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Nasce "Sanità, voci dal territorio"

sanità ilmedico350 260del Dr. Giuliano Fabi - Sanità: Voci dal territorio.
Il territorio è il punto di incontro, diciamo pure di impatto, tra le decisioni di chi governa e amministra e la gente. E’ un po’ la verifica di ciò che si decide in alto e spesso capita di constatare che, tante decisioni sembrano andare in direzione opposta del buon senso, come se chi le prende vivesse una altra realtà e provenisse da un altro mondo e su una lunghezza d’onda diversa dalla gente comune. E’ quello che chiamiamo scollegamento tra politica e territorio che si è accentuato con la crisi dei partiti tradizionali.

Di qui la necessità di un feed-back tra gente comune investita dalle decisioni e l’utenza. Ed è quello che cercheremo di essere e ringrazio i compagni Ignazio Mazzoli e Angelino Loffredi per avermi concesso l’opportunità di questa rubrica, che abbiamo chiamato, “SANITA: Voci dal territorio” e che avrà cadenza settimanale: Parleremo di sanità e territorio non limitandoci a sottolinearne le criticità, ma offrendo proposte. Il mio è stato ed è un osservatorio privilegiato per aver lavorato per 42 anni sul territorio come medico di base, ma anche per essere stato dall’altra parte, per una decennale esperienza di malattia neoplastica, che mi ha obbligato a confrontarmi con le strutture da paziente per concludere che non c’è alcuna alternativa valida ad un sistema sanitario pubblico e dobbiamo difendercelo coi denti.

Tagli indiscriminati hanno investito in questi anni tanti settori, ma quelli che hanno riguardato la sanità, la gente comune li ha sentiti fortemente sulla sua pelle e di fatto, spesso si è negato il diritto alla salute garantito dalla costituzione. La destinazione delle pur esigue risorse senza uno studio preliminare di dove si vuole andare ad approdare, hanno avuto lo stesso effetto e cioè di spingere chi più ha a rivolgersi al privato e chi meno ha a rinunciare a curarsi. E quando parlo di studio preliminare mi riferisco ad indagini che vanno sotto il nome di epidemiologia statistico descrittiva, che studia l’incidenza e la prevalenza delle malattie su un territorio e di epidemiologia investigativa che cerca di rilevarne le cause per rimuoverle.

Tutte le ASL dotate sono per legge di un dipartimento di prevenzione che queste statistiche già fanno. Esse devono essere utilizzate per indirizzare risorse secondo i criteri del costo efficienza, costo efficacia e costo beneficio e fare quella prevenzione a cui la legge 833/78 fa riferimento come il più importate obiettivo del SSN. La malattia nasce nel territorio. Conoscerne l’incidenza, la prevalenza e le cause può consentire di istituire sevizi dove effettivamente servono, fare prevenzione, educazione sanitaria, screening di diagnosi precoce, evitare tagli in settori critici. Può consentire di conoscere “ a priori” ciò che si può tagliare e ciò che non si deve tagliare, ma con cognizione di causa e non con la pura logica di un risparmio che spesso fa solo danno senza ottenere gli effetti economici voluti. La prevenzione è un investimento perchè oltre che fare il bene del cittadino fa risparmiare soldi alle casse dello Stato per i costi sociali e non solo che le malattie e le loro complicanze comportano.

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