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Quando conoscemmo il chinino

chinino 350 minDr. Antonio Colasanti - Un terremoto nel Perù precolombiano avrebbe fatto cadere alcune piante in un lago le cui acque acquistarono il potere di combattere una febbre ricorrente. La malaria.

Nel seicento i soldati spagnoli di stanza in sud America si curavano la malaria con una infusione di corteccia peruviana. Intanto il rimedio approda nel vecchio mondo sotto il nome di "polvere della contessa". Stando alla tradizione, la contessa Anna de Chincon, moglie del viceré spagnolo in Perù, lo avrebbe usato contro la malaria guarendo, per cui lo porto con sè in Europa.

Linneo, il grande botanico battezzò la pianta "cincona officinalis" in onore alla nobildonna.
Secondo la storia la contessa non ebbe la malaria e nemmeno tornò in Europa. Il rimedio si diffuse grazie alla sua efficacia. I gesuiti si occuparono attivamente del trasporto e distribuzione della china anche se ci furono nel mondo scientifico diffidenze.

A londra il fitoterapico venne avversato dalla classe medica perche la sua azione contrastava con la teoria degli umori ancora dominante ed inoltre il coinvolgimento dei gesuiti insospettiva molti. Per due secoli la polvere della contessa vivacchiò nei barattoli degli speziali e nelle bisacce dei ciarlatani, finche i suoi principi attivi furono estratti nell'ottocento da due chimici francesi.

Questo successo segnò l'inizio dell'uso razionale del chinino e la sconfitta di un male che fece strage di uomini, cioè la malaria.
Si pensi che l'omeopatia moderna inizia nel momento in cui il suo scopritore Samuel Haenemann beve acqua in un bicchiere dove erano rimaste tracce di chinino avendo gli stessi sintomi che provocava la malaria. Da lì intui che dosi infinitesimali di sostanza possono guarire la malattia stessa. Nacque, quindi l'omeopatia.

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