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«Sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale»

  • Scritto da  L'inchiesta

acquapubblica 2si 350 260L'Inchiesta intervista l'Ing. Mario Antonellis - La strategia è quella di sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale e, comunque, di andare avanti ed attrezzarsi anche legalmente per resistere e controbattere alle pretese del gestore idrico. In ogni caso di chiedere che venga dimissionata la segreteria tecnica organizzativa (Sto), rea di non aver controllato adeguatamente e di aver in pratica ostacolato la risoluzione contrattuale. Questa la linea emersa dall'ultima riunione dei comitati del. Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone che si riunito ad Isola Lini nella serata di sabato scorso.

«Ci sono voluti anni prima che la maggioranza dei Sindaci, in modo trasversale, comprendesse a pieno le ragioni delle nostre lotte - ha spiegato il leader del coordinamento, Mario Antonellis -, e soprattutto prendessero atto non solo delle vessazioni delle inadempienze e della mala gestione idrica, che era ed è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto prendessero coscienza di documenti "lampanti" che rendessero necessario un cambiamento di rotta. Ripetiamo ci sono voluti anni prima che ciò suc¬cedesse, soprattutto che la maggioranza di loro abbandonasse le oscure trame dei partiti, che si svincolasse dai potentati politici di turno, fino a coalizzare le loro azioni contro il gestore romano, che annovera propaggini indelebili ed endemiche anche dalle nostre parti. Ricordiamo come in molte assemblee abbiamo applaudito Sindaci e Ammini¬stratori che ci sembravano "rivoluzionari" secondo il nostro schema mentale, salvo poi scoprire che la loro base ideologica era completamente opposta alla nostra. Ci siamo ritrovati insieme, dopo aver approfondito il tema, sulle stesso versante, superando di fatto sovrastrutture inutili. Del resto l'argomento, del bene comune per eccellenza, non dovrebbe essere base di scontro, tanto meno politico, come purtroppo continua ad essere».

Ora - sempre secondo Antonellis - «nonostante gravi errori commessi nel passato, l'indirizzo vo-luto dalla stragrande maggioranza dei cittadini utenti della provincia di Frosinone è stato portato avanti da 33 addetti ai lavori. Si è parlato della sta¬gione del "Partito dei Sindaci" proprio per marcare una linea di confine con quella che era stata la politica acquiescente alle lobby di potere alla finanza e agli affari. Adesso in molti ci pongono una domanda: ma questi 33 hanno agito in buona fede rispetto al percorso intrapreso verso la risoluzione contrattuale o in modo solo speculativo e demagogico? La mia risposta è lapidaria pensando di interpretare anche il pensiero del Coordinamento. Nelle condizioni poste e per le azioni intraprese, posso affermare che la loro azione, almeno in questa circostanza, era ormai dettata da una fondata convinzione. Lo dimostra il fatto che: - intrapresero un percorso condiviso fatto di incontri, riunioni e di verifiche a partire da quella storica del 15 gennaio 2015 a Ceccano; - che si adeguarono a portare nei diversi consigli comunali delibere poi approvate, quasi sempre all'unanimità, in cui si sono state messe in evidenza, in modo dettagliato, le ragioni profonde della necessità della risoluzione; - nono¬stante tutto hanno combattuto contro gli intralci e i sabotaggi, frapposti dall'apparato tecnico dell'Autorità d'Ambito che tutto ha fatto meno che tutelare i cittadini; - che l'Atea temendo il peggio è giunta prima a insulti razzisti, poi a minacce di ritorsioni patrimoniali personali e infamanti pur di farli desistere; - nonostante tutto, sono andati avanti fino alla votazione sulla risoluzione contrattuale».

Ma oggi, dopo la sentenza del Tar di Latina? «La peggior cosa che adesso possa succedere - risponde Antonellis - è che quella stagione e quella unità d'intenti si lasci intimorire da una sentenza che è un attentato alla democrazia diretta o che si lasci indebolire dalle insane pratiche della opposizione demagogica... Diciamolo chiaramente, chi in questo momento gioca allo sfascio e allo sciacallaggio politico, sul bene comune per eccellenza, e addirittura gioisce, si pone ancora una volta con¬tro il popolo ciociaro facendo inesorabilmente il gioco di Acea. Da amministratore, più che da attivista, pensando di rappresentare anche il sentimento comune del Coordinamento - conclude Antonellis -, nutro profondo disagio rispetto ad una sentenza che da un lato riconosce a pieno il primato della politica e la piena validità dei deliberati Comunali, quindi del popolo, a favore della estromissione del Gestore, e dall'altro, senza mezzi termini, condannai rappresentanti liberamente eletti dai cit¬tadini che hanno assunto decisioni a tutela di tutti gli utenti, a salvaguardia del patrimonio pubblico e della salute, "per abuso di potere".

Siamo di fronte alla peggiore delle ragioni che si potevano inventare per continuare ad alimentare il più grande scandalo che si sia mai verificato in terra di Ciociaria. Siamo di fronte ad un "cortociuto istituzionale". E' come dire che le istituzioni locali non hanno alcuna voce in capitolo. Se abuso di potere, c'è stato è stato ben indirizzato contro chi, pur essendo cittadino ciociaro, come lo sono i rappresentanti della Sto, lautamente pagati dalle tasche degli utenti, invece di tutelarli, hanno agito in modo talmente negligente e a favore dell'Eesattore da essere richiamati più volte dalla stessa Aeegsi, giungendo al punto di dare l'appiglio ad Acea di opporsi e poi ai giudici di annullare il dispositivo con il loro sconcertante parere negativo. I veri nemici del popopolo ciociaro per una volta si sono dichiarati con le loro firme».

fonte: L'inchiesta quotidiano del 3 gennaio 2018

 
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