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Perché alunni violenti contro docenti

  • Scritto da  Mazzoli-De Gasperis

help a scuola minUNOeTRE.it ha deciso di raccogliere pareri e opinioni di chi insegna nella scuola o la dirige, ma anche di studenti, sui fenomeni di aggressività che si sono manifestati in alcuni istituti italiani.
A tutti abbiamo proposto le stesse domande per realizzare una indagine di pareri che consentano di approfondire il fenomeno senza lasciarlo cadere nel dimenticatoio e per informarne con argomenti riflettuti e approfonditi.

Quattro aggressioni di studenti ai danni degli insegnanti dal 2015 ad oggi, di cui 3 in questo primo quadrimestre 2018. Forse non sono i soli, ma quelli di cui si è occupata l’informazione e comunque sono di tale gravità da non poterli trascurare.
17 aprile 2018 Lucca, studente aggredisce prof. e pubblica video: “Comando io, mi metta sei”; 25 marzo 2018 studente di una scuola di Parma aggredisce l'educatore e gli rompe il naso; 1 febbraio 2018 Istituto superiore Ettore Majorana di S. Maria Vico in provincia di Caserta, per presunte offese ricevute dall'insegnante uno studente di diciassette anni ha ferito con un coltello la sua professoressa; 17 aprile 15 al Liceo Tenca di Milano, prof. aggredito in aula da studente: «Però il preside ha sospeso me».
Casi diversi che in comune hanno un rapporto violento di studenti contro i loro insegnanti. Si parla di bullismo in queste cronache. L'accezione è generalmente utilizzata per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani solitamente coetanei. Lo stesso comportamento, o comportamenti simili, in altri contesti, sono identificati con altri termini, come mobbing in ambito lavorativo o nonnismo nell'ambito delle forze armate. A partire dagli anni 2000, con l'avvento di Internet, si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto fra i giovani, il cyber-bullismo.*

*Fonti di consultazione: "un insieme di comportamenti verbali, fisici e psicologici reiterati nel tempo, posti in essere da un individuo, o da un gruppo di individui, nei confronti di individui più deboli". [...] La debolezza della vittima o delle vittime può dipendere da caratteristiche personali [...] o socioculturali [...]. I comportamenti (reiterati) che si configurano come manifestazioni di bullismo sono vari, e vanno dall'offesa alla minaccia, dall'esclusione dal gruppo alla maldicenza, dall'appropriazione indebita di oggetti [...] fino a picchiare o costringere la vittima a fare qualcosa contro la propria volontà.» (“Bullismo“. Guarino A., Lancellotti R., Serantoni G.)

 

Le interviste raccolte sono a cura di Ignazio Mazzoli e Nadeia De Gasperis


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