati le trattative per determinare i decreti attuativi, trattative che precedentemente non immaginavano di poter effettuare, tutto questo da un gruppo di dilettanti che un noto giornalista locale ha così definito con sufficienza .

Come recita il motto “nessuno è profeta in patria“ al di là di taluni eccezioni, prima fra tutti “unoetre.it” di Ignazio Mazzoli, la vicenda non ha trovato la necessaria diffusione per creare quella aggregazione popolare necessaria , per indurre con vigore la politica che decide , a programmare un piano complessivo e articolato per un rilancio efficace delle politiche del lavoro .

Dopo l’anno 2017/2018, è stato concesso anche grazie al lavoro dei sindacati finalmente sul “pezzo“ un secondo anno , anche perché i promessi tirocini stentano a decollare , se taluni mass media locali smettessero di dedicare troppo tempo al gossip politico e abbracciassero con più vigore le campagne in atto, come quelle per la proposta di legge di iniziativa popolare per il reddito minimo in cui Vertenza recita un attivo e fondamentale ruolo , potremmo dare più speranze a questo martoriato territorio ed avviare un circolo virtuoso.

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