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Fra storia e attualità: alcune novità non nuove

  • Scritto da  Elisabetta Magnani

IlMinistroFontana mindi Elisabetta Magnani - 194 ultimissima. Mentre l’Onorevole Aldo Moro era sotto sequestro delle Brigate Rosse, alla Camera la seduta durò 36 ore. Era il 13 aprile 1978 e i parlamentari trascorsero la notte discutendo, aggiustando, modificando la Legge 194. infine la Camera trovò un “compromesso” e fra Il 18 e il 21 maggio, dopo neanche due settimane dal ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro, la benedetta Legge 194 passò anche al Senato, con la denominazione “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", benedetta si, perché il 22 maggio in Italia si festeggia anche Santa Rita, la santa dei casi impossibili, a firmarla furono infatti gli Onorevoli Bonifacio, Merlino, Gandolfi, Tina Anselmi Ministro della Sanità, Giulio Andreotti Presidente del Consiglio e Giovanni Leone Presidente delle Repubblica… tutti democristiani!

Nel marzo del 78 io ero in terza elementare e fra Adal-gisella e Pietro-di Mery (la e è scelta dialettale) c’era già aria di divorzio, però in casa si parlava lo stesso di politica e tra una litigata e l’altra la sera davanti al TG si restava tutti in religioso silenzio, perché Moro era stato rapito e un fatto così grave l’Italia non lo viveva forse dall’omicidio Matteotti. Io e Matteo Casanovi, oggi renziano convinto, ma già allora le sue discendenze catto-comuniste lasciavono i miei, atei fondamentalisti, perplessi (che poi i suoi come i miei erano fra i primi ‘divorziandi’ d’Italia, ma ‘un’idea, finchè resta un’idea’…) si discuteva di quanto fosse grave l’accaduto, di quale complotto indubbiamente celasse – “c’è poco da ridere!” bacchettavamo i nostri frivoli compagni di classe che a 8 ANNI ancora parlavano solo del campionato della Fiorentina, quando Antognoni era capitano e regalava fugaci momenti di gloria. Per me e Matteo la cosa era seria, Aldo Moro stava per firmare il Compromesso Storico con il Pci ed era stato rapito dalle Brigate Rosse! Ma noi bambini scaltri del quartiere Le Cure, avevamo chiarissimo il quadro della situazione: non si trattava di un’azione dei soli brigatisti, dietro il rapimento c’era sicuramente la CIA, “no ma che dici, la NATO! o la Nasa? Come si chiama quella di Starsky e Hutch, FBI?
Le altre ragazze invece parlavano di canzonette, si portava a scuola ‘TV Sorrisi e Canzoni’ e ‘Ragazza In’ e c’erano foto di Miguel Bosè che non ricordo cosa cantava quell’anno ma era tanto bello, somigliava a Nureyev, forse il più grande ballerino di tutti i tempi che poi morì di AIDS, ma allora di AIDS non si era mai sentito parlare.
Eravamo fortunate, in molti avevano lottato e ottenuto diritti che avrebbero garantito la nostra libertà e la nostra incolumità. Vivevamo a Firenze, in una società progressista. Era passata la legge sull’aborto e per noi era normale.

Dunque il 22 maggio, nel giorno del 40esimo anniversario della sua entrata in vigore, mi accingo a reperire il materiale necessario per scrivere un articolo sull’argomento, allarmata soprattutto da alcuni inquietanti manifesti dell’associazione ProVita apparsi, ENORMI a Roma, Salerno, Genova, Ravenna, Perugia… e riportanti immagini e scritte al limite del paradosso (l’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo). Scopro che a Cassino la città dove vivo non ci sono medici che praticano l’aborto, che nei consultori non somministrano la pillola del giorno dopo, che i ginecologi della struttura ospedaliera della città sono tutti obiettori di coscienza e che per quanto riguarda tutta la provincia di Frosinone posso mettermi l’anima in pace perché la situazione non cambia. Se seleziono su internet, all’indirizzo dottori.it, la dicitura: Interruzione Volontaria di Gravidanza nell’arco di 100 km compare soltanto il Presidio Ospedaliero di Alatri dove da ottobre 2017 la Asl della Regione Lazio ha organizzato la Chirurgia a ciclo breve. Scrivo, per avere spiegazioni all’ufficio stampa della Asl di Frosinone (proprio stamani, arriva la risposta della Dottoressa Matilde Lauretti. Mi spiega che per il momento riescono a sopperire alle richieste nonostante l’esiguità del personale: una sola infermiera e un collega che collabora con lei nei giorni degli interventi, poi mi indirizza ad una pagina: UOS Servizio Donna IVG, apro la pagina, una boccata di ‘normalità’: numero di telefono, servizi offerti, orario di ricevimento. La ringrazio per la sua risposta e per la sua scelta).

Ma il tempo passa veloce e la mezzanotte porta con se il 23 maggio. Il cuore mi trascina prepotentemente verso qualcos’altro, la strage di Capaci. L’attentato mafioso dinamitardo che strappò la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo , Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro sul tratto dell’autostrada A29 che collega Trapani a Palermo.
Il 23 maggio è anche il compleanno di Adal-gisella, mia mamma, Gisella Rossi Rossa per gli amici di fb, attivista social-comunista (dove social sta per social e non per socialista) che dal ‘92 il compleanno non lo festeggia più.
E mentre la Nave della Legalità entra nel porto di Palermo accolta da un ‘mediaticamente anarchico’ Presidente della Camera, giunge il momento dell’atteso incontro fra il ‘pressoché sconosciuto’ futuro Premier (poi Premier poi Premier dimissionario) del neo (e poi anzitempo fu), governo giallo-verde, Giuseppe Conte, pugliese, docente di Diritto Privato a Firenze, un CV ‘abbastanza discusso’, anni 54, segno zodiacale leone, divorziato, un figlio, e l’”ancor piu discusso” Presidente della Repubblica, l’uomo del veto su Savona al Ministero dell’ Economia e dell’Impicheament di Di maio, Sergio Mattarella.
Mattarella Sergio, di Bernardo Mattarella figlio e di Piersanti fratello.
Sergio, alla morte del fratello Piersanti (I killer dell’omicidio Mattarella su cui indagò fino a che fu invita Giovanni Falcone rimangono a tutt’oggi senza nome.) entra in politica. Lo attende una lunga carriera di cui voglio ricordare un paio di episodi, a giudizio della sottoscritta, degni di nota: le dimissioni da Ministro dell’Istruzione durante il sesto governo Andreotti in segno di protesta per la fiducia alla legge Mammì che vide l’affermarsi dell’impero Fininvest e la risposta a Berlusconi quando nel lontano 1998, ‘il Cavaliere’ si era auto designato erede di Alcide De Gasperi: "Caro Berlusconi, non basta invadere l'Impero Romano per diventare un 'civis romanus'. Pensi alla storia e ricordi che quando gli Unni e i Vandali invasero l'Impero Romano, che non era casa loro, provarono a fare i Romani, ma essendo barbari non ci riuscirono''.
Appunto, dove eravamo rimasti… sono passati diversi giorni e il ‘prematuramente abortito’ governo giallo-verde ha fatto un passo indietro.
Di Maio ha rinunciato all’impiccio (ci siamo capiti, quello), Salvini a Savona/l’ammutinatore, Mattarella ha tirato un sospiro di sollievo e Conte è tornato al Quirinale per formare ‘Il Governo del Cambiamento’.

Abbiamo un nuovo Ministero: delle Disabilità e della Famiglia.
La prima dichiarazione del neo eletto Ministro delle Disabilità e della Famiglia, Lorenzo Fontana, leghista-cattolico-antiabortista, è stata: “Le famiglie gay non esistono”.
Ci auguriamo che il Ministro sia tanto impegnato nell’ambito delle Disabilità, (a Cassino per esempio, sento dire che non c’è un marciapiede a norma!)
Santa Rita, mi raccomado…

 

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