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Si inizia a parlare di Politiche Attive per il lavoro ai disoccupati

  • Scritto da  Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro

tavoloPompeo 400 minBettinelli-Cretaro - Il 10 Giugno è arrivato e con questa data il tavolo per le Politiche Attive per i disoccupati ciociari. Il tanto atteso appuntamento è stato anticipato da un fondamentale accordo di programma, stipulato in Regione il 5 Giugno, tra organizzazioni sindacali, unioni industriali e associazioni di categoria. Prima dell'incontro convocato dal Presidente Pompeo, le sigle sindacali hanno avuto modo di spiegare il contenuto del testo d'intesa davanti la platea dei disoccupati di Vertenza Frusinate.

Un incontro senza precedenti, per due ragioni, almeno: la prima è l’informazione diretta che i disoccupati hanno ricevuto dai sindacati firmatari dell’accordo, la seconda è l’avvio del dialogo per realizzare un tavolo operativo permanente sulle politiche attive per il lavoro.

Dopo le 13 ad Anselmo Briganti (CGIL) il compito di aprire, spiegando nel dettaglio il merito dell’accordo. “Il ritardo è stato dovuto alle lungaggini dei passaggi burocratici, per i rimpalli tra gli enti”. Chiaro, dall’intervento del segretario, come si sia superata la logica delle finestre, passando ad un trattamento basato sui dodici mesi, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019, organico ed uguale per tutti. Briganti continua parlando dei fondi: “I 25 mln stanziati non sono sufficienti, a causa delle casse integrazione straordinarie, che stanno dentro il pacchetto.
Per chiudere l’anno 2019 servono altri due milioni. Ci siamo dati appuntamento con la regione per verificare l’andamento di pensionamenti e reinserimenti lavorativi per la copertura totale. Qualora le verifiche, a settembre, non portino al risparmio, bisognerà far sì che il ministero aggiunga risorse per chiudere i 12 mesi. Il tavolo di oggi in provincia sarà propedeutico per quello che ci sarà in regione il 20 di questo mese. L’obiettivo è quello di aprire una nuova fase sulle politiche attive, perché così non funzionano”. Nel suo discorso, il Segretario CGIL riapre l'argomento bonifica della Valle del Sacco, vista come opportunità di attuazione delle politiche attive “affinché le aziende che interverranno attingano dal bacino di disoccupati dell’area di crisi”.

Tocca a Stefano Tomaselli, in rappresentanza della CISL, che conferma quanto ricordato da Briganti e pone l'accento su un'ulteriore conquista: l'abbassamento della soglia di età per i lavori di pubblica utilità da 60 a 58. Maggiori possibilità dunque di coinvolgimento per chi è lontano dalla pensione ma anche da solide opportunità di reinserimento.

A seguito della spiegazione puntuale dei Sindacati, tra parti politiche, tra le stesse organizzazioni e una piccola rappresentanza degli industriali, ha avuto inizio il tavolo funzionale per le Politiche Attive alle ore 15,30 circa.
Pochi gli imprenditori ed i sindaci che hanno risposto all'invito del Presidente Pompeo, ancora scarsamente partecipi del dialogo tra le parti; a presenziare solo due primi cittadini, quelli di Segni e Fontana Liri.

Dialogo a metà ed una collaborazione che non decolla, nonostante resti la sola via per la rinascita economica del territorio. Senza Sindaci e senza Confindustria il risultato finale non può che essere l'ennesimo posticipo.

L'ordine del giorno parte dalle novità introdotte dall'accordo e su come pongano i disoccupati in una situazione di urgenza, cioè di azioni più rapide rispetto agli standard a cui sono stati abituati.10giu19 350 min

Ciò non basta a calmare la polemica di Gino Rossi, che si chiede come i 21 progetti finanziati con 180 milioni dalla Regione Lazio, interesseranno il 1500 disoccupati. Domanda rivolta al rappresentante regionale Nazzareno Pilozzi e agli eletti in Parlamento del territorio, Enrica Segneri e Luca Frusone, unici accorsi.
La stessa deputata pentastellata, manifesta la sua disponibilità a partecipare al tavolo tecnico della Regione e ad intervenire presso il Ministero del Lavoro, nei limiti del possibile. In merito la chiosa di Anselmo Briganti, promotore del tavolo alla Pisana, che sottolinea la necessità di meno dibattito politico e più risoluzione in merito alle politiche attive, unico volano reale in questo momento.

Per il Consorzio ASI Miriam Durni, che punta sulla “riqualificazione delle aree industriali, come soluzione per intercettare nuovi investimenti. Il grande problema della nostra area si chiama SIN. Se non si supererà questo problema con una chiarezza procedurale, tutti i soldi messi in campo non troveranno modo di utilizzazione. Lavorare in sinergia affinché le opere di bonifica arrivino a termine, superando l’incertezza e le limitazioni per chi deve investire sul territorio”.

Il tavolo in Provincia rappresenta un passo in avanti procedurale necessario, che affonda le sue basi sull’accordo del 28 febbraio 2018 e trova concretezza nel neo siglato del 5 Giugno. Manca l'attuazione effettiva che stavolta è agevolata dal lavoro pregresso dei Sindacati. Essenziale la stesura degli elenchi degli ormai lavoratori, che annoverano curricula e competenza. Purtroppo, nuovamente farraginosa la risposta dei Sindaci, che ancora non attingono da queste liste a loro inviate.

Il nuovo accordo per le mobilità in deroga si pone in maniera netta al fianco di chi ha bisogno di un sostentamento per la sopravvivenza. Avere a disposizione la certezza dei dodici mesi del 2019 è un appoggio fondamentale, per far sì che si possa avviare un discorso costruttivo per la prossima manovra finanziaria del 2020. Specialmente rimettendo al centro del dibattito il lavoro e non più l'assistenzialismo.

10 giugno 2019

 

 

 

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