Menu
A+ A A-

La condizione drammatica della sinistra si trasformerà in tragedia irreversibile?

Aula di Montecitorio 350 260di Ivano Alteri - Partiamo da un'affermazione ovvia: la sinistra divisa, anzi frammentata, anzi polverizzata, anzi atomizzata, non solo viene sconfitta, ma, molto più radicalmente e drammaticamente, viene debellata. Ai fini di tale constatazione, le elezioni del 4 marzo scorso sono state del tutto ininfluenti: chi avesse voluto vederlo prima, infatti, avrebbe già avuto tutti gli elementi per farlo. Tuttavia, il ceto politico della sinistra è rimasto cieco e sordo ad ogni segnale proveniente dal proprio popolo e dei propri elettori. Ma a questa dobbiamo aggiungere un'altra constatazione, un po' meno appariscente della prima: anche il Centro Sinistra diviso, frammentato... viene inesorabilmente debellato. Ed è questa seconda considerazione che rende ancor più evidente il rischio che la condizione già drammatica della sinistra possa trasformarsi in tragedia irreversibile.

La sinistra in Italia, così pare a noi, ha avuto piena espressione politica come forza di governo solo all'interno di uno schieramento più largo, storicamente definito, appunto, Centro Sinistra. Ossia, la sinistra ha trovato compiutezza politica, efficacia storica, nell'incontro col cattolicesimo popolare, inteso non solo e non tanto quale elemento legittimante all'interno di un contesto altrimenti diffidente e ostile nei confronti della sinistra, ma quale elemento “complementare”, senza il quale la sinistra sarebbe rimasta relegata nella propria stessa elaborazione, per quanto ben fondata e coerente.

Il Pd aveva assunto l'obiettivo dichiarato di fornire a quel connubio una struttura organizzativa (una “struttura della superstruttura”, avremmo detto un tempo) proprio allo scopo di rendere organico ciò che sarebbe altrimenti rimasto disgregato e antagonistico. A tale compito storico, secondo il nostro modesto punto di vista, la classe politica di quel partito ha invece drammaticamente derogato, optando per un più facile e “interessato” percorso politicista, di conservazione e riciclo del ceto politico di entrambe le parti, che si è rivelato presto una deriva trasformistica e non di rado perfino in-politica. Forse ciò è dipeso dalla pretesa del Pd di essere autosufficiente, di poter fare a meno del resto dell'area, di poter supplire all'insieme con la semplice enunciazione di una non meglio definita “vocazione maggioritaria”.

Ma il Pd ha fallito. Ora, ciò che la classe politica di quel partito non è stata in grado di fare torna ad essere compito dell'altra parte dell'area di Centro Sinistra, anch'essa responsabile della delega in bianco rilasciata al Pd nei rapporti col cattolicesimo popolare. Diciamo “torna”, e non “diviene”; proprio perché pensiamo che il compito di integrare le culture cattolica democratica e socialista sarebbe sempre stato dell'intero Centro Sinistra, e non di un partito soltanto. Ma affinché il Centro Sinistra assuma tale compito, pensiamo sia fondamentale che avvenga un radicale cambio di ottica: trasformare tale processo d'integrazione da necessità storica ad opzione consapevole e deliberata della volontà politica.

Il mero “rapporto col mondo cattolico” non è più sufficiente; il “busseremo e ribusseremo” di togliattiana memoria, per quanto spesso ribadito e per quanto di gran valore, mostra oggi tutti i suoi limiti e i suoi intenti ancora troppo sospetti di proselitismo. Occorrerebbe invece impegnarsi ad integrare le culture rese antagoniste dalla storia, rivedere l'intero rapporto direttamente con la Chiesa Cattolica; intesa essa non solo quale istituzione il cui centro è presente stabilmente nel territorio italiano, dalla quale non si può perciò prescindere, ma quale istituzione millenaria da cui emana una cultura complessa, raffinata, radicata come poche nel senso comune, e da cui il senso comune trae spesso linfa per trasformarsi in buon senso.

Non ne mancano i presupposti, anche a partire da una radicale ottica di sinistra. Ne sia un esempio non sporadico, bensì costante nel tempo ormai da oltre centovent'anni, la dottrina sociale che quella Chiesa ha reso disponibile alla cultura e alla politica italiana; con la quale la nostra cultura, laica e di sinistra, si è proficuamente incontrata nella Resistenza al nazi-fascismo, nella scrittura della Costituzione e nella nascita della Repubblica, nel voto alle donne, nel boom economico, nella creazione della scuola pubblica e nell'alfabetizzazione di massa, nella creazione di una previdenza pubblica su base universale, nella realizzazione di un servizio sanitario nazionale per tutti, nell'introduzione della democrazia nei posti di lavoro con lo Statuto dei Lavoratori... insomma, nella trasformazione di un paese semi-feudale in una società industriale moderna, democratica e civile. In definitiva: da quell'incontro, che non era il frutto di sfumature sbiadite, sono scaturiti per l'Italia i migliori cinquant'anni dalla sua fondazione ad oggi, forse riuscendo a dare concretezza storica a quell'affermazione di Paolo VI secondo cui “la politica è la più alta forma di carità”.

Il Centro Sinistra, pertanto, non si costruisce con un centro e una sinistra scoloriti, come si è pensato di fare fino ad ora. Al contrario, occorrerebbe che il centro, espressamente inteso quale cattolicesimo democratico, sia riconoscibilmente Centro, e la sinistra riconoscibilmente Sinistra! Le scorciatoie trasformistiche sono in realtà dei vicoli ciechi, neanche utili alla conservazione del ceto politico. E, innanzitutto e soprattutto, occorrerebbe che entrambe le culture fossero maggiormente consapevoli del fatto che una politica democratica senza popolo non è soltanto una contraddittoria velleità, miserevole e inaccettabile, ma un pericolosissimo ossimoro politicamente micidiale.

Frosinone 13 maggio 2018

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici