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Canapa indiana: utilizzi terapeutici e quelli dannosi

Carabinieri sequestrano canapa indiana mindel Dr. Antonio Colasanti - Oggi si fa tanto parlare della canapa indiana e dei suoi utilizzi terapeutici. Da piu parti si chiede la liberalizzazione perciò facciamo il punto.
La canapa è una pianta originaria dell'Asia appartenente alla famiglia delle cannabacee. Esiste una sola specie di canapa, ma le sue caratteristiche morfologiche si modificano facilmente in rapporto al clima dove viene coltivata, per cui se ne distinguono diverse varietà.
Da una di queste varietà la "cannabis indica", coltivata in indonesia ora e nord africa si estraggono i prodotti utilizzati dai tossicomani.

Le parti utilizzate da tempi antichissimi sono due.
La resina che assume denominazioni diverse socondo i paesi. Charas in Asia, haschish in medio oriente, Chira in nord africa. La canapa, fiori e foglie, raccolta disseccata e triturata e mescolata con tabacco prende il nome di marihuana.
Un uso endemico di questa droga è tradizionale in India ed in tutti i paesi mussulmani. Negli ultimi decenni il suo consumo si e diffuso in Usa ed in Europa.
I principi attivi della canapa sono gli isomeri e gli omologhi del tetraidrocannabbinolo, ma l'effetto inebriante della canapa deriva dall'azione di tutti i suoi principali componenti.
La canapa produce varie fasi di ebbrezza che possono essere cosi riassunte:
1 - una fase di eccitazione euforica che si avverte dopo 2 ore dalla somministrazione e che consiste in una sensazione da PARTE DEL PAZIENTE di un benessere fisico, di un allegria non ben definibile. Si conservano intatte le facolta mentali anche se le azioni sfuggono al controllo della volontà.
2 - secondo stadio dove si assiste ad una fase di esaltazione sensoriale affettiva per cui il soggetto vive in un mondo meraviglioso e fantastico a questo stadio fa seguito una fase estetica che consiste in una beatitudine tranquilla e ricca di visioni fantastiche. Dopo questo stadio estetico il "viaggio" si conclude con il sonno. A differenza dell'oppio la canapa non causa dipendenza fisica mentre per quella psichica ci sono molti rischi.

Questa tossicomania va controllata per la crescente diffusione giovanile e per l'apatia ed il disinteresse per tutto cio che circonda e per il decadimento fisico che comporta.
A livello terapeutico bisogna ricordare che il nostro organismo produce cannabinoidi in maniera naturale, ma alcuni fattori tra cui lo stress possono inibire una carenza di endocannabinoidi portando ad uno squilibrio di bilanciamento fisiologico. I cannabinoidi sono molecole prodotte dal nostro corpo: endocannabinoidi ed in natura fitocannabinoidi i quali servono come chiave per attirare specifici recettori.
I recettori cannabinoidi agiscono come dei piccoli lucchetti che devono essere attivati per stimolare la produzione degli impulsi fisiologici che regolano le varie funzioni.
Un sano sistema endocannabinoide regola: stress, infiammazioni, metabolismo, funzioni immunitarie, memoria, energia vitale, appetito, trasmissioni neuronali, umore, sonno, resistenza al dolore, controllo muscolare, azione antitumorale.
Alla luce di queste recenti ricerche l'uso dei cannabinoidi in terapia va esteso ed ampliato sulle varie patologie ad esso sensibile ed esteso ad altri campi fino ad ora inesplorati.

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