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Intolleranza al lattosio

intolleranza al lattosio 350 260 minDr Antonioi Colasanti - Fin dai tempi antichi si era notato come l'alimentazione potesse essere causa di malattia. Ippocrate, medico greco padre della medicina moderna si era reso conto che alcuni individui non tolleravano determinati alimenti che altri utilizzavano senza subire alcun danno. Fu il primo a parlare di reazioni allergico-intolleranti al latte che si manifesta con disturbi digestivi ed orticaria tanto che affermò: lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo. Più recentemente inizi del '900 si inziò a sospettare che l'esposizione giornaliera ad alcuni cibi potesse causare malattie croniche.

Quindi per parlare di reazioni allergiche alimentari o intolleranze bisogna conoscere l' "ecologia clinica" cioè lo studio delle patologie che l'ambiente esterno può causare sull'uomo. Il termine allergia cioè -altra reazione- venne usata nel 1906 dal medico viennese Von Pirquet, pediatra che notò per primo le reazioni allergiche agli alimenti. Il latte e un alimento prezioso per i suoi componenti; aminoacidi essenziali, vitamine a, d, e, k, sali minerali quali calcio, fosforo. magnesio, ferro, vitamine gruppo b, pertanto apporta numerose sostanze nutrienti e vitali di cui l'uomo necessita. Il latte non deve essere un alimento principale, non solo perche il lattosio agisce sulla glicemia, ma anche perchè le proteine del latte, in particolare la alfa-lattoalbumina, possiede azione endocrina ormonale, aumentando l'insulino resistenza. Il formaggio contiene i nutrienti del latte in forma concentrata e quindi un ottimo complemento alimentare ma con la stessa problematica

Allergia alle proteine del latte

Se si considera l'evoluzione non è passato molto tempo da quando l'uomo non utilizzava lo zucchero contenuto nel latte-lattosio. Solo l'allevamento dei bovini con il consumo di latte fece diffondere la mutazione del dna grazie al quale il nostro corpo non solo in eta neonatale ma anche in eta adulta puo produrre l'enzima lattasi necessario per digerire il lattosio.

Il latte è l'unico cibo contenente lattosio e l'uomo è il solo mammifero che conserva un alta attività dell'enzima lattasi per tutta la vita. Le forme di intolleranza al lattosio possono essere di due tipi: primitive e secondarie
- Le prime sono dovute a deficit genetici, la forma piu grave è il deficit congenito di lattasi in cui la diarrea inizia dalla nascita. Il deficit è permanente senza miglioramenti negli anni. Molto piu frequenti sono le intolleranze secondarie legate in genere ad un danno della mucosa intestinale provocate da gastroenteriti. Nalla malattia celiaca le intolleranze sino alle proteine del latte vaccino. La giardiasi del morbo di crohn, si manifesta con diversi sintomi iniziali tra i quali diarrea e perdita di peso. Anche se non esiste una cura, si può trattare con una giusta dieta e dei rimedi naturali.

Il lattosio ha un importante significato nutrizionale in quanto rappresenta il 40-100 delle calorie introdotte dal neonato, la lattasi è presente già nel secondo mese di vita. Nelle intolleranze al lattosio la terapia prevede l'eliminazione del lattosio nella dieta quindi le proteine del latte vaccino ed altri alimenti.
Latte vaccino intero scremato latticini formaggi
Cereali biscotti tutti i prodotti con latte aggiunto
Carne bovina e suina e conservata
Prodotti zuccherini dadi caramelle legumi in scatola
In alternativa tutti i latti vegetali.

L'allergia ai cibi ed alle sostanze chimiche puo causare reazioni nell organismo di origine cutanea, edemi, asma ma anche nevrosi, difficolta di conentrazione, labilita d'umore
Cefalee-astenia cronica-ipertensione-obesita-ulcere-cistiti-artrosi.
Le tossine che si formano nei processi di intolleranza alimentari hanno un organo bersaglio specifico per ognuno di noi.
Per diagnosticare le allergie si eseguono le prove classiche rast.prick test che prendono in considerazione gli anticorpi prodotti dall organismo.

Guarire dalle intolleranze alimentari non è difficile. Una volta individuati con precisione i cibi responsabili è sufficente eliminarli completamente dall'alimentazione quotidiana per un periodo variabile da 4 a 6 settimane per poter poi reintrodurre l'alimento responsabile. Se l'organismo è completamente disintossicato e non riconoscerà piu quegli alimenti come estranei e dannosi il piu delle volte li accetterà senza problemi.

 

 

 

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