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Il Ministro della paura e l’infantilismo del PD e della sinistra

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matteo salvini 350 260 mindi Aldo Pirone - In questi giorni domina sui mass media lo scontro principale fra il M5s e la Lega: il caso Siri. Il sottosegretario è indagato per presunta corruzione. Visti i suoi precedenti (patteggiamento per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale) il problema non è solo quello delle dimissioni adesso ma della sua nomina prima sfuggita al periscopio della conclamata onestà dei grillini.
In un paese in cui il tasso etico della politica e degli altri pezzi della classe dirigente fosse normale, la questione Siri non sussisterebbe neppure. Ma sotto il profilo morale, la politica nostrana normale non è; infatti, quasi ogni giorno si registrano “retate” d' indagati: ieri è stata la volta della Lombardia e della Calabria, ultima dimostrazione che nella corruzione politica la trasversalità negli schieramenti è d’obbligo. La Guardia di Finanza ha reso noto, nel suo bilancio annuale di attività, la terrificante estensione dei poteri criminali nel nostro paese e il loro intrecciarsi con la corruzione politica, per quel che riguarda il terreno privilegiato degli appalti, e con le attività finanziarie. Appalti e sanità, soprattutto a livello regionale, sono diventati i luoghi elettivi dove si diffondono il malaffare e il clientelismo spartitorio dei politici – ultimo il caso umbro - che pilotano negli ospedali nomine apicali e finanche i concorsi per l’assunzione del personale infermieristico, anche quelli dei portantini.

A tutto questo marciume, che non nasce oggi, ma va anti da alcuni lustri, fa da riscontro un ministro dell’Interno che usa la sua carica per andare in giro a fare propaganda di sé e delle sue idee balorde, precipitandosi, però, solo là dove vengono commessi crimini efferati in cui siano implicati immigrati. Per andare a Napoli al capezzale della piccola Noemi ferita grave da pallottole camorriste esplose in pieno giorno tra la folla, ci ha messo cinque giorni. Ha preferito non mancare i comizi elettorali in giro per l’Italia. A Viterbo, dove due esponenti e militanti dei suoi amici di Casa Pound hanno stuprato una povera donna e un commerciante è stato ucciso a sprangate da un delinquente di pura razza ariana, non si è fatto neanche vedere. Così a Manduria dove un povero pensionato è morto per le conseguenze del bullismo a lungo esercitato su di lui dal solito branco di adolescenti malcresciuti ma italianissimi.

La sua occupazione non è quella di rendere il paese più sicuro e la gente più protetta, ma di rendere l’uno e l’altra più fragili ed esposti alla criminalità e alla delinquenza, perché più crescono paura e insicurezza e più lui conquista voti. Più di dieci anni fa il genio satirico dell’attore Antonio Albanese inventò la figura del “ministro della paura”. Era il ritratto perfetto di un Salvini di là da venire, ma la cui epifania stava già preparando un berlusconismo ruggente in procinto di inquinare moralmente una sinistra declinante e senza più bussola sociale ed etica.

L’altro ieri Carlo Calenda ha detto: "Salvini non ha nessuna dignità istituzionale, io credo che si debba dimettere". Giusto! Purtroppo la presa di posizione calendiana, a differenza di sue altre uscite, non ha avuto molto ascolto nel mondo mediatico e in quello politico, neanche, che si sappia, da parte di altri esponenti del Pd e della sinistra. Non si capisce perché queste forze non chiedano formalmente in Parlamento le dimissioni di Salvini, non solo per mancanza di dignità istituzionale, come dice giustamente Calenda, ma per manifesta incapacità a fare il mestiere di ministro al quale preferisce la professione di agitatore ed eccitatore di odio. Sento già l’obiezione: se così facessimo, magari attraverso una mozione di sfiducia contro il “bauscia”, otterremmo solo, in questo momento, il ricompattamento della maggioranza gialloverde. Certo, ma sarebbe un atto di chiarezza politica che aiuterebbe a far emergere le contraddizioni interne al governo e, soprattutto, nei pentastellati, facendo uscire il Pd da una posizione neo bordighiana che gli preclude la strada di una politica capace di distinguere fra gli avversari. L’analisi differenziata delle forze in presenza, è sempre stata condizione fondamentale per un’iniziativa politica volta ad allargare le contraddizioni dentro il campo avverso ed evitare che la partita, come sta avvenendo, sia giocata dentro l’area della maggioranza governativa.

I temi che stanno emergendo nel contrasto fra pentastellati e Lega, non sono solo quelli morali ma anche, per esempio, quello dell’antifascismo. I grillini, bisognerebbe ricordarglielo, avevano detto – rammentate Di Battista? – che fascismo e antifascismo erano una contrapposizione vecchia, medievale, come quella “fra Guelfi e Ghibellini”. Oggi, per contrastare Salvini, sono costretti a cambiare idea. Meglio tardi che mai. Si dice, da parte di coloro che amano fare, è proprio il caso dire, di tutt’erba un fascio, da “Repubblica” ai cosiddetti liberaldemocratici neo o tardo renziani oppure "sinistri" come Nicola Fratoianni, che gli scontri interni ai contrattisti di governo sono solo una sceneggiata. Prima avevano deplorato il fatto che Di Maio non reagisse abbastanza alle scorrerie di Salvini. Ma anche se la levata anti salviniana del M5s fosse solo una finta, qual è il modo migliore per smascherare un bluff se non quello di andare a vedere?

Sento sorgere un'altra obiezione, questa volta da parte dei possibilisti dem. Ora siamo in campagna elettorale e non è il momento di un' eventuale iniziativa che potrebbe confondere i nostri elettori. Una vera sciocchezza. E’ proprio in questo momento, invece, che sarebbe necessario stare sulla scena, anche per recuperare voti, e non dietro le quinte o sulla riva del fiume in attesa di un cadavere che potrebbe farsi aspettare o non passare mai.
La sinistra italiana divenne maggiorenne quando seppe comprendere e praticare la verità dell’analisi differenziata e la conseguente azione e iniziativa politica; è ridiventata infantile quando, insieme a tante altre cose fondamentali, se l’è dimenticate.
Con buona pace del Presidente dem Gentiloni e del segretario di SI Fratoianni che, infatti, non sono mai cresciuti.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

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