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I disoccupati fra speranze, incertezze e fatti nuovi

LaSperanza IlLavoro 350 260 puntilucedi Ignazio Mazzoli - Giovedì 11 maggio alle 15 sono giunti al palazzo della Provincia davvero in tanti. Il Presidente Pompeo ha autorizzato l’utilizzo del salone di piazza Gramsci per ospitare i molti disoccupati che volevano ascoltare il resoconto di “Vertenza Frusinate Disoccupati uniti” degli incontri che una delegazione aveva avuto all’inizio della settimana al Ministero del Lavoro e con i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Una diretta streaming ha assicurato, per il tempo in cui ha funzionati il wifi della Provincia, un’informazione a chi non era potuto venire.
Grande attenzione all’informazione che Gino Rossi svolge in assemblea. Riferisce dell’appuntamento svolto il 9 maggio al Ministero del Lavoro con il Sottosegretario Senatrice Franca Biondelli insieme alla collega Maria Spilabotte; sono presenti i Direttori De Camillis e Menziani, l’Assessora regionale Lucia Valente e il responsabile della Direzione regionale del lavoro. C’è un’altra presenza di rilievo, quella dell’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) rappresentata del Presidente Del Conte e dal Direttore Pirrone, che ha vivacizzato non poco l’incontro con le sue critiche e rimostranze verso la Regione Lazio e il comitato di gestione dell’area di crisi complessa,
Gino Rossi e Tiziano Ziroli hanno illustrato in maniera particolareggiata i punti di un probabile accordo che dovrebbe definirsi fra pochi giorni.

Che c'è in arrivo?

Abbiamo già scritto che si profila la possibilità' di una proroga della mobilita per 1700 e l'occasione di lavori di pubblica utilità. Non c’è proroga ancora, quindi, perché dopo l’incontro di martedì scorso, 9 maggio, si è raggiunta, finalmente, solo una unità d’intenti nel proporre e sostenere una modifica al comma 11 dell’art 44 della legge 14 che estenda la proroga anche per le “mobilità”, una deroga che finora non è prevista nel Milleproroghe 2016-2017.
Che avverrà ora? Le Senatrici Franca Biondelli, Maria Spilabotte e il Deputato Nazzareno Pilozzi si sono impegnati a predisporre un emendamento da inserire nella manovrina fiscale chiesta dall’Europa e che sarebbe già andata in commissione ieri 11 maggio.
C’è un impegno comune e condiviso a sostenerne l’approvazione, che se anche avverrà nei prossimi giorni ha tempi di reale applicazione della nuova norma non brevissimi. Le somme disponibile restano le stesse, circa 19 milioni e mezzo, di cui forse solo 14 di essi potranno esser destinati alla proroga della “mobilità”, ma per potere percepire le somme ci vorranno circa 7-8 mesi di attesa, come è già avvenuto con la precedente proroga erogata nei primi mesi di questo 2017.
Già questo risultato da solo è assai apprezzabile nell’immediato. Rappresenta la manifesta intenzione delle Istituzioni di Governo di volere intervenire per misurarsi con l’emergenza. Fino a qualche mese fa era sostenuta l’impossibilità ad intervenire in tal senso.

I nuovi "tirocini"

Ma c’è di più. Vengono riproposti i tanto contestati “tirocini” perché hanno rappresentato la mortificazione dei disoccupati e premiato solo gli imprenditori. Oggi cambiano volto: servono sempre per “rimettere in gioco” chi non ha un lavoro imparandone un nuovo o svolgendo un aggiornamento riqualificante del lavoro che si era già svolto, ma... con alcune novità di grande rilievo. - Uno. Il nuovo "tirocinio" allarga insieme le aree dei destinatari e degli imprenditori che possono essere interessati da questo provvedimento che si rivolge quindi all’intero mondo del lavoro e della ricerca di occupazione, giovani non occupati e vecchi disoccupati, perché trovino sbocchi di utilizzo nelle aziende come nei comuni o anche nei negozi, ecc.. con una precisa indicazione che assicuri percentuali a garanzia degli under 60. - Due. Mentre prima beneficiavano dei 500 euro erogati pro-capite dalla Regione Lazio solo gli imprenditori oggi è previsto che questa somma vada al lavoratore e insieme ci sarà una sovvenzione a chi prende il tirocinante (parola dell’Assessora Lucia Valente). Si è anche discusso di proporre a chi assume di contribuire con interventi a vario titolo per consentire al tirocinante di potere disporre di un sostegno mensile fra i 700 a 750 euro. Questo sarà anche il contenuto in un protocollo concordato con imprese, Comuni, associazioni imprenditoriali e sindacati. Tutto ciò che è occasione di lavoro diviene “tirocino” con durata da 6 a 12-18 mesi e con possibilità di tramutarsi in contratti vari. Riecheggiano qui le proposte contenute nel documento firmato da 74 sindaci del frusinate e quindi si prevedono nuovi incontri fra Comuni e Provincia. Fin qui opportunità per chi non supera i 60 anni.

C’è qualcosa anche per chi ha più di 60 anni e deve arrivare alla pensione.

Si crea una prospettiva nei lavori di pubblica utilità nei propri comuni. Questo risultato già da tempo veniva ricercato e sostenuto da molti sindaci.
Vediamo come funzionerà. Facciamo un esempio: servono 10 spazzatori. Chi li assume? L’azienda cui si rivolge il Comune oppure è questo che li sceglie e li mette a disposizione in quanto suoi tirocinanti? Per retribuirli il Comune sarà aiutato con 500 euro per lavoratore che può essere impegnato 20 ore a settimana. Una contribuzione figurativa li farà arrivare alla pensione.

48 lunghi mesi

48 mesi per arrivare a questo risultato. Se è tutto oro quello che luccica lo sapremo presto. Cosa nell’immediato ha consentito la svolta? Il costante sforzo unitario sostenuto i questi anni alla ricerca costante del dialogo e dell’incontro è alla base di ogni valutazione.
Ma c’è un “fatto”. E non si deve smarrire. Dal primo maggio c’è un’attenzione nuova e diversa dei sindacati, che scrivono a Zingaretti: «Dopo anni di promesse ed azioni, ci consenta poco efficaci, il territorio esige una possibilità reale per fornire risposte occupazionali concrete ai Lavoratori e tornare a ridare speranza alla nostra Comunità Provinciale». L’incontro che i disoccupati e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno avuto il 12 maggio con una delegazione di Vertenza Frusinate conferma il “fatto nuovo”.
Si apre una condizione di comprensione reciproca? In molti ci credono. Gli invisibili e dimenticati disoccupati sono ormai riconoscibili. Molti hanno militato nei sindacati e sicuramente apprezzano questa, attesa, nuova attenzione e comprensione. I sindacati incontrano lavoratori che sanno di diritti e doveri e non fanno proposte a vanvera o peggio provocatorie. Un muro è caduto, ora nasca un impegno comune dicono quelli di Vertenza Frusinate. L’osservatore di suo aggiunge: la disoccupazione ormai è strutturalmente cronica, d’ora in poi dovrebbe diventare un aspetto qualificante del lavoro quotidiano dei sindacati, dei partiti e delle istituzioni, insieme alla ricerca di misure straordinarie e di nuove tutele.
Anche ora c’è qui un’emergenza da affrontare insieme: la vigilanza sull’attuazione degli accordi che si andranno a prendere e la certa e verificabile trasparenza della loro applicazione. Infatti parzialità e ingiustizie, o peggio clientele, fra chi soffre sarebbero un vero e proprio delitto che va impedito.

Da fastidiosi protestatari a bravissimi

C’è soddisfazione garbata e forse timida in Vertenza Frusinate. Ma è fuori di dubbio che all’accordo descritto si arriva grazie a tutte le proposte e la coerenza di Vertenza Frusinate Disoccupati uniti e gratifica non solo chi si è impegnato in prima persona, ma tutti i disoccupati di questa provincia e oltre. Quando alla fine dell’incontro al Ministero, l’Assessora Lucia Valente, ostinata e scorbutica avversaria di questi disoccupati ciociari, si avvicina a Gino Rossi e a Tiziano Ziroli e li ringrazia dicendo loro che hanno fatto proprio un “lavorone”, sottolinea con onestà intellettuale un’evidenza: non solo tenacia e iniziativa politico-sindacale, ma anche studio. Infatti nell’incontro di martedì scorso i rappresentanti dei disoccupati sono stati in grado di fornire un'ampia documentazione di dati verificati, certi e di disposizioni normative sulla possibilità di utilizzo dei provvedimenti già esistenti per poter trovare almeno le più immediate soluzioni.
Insomma da fastidiosi protestatari a bravissimi. È un bel passo avanti. Tuttavia 48 mesi di dinieghi, di sordità, di delusioni e ostilità non si scordano in quattroequattr’otto. Guardare avanti è la regola seguita e tutt’ora valida. Ora si tratta di verificare l’attuazione pratica di ogni accordo. Armando Mirabella di "Possibile", così ha commentato queste notizie che circolano da alcuni giorni: «Aspettiamo, ma se questa cosa accadrà, sarà una lezione da mandare a memoria e ripetere all'infinito per chi crede che la mobilitazione, la lotta costante e argomentata non servano a nulla e siano solo chiacchiere».

12 maggio 2017

 
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