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Le crepe dell’Alternanza scuola lavoro

alternanza scuola lavoro 1di Paola Bucciarelli - Tre giorni fa è stato il primo maggio. Da tradizione il "Primo Maggio" è la festa dei lavoratori. Essa nasce a Parigi il 20 luglio del 1889 durante il congresso della Seconda Internazionale.
La data prescelta non fu casuale: ricordare una manifestazione operaia repressa nel sangue a Chicago nel 1886.
A metà del 1800, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il 1° maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e terminò, il 4 maggio, col massacro di Haymarket dove morirono 11 persone.
L’iniziativa raggiunse l’ Europa e divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il 1° maggio del 1890 registrò un’altissima adesione.
Perché questa digressione storica?
Il motivo risiede nel fatto che alcuni studenti del Liceo classico Garibaldi di Napoli, avrebbero dovuto lavorare il Primo Maggio per assolvere all’impegno di un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro ( Asl). Ho usato il condizionale perché, grazie alla loro protesta, gli studenti sono riusciti a non lavorare il 1° maggio.

La protesta presso il liceo Garibaldi di Napoli
Il liceo Garibaldi aveva stabilito con il Pio Monte della Misericordia che gli studenti facessero le guide turistiche nel giorno della Festa dei Lavoratori. Nonostante le minacce del dirigente di far saltare tutto il monte ore del progetto di Asl, la giornata di “alternanza scuola-lavoro” programmata per il Primo Maggio al Pio Monte della Misericordia di Napoli è saltata. La lotta ha pagato!
Come si legge nel comunicato del Collettivo Autonomo Studentesco Garibaldi: «Questa reazione ci dimostra che nonostante le difficoltà la nostra lotta è giusta, che il sistema dell'Alternanza va scardinato e presentato per quello che è: la nuova frontiera dello sfruttamento. Lo stesso sfruttamento contro cui hanno lottato tanti uomini e tante donne, pagando a caro prezzo quelle conquiste e quei diritti che oggi vengono sistematicamente negati. Per questo il giorno della festa del lavoro, non si può che denunciare un sistema che pretende che in questa data tanti studenti minorenni si prestino a lavorare gratis... »

Tutti i limiti del modello di Alternanza scuola lavoro
Quanto è accaduto è l’ennesima prova che l'introduzione della Asl nei licei è frutto di un provvedimento velleitario, pretenzioso e sostanzialmente irrealizzabile.
Non è vero che in questo modo gli studenti sperimentano il valore del lavoro: non c’è nessun valore formativo e nulla di positivo nel ritrovarsi a “lavorare gratis” per un qualunque museo, ente, azienda del territorio.
Non serve a conoscere l’organizzazione del lavoro, non serve a capire come è fatta e come funziona una realtà lavorativa, e non è utile neppure ad orientare gli studenti.
Il valore del lavoro è qualcosa di complesso e non lo si impara in un mese di lavoro gratuito spalmato su tre anni. Anzi, il rischio vero è esattamente l’opposto.
L’ Alternanza scuola lavoro è sbagliata, perché toglie agli studenti e alla scuola tempo prezioso che potrebbe e dovrebbe invece essere utilizzato per la formazione e per la crescita, culturale e personale, degli studenti.

Cosa gli studenti dovrebbero imparare del lavoro
La scuola così non è più scuola, cioè il luogo dove si impara, ci si forma e si cresce, ma diventa qualcos’altro, perde le sue caratteristiche, la sua autonomia, e si piega alle logiche di mercato.
Da quando l’ Alternanza scuola lavora è stata imposta per legge, mi chiedo, perché nessun progetto preveda di spiegare a questi ragazzi, per esempio, che quando si ha un lavoro si ha un contratto con diritti e doveri, o quanti e quali contratti esistano ( esistono 46 tipologie di contratti precari!) e ancora, la differenza che passa tra un lavoro svolto con un contratto nazionale e uno svolto con un contratto di collaborazione.
Nessuno spiega a questi studenti che lo stage non è un contratto, che può prevedere 6h al massimo di lavoro ogni giorno, che deve essere retribuito. Forse ai ragazzi nelle scuole tutto ciò interesserebbe, sarebbe utile.

La retromarcia del Ministero
La legge sulla “buona scuola” è stata una legge sbagliata, l’Alternanza Scuola Lavoro ne rappresenta uno dei suoi aspetti peggiori. È ora di prenderne definitivamente atto. Sarebbe ora di iniziare a lavorare per cambiare tutto ciò che non funziona, ma manca il governo.
Nel frattempo il Ministero dell’Istruzione sembra aver iniziato a capire che l’Alternanza pone più di qualche problema che potrebbe essere foriero di ricorsi; così in una nota ministeriale, inviata a tutti gli uffici scolastici regionali e alle scuole per gli scrutini di giugno, afferma che «non sarà obbligatorio per gli studenti aver raggiunto l’intero monte ore minimo di alternanza previsto dalla legge 107».

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