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Delusione e rabbia per l'incontro del 3 luglio

cartelli 4lug18 350 250 mindi Ignazio Mazzoli - I disoccupati di Vertenza Frusinate si sono dati appuntamento in Provincia come è diventata tradizione ormai. dal 2014, richiamati dal messaggio “VERTENZA FRUSINATE DISOCCUPATI UNITI COMUNICA CHE IL GIORNO 4 LUGLIO ORE 15 30 TERRA’ UN ASSEMBLEA NEL SALONE DELLA PROVINCIA … SI CHIEDE MASSIMA PARTECIPAZIONE CI AUGURIAMO CHE L’INCONTRO IN REGIONE IL 3 LUGLIO NON VENGA RINVIATO ANCORA …” postato sulla loro pagina FB dall’infaticabile Gino Rossi che scrive sempre in maiuscoletto.

Di che si tratta?

Il 28 febbraio scorso, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Parlamento nazionale, alla Regione Lazio, si firma, fra sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ug)l e Giunta Regionale (che sta per scadere), un accordo quadro che riguarda i disoccupati e prevede altri 12 mesi di mobilità per chi l’ha persa e per chi la perderà nel 2018, stabilisce lo svolgimento di tirocini per individuare nuove occasioni di lavoro, e si definisce che i lavoratori over '60 saranno accompagnati fino al pensionamento svolgendo lavori di utilità sociale sulla base della richiesta dei Comuni e altri enti locali a carico del bilancio regionale. Le parti decidono di rivedersi per definire le modalità operative di questa importante decisione. Era soprattutto una promessa elettorale? Vediamo i fatti.
Dal 28 febbraio siamo arrivati al 3 luglio mentre venivano convocate e sconvocate le riunioni del 19, 22, 26 e 29 giugno. La riunione del 3 luglio si è svolta, anche in assenza dell’assessore al lavoro Di Bernardino.

In questi mesi, fra molto altro, Regione e sindacati avrebbero dovuto sollecitare e incontrare Sindaci e imprenditori sia per il piano dei tirocini che per i lavori socialmente utili di cui i Comuni del Frusinate hanno particolarmente bisogno e che non possono affrontare per i magri bilanci di cui dispongono. Una macchina complessa da far partire, per ora ferma, irresponsabilmente e che sarebbe dovuta partire nell'autunno 2017.
Ci sono, ora, mobilità scadute a marzo e i loro titolari non percepiscono reddito da quella data. Il rinnovo, a causa di tutto questo irresponsabile ritardo, è fermo. L’ultima data per presentare la richiesta di rinnovo era il 30 maggio. Lontanissimo, per chi non sa con che cosa vivere. Le domande di chi ha titolo sono state tutte presentate. L’esperienza del 2017 ha dimostrato che la procedura che porta alla riscossione non è affatto rapida: infatti ci vuole una determina della Regione che va inviata al Ministero perché rilasci l’autorizzazione definitiva. Niente di tutto questo è stato fatto. Cambiano gli assessori, ma inerzie, negligenze ed inefficienza restano sempre le stesse.

Il danno che producono i ritardiGino Rossi

Qui preme sottolineare quanto sia dannoso quanto accade non solo per il ritardo che si accumula nella erogazione della mobilità, ma perchè si perde la pur minima speranza di nuova occupazione. Infatti, c'è un legame importante fra determine che autorizzano la mobilità e partecipazione ai tirocini, dal momento che senza le determine non si può firmale il patto di lavoro per l’accesso ai tirocini. Chiaro? L’ANPAL, l’azienda nazionale per le politiche attive del lavoro ha collaborato tantissimo lo scorso anno con i disoccupati per creare questo legame fra politiche di sopravvivenza e quelle di re-inclusione. Ce lo siamo già scordato?
Non solo ritardi, ma quasi sicuramente anche errori che si ripetono a distanza solo di un anno. Abbiamo letto che il Def ha rifinanziato CIGS (Cassa integrazione speciale). Ottima cosa, ma quelli che votano si ricordano che in questa provincia è inutilizzabile perché qui non esistono aziende che la utilizza. Lo scorso anno fu necessario un emendamento (quello che porta il nome di Pilozzi). Quest'anno occorrerà ripeterlo o si sono ricordati di autorizzare insieme alla CIGS anche il rifinanziamento della mobilità? Su queste messe a punto che hanno già richiesto interventi bisogna rassicurare e correggere se già non è stato fatto.
Dalle voci raccolte ‘l’accordo raggiunto ieri in Regione sarebbe il classico topolino partorito dalla montagna. È vero che si tratta solo di un intervento per appena un terzo degli aventi diritto? Qualcuno risponda!
Il Decreto Di Maio per la Dignità fa ben sperare, recupero di diritti e certezze per ora negati. Ci auguriamo che diventino legge per tutti.
Queste misure sin qui descritte sono appena un sorso d’acqua per una piccola parte di senza lavoro, lo sanno bene gli animatori di Vertenza Frusinate. Eppure, ci vuole un estenuante lavoro di sollecitazione e di partecipazione altrimenti tutto sarebbe fermo. Enorme è il corpo di disoccupati in questa provincia. Siamo ancora al numero di 135.000? Cosa si è modificato? Creare condizioni per nuova occupazione larga e diffusa è il primo compito che le Istituzioni dovrebbero avere a cuore. I disoccupati del frusinate sono una forza indispensabile per uscire dal disagio sociale del frusinate.

La solidarietà non basta più

Molte donne e uomini da anni senza occupazione ci ripetono spesso “Non basta più la solidarietà”. Fino ad ora ci sono state solo le iniziative spontanee di chi non ha lavoro. Generose, ma chiaramente insufficienti, nonostante gli indubbi risultati strappati.
Tutti i senza lavoro giovani e vecchi sentono che oramai occorre un'iniziativa organizzata finalizzata, coordinata nazionalmente, di massa, attiva giorno per giorno, attenta a tutti i mutamenti e a tutte le esigenze. Qualcosa si muove. Il “decreto dignità” ieri sera ha superato l'esame del Consiglio dei ministri. Andrà letto con attenzione, sembra che vada nella direzione di ripristinare alcuni diritti del lavoro e dei lavoratori. Sarà "un primo passo in avanti"? Speriamo.
Se così sarà dovrebbe ripercuotersi sull’azione di tutte le istituzioni. Sperare, però, non basta.
Le attuali politiche economiche puntano a precarizzare tutto il mercato del lavoro. Questo richiede di attrezzarsi per fronteggiare e combattere disoccupazione e precarietà senza precedenti. Il primo pensiero va ai Sindacati che dovrebbero strutturarsi per questa terribile novità che va cronicizzandosi.
Non solo, anche le Istituzioni dovrebbero creare sedi e strumenti legislativi per fronteggiare questa emergenza.
Il ricordo degli anni più recenti produce tanti brutti pensieri. Disoccupati prima negati e poi minimizzati. Qui in provincia senza Vertenza Frusinate dal 2014, forse non si sarebbe arrivati ai primi timidi passi del 2016-2017. Nessun argine alla disoccupazione, rappresenta un vuoto senza precedenti del sindacalismo italiano. Qui in provincia, a parte un solo intervento della Cisl di Frosinone per estendere l'8ª salvaguardia agli ex Videocon, la conquista vera, come spesso ha ricordato Romeo Caruso, i disoccupati ciociari se la sono fatta da soli il 9 maggio 2017, quando ottennero, al Ministero del Lavoro, un accordo utile a tutti i disoccupati delle Aree di crisi complessa in Italia. Ciociari alla ribalta.

Nuovo quadro politico e quale iniziativa sindacale?Disocccupati_4lug18disoccupati

Anche oggi, questa assemblea del 5 suona … non bene. Vengono invitati i dirigenti sindacali a quella del 4 luglio convocata dai disoccupati e senza motivazione essi ne indicono una per il giorno dopo, il 5. Perché questo gesto poco garbato. Anziché tentare di recuperare tempo che loro, con la Regione, hanno perso, che fanno? Si preoccupano di dividere chi si è organizzato? Ma così non si risolve il problema che si è creato: un deficit di fiducia. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato combattivo e il sindacato, tutto, ha bisogno di ogni lavoratore, con e senza lavoro.

Una domanda: ora come intendono regolarsi con questo governo giallo-verde (anzi giallo-nero)? Bisognerebbe che ci fosse tanta tanta iniziativa di massa.
Si può partire da un censimento serio dei disoccupati? Si può pensare ad una nuova fase di dialogo e di movimento che strutture, ad hoc create dal sindacato, abbiano intenzione di promuovere e guidare?
Sarebbe solo un’altra faccia della lotta per la piena occupazione. L’art 4 della Costituzione afferma: "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la proprio scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società." E’ troppo chiedere l’applicazione della Nostra Costituzione?
4 luglio ‘18

 

 

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