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Violenza a scuola: 'ci troviamo di fronte a fenomeni epocali'

  • Scritto da  Mazzoli-De Gasperis

a scuola studentesse

Per una indagine di opinioni sui fenomeni di aggressività nelle scuole da studenti verso docenti. Intervista al Prof. David Toro*. Insegna storia e filosofia al liceo scientifico Severi di Frosinone

Si parla di bullismo nelle cronache. L'accezione è generalmente utilizzata per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani solitamente coetanei. Lo stesso comportamento, o comportamenti simili, in altri contesti, sono identificati con altri termini, come mobbing in ambito lavorativo o nonnismo nell'ambito delle forze armate. A partire dagli anni 2000, con l'avvento di Internet, si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto fra i giovani, il cyber-bullismo.*
È giusto chiamare “bullismo” un atto di aggressione di uno studente verso un docente? Secondo lei qual è la definizione appropriata?

Non sono d’accordo. Personalmente bullismo e cyberbullismo li vedo come fenomeni che riguardano coetanei a scuola e fuori la scuola. La violenza dello studente verso il docente invece è un segno del profondo cambiamento che la nostra società sta attraversando.

Di fronte a quale fenomeno (questa aggressività fisicamente violenta) ci troviamo? Può allargarsi?

Come ho detto sopra ci troviamo di fronte a fenomeni epocali. La crisi della famiglia, il diverso rapporto che si sta creando tra genitori e figli (con la tendenza a considerare i figli più amici che figli appunto, l’uso invasivo delle moderne tecnologie che distraggono, creano dipendenza, abituano a seguire mode effimere. Tutto contribuisce a rendere più confuso e caotico il quadro generale. Come redattore di una rubrica che parla di “webeti” e quindi di arroganza e violenza sul web sono convinto che il fenomeno non sia affatto in diminuzione. Tutt’altro.

Perché questa aggressività? Cosa si è rotto nella scuola: il rapporto insegnanti-studenti o genitori-insegnanti?

Devo dire che nella mia scuola il rapporto genitori – insegnanti ancora regge e molto bene, per fortuna. Sui rapporti docenti-studenti ci sono delle evidenti difficoltà in alcuni casi. Alcuni problemi poi dipendono anche da un ruolo invasivo che stanno assumendo le moderne tecnologie, che allontanano sempre di più gli studenti da alcuni docenti, legati a un vecchio modo di fare scuola e che spesso non sono consapevoli delle potenzialità positive che pure avrebbero.
La riforma del lavoro non aiuta in questo senso, poiché farà lavorare nella scuola docenti ultrasessantenni, i quali saranno quindi sempre più distanti dall’universo dei quindicenni e sedicenni.davi toro 350 260 min

I Quale modificazione, avvenuta nella scuola, può esser a suo parere responsabile di un così conflittuale rapporto fra docenti e discenti? Siamo di fronte a casi sporadici o c’è anche un clima generale di difficoltà nel rapporto fra chi insegna e chi dovrebbe imparare??

Vedi risposta n.3

Si può pensare che ci sia una imperante cultura di violenza indotta dai media e dalla più recente “visione” di mondo virtuale in cui molto spesso i giovani si rifugiano per sfuggire a realtà familiari e sociali difficili da sostenere per un adolescente??

Assolutamente sì. Il web è pieno di frustrati e ignoranti che sfogano la propria rabbia e mancanza di cultura sui social, insultando e prevaricando. E non è solo un problema che riguardi i giovani. I giovani però si trovano in una situazione pericolosissima in questo senso, esposti ad un’infinità di rischi e pericoli.

Il profitto degli studenti è qualitativamente cresciuto o non è gratificante per il lavoro degli insegnanti? Le riforme e le nuove metodologie introdotte nella scuola negli ultimi anni hanno effettivamente favorito il processo di apprendimento e un migliore rendimento degli studenti??

Le riforme per introdurre nuovi approcci e metodologie sono state utili, basti pensare all’implementazione del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale ) mediante il quale lo Stato ha investito molti milioni di euro nella scuola, anche investendo sulla formazione digitale dei docenti e suoi rischi di cyberbullismo tra i giovani, ma come detto prima il problema è soprattutto sociale e culturale.

Casi eccezionali o clima difficile di convivenza: con quali mezzi affrontarli per modificare questa situazione? Dove intervenire: sugli studenti, sugli insegnanti, sui genitori o su tutti insieme??

Gli interventi devono essere ad ampio raggio su tutte le componenti. La legge 71/2017 ad esempio (quella sul cyberbullismo nelle scuola) ha iniziato un percorso di conoscenza e prevenzione del fenomeno, che permetterà – mi auguro - alle scuole di agire con tempestività qualora si verifichino problemi di bullismo e violenza.

Ci sono licei che per autopromuoversi hanno usato slogan del tipo “in questa scuola non ci sono disabili e immigrati” insegnare l’inclusione e l’accoglienza può aiutare a contrastare i fenomeni di violenza?

Premesso che questa notizia è stata equivocata in parte poiché il RAV (Rapporto di AutoValutazione - ndr) poneva domande atte a definire il tessuto socioeconomico della scuola (e la percentuale di disabili e stranieri), non in vista di una autopromozione bensì per sole ricerche statistiche, sono convinto che l’inclusione possa aiutare eccome a contrastare il fenomeno. Uno dei Decreti legislativi della Legge 107 è dedicato infatti esclusivamente all’inclusione.

 

Intervista a cura di Ignazio Mazzoli e Nadeia De Gasperis

 

*David Toro
Nato a Frosinone nel 1968 ha studiato Organo, Composizione e Filosofia insegnando in Conservatorio e nelle Scuola Statali. È autore di pubblicazioni a carattere musicologico ed attualmente insegna Filosofia e Storia presso il Liceo Severi di Frosinone, dove aver vissuto e lavorato diversi anni a Milano.
E’ presidente dell’Associazione di volontariato Frosinone Bella e Brutta, con la quale porta avanti campagne di sensibilizzazione verso politiche ambientali a Frosinone e nella Valle del Sacco.
Cura sul blog www.alessioporcu.it una rubrica dal titolo “Lei è un webete”.

 

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