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Il gatto e i topi

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gatto e topo h260 mindi Aldo Pirone - “Comunque vada sarà un successo”. Il vecchio tormentone di Piero Chiambretti sembra attagliarsi perfettamente alla richiesta del Tribunale dei ministri al Senato per procedere contro Salvini per la questione della nave “Diciotti” e il sequestro, nell’agosto scorso, per cinque giorni nel porto di Catania dei profughi salvati in mare.

Il “ministro della propaganda” è, politicamente parlando, in una botte di ferro. Si trova in una fase politica in cui può dire e fare quello che gli pare, dire tutto e il contrario di tutto, che tanto il consenso fino alle elezioni europee lieviterà comunque. Una volta che ha imposto il tema principale, l’immigrazione come causa di tutti i mali italiani, e se n'è fatto vessillifero presso le masse stravolte dal disagio sociale, dalla precarietà di vita e di lavoro, il resto viene da sé. La strada l’ha trovata aperta dalla definitiva sparizione della sinistra storica nella palude del renzismo da cui ancora non riesce a riprendersi.

Lunedì scorso, per esempio, la devotissima salviniana Lucia Bongorzoni, sottosegretaria leghista niente meno che alla cultura, giocando in casa su Rete4 nella trasmissione di Nicola Porro “Quarta Repubblica”, diceva che prima degli immigrati c’era da pensare ai nostri anziani che rimestano nei cassonetti per trovare qualche cosa da mangiare. Stabilendo, senza vergognarsi, un nesso fra la povertà di una parte, purtroppo grande, degli italiani e l’immigrazione; senza nessuno - presenti erano Piero Sansonetti ex condirettore de l’Unità e poi direttore di Liberazione (Rif. Com.) e Riccardo Magi radicale - che le facesse notare che quella vergogna di miseria e sopravvivenza forse dipende, tra tanti altri abomini e privilegi, dalla grande evasione fiscale di chi, già ricco e benestante, le tasse non le paga o le elude con la protezione politica della Lega sottraendo risorse preziose al welfare state. Oppure dipende dall’indecente redistribuzione della ricchezza verso l’alto che c’è stata in questi decenni di neoliberismo adorato anche dalla Lega, come testimoniano le valanghe di dati di tutti gli istituti di ricerca e gli economisti più seri e competenti.

Se non fosse tragico, sarebbe anche divertente osservare il ministro-indossatore mentre gioca con gli alleati-avversari “grillini” come il gatto con il topo. Prima gli dice che si presenterà da solo e a petto nudo davanti al plotone di esecuzione dei magistrati, poi cambia repentinamente posizione e li chiama in correo. Gode a vederli macerarsi fra i loro sacri princìpi e l’opportunità politica, o meglio l’opportunismo. Non è escluso che quando saranno cotti a puntino, non cambi ancora posizione. Tra una mangiata e l’altra, comunicata urbi et orbi come se gli italiani non potessero fare a meno di sapere come e quanto (questo lo si vede a occhio nudo) si nutre il “capitano”, il “master chef” nazionale potrebbe dare l’ultima grigliata ai “cinque stelle” magari tornando a esporre in solitaria i pettorali di fronte ai fucili togati. E così via fino alle elezioni prossime venture.

Il “capitano”, come il Berlusconi dei tempi d’oro, può contraddirsi su tutto e tutti - e fanno bene i suoi avversari a rilevarlo con puntiglio - senza pagare, almeno per ora, politicamente dazio. Le smentite di se stesso, anche quelle di giornata e non solo quelle di più antica data, scivolano come acqua sul marmo in quella parte d'italiani che godono nell’ affidarsi “anema e core” al ciarlatano di turno. Non importa se i suoi atti, come il decreto “sicurezza”, producano il contrario di quello che proclamano, l’importante è sentirsi appagati dalle frasi tonitruanti come “la pacchia è finita”.
Il nostro ama presentarsi, tra gli altri numerosi travestimenti, come un buon “padre di famiglia” quando è posto di fronte alle stragi di bambini immigrati affogati in mare. Evoca il ricordo ripugnante di quei nazisti che erano tanto teneri con i loro bambini mentre spedivano tranquillamente quelli ebrei nelle camere a gas e poi nei forni crematori.

Ma, Salvini non è un nazista è solo uno che come gli scafisti specula cinicamente sugli immigrati. Questi per prendere soldi, lui per prendere voti.

Un “bauscia”, ma pericoloso.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

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