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Dittatura del proletariato. Secondo "la Repubblica"

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Repubbllica.it minLa disoccupazione non si ferma. Si intensifica lo sfruttamento degli esseri umani e si distrugge la natura. I morti sul lavoro aumentano e i più disperati della terra, uomini e donne, affogano in mare. Crescono le rendite, diminuiscono i salari. La precarietà dilaga, si diffonde la povertà e si concentra la ricchezza. Le disuguaglianze sono al top. Non è un bel vedere, e si direbbe che questo è l’effetto della dittatura del capitale, sempre e ovunque orientato all’ottenimento del massimo profitto. E invece no, è vero il contrario: stiamo vivendo «nella transizione fra capitalismo e comunismo», ossia nella dittatura del proletariato preconizzata da Marx.
 
È la scoperta epocale del filosofo (senza offesa per la categoria) Maurizio Ferraris dell’università di Torino. Il quale sostiene che «i populismi contemporanei» altro non sono che «la realizzazione della dittatura del proletariato». Per cui, equiparando il populismo al comunismo, «nulla è più ingannevole» del paragone tra il populismo e il fascismo.
 
Cosa si può dire di questa inarrivabile vacanza del pensiero, che pasticciando con le formule fa piazza pulita della realtà? Sicuramente che è un’altra dimostrazione, meschina ma significativa, del fallimento intellettuale e morale, prima ancora che politico, di una intera classe dirigente. Non per caso, sotto il titolo Nell’età della rabbia rivive la dittatura del proletariato, a questa falsificante vacanza filosofica dedica un’intera pagina la Repubblica, organo dichiarato della sinistra del capitale. Il cui proprietario, non dimentichiamolo, è uno dei più celebri speculatori, prima tessera del Pd e noto mallevadore dello sfasciacarrozze Matteo Renzi. Complimenti, avanti così. E sentite condoglianze.
Paolo Ciofi
www.paolociofi.it
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