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Bonifica Valle del Sacco, speranza di salubrità e di occupazione

inquinamento suolo 400 mindi Ignazio Mazzoli - Perché ancora una volta Vertenza Frusinate è costretta a convocare un’assemblea di disoccupati nel Salone della Provincia di Frosinone per il 26 marzo alle ore 15,30?
Perché non riescono a spiegarsi tutto il ritardo nella erogazione delle mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Nel bilancio dello Sato approvato a fine dicembre 2018 sono stanziati 117 milioni per l’anno 2019-20 destinati proprio a questa finalità. La Regione Lazio deve richiederne 35 di milioni sui 117 per assicurare le somme concordate prima l’8 febbraio e poi ancora l’8 dicembre del 2018, somma necessaria anche al recupero di 3 mesi non computati dal 9 marzo al 22 giugno 2019.

Ebbene non si hanno notizie né certe né approssimative. Non ce l’anno i disoccupati ma neppure gli addetti ai lavori, sindacati ed eletti del territorio: si moltiplicano perciò i post su Facebook per sapere «come mai ancora oggi non ci sono novità, la mobilità nell’area di Frosinone e Rieti e già scaduta da circa un mese, mentre 1600 famiglie attendono risposte sia per la sopravvivenza che per le famose e mai viste politiche attive per il lavoro».

Quindi 3 questioni richiedono risposte: - come sollecitare l’erogazione dei 117 milioni (per tutti gli interessati secondo l’Accordo Quadro 2019 /2020; - come assicurare alla Regione Lazio l’erogazione dei 35 milioni richiesti al Governo; - iniziare concretamente a impostare un piano operativo di Politiche attive per lavorare.

Il giorno 21 marzo, cioè ieri, l’assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Claudio Di Berardino, ha annunciato che «Per la città e la provincia di Rieti, nel biennio 2019-2020, sono disponibili almeno 15 milioni di euro per le politiche del lavoro e dell’occupazione». «Le risorse – ha spiegato - fanno parte di un ‘pacchetto lavoro’ da 180 milioni di euro per il Lazio, con una riserva del 20% (36 milioni?) per il reatino e il frusinate». (da Rietilife.com).

Buone notizie, quindi, da verificare nei fatti e nei tempi. Tempi che urgono. Perché un simile annuncio non è stato pronunciato anche in questa provincia che è quella che ha stimolato ed ha conquistato gli interventi, alla Regione e al Ministero, grazie a Vertenza Frusinate e, soprattutto perché è il territorio più martoriato dalla disoccupazione nella nostra Regione?

Secondo perché i disoccupati non possono conoscere puntualmente i tempi di erogazione delle somme che spettano loro? Il valore di questa informazione non va neppure spiegato, legato com’è alla sopravvivenza di singoli e delle loro famiglie.

 

Terzo. Vogliamo affrontare in qualche modo una prospettiva concreta di possibilità di lavoro?

Una soluzione oggi c'è e non è alternativa ad altre prospettive, ma certamente complementare ed importante perché è già qui, è sotto gli occhi di tutti ed è nell'accordo per la Bonifica della Valle del Sacco. A ricordarlo sono stati alcuni interventi svolti nell’incontro del 15 marzo a Ceccano, convocato da Samuel Battaglini. Purtroppo i più, presi dall’inseguire ricerche di lavori ipotetici o dalla propaganda, si è sorvolato su un’occasione concreta.

È vero, questa intesa sui 53 milioni, a tanto ammonta lo stanziamento attuale per il programma di bonifica, è arrivata in sordina e si è conclusa, diciamo, con imprevista rapidità, in totale assenza di una reale consultazione dei cittadini interessati e senza alcuna audizione dei Sindacati e dei Consigli comunali. Ma questo è un discorso da riprendere in altra occasione. Qui preme precisare che si tratta di 10 progetti da caratterizzare e far partire fra sei mesi, che (per il frusinate) sono diffusi da Paliano a Ceprano. “Responsabile Unico dell’Attuazione” (RUA) è la Regione Lazio in un comitato presieduto dal Ministero dell’Ambiente insieme solo a Ispra e Arpa, con la convocazione dei sindaci relegata ad una volta l'anno. Questo accodo di programma per la bonifica della Valle del Sacco come parziale intervento teso a tutelare la salubrità di una importante fetta di territorio provinciale, è anche un’occasione vera di lavoro in una terra depauperata di industrie e di occasioni di occupazione. È così che debbono vederla soprattutto le istituzioni locali ed i sindacati.

Perché il Presidente Antonio Pompeo e la Provincia non avviano al più presto una consultazione permanente di sindacati, imprese e associazioni, intanto per valutare e quantificare attentamente tutte le possibilità di occupazione e per definire una trasparente procedura di avvio al lavoro sia dei giovani inoccupati che degli over 40 che sono disoccupati? Ci vogliono numeri precisi e conosciuti di donne e uomini con braccia e gambe per fare la bonifica.
I Sindaci hanno ignorato le disponibilità previste dalla Regione Lazio, a suo totale carico, per i lavori di manutenzione urbana per fronteggiare la disoccupazione, forse in questa circostanza possono rendere un buon servizio alle loro comunità ed a quella dell’intera provincia se staranno più attenti verso questa opportunità.

La bonifica della Valle del Sacco non sarà solo racchiusa nel risanamento di alcune aeree di territorio, ma dovrà riguardare molte altre occasioni di lavoro legate al più grave e oneroso inquinamento del fiume e dei territori produttivi che bagna. Il Ministro Sergio Costa sembra sensibile a questi problemi. Tutto ciò rappresenta una occasione di rioccupazione, ma sarà tale solo se i cittadini con le loro associazioni ed i sindacati pretenderanno una gestione trasparente di tutti i passaggi per realizzare davvero la bonifica.

Certo occorrerà ridiscutere molti aspetti del programma, ogni cittadino ed ogni istituzione locale dovranno avere il diritto di conoscere ogni parola per arrivare alle decisioni che si prenderanno, ma intanto bisogna utilizzare al meglio questa circostanza anche se nata con una visione riduttiva, ma non necessariamente destinata a concludersi con le istituzioni locali in ostaggio di decisioni prese altrove fuori dalle assemblee elettive.

22 marzo ‘19

 

 

 

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