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Mobilità: modalità di pagamento non sono affatto chiare

VertFrusi 6set18 Provincia 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Il 6 settembre doveva essere il giorno delle risposte definitive per i disoccupati ciociari, è divenuto l'ennesimo incontro di proposte rimandate e non di soluzioni. Il tavolo tenutosi a Palazzo Iacobucci, sede dell'amministrazione provinciale di Frosinone, era stato sollecitato dalla stoica Vertenza Frusinate ed organizzato dal Presidente della Provincia Antonio Pompeo. L'invito a questa seduta comune di lavoro era stato esteso ad i rappresenti regionali oltre che parlamentari del territorio, con il chiaro scopo di redigere un emendamento completo e condiviso da presentare in Parlamento. Contenuti chiari: pagamenti degli arretrati e proroga della mobilità. La richiesta è stata accolta soltanto dai Senatori Massimo Ruspandini e Gianfranco Rufa, i quali a più riprese si sono resi disponibili a collaborare e a partecipare attivamente come conterranei. Grandi assenti i delegati provinciali nelle persone di Mauro Buschini e Sara Battisti in forze al PD, e dei deputati pentastellati Luca Frusone ed Enrica Segneri. Proprio sul contributo di quest'ultima si riversavano aspettative più concrete in quanto operante nella Commissione Lavoro alla Camera e dunque con margini di manovra su un tema tanto delicato. Schieramento sindacale al completo invece: spesso sedie vacanti negli incontri precedenti, CGIL, CISL, UIL e UGL non hanno potuto mancare la convocazione in questa occasione.

Una rappresentanza di lavoratori, con Gino Rossi in qualità di portavoce a testimoniare le esigenze di tutti i protestanti accorsi e non solo. Nessun colore politico a guidarli, nessuna intenzione polemica, solo necessità impellenti da risolvere.

Un intero dibattito che è ruotato attorno alla questione fondi: gli accordi precedentemente firmati con la Regione Lazio non potranno essere assolti per mancanza di mezzi finanziari, a disposizione solo 14 milioni di euro, del tutto insufficienti per i circa mille aventi diritto alla mobilità in deroga. I 60 milioni vincolati all'INPS ad oggi non sono stati sbloccati, nonostante sarebbero una copertura totale del fabbisogno economico.

Dati chiari, sottolineati dal segretario CISL Enrico Coppotelli. Quest'ultimo non ha mancato di specificare la mancata reindustrializzazione che doveva essere avviata nell'anno in corso e avrebbe trovato anche risposta nelle imprese locali e non. Elemento focale insieme al finanziamento di politiche attive, come precisato da Anselmo Briganti, per evitare i soliti contentini e puntare su un piano risolutivo. Forze sindacali che si sono manifestate pronte sul piano formale, meno su quello che dovrebbe caratterizzarle, la vicinanza ai lavoratori.

Un dialogo mozzato sul nascere infatti alle prime parole di malcontento, alla domanda specifica riguardante la questione delle "4 finestre". Ad oggi infatti, le modalità di pagamento non sono affatto chiare ai disoccupati, che vedranno autorizzata la mobilità per alcuni, nei totali 12 mesi, per altri a data da destinarsi. Una scelta fiscale che rischia di innescare una guerra fra poveri, di freddare un gruppo compatto e pronto a salvaguardare gli interessi di tutti, non solo dei primi 168 beneficiari. Su tale punto, il silenzio dei rappresentanti sindacali, quasi a mancata protezione degli interessi dei disoccupati. A loro il compito di sottoscrivere patti, non di verificarne l'adempimento di terzi. Un tavolo di lavoro conclusosi con un nulla di fatto se non un impegno dei presenti contenente i seguenti punti: pagamento mobilità degli anni precedenti, mobilità in deroga, politiche attive, manovre di reindustrializzazione e incontro con il sottosegretario al Lavoro Durigon.

Prossimo appuntamento a fine settembre, dunque un altro mese di incertezza, rabbia e dignità lesa. Un mese in cui centinaia di persone non conosceranno l'esito della loro vita e del loro futuro lavorativo, se mai dovesse essercene uno. Perché non è beneficenza che viene chiesta, anzi, piuttosto la possibilità di essere parte attiva di una società e non di specchiarsi in un mondo politico che cambia faccia e colori ma non si riflette ancora concretamente nei problemi comuni.

 

articolo pubblicato anche su L'Inchiesta del 7 settembre '18 a firma di Maria Gilulia Cretaro di UNOeTRE.it

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