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Fratojanni contro la riscossione coattiva delle bollette Acea

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acquapubblica 350 260UNOeTRE.it ha ricevuto oggi e quindi riporta, immediatamentem una importante interrogazione del Deputato Nicola Fratoianni, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, perché si porceda al ritiro del decreto che autorizza la riscossione coatta delle bollette Acea e quindi anche all’annullamento dei suoi effetti.Interrogazione parlamentare su Acea Ato5

 

«Al Ministro dell'Economia e delle Finanze - Per sapere - premesso che:

nel 2016 ATO2 S.p.A e ACEA ATO5 S.p.A., chiedono e ottengono dal Ministro delle Finanze PADOAN l'autorizzazione alla riscossione coattiva, mediante ruolo, dei “potenziali crediti” vantati dalle citate partecipate dal Comune di Roma, nei confronti degli utenti del servizio idrico integrato;

la riscossione coattiva è stata resa possibile con il decreto 22 febbraio 2016, recante – “Autorizzazione alla riscossione coattiva tramite ruolo dei crediti della società ACEA ATO5 S.p.A. relativi alle tariffe del servizio idrico integrato”;

il decreto che consente ad ACEA ATO5 S.p.A la riscossione coattiva è stato emanato sulla base di quanto disposto dall’articolo 17 commi 3-bis e 3-ter del D.L. n.46/1999 In particolare il comma 3-bis recita: “Il Ministro dell'economia e delle finanze può autorizzare la riscossione coattiva mediante ruolo di specifiche tipologie di crediti delle società per azioni (a partecipazione pubblica), previa valutazione della rilevanza pubblica di tali crediti.”;

non appare chiaro quale sarebbe la rilevanza pubblica di crediti evanescenti, unilateralmente pretesi da ACEA verso utenti definiti “morosi” dal Gestore, ma che nella maggioranza dei casi, quando si sono potuti difendere in un tribunale hanno ottenuto sentenze positive in quanto il giudice ha stabilito che quei crediti erano inesigibili;

non è, altresì, chiaro per quale ragione i cittadini utenti della provincia di Frosinone, appartenenti all’ATO5, dovrebbero essere oggetto di un particolare trattamento a causa della maggioritaria partecipazione del Comune di Roma all’azionariato di ACEA S.p.A;

prima della emanazione del decreto del 22 febbraio 2016 l’ACEA per far valere le eventuali ragioni nei confronti dei cittadini utenti aveva una sola possibilità: quella di instaurare, in tribunale, una procedura ordinaria di ingiunzione di pagamento;

la procedura precedente il decreto 22 febbraio 2016, prevedeva che la dimostrazione il potenziale credito fosse in capo al Gestore; il Gestore, per poter incardinare la procedura doveva pagare metà del “contributo unificato” variabile a seconda del valore del credito; a sua volta il cittadino utente poteva fare opposizione pagando anch’egli metà del “contributo unificato”;

con il decreto 22 febbraio 2016, l’ACEA ha la facoltà di attivare una procedura straordinaria, con questa modalità ACEA ha di fatto il potere di certificare il potenziale credito richiesto, con il presupposto che esso è comunque esigibile; il gestore, per poter avviare la procedura non ha praticamente spese. Ovvero deve semplicemente comunicare l’atto di ingiunzione. Se riesce ad inoltrarlo verso utenti dotati di Pec il costo è nullo, mentre per posta il costo marginale è di 20 euro; a sua volta il cittadino per difendersi deve attivare un giudizio ordinario pagando il 100 per cento del “contributo unificato”;

quanto evidenziato fa comprendere bene lo squilibrio di trattamento, esercitato, contro i cittadini a vantaggio del Gestore. ACEA sta ora incalzando, con l’utilizzo, sistematico dell’azione coercitiva, i cittadini del frusinate ma ciò potrebbe estendersi anche ai cittadini di Roma e dintorni;

a detta dell’interrogante è necessario quindi tornare a modalità di difesa dei cittadini interessati attraverso un giudizio terzo di merito, in tribunale, che garantisca un confronto nel merito ma con l’Acea e i cittadini utenti messi su un piano tra pari:-

quali furono le motivazioni alla base della decisione di procedere alla emanazione decreto 22 febbraio 2016– “Autorizzazione alla riscossione coattiva tramite ruolo dei crediti della società ACEA ATO5 S.p.A. relativi alle tariffe del servizio idrico integrato”;

se non ritenga, tenuto conto delle criticità esposte in premesse, di svolgere un approfondimento anche al fine di procedere al ritiro del citato decreto e all’annullamento dei suoi effetti.

Fratoianni»

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